La Prefecture de Police di Parigi, l’equivalente della nostra questura, smentisce che si stessero preparando attentati contro la metropolitana della capitale francese. Era stata la procura della Repubblica milanese che aveva avanzato l’ipotesi che due cittadini arabi arrestati con l’accusa di terrorismo, stessero preparando un’azione clamorosa contro i trasporti parigini.
Per smentire gli inquirenti italiani la Prefecture ha emesso addirittura un comunicato stampa: una procedura assolutamente insolita che sottolinea evidentemente l’irritazione dei francesi per la diffusione di notizie apparentemente infondate. «Le informazioni provenienti dall'Italia a proposito dell'arresto di Mohammed l'Egiziano - sottolinea la questura della capitale francese nel comunicato - sono state oggetto di un'analisi approfondita da parte dei servizi specializzati: se ne conclude che quel gruppo non preparava un attentato contro la metropolitana di Parigi». Nel comunicato, la questura insiste sul tasto che «non c'è attualmente una minaccia diretta sul nostro paese e in particolare su Parigi». Su tutte le democrazie occidentali - Francia compresa – pesa però «una minaccia latente» ed è quindi necessario avere «in permanenza un atteggiamento di vigilanza nei trasporti e in tutti i luoghi aperti al pubblico».
Il tono è secco, e non lascia spazio ad ipotesi alternative. D’altra parte, già mercoledì il ministro degli Interni francese non aveva nascosto le proprio perplessità rispetto alle notizie che arrivavano dalla magistratura milanese. Un portavoce aveva affermato che «dalle informazioni raccolte non si può trarre nessuna indicazione sulla preparazione di un possibile attentato a Parigi», ha dichiarato un portavoce del ministero dell'Interno francese.
Secondo quanto era stato fatto trapelare dagli inquirenti milanesi dopo l’arresto di Rabei Osman Sayed Ahmed, 32 anni, dettoMoahmed l'egiziano - sospettato di essere una delle menti degli attentati dell'11 marzo scorso a Madrid che uccisero 191 persone - e di un altro arabo, i due stavano per trasferirsi a Bruxelles e poi a Parigi per compiere un attentato alla metro analogo a quello di Madrid..
La procura nel decreto di arresto cita due intercettazioni telefoniche della fine di maggio fra «Mohamed l'egiziano» ed un certo Mourad, arrestato in Belgio. In una intercettazione del 24 maggio, scrive la procura nel decreto, i due dicono che «si dovranno trasferire a Parigi», che nella capitale francese devono fare «una prova generale», che «il progetto andrà in porto fra 15-20 giorni»
La procura di Milano avrebbe trasmesso da alcuni giorni i documenti e gli atti di indagini di questo filone relativo alla Francia alle autorità anti-terrorismo parigine. Ma secondo il ministero dell'Interno francese, le informazioni raccolte non sarebbero prova del piano di un attentato a Parigi: «Da queste informazioni non si può desumere nessun indizio sulla preparazione di un possibile attentato a Parigi» ha reso noto un portavoce del ministero. Le ricerche effettuate in Francia sulla base delle informazioni fornite dagli investigatori belgi non hanno fatto pensare all'identificazione di un obiettivo per un possibile attacco» ha detto all’agenzia Reuters una fonte della polizia francese.
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