Prendo spunto dal post di Totila sulla costituzione di una nuova patria per chi si sente malato. Gli avvenimenti ci porranno un quesito con tre soluzioni: Che fare?
1 Morire 2 fuggire 3 combattere
La prima soluzione è quella adottata da una grande maggioranza degli abitanti della terra di mezzo. E’ la scelta della terra dei Franchi ormai piegata e dissanguata. In quella parte del mondo in nome di una ideologia perdente e masochista oltre che egualitarista ad oltranza si accetta la strategia del cuculo e attendi di veder cadere dal nido i tuoi figli in una sorta di catarsi purificatrice delle innumerevoli “colpe” che i tuoi avi devono aver commesso. E’ la sorte di chi ha subito un condizionamento totale e radicale e così vive senza reagire la propria fine quasi fosse il destino di altri, chi si sforza di non credere alla realtà cruda che avanza, di chi si droga solamente di lavoro e di “nulla” una scelta ormai molto diffusa nelle terre della Padania.
Fuggire presuppone ancora una forza vitale e magari realista di chi prende atto della sconfitta temporale e territoriale e pensa ad una ulteriore possibilità di rivincita ma “domani” dopo aver ricostruito un nuovo e vitale “Lebensraum” dove salvare l’essenza di una stirpe: scelta complessa in un mondo ormai sovra affollato che pone il quesito del dove. I tempi antichi ricordano numerosi spostamenti di popoli.
Infine combattere inteso come opposizione vitale a ciò che produce “malattia” ma occorre valutare se e per chi si deve combattere e questo, in un momento nel quale il nemico vero è magari il conoscente che siede al tuo fianco, quello che anni prima, quando si era bambini, magari giocava con te; il tuo persecutore è colui che poco tempo fa ti chiedeva sostegno e che ritenevi figlio del tuo stesso grembo: oggi sei tradito quindi,,,,,,
Eh eh ,,….tempi difficili ci attendono.
Gundam
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