Ecco i cecchini di Beckham

Un bunker l'hotel degli inglesi, forze speciali sui tetti
Rischio attentati e hooligan, il Portogallo è tutto un allarme

LISBONA - Tutti vestiti di nero, incappucciati e spalmati sui tetti dei palazzi di fronte con i loro fucili e i loro mirini a infrarossi. Qui li chiamano "i cecchini di Beckham". "Come faranno i nostri ragazzi a preparare con calma l'esame di scuola media in un clima del genere?", si domanda il professor Antonio Tinoco, esimio preside dell'istituto "Amélia Rey Colaco".

IL collegio è a due passi dall'hotel Solpay, località Linda-a-Velha, dieci chilometri da Lisbona: cioè il ritiro, o sarebbe meglio dire il bunker della nazionale inglese che arriva oggi. "Ma non possiamo rivelarvi l'ora, è un'informazione troppo riservata...", dice l'impiegato del ricevimento con una faccia da ispettore Clouseau, poi chiama la sua capa, al secolo Luisa Santabarbara, gentilissima: "La sicurezza prima di tutto, anche se per adesso non ci sono problemi. Temiamo terroristi e hooligan, ma vedrete che alla fine andrà tutto bene". Se le fate notare il significato del suo cognome, così, tanto per alleggerire l'atmosfera, la signora Santabarbara abbozza: "Eh, in Portogallo il senso del mio nome è lo stesso che in Italia, ma sono sicura che non sentiremo scoppiare neanche un petardo".

Gli inglesi sono la calamita di tutte le paure dell'Europeo, bomba a orolgeria che vale 800 milioni di euro. Obiettivo sensibile internazionale per via dell'Iraq, paese dei tifosi più feroci al mondo, squadra protagonista della prima grande sfida di Euro2004 (il 13 giugno contro la Francia), nonché il club di David Beckham, la rock-star dei campionati. Una somma di aggravanti che hanno convinto a riempire il quartiere di teste di cuoio, gli attivissimi agenti del Grupo de Operacoes Especiais (Goe), anche se i cittadini e i negozianti di Linda-a-Velha protestano: "Non possiamo neanche muoverci, siamo tagliati fuori, ci sentiamo stranieri a casa nostra". Cecchini sul tetto e guardie del corpo a terra: i giocatori inglesi ne avranno una a testa, perché questo è l'unico schema ancora rigorosamente a uomo. Per Beckham ci sarà un supplemento di body guard personali trasportate dall'Inghilterra, mentre davanti all'albergo stazionano gendarmi a cavallo come neanche a Buckingham Palace.

"È stata la federcalcio inglese a dare l'ok per i nostri 90 dipendenti", spiega la signora Santabarbara. L'hotel è requisito, sono loro i padroni, neppure un giardiniere o una governante possono passare nei corridoi senza essere schedati. E il pullman della squadra cambierà ogni giorno itinerario per raggiungere il campo d'allenamento all'Estadio Nacional. "Ma se neanche ci sono strade sufficienti...", sospira preoccupato il preside, invece i suoi studenti sono raggianti. A loro, cecchini d'autografi, dei cecchini di Beckham non potrebbe importare di meno.

Il giorno della paura è il 13 giugno: per Francia-Inghilterra a Lisbona, per le elezioni europee, per gli hooligan, per la festa di Santo Antonio, quando centinaia di migliaia di persone invaderanno le strade del centro storico per gustare sardine fritte al suono delle bande popolari. Quel giorno atterreranno all'aeroporto di Portela 159 charter inglesi, e chissà quanti tra i 2.500 ultrà diffidati (i tedeschi ne hanno 4mila, gli olandesi e i croati 400) saranno riusciti a falsificare i passaporti ed esserci comunque. Per impedirlo, il Portogallo è diventato il paese dei muri, soprattutto doganali. Abolito per un mese il trattato di Schengen, perché questa non è più Europa anche se si gioca l'Europeo, è invece il porto franco del terrore. Nel primo giorno di frontiere chiuse sono state bloccate al confine e rispedite indietro 179 persone, quasi tutti marocchini, anche se il Servico de Estrangeiros e Fronteiras minaccia scioperi perché reclama 2,7 milioni di euro di stipendi arretrati.

La gran macchina potrebbe dunque incepparsi per vile denaro, invece ai ventimila agenti mobilitati dal governo è stato impedito di chiedere anche solo un'ora di ferie. "Chi va in Portogallo lo fa a suo rischio e pericolo", ha dichiarato il Dipartimento di Stato americano, mentre Gijs De Vries, coordinatore antiterrorismo dell'Ue, è addirittura disarmante: "In questo momento, nessun paese del vecchio continente può dirsi al sicuro".

Ma i portoghesi protestano. Odiano lo stato d'emergenza, le telecamere piazzate ovunque (però le immagini dovranno essere distrutte entro 90 giorni, questione di privacy), e c'è chi mette in dubbio la legittimità costituzionale delle leggi speciali appena approvate, in vigore fino al 5 luglio e che di fatto raddoppiano i poteri di polizia. A esempio il Sindicato dos Magistrados do Ministério Publico, il quale contesta la facilità con cui chiunque può essere fermato e arrestato: basterà avere in tasca un temperino ("Equivale a un revolver"), oppure avere dimenticato a casa il documento d'identità.

Venti tribunali funzioneranno giorno e notte, precettando 1.200 funzionari giudiziari: sembra un romanzo di Saramago, dove l'assurdo e l'incubo non trovano spiegazione. O forse sì, nel caso si finisca in una delle quattro carceri speciali (li chiamano, per ingentilire il concetto, "centri di detenzione temporanea") a Porto, Coimbra, Cascais e Olhao: capienza supplementare, 403 posti. Gli unici a non essere ancora prenotati, visto che l'organizzazione di Euro2004 è già riuscita a piazzare il 95% dei biglietti su un totale di un milione e 200mila. I tifosi sappiano che si può essere fermati ed espulsi dal Portogallo anche solo per un insulto, e forse vale la pena ricordare che pure gli azzurri sono un "obiettivo sensibile", e che da oggi avranno le loro trenta guardie del corpo ufficiali. Più o meno come i russi in Algarve, protetti in modo particolare dopo l'attentato in Cecenia che ha ucciso il presidente Akhmad Kadirov.

Proprio un bel clima olimpico. La marina ha raddoppiato i pattugliamenti delle coste e l'aviazione si affida agli Awacs, gli aerei-spia della Nato che formeranno una specie di scudo spaziale capace di lanciare all'attacco gli F-16. Il governo ha speso 20 milioni di euro per nuovi equipaggiamenti, compresi stranissimi autobus blindati con telecamere sul tetto, nonché le camionette con i cannoni d'acqua anti-sommossa. Si temono le bombe nelle stazioni ferroviarie, i kamikaze negli stadi e gli attentati nei metrò: il piano di emergenza medica ha mobilitato 2.600 persone solo per l'assistenza nei luoghi delle partite, oltre a quarantanove ospedali "ufficiali", quelli col bollino blu di Euro2004. Ecco perché l'esimio e preoccupato preside della scuola media di Linda-a-Velha rivela il sogno di un intero paese. Grandi partite? Portogallo campione? Gol fantastici? No. "Che tutto finisca presto".

da:http://www.repubblica.it