UNA RIFLESSIONE SU I VERI EROI
Città del Vaticano, 9 giu. (Apcom) - Benché contenti per l'avventura a lieto fine degli ostaggi, i missionari italiani non lesinano critiche al Governo. "Vorremmo tanto sapere se la stessa accoglienza trionfale sarebbe stata riservata ai religiosi italiani sequestrati in varie parti del mondo. In questa vicenda non solo c'è un eccesso di trionfalismo, ma si sta snaturando il vero significato di 'eroe'. Eroi sono coloro che con spirito di abnegazione, a costo di sacrificare la vita pensano al bene comune. In questo caso è chiaro che non ci troviamo davanti a degli eroi. Eroi, semmai, sono quei missionari sconosciuti che nel Nord Uganda, in silenzio, rischiano ogni giorno la propria vita, senza stipendio, solo per seguire l'annuncio di Dio, per una causa nobile". E' un fiume in piena padre Giulio Albanese, direttore dell'agenzia degli ordini missionari Misna, commentando gli ultimi eventi iracheni. Questo missionario comboniano è appena tornato dall'Uganda dove è stato testimone di massacri ma anche del coraggio di tanti missionari italiani. "Nel distretto di Kitgum, tra giovedì e venerdì scorso -racconta- i ribelli che fanno capo a Joseph Koni, il demonio che ha fondato l'esercito di liberazione del Signore, hanno attaccato un campo profughi uccidendo una ventina di persone all'arma bianca. Io sono arrivato sul posto subito dopo e ho visto la devastazione e ciò di cui sono capaci. La Comunità Internazionale in tutto questo sta a guardare. Altro che Iraq. A onor del vero nel febbraio scorso c'è stata una missione del Senato italiano. Ma il dramma continua e la gente crepa di fame nei campi profughi. Non c'è sicurezza per nessuno. Le missioni cattoliche ogni notte si riempiono di gente disperata che chiede protezione. Soprattutto di bambini terrorizzati perché sanno che possono essere rapiti in qualunque momento per essere 'arruolati' tra i ribelli".




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