Eppur si muove...


GIUSEPPE LEONI
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C'è un recente documento vaticano sul quale è sceso un assordante silenzio. È l'ultima dichiarazione solenne del "Pontificio Consiglio dei Migranti e degli Itineranti" che segna una decisa inversione di rotta. Vi si esprime infatti, e con toni preoccupati, l'esigenza di regolare (se non addirittura di scoraggiare) l'immigrazione, che non deve sconvolgere la fisionomia culturale del territorio, e segnala le grandi difficoltà di una pacifica integrazione, soprattutto per chi proviene dai Paesi islamici. Invita i cristiani ad una estrema prudenza, fino al punto da considerare negativa la pratica dei matrimoni misti...
Si capisce bene perché tutto il circo mediatico l'ha volutamente ignorato: perché finalmente (ma la Chiesa usa un orologio diverso da quello della società) compaiono anche lì quegli allarmi che hanno contraddistinto, sul terreno civile, la nostra lunga battaglia politica. E cioè che il mancato controllo e una sventata accoglienza avrebbero finito per mettere a repentaglio il nostro sistema di vita, compresa la nostra storica e generosa solidarietà.
Che la Chiesa adesso rompa gli indugi e non abbia paura della cultura dominante può essere soltanto un bene: solo che la strada da recuperare è ancora lunga. Ma io sono diventato ottimista, anche perché, da credente (e non me ne vergogno), spero negli "scherzi" dello Spirito Santo, che nella storia hanno avuto la loro misteriosa influenza.
L'ultima volta, se vi ricordate, ci è andato giù pesante: ha preso uno che aveva sofferto sulla sua carne le tirannie del nazismo e del comunismo. Con il Papa polacco il comunismo è crollato in tutto il mondo (anche se qui dobbiamo ancora sopportare l'oppressione e l'inconcludenza della cultura sessantottina e cattocomunista)...
Ecco io intravedo all'orizzonte un altro "scherzo": che magari il prossimo Papa sia uno che venga dal Sudan o dal Pakistan o da Timor Est (e può essere benissimo uno dei nostri missionari che là si giocano la vita). In quei Paesi i cristiani soffrono sulla loro carne la persecuzione e spesso il martirio ad opera dell'intolleranza e del fondamentalismo islamico. Chi verrà di là, scampato ad una strage silenziosa, potrà alzare una bandiera, chiamare la Cristianità alla difesa della sua identità e spazzar via quel buonismo pasticcione e quello sdolcinato pacifismo che ci affliggono come una droga e che portano a regalar moschee e vacanze per il Ramadan e a proibire nelle scuole il presepe dei bambini.
Tante volte, con le amiche e gli amici dei "Cattolici Padani", ci siamo a lungo interrogati sulle ragioni profonde di questo insistito "calar le brache" (o, come dicono i colti, di questa "abdicazione identitaria"). E ci chiediamo se, in questi decenni, l'enfasi un po' isterica sull'accoglienza, sulle porte aperte e sul rispetto del multiculturalismo non sia in realtà uno scarico di coscienza, un deviare altrove il senso di colpa per avere chiuso occhi, orecchie e bocca di fronte al dramma umano e sociale delle "culle vuote".
Da quando, nei giorni tragici del sequestro Moro, venne approvata la legge sull'aborto, mancano legalmente all'appello quattro milioni e mezzo di bambini mai nati (e tantissimi proprio in Padania). Noi siamo un partito laico e rispettiamo le leggi, e anche questa. Però non possiamo ignorare il peso sociale di quest'assenza. Manca quell'esercito di figli, eccome se manca: per pagare le pensioni, per assistere i vecchi, per inventare lavoro, per costruire un comune futuro...
E dov'erano e dove sono allora quelli che hanno il mandato di scuotere le coscienze e di proclamare ovunque e contro chiunque il valore eterno della vita? Tranne il Papa (e solo lui), li ho sempre sentiti parlare d'altro. E adesso sono qui in tanti a sventolare anche sugli altari le loro bandierine arcobaleno (che, sarà un mio gusto personale, assomiglia un po' troppo a quella del Gay-Pride). E continuano a tapparsi le orecchie per non ascoltare il grido angosciato di una che dei poveri e dei diseredati del mondo davvero se ne intendeva, Madre Teresa di Calcutta: "Con l'aborto non ci sarà mai pace"...
La Chiesa e gli "scherzi" dello Spirito Santo


[Data pubblicazione: 08/06/2004]