Cristina Missiroli
A Strasburgo in ordine sparso
di Cristina Missiroli Il listone è morto, viva il listone. I festeggiamenti per la vittoria della compagine prodiana non sono ancora finiti che già arriva, puntuale, il rompete le righe. Al parlamento di Strasburgo gli eurodeputati (che fino a domenica scorsa erano) Uniti nell’Ulivo, siederanno in gruppi diversi. Come da copione Diessini e socialisti dello Sdi aderiranno al Partito socialista europeo, rispettando la propria storia e tradizione. I componenti della Margherita eviteranno di divedersi tra Popolari e Liberali, come accadde nella scorsa legislatura. Ma aderiranno al neonato Partito democratico europeo. Con i colleghi (un tempo) uniti nell’Ulivo si incontreranno nei corridoi del palazzo di Strasburgo. Magari per sottoscrivere, di tanto in tanto, qualche bel documento contro il nemico pubblico numero uno: Silvio Berlusconi, unica vera fonte di ispirazione comune.
Per il momento ognun per sé, Dio per tutti e amici come prima. Il prossimo appuntamento, infatti, è quello delle regionali: diverso sistema elettorale, diversa strategia. E la Margherita si tira indietro. Secondo Franco Marini presentare la Lista unitaria alle elezioni regionali sarebbe “un errore tragico”, per il futuro del centrosinistra è molto meglio un patto federativo. Durissimo il presidente dei senatori Diessini, Gavino Angius: “Noi, i Ds, non abbiamo scherzato. E non hanno scherzato nemmeno gli italiani che hanno votato per la Lista unitaria. Far finta di nulla, ora, sarebbe un pessimo segnale”Come dargli torto? Ma così va il mondo: passato lo scrutinio, gabbato l’elettore.




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