25/09/2003
«Prestito d'onore a immigrato
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Giovedì 25 Settembre 2003 «Prestito d’onore a immigrato nello spirito della Bossi-Fini» (m. b.) «Il prestito d’onore di tre mila euro, da rimborsare in sessanta rate mensili di 50 euro, ad un extracomunitario, non rappresenta un’offesa verso gli altri cittadini, ma un gesto finalizzato all’inserimento degli immigrati, in piena sintonia con la legge Bossi-Fini, oltre che un’iniziativa umanitaria destinata a risolvere un’emergenza». Sul problema sollevato da Sergio Borsato, prende posizione il portavoce dell’assessorato ai servizi sociali del Comune di Rosà. «Si tratta di una famiglia che vive in un alloggio fatiscente, antigienico ed affollato, con minori soggetti ad asma e bronchiti, come attestato dall’Ulss - si legge ancora nella nota dell’ufficio comunale -. Pur rientrando nella graduatoria per l’assegnazione di alloggi popolari, questo non è stato possibile, visto che quelli disponibili erano troppo piccoli. La concessione del prestito d’onore da rimborsare è stata supportata anche dalla costanza nell’attività lavorativa dell’immigrato che non ha trovato un alloggio in affitto nella zona. Ha avviato la pratica per l’acquisto di un appartamento a Bassano con la stipula di un mutuo della durata di 25 anni. Il contributo del Comune è finalizzato al pagamento delle spese notarili, non coperte da mutuo. La famiglia - si legge ancora in una nota - ha dimostrato affidabilità ed è disponibile a variare modalità di rimborso del contributo, nel caso che cambiasse la situazione economica. La moglie sta cercando un lavoro per collaborare al pagamento delle spese. Si risolve, in questo caso, una grave situazione alloggiativa, aggravata dalla presenza di minori le cui patologie respiratorie, con il perdurare della permanenza in un alloggio insalubre, diventerebbero croniche». Quindi, secondo l’assessorato ai servizi sociali del Comune, nessun favoritismo e chi ha sollevato il caso l’ha fatto strumentalizzandolo a fini politici, ignorando una situazione di emergenza che non ha colore politico.
IL GIORNALE DI VICENZA




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