Nell'edizione di giovedì 10 de L'Indipendente di Giordano Bruno Guerri, un egregio Marcello Staglieno riporta l'intrigo internazionale, che portò alla morte del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1924.
Anche sulla base di precise confidenze ricevute dal figlio del deputato, nel 1951, da uno degli esecutori dell'omicidio, si fanno chiare le responsabilità dell'entourage del Re Sciaboletta.
In effetti la figura del Duce ne esce assolutamente innocente da tutta la vicenda, forse, aggiungerei, vi sono sue colpe nell'aver taciuto, per pragmatica convenienza.
A quanto pare, per esporre il nocciolo del caso, lo Sciaboletta era in affari con una delle Compagnie petrolifere (futura BT), che iniziavano, in quegli anni, a sfruttare l'Oummah (la comunità dei paesi islamici). In pratica, lo stesso Sciaboletta avrebbe impedito che l'Italia iniziasse ad estrarre il greggio che copioso si trovava sui territori italiani nel Maghreb, proprio per impedire un nocumento negli affari britannici.
Il massone Matteotti, in viaggio a Londra, ebbe, da alcuni fratelli, le prove del tradimento del Re ed era pronto a denunciarlo pubblicamente.
Mal gliene colse!
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