Urbani denuciato: "viola la sua legge"
Secondo l'eurodeputato radicale Cappato il sito del Ministero violerebbe le norme che impongono un idoneo avviso sulle opere di ingegno in Internet
Il Ministero della Cultura avrebbe violato il comma 1 della Legge Urbani (maggio 2004 n.128). La denuncia arriva dall´europarlamentare della Lista Bonino Marco Cappato che ha presentato un esposto alla Polizia amministrativa.
Sul sito ministeriale sarebbero stati pubblicati una grande quantità di contenuti protetti da diritto d´autore in un modo illegale. Secondo l’On. Cappato "Il sito del Ministero immette in rete numerose opere dell´ingegno prive dell´idoneo avviso prescritto dalla legge".
La Legge Urbani impone infatti la pubblicazione, per chi inserisce contenuti in rete, di un "idoneo avviso circa l´avvenuto assolvimento degli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d´autore e sui diritti connessi". All´ interno dell’ avviso devono essere riportate le sanzioni previste dalle normative sul diritto d´autore.
Secondo l’eurodeputato la nuove norme colgono impreparati la maggior parte dei siti e portali Internet "In questo momento praticamente tutti i siti web potrebbero essere in violazione della Legge Urbani, perfino quello del Ministro che ha voluto la legge. Non è chiaro peraltro l´ambito di applicazione di questo ‘idoneo avviso’, che forse si trasformerà in un ‘bollino virtuale’ con il regolamento tecnico e l´intervento della SIAE. Forse dovrà applicarsi a tutta le rete Internet, svelando così l´assurdità di una pretesa legislativa praticamente inattuabile e giuridicamente risibile. Forse invece riguarderà solo gli operatori italiani, che allora rimarranno ingiustamente discriminati rispetto agli stranieri privi di simili incombenze. In ogni caso, la norma pone vincoli e paletti alla manifestazione del pensiero in rete, ogni qualvolta questa si esplichi mediante la pubblicazione di scritti, fotografie, filmati o altre opere dell´ingegno, ponendosi perciò in evidente contrasto con l´art. 21 della nostra Costituzione.”
Ma Cappato teme anche che la Legge Urbani possa indebolire il software libero per i molti paletti che pone alla diffusione delle opere di ingegno “Il software, per sua natura, è il bene che rimarrà più gravemente danneggiato se questa normativa non sarà presto modificata o, meglio, del tutto abrogata. L´industria del software tradizionale, infatti, dovrà probabilmente sopportare ingenti spese per adeguare la procedura di distribuzione nel mercato italiano, rispetto a una normativa che non ha riscontro nel resto del mondo. Per motivi simili questa disposizione della Legge Urbani ostacola il Software Libero, il cui sviluppo è frutto di un´intensa e perpetua collaborazione internazionale che non può sopportare pesi e vincoli territoriali. Gli autori di Software Libero, inoltre, non hanno alcun interesse a limitare, controllare o anche solo appesantire con inutili avvisi la diffusione in rete delle loro opere, anche attraverso i canali del file-sharing.”
Le norme volute dal Ministro della Cultura avrebbero dunque una visione estremamente limitata del diritto d’autore: “Nell´imporre la visualizzazione di normative e ammonimenti vari sulle sanzioni previste dalla legge sul diritto d´autore, la Legge Urbani sembra muovere dall´erroneo principio per cui la diffusione di un´opera dell´ingegno debba essere sempre controllata o gestita dall´originario titolare dei diritti, e che al di fuori di tale controllo sia sempre illecita, dimenticando così che la comunicazione e la riproduzione di un´opera in rete sono diritti che l´autore può anche decidere di concedere agli utenti, impiegando una licenza libera quale la GPL per il software o una licenza Creative Commons per le altre opere. In definitiva si tratta di una legge miope e protezionistica che nel dichiarato intendo di ‘promuovere la diffusione al pubblico e la fruizione per via telematica delle opere dell´ingegno’, di fatto realizza l´effetto esattamente opposto




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