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  1. #1
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    Thumbs up Editoriale Di Leoni: No All'america Del Multisessualismo, Del Multicultiralismo

    FARE I CONTI CON L'AMERICA


    giuseppe leoni
    --------------------------------------------------------------------------------
    Non mi piace l'America e mi piace l'America. Mi piace l'America che in nome della libertà si conquistò l'indipendenza con la secessione da un impero; che è nata federalista e che il federalismo l'ha sempre gelosamente difeso e dove nei diversi territori dell'Unione ciascuno è padrone a casa propria; mi piace l'America che ha una stampa non asservita ai poteri forti e dove il popolo elegge sul territorio il capo della polizia locale e il magistrato della pubblica accusa e al giro successivo può liberamente mandarli a casa; mi piace l'America della ricerca scientifica e medica e che offre l'opportunità di affermarsi a chiunque inventa un'idea e un lavoro; mi piace l'America aeronautica...
    Non mi piace proprio l'America spesso arrogante che vuole imporci un modello umano al quale sottomettersi, dalla musica alla tavola. Non mi piace l'America che vedo nei film di Hollywood, piena di violenza, di ammazzamenti e di porno Aids; non mi piace l'America della competizione selvaggia, che spesso abbandona i deboli alla marginalità sociale; non mi piace il potere quasi senza controllo delle multinazionali americane e il loro peso decisivo nell'economia e nella finanza mondiale; non mi piace quell'America intellettuale che arriva da New York (e importata dai Veltroni di turno) con quei controvalori multietnici, multiculturali e multisessuali che vogliono imporsi anche qui e tagliare le nostre radici.
    Credo che tutti siamo combattuti tra questi sentimenti contrastanti: ed è naturale che sia così, verso un grande paese che, dalla caduta dell'URSS, porta la responsabilità solitaria della superpotenza. È per questo che nei suoi confronti possiamo essere insieme comprensivi ma anche duramente esigenti (come è successo per le torture che una democrazia non doveva permettersi).
    In realtà, in questi tempi drammatici nei quali lo scontro di civiltà è proprio dietro l'angolo, emerge una pericolosa gelosia delle classi dirigenti europee, soprattutto di sinistra. Che assomigliano a un padre stanco e disilluso, che vede ridotte le sue forze e assiste all'emergere di un figlio giovane e forte, magari impulsivo e poco saggio, che ha il mondo davanti. Il futuro (compresi gli errori) è suo: ma fa comunque parte della stessa famiglia, quella dell'Occidente.
    Da anni, prima con l'invasione strisciante e poi con la sfida aperta e sanguinosa del terrorismo islamico, all'Occidente è stata dichiarata una guerra senza quartiere, che è e che sarà lunga e difficile. Pensare di restarne fuori è soltanto una pericolosa illusione. O ci si arrende o ci si difende.
    La guerra è sempre una brutta cosa: ma la pace è una conquista sempre difficile. Oggi l'Iraq, sottratto con le armi a un feroce dittatore, va aiutato a raggiungere la sua libera autodeterminazione. Non c'è altra strada, certo con un di più di partecipazione della comunità internazionale. Ma proprio quando si intraprende questa strada, la nostra sinistra "sfascista" è solo capace di scappare. Lasciando anche la piazza alle frange violente (lo si è visto ieri a Roma, quando si celebrava l'anniversario dell'ingresso delle truppe alleate).
    Quest'America (e se vince Kerry alle elezioni, la linea non cambia) va solo aiutata a vivere meglio e con più rispetto per tutti i popoli le sfide drammatiche che ci stanno davanti. Mi domando se per caso quest'odio per Bush non sia rivolto verso la sua politica per la famiglia che non è tanto lontana dalla nostra. Certo, in questi conflitti c'è anche il petrolio: ma chi sarebbe disposto a tornare a vivere a lume di candela e a viaggiare con i tram a cavalli? Se fosse solo per il petrolio l'America poteva conquistarsi il Venezuela: era più vicino e spendeva molto di meno.
    Bush, la guerra, il terrorismo
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    OTTIMO EDITORIALE NELLA PARTE IN CUI SI ATTACCANO I DISVALORI DI CUI L'AMERICA E' PORTATRICENon mi piace proprio l'America spesso arrogante che vuole imporci un modello umano al quale sottomettersi, dalla musica alla tavola. Non mi piace l'America che vedo nei film di Hollywood, piena di violenza, di ammazzamenti e di porno Aids; non mi piace l'America della competizione selvaggia, che spesso abbandona i deboli alla marginalità sociale; non mi piace il potere quasi senza controllo delle multinazionali americane e il loro peso decisivo nell'economia e nella finanza mondiale; non mi piace quell'America intellettuale che arriva da New York (e importata dai Veltroni di turno) con quei controvalori multietnici, multiculturali e multisessuali che vogliono imporsi anche qui e tagliare le nostre radici

    Lega a difesa delle nostre radici etniche, della famiglia tradizionale, della nostra religione, contro l'immgirazione e il mondialismo!!!Leoni è una garanzia di leghismo doc!!!
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Salviamo capra e cavoli, insomma. Comunque, almeno, si iniziano a fare distinguo, ad aprire fronti di critica al modello americano neo-cons, aspettando tempi migliori. Risollevato, Totila??

  4. #4
    Totila
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    Originally posted by ZENA
    Salviamo capra e cavoli, insomma. Comunque, almeno, si iniziano a fare distinguo, ad aprire fronti di critica al modello americano neo-cons, aspettando tempi migliori. Risollevato, Totila??
    Diciamo di sì...
    Ma vorrei Calderoli, Maroni e Cè, in un campo di rieducazione politica...Solo per una settimana...

  5. #5
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    bell'analisi, finalmente dei distinguo ponderati..senza fare dell'antiamericanismo di sinistra che ci fa solo perdere voti.
    sono d'accordo con leoni (tra l'altro ho letto i 2 editoriali pubblicati sul forum e li trovo molto belli..finalmente un miglioramento per il giornale la Padania)dicevo sono d'accordo con lui perchè anche io dell'america ammiro la libertà di parola e di espressione, la competitività delle aziende, la serietà professionale nel lavoro e nella gestione della cosa pubblica, le politiche per la famiglia, la ricerca scientifica, lo sport fin da giovanissimi, il federalismo, la fantasia e la creatività in tanti campi dalla musica al cinema al mondo dei computer (ed internet ne è un esempio), la difesa della proprietà privata ecc....allo stesso tempo non condivido la politica estera ma soprattutto la società multietnica ed il melting pot, la violenza e la pornografia troppo marcati, l'uso smodato di droghe ed il fanatismo religioso di certe sette, penso che gli states abbiano tanti pregi ma allo stesso tempo tante contraddizioni al loro interno.
    da europeo mi accorgo che dell'america purtroppo stiamo copiando solo i lati negativi. ...e che ci si rifà ai valori liberali solo quando fa comodo..

  6. #6
    El Criticon
    Ospite

    Predefinito Finalmente ...

    ... ma è solo un primo, piccolissimo passo verso l'auspicato (da molti ma non tutti) ritorno alle genuine origini leghiste ...

    Insomma, meglio tardi che mai e, come racconta il vecchio adagio, ...

    chi ben ricomincia è già al millesimo dell'opera.

    Ciò detto, Giuseppe Leoni sembra un tantinello ingenuo (o furbacchione?) giacché l'elenco delle magagne del popolo degli USAti è molto più esteso di quanto egli non voglia indurci a credere.

    Quanto poi riguarda il petrolio irakeno o venezuelano, Leoni evidentemente non ha ancora avuto il tempo di studiare le ultime statistiche riguardanti la consistenza già accertata degli attuali giacimenti ma SOPRATTUTTO quella dei probabili, futuri iperpozzi per veri amanti pazzi dell'oro nero irakeno.

    Ahooo? Leoni? Svejate!

    Altro che Venezuela!

    Cmq, l'unica cosa che mi lascia un pochetto perplesso è quando Leoni scrive:

    Certo, in questi conflitti c'è anche il petrolio: ma chi sarebbe disposto a tornare a vivere a lume di candela e a viaggiare con i tram a cavalli?

    Vorrei chiedergli: ma lei, caro Leoni, ha mai calpestato alcuna bella caccona di cavallo?

    No?

    Io si invece. E vado pure a ricercarle equipaggiato con adeguato sacco ecologico tuttocacche, per scaraventarle in faccia a certi sindaci o sparlamentari cittadini.

    Purtroppo ma per loro fortuna, generose nonché genuine cacche di cavallo, e nemmeno di quadrupedi vacche, non se ne trovano più.

    Ma, a parte questa momentanea carenza di cavalli, che cosa induce G. Leoni a pensare che nessuno voglia mai ritornare ad alcun naturale habitat adeguatamente equipaggiato di lumi di candela and horse-powered trams?

    Al lume di candela si potrebbero caso mai rivivere gradevoli esperienze low-tech, high-touch, sensazioni scarsamente petrolifere oramai quasi perdute o dimenticate.

    Altro che Venezuela!

    Viva El LEON (Criticon)

  7. #7
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    Arrow SECESSIONE

    Originally posted by Celtic Pride
    bell'analisi, finalmente dei distinguo ponderati..senza fare dell'antiamericanismo di sinistra che ci fa solo perdere voti.
    sono d'accordo con leoni (tra l'altro ho letto i 2 editoriali pubblicati sul forum e li trovo molto belli..finalmente un miglioramento per il giornale la Padania)dicevo sono d'accordo con lui perchè anche io dell'america ammiro la libertà di parola e di espressione, la competitività delle aziende, la serietà professionale nel lavoro e nella gestione della cosa pubblica, le politiche per la famiglia, la ricerca scientifica, lo sport fin da giovanissimi, il federalismo, la fantasia e la creatività in tanti campi dalla musica al cinema al mondo dei computer (ed internet ne è un esempio), la difesa della proprietà privata ecc....allo stesso tempo non condivido la politica estera ma soprattutto la società multietnica ed il melting pot, la violenza e la pornografia troppo marcati, l'uso smodato di droghe ed il fanatismo religioso di certe sette, penso che gli states abbiano tanti pregi ma allo stesso tempo tante contraddizioni al loro interno.
    da europeo mi accorgo che dell'america purtroppo stiamo copiando solo i lati negativi. ...e che ci si rifà ai valori liberali solo quando fa comodo..

    Non dimentichiamoci che gli Yankees e la loro massoneria ci hanno conficcato nel 1999 un bel dente di cane Kosovaro che parte dalla Turchia e arriva su fino alla bosnia.Se non mettiamo un bel tappo sulla dorsale balcanica per l'europa è finita!!!




    L´Europa a 25 si affranchi dagli Usa
    di Massimo Fini



    Si è detto che l'allargamento a venticinque dell'Europa, che riunifica il Vecchio Continente dal Baltico a Cipro segna una data storica.
    Un'Europa unita è davvero così importante e gravia di significati e conseguenze? A parer mio sì. A patto però che non si limiti a essere l'Europa quasi esclusivamente commerciale di oggi - e invece in questi giorni non si è sentito parlar d'altro che delle opportunità economiche, peraltro dubbie, che l'allargamento apre a imprese e lavoratori - ma si vada verso un'Europa unita politicamente e militarmente.
    Da quando è crollata l'Unione Sovietica la mia formula è: un'Europa unita, neutrale, armata, nucleare e autarchica (ma dell'autarchia non ho lo spazio per parlarne qui). Unita politicamente e militarmente, e nucleare, per non dover più dipendere da nessuno per la propria difesa. E quindi con la possibilità di essere neutrale. Perchè l'alleanza con gli Stati Uniti, indispensabile fino a quando è esistito l'«orso russo», dato che solo gli americani avevano il deterrente necessario per impedire avventure continentali a una potenza atomica come l'Urss, sta diventando sempre più ingombrante e inquietante. La guerra alla Jugoslavia (che è stata una guerra 'contro' l'Europa) e all'Iraq ne sono esempi evidenti. Noi europei non abbiamo interesse alcuno a seguire gli americani nel loro delirio di egemonia planetaria. E per quel che riguarda il mondo arabo-musulmano; mentre per gli Stati Uniti c'è di mezzo un'oceano, noi l'abbiamo sull'uscio di casa e addirittura causa dell'immigrazione, dentro casa e quindi dobbiamo avere verso questo mondo un atteggiamento diverso, meno arrogante e da «civiltà superiore», degli americani.
    Inoltre la realtà oggettiva, se si esce dalla storica sentimentale degli americani che sono venuti a liberarci dal nazifascismo, è che gli Stati Uniti sono oggi se non i nostri principali avversari, sicuramente i principali competitori. E proprio gli americani sono i primi a saperlo, tanto che han sempre cercato di biocottare l'unità europea - e ora che è, almeno economicamente, cosa fatta affettano un'indifferenza che nasconde il timore - e hanno sabotato ogni tentativo di costituire un esercito europeo, disancorato dalla Nato, cioè fu quello franco-tedesco a metà degli anni Ottanta.
    Molti in Europa non si sono invece ancora resi conto che la scomaprsa dell'Unione Sovietica ha completamente cambiato le carte in tavola e che latradizionale sudditanza psicologica nei confronti degli americani rischia a questo punto di tradursi in un servilismo sciocco quanto pericoloso. .
    .




    Inserito da: Verones in data 1/6/2004, ore 21:12
    Scritto in Padano per la parte Cultura di MGP Federale


    IDEE CHIARE

  8. #8
    AUTODIFESA ETNICA TOTALE!
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    Certo, è un primo segnale che l'aria potrebbe cambiare... comunque l'articolo è molto ambiguo, deve averlo scritto col bilancino...

    l'America che ha una stampa non asservita ai poteri forti

    il potere quasi senza controllo delle multinazionali americane e il loro peso decisivo nell'economia e nella finanza mondiale

    Contraddittorio: se hanno tutto questo potere, come non pensare che esso si estenda alla stampa ?

    Da anni, prima con l'invasione strisciante e poi con la sfida aperta e sanguinosa del terrorismo islamico, all'Occidente è stata dichiarata una guerra senza quartiere

    I neocons vanno a nozze...

    Oggi l'Iraq, sottratto con le armi a un feroce dittatore, va aiutato a raggiungere la sua libera autodeterminazione

    Certo, con un governo fantoccio installato dall'occupante... ma per favore !!!

    Mi domando se per caso quest'odio per Bush non sia rivolto verso la sua politica per la famiglia che non è tanto lontana dalla nostra.

    Forse verso la sua politica nei confronti delle famiglie degli altri...

    Certo, in questi conflitti c'è anche il petrolio: ma chi sarebbe disposto a tornare a vivere a lume di candela e a viaggiare con i tram a cavalli?

    Ma si dà il caso che - secondo il diritto internazionale - ogni popolo sia padrone del suo territorio comprese le sue ricchezze naturali e risorse di qualunque tipo.
    E se la Padania detenesse il 30 % del petrolio mondiale ? Dovremmo prenderci i missili USA nel c**o con un sorriso ???
    Questo è indubbiamente il punto + basso dell'articolo, mero capitalismo di rapina e sfruttamento. Ma non era quello che all'inizio dell'articolo non gli piaceva

    Se fosse solo per il petrolio l'America poteva conquistarsi il Venezuela: era più vicino e spendeva molto di meno

    Ma ci è o ci fa ? A parte i famosi eventi venezuelani, in cui gli Usa hanno avuto certamente parte, ha mai sentito parlare di geopolitica ?
    Si è mai accorto che l'Iraq è in una posizione che dire cruciale per tutta l'area è poco ??? Israele, Siria, Turchia, Iran, Russia... abbiamo forse le fette di salame sugli occhi ???

    Mah...

  9. #9
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    Filoamericanismo e coerenza della Lega

    FRANCESCO AGNOLI
    --------------------------------------------------------------------------------
    Egregio Direttore, che pena per un cattolico di destra, oggi, definirsi tale. La visita di Bush in Italia ha scatenato le peggiori manifestazioni della misera politica estera italiana. Da una parte la sinistra, con la posizione ambigua di Prodi, che è per il ritiro; dallo stesso lato l'ipocrisia mostruosa di D'Alema e dei Ds: è di ieri la guerra in Kosovo, guerra totalmente americana e britannica, falsamente umanitaria, devastante per i serbi ed i kosovari. Allora D'Alema era presidente del Consiglio, e si buttò a pesce in un conflitto per "la pacificazione del kosovo", che invece sta ora peggio che mai; conflitto in cui gli americani usavano i proiettili all'uranio impoverito, mentre il nostro governo bombardava un vecchio amico, con una mano, e con l'altra organizzava la falsa "Missione Arcobaleno", truffando doppiamente il popolo italiano; in cui furono mostrate stragi attribuite al regime di Belgrado con cadaveri sistemati a bella apposta per fare scena. D'Alema, per giustificare il suo zelo filo-americano scrisse addirittura un libro: "Kosovo. Gli italiani e la guerra". A pagina 83, per esempio, scrive: "Abbiamo avuto bisogno degli Stati Uniti, perché pur essendo una superpotenza economica noi europei non abbiamo autonomia militare". Allora c'era la sinistra internazionale, in guerra, e nessuno osava protestare: Clinton, Blair, D'Alema...tutti d'accordo i sinistri pacifisti! Poi è venuta la guerra del Golfo, prima c'era stata quella del '91, e l'Italia era entrata in guerra, pur essendoci un governo di centro-sinistra. Si diceva che Saddam era fortissimo, potentissimo, un novello Hitler... Tutte le stesse balle che si sono dette per quella attuale.
    Una guerra sporca, preventiva, e cioè contro il diritto internazionale. In cui noi siamo entrati, anche se a guerra finita. Poi arriva Bush in Italia, e mentre la sinistra ai tempi della guerra in Kosovo stava a casa, ora scende in piazza e urla perché c'è un governo che non le piace: questioni di politica interna travestite da questioni di pace internazionale. Ma cosa fa la destra italiana? Spiega che gli americani ci hanno salvato 60 anni fa, che noi dobbiamo alla loro bontà la nostra libertà, che viva Bush e l'America ecc. Ma come? Dove è finito un po' di sano patriottismo? Perché si fa finta di dimenticare che gli USA non entrarono nella II guerra in nome della libertà, ma per interessi economici e geopolitici? Perché si dimentica che entrarono con la sporchissima manovra di Pearl Harbour? Perché dimentichiamo che in realtà gli americani morti furono "solo" 300.000 perché mandavano avanti russi, polacchi, australiani ecc., e se potevano si limitavano a bombardare dall'alto, senza rischi, come hanno fatto anche in Kosovo e nel Golfo? Perché dimentichiamo che coi bombardamenti, le bombe al fosforo e le matite esplosive, fecero circa 70.000 morti solo in Italia? Perché dovremmo continuare a ringraziare per qualcosa di 60 anni fa, qualsiasi cosa succeda oggi?
    In questo spettacolo deplorevole, meschino, di entrambi i Poli, intravedo dignità solo nell'atteggiamento della Lega: fu l'unico partito a protestare durante la guerra del Kosovo, pur perdendo, per questo moltissimi voti, ed oggi, pur essendo al governo, non si distingue certo per istinti bellicosi e non partecipa alle marcette filo-Bush organizzate da Arturo Diaconale. Bossi disse: "Né filo-americani, né filo-terroristi". Mi sembra la posizione migliore: ricordare che i musulmani non ci hanno mai amato, anzi ci hanno perseguitato per secoli, stringendo a tenaglia l'Europa, assediando Vienna in più occasioni, impalando e spellando vivi i cristiani; ma anche che, a casa loro, sono padroni loro, e che del super poliziotto americano non abbiamo e non hanno alcun bisogno. Per questo spero che Bossi torni ad affermare questo principio, con più forza, perché, è l'unico non ipocrita e sincero.

    http://www.lapadania.com/PadaniaOnLi...Desc=21032,1,1
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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