la notizia è di quelle che scaldano il cuore, di quelle che ti riempiono di gioia.
Nelson mandela ha annunciato il ritiro definitivo dalla vita pubblica durante una conferenza stampa riunita per l'occasione: "compirò 86 anni tra poche settimane e ho vissuto più a lungo di quanto sia concesso alla maggior parte delle persone. Sono certo che non sarò accusato di egoismo se chiedo di dedicare un pò di tempo alla mia famiglia, ai miei amici e a me stesso".
Si tratta quindi di un durissimo colpo per la propaganda mondialista che proprio in questi ultimi mesi aveva intensificato il processo di beatificazione di mandela e del nuovo Sudafrika al fine di colmare il vuoto iconico/mondialista, lasciato aperto dalla crisi irreversibile della mitologia olocaustica.
mandela assurto a simbolo vivente vincente della democrazia cosmopolita, a incarnazione umana di quei valori universali e globalizzanti che proprio nel sudafrica paese dell'arcobaleno e del mescolazionismo trovano la loro realizzazione più assoluta.
Con il ritiro dalla vita pubblica la forza del "mito" mandela prede gran parte della sua valenza simbolica e al capitale transnazionale non resta che accontentarsi del suo annunciato e imminente libro di memorie in qualità di primo presidente del paese arcobaleno (che già adesso tutti noi ci prepariamo a boicottare...)




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