FINI SMENTISCE STRADA: NESSUN RISCATTO PER OSTAGGI LIBERATI
11/06/2004 - 107
Roma, 11 giu. (Apcom) - Non c'è stata "alcuna orologeria politica", né è stato pagato alcun riscatto per il rilascio dei tre italiani rapiti in Iraq. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, a Radio anch'io. Per il vicepremier, un pensiero di tale portata "è meschino". "Se pensiamo alle sofferenze patite, e alla possibilità che potessero essere uccisi, come ha confermato anche l'ostaggio polacco, io direi di evitare polemiche da cortile".
Fini smentisce con questa parole "se il dottor Strada ha le prove le presenti. Io non sono a conoscenza di trattative" le affermazioni fatte dal fondatore di Emergency e pubblicate da La Repubblica. Strada parla di nove milioni di dollari incassati da Mutlak (contatto di Emergency nella vicenda degli ostaggi)" che avevano convinto parte del gruppo a trasferire gli ostaggi dalla prigione di Ramadiad Abu Ghraib e a consegnarli agli americani con un finto blitz inscenato in una casa di Zaitun street.
"Il governo, ma anche Croce Rossa - ha ricordato Fini - hanno tenuto aperti dei canali di dialogo non con i terroristi o i rapitori, ma con ambienti religiosi iracheni che si erano detti disponibili a collaborare per il rilascio degli ostaggi. Gli stessi canali che hanno restituito il corpo del povero Quattrocchi".
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