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  1. #1
    Affus
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    Predefinito Il Papa contro le unioni di fatto

    Il Papa contro le unioni di fatto


    Duro monito di Giovanni Paolo II contro le convivenze. "Senza il matrimonio non c'è futuro per la società". "Il futuro degli uomini passa attraverso la famiglia".


    CITTA' DEL VATICANO - Il Papa torna a condannare le unioni di fatto che sono solo ''una caricatura'' della famiglia, non hanno futuro nè possono darlo ad alcuna società. Giovanni Paolo II, stamane, prima della tradizionale preghiera dell'Angelus, è tornato ad attaccare le
    forme di convivenza non codificate dalla morale cattolica.

    ''L'avvenire della società - ha spiegato il Papa - passa attraverso la famiglia''. ''Si tratta - ha osservato - di un'affermazione quanto mai attuale. ''La famiglia - ha sottolineato il papa - è invece 'buona notizia' nella misura in cui accoglie e fa propria la perenne vocazione che Dio ha posto all'inizio dell'umanità. Questo originario progetto di vita è condiviso, grazie a Dio, anche da tanti coniugi non cristiani''.

    ''La famiglia - ha concluso - appare così ai nostri giorni via privilegiata di dialogo tra diverse religioni e culture e quindi via di riconciliazione e di pace''.

    Sullo sfondo delle parole odierne di Giovanni Paolo II vi è la preoccupazione vaticana per il moltiplicarsi delle legislazioni che, specie nel mondo occidentale, puntano ad equiparare forme di convivenza, come le unioni di fatto o le coppie tra persone dello stesso sesso, alla famiglia basata sul matrimonio. Anche il recente 'vademecum' della Santa Sede per i politici cattolici, uscito lo scorso 16 gennaio, invitava ad opporsi a normative tendenti a relativizzare l' istituzione familiare.

    ''Se viene meno la convinzione che in nessun modo si può equiparare la famiglia fondata sul matrimonio ad altre forme di aggregazione affettiva , è minacciata la stessa struttura sociale e il suo fondamento giuridico'', ammoniva lo scorso anno il Papa, intervenendo a un raduno a Roma delle famiglie cattoliche italiane.

    Subito dopo la preghiera dell'Angelus, piccoli pacifisti dell'Azione cattolica hanno raggiunto il Papa nel suo appartamento e hanno liberato assieme a lui due colombe bianche su una piazza San Pietro gremita di migliaia di bambini con le loro famiglie. Si è ripetuta così anche quest'anno la tradizionale cerimonia per la pace che si svolge ogni ultima domenica di gennaio per iniziativa dell'Azione cattolica ragazzi di Roma.

    (26 GENNAIO 2003, ORE 17:25)

    •   Alt 

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  2. #2
    Moderatore Libertarissimo
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    Predefinito Re: Essere contro l'equiparazione nn vuol dire essere contro le altre forme di conviv

    Originally posted by AngelodiCentro
    come al solito i giornalisti sinitroidi MISTIFICANO e ribaltano la realtà. le parole del Papa nn sono affatto contro le unioni di fatto, ma al contrario nn si nega l'esistenza di altre forme di aggregrazione AFFETTIVA, che pur nn riconoscendole apertamente le rispetta. E questo è molto importante.
    E' forse possibile negare l'esistenza del Male?
    No, e anzi, sarebbe pure sbagliato....

    Ma te sembri gioire per questo

    Si dice soltanto che le altre forme di convivenza, se pur fondate sull'amore reciproco e su un patto di fedeltà, nn sono equiparabili alla famiglia fondata sul matrimonio, che ha una funzione fondamentale nella società. Apprezzo molto le parole del Papa, perché fa chiarezza su un argomento spesso strumentalizzato da molti sinistri, e apprezzo molto la sua prudenza, che nn vuol dire affatto rinunciare ai propri valori(la famiglia che è una risorsa sociale), ma solo nn condannare e nn giudicare le nuove realtà,
    AHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHA



    Non sono condannate??
    Oddio...ma te sei cattolico? Hai mai letto il Catechismo della Chiesa Cattolica? Hai mai ascoltato con attenzione un discorso del Santo Ponteficie in materia??

    che devono essere conosciute in modo più approfondito, limitandosi a dire che è un grave danno mettere tutte le convivenze sullo stesso piano.



    E' vero che nel manuale per i politici cattolici si dice che è meglio nn legalizzare queste convivenze, ma i cattolici nn possono seguire alla lettera, ma devono essere pragmatici,
    NO.
    Quelli a cui te fai riferimento non son cattolici ma sono gli odierni "mercanti nel tempio" che Gesu' Cristo non esiterebbe a cacciare....
    Esser cattolico e' prima di tutto NON scendere a patti sui nostri principi...altrimenti fatti protestante

    pur rimanendo fermi in alcuni valori. anche la legge sulla fecondazione in realtà è passata con una versione che consente anche alle coppie di fatto di concepire in quel modo un bambino. quindi sono sicuro che i cattolici liberali, del PPE in particolare, saranno aperti anche ad una forma di riconoscimento legale, perché questo aiuterà la stabilità e l'amore di coppia, pur nn equiparandolo al matrimonio.


    La smettete di chiamarvi cattolici?
    Chiamatevi "cattolici di convenienza" che fate prima...

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  3. #3
    Affus
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    Predefinito Re: Essere contro l'equiparazione nn vuol dire essere contro le altre forme di convivenza

    Insomma bisogna intendere sempre il contrario di quello che si dice per trovarsi bene .

  4. #4
    Moderatore Libertarissimo
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    Predefinito Re: Re: Re: Essere contro l'equiparazione nn vuol dire essere contro le altre forme d

    Originally posted by AngelodiCentro
    Non ho mai sentito il Papa dire che le altre forme di convivenza rappresentano il "Male"". riconoscerle come aggregazioni AFFETTIVE, e quindi che si basano sull'amore reciproco, è tutto tranne che bollarle come "Male". magari le considera più "disordinate" rispetto al matrimonio, ma mai le accosta al diavolo. questa è una balla che dici tu, che forse sei rimasto ai tempi dell'inquisizione. nn so a quali altri discorsi del Papa ti riferisci, ma in questo caso fa un riconoscimento importante con il termine "AFFETTIVO". per farti un esempio oggi molti all'interno del mondo cattolico chiedono di regolarizzare le coppie di fatto proprio per nn creare un male peggiore(rapporti occasionali invece della stabilità di coppia), Civiltà Cattolica, il Cardinal Martini che più volte si è dimostrato aperto a queste nuove esperienze affettive, pur nn equiparandole mai al matrimonio.
    Intanto il tuo dire altre convivenze la dice lunga sul come questo riconoscere dignita' a forme diverse dal matrimonio sia un tentativo di svilire questo Sacramento.
    O non lo capisci o sei in mala fede.

    Ti riporto le prime parole del Santo Pontefice che ho trovato in materia:

    E' ben possibile immaginare altre forme di relazione e di convivenza tra i sessi, ma nessuna di esse costituisce, nonostante il contrario parere di alcuni, un'autentica alternativa giuridica al matrimonio, quanto piuttosto un suo depotenziamento. Nelle cosiddette "unioni di fatto" si registra una più o meno grave carenza di impegno reciproco, un paradossale desiderio di mantenere intatta l'autonomia della propria volontà all'interno di un rapporto che pur dovrebbe essere relazionale. Ciò che nelle convivenze non matrimoniali manca è, insomma, l'apertura fiduciosa a un futuro da vivere insieme, che spetta all'amore attivare e fondare e che è specifico compito del diritto garantire. Manca, in altre parole, proprio il diritto, non nella sua dimensione estrinseca di mero insieme di norme, ma nella sua più autentica dimensione antropologica di garanzia della coesistenza umana e della sua dignità.

    Inoltre, quando le "unioni di fatto" rivendicano il diritto all'adozione, mostrano chiaramente di ignorare il bene superiore del bambino e le condizioni minime a lui dovute per un'adeguata formazione. Le "unioni di fatto" tra omosessuali, poi, costituiscono una deplorevole distorsione di ciò che dovrebbe essere la comunione di amore e di vita tra un uomo e una donna, in una reciproca donazione aperta alla vita.
    Sottolineature mie...da DISCORSO DEL SANTO PADRE

    Ora voglio vedere come riesci ad argomentare che il Papa abbia in qualche modo "aperto" alle unioni di fatto...


    stavo parlando del suo ultimo intervento e nn del Catechismo. il catechismo "condannerebbe" sulla carta anche la fecondazione, eppure i cattolici hanno votato una legge sull'omologa e nn mi pare nessuno di loro è stato scomunicato.
    ....i "cattolici" che hanno votato lo capisci che contanto come me e te?? (anzi meno perche' sono dei mantenuti )
    Lo capisci che se tu dai retta a quattro giuda (strapagati ) e non al Catechismo sei in errore??


    infatti i principi(famiglia, matrimonio, amore di coppia) rimangono IDENTICI a prima. cambiano solo i modi per attuarli, cambia il contesto storico, ma i valori rimangono identici. se invece dessero tutti retta a te ancora ci sarebbe la legge del taglione o la pena di morte per le adultere.


    La legge del taglione o la lapidazione delle adultere non hanno MAI fatto parte del diritto canonico....
    In ogni caso NON spetta a quattro farabutti che siedono in un parlamento "adeguare" il diritto della Chiesa...

    cattolici LIBERALI basta e avanza.
    No.
    Siete catto-socialisti o al massimo liberals (Fidati...e se no va a vedere su liberalismo o libertarismo le numerose discussioni sul termine liberale).

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Essere contro l'equiparazione nn vuol dire essere contro le altre forme d

    Originally posted by AngelodiCentro
    cattolici LIBERALI, che rispettano la laicità dello stato e la frase di Gesù "dare a cesare quel che è di cesare", basta e avanza. [/B]
    ehehhe Bravo...su dai...ultimo passo, sii piu' esplicito...teorizza la superiorita' delle leggi umane sulle leggi della Chiesa e poi so io come bollarti

    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  6. #6
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    Predefinito

    Pippo, con questo non ce la fai neanche te...

  7. #7
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    Predefinito Castità prematrimoniale: perchè sì?

    Castità prematrimoniale: perché sì?
    di Mario Palmaro

    La Chiesa si ostina a proporla. Molti giovani non la capiscono. È ancora
    possibile spiegare le ragioni ed i vantaggi della castità prematrimoniale?
    Ecco che cosa dire. Anche a chi non crede.

    Un giovane e una giovane si conoscono, si frequentano, si vogliono bene.
    Scoprono di desiderare una vita insieme e, magari, stabiliscono che un
    giorno diventeranno solennemente e pubblicamente marito e moglie. Un periodo
    di tempo - più o meno lungo - li separa dal momento in cui, salvo
    ripensamenti, si uniranno in matrimonio. Come vivere questa particolarissima
    stagione della vita che è il fidanzamento? Secondo la mentalità corrente,
    nulla di più normale che quei giovani si comportino come se fossero già
    sposati.

    Nell'insegnamento della Chiesa, invece, soltanto il matrimonio rende lecito
    il rapporto sessuale tra l'uomo e la donna. Si tratta di un conflitto
    acutissimo tra il senso comune dei contemporanei e il Magistero petrino; il
    divieto dei cosiddetti "rapporti prematrimoniali" rischia di risuonare
    sempre meno ascoltato e compreso, al punto da suscitare perfino nei pastori
    la tentazione alto scoraggiamento. Non è raro ascoltare il "lamento" di
    qualche parroco: "Dissuadere i fidanzati dai rapporti prematrimoniali?
    Figuriamoci, inutile perfino parlarne, non ci capiscono".

    Che fare, dunque?

    C'è un significato profondamente umano di questo insegnamento che,
    ininterrottamente e ostinatamente, la Chiesa affida agli uomini di ogni
    tempo. Bisogna aiutare le persone a riscoprire che non si tratta di
    un'impuntatura moralistica - "devi fare così perché devi, perché te lo dico
    io" - né di un sacrificio imposto ai fidanzati per il gusto di mortificarli,
    né di una prescrizione formalistica. priva di qualsiasi giustificazione
    razionale.

    Come sempre quando la Chiesa insegna una verità morale, la castità al di
    fuori del matrimonio ha un profondo significato antropologico: è proposta
    perché "fa bene" all'uomo, rispetta e promuove la sua più intima natura, lo
    aiuta a comprendere in profondità l'essenza del matrimonio.

    Proveremo dunque a offrire alcuni argomenti "umani" che possano aiutare a
    riaprire gli occhi sulla bellezza di questa "fatica" richiesta ai fidanzati
    e a chiunque viva al di fuori del matrimonio. Un piccolo prontuario per
    ragionare sul fatto che il "bene" insegnato dal "Papa e dai preti"' alla
    fine, conviene. E che il sesso prematrimoniale è, in verità,
    "anti-matrimoniale".

    1. Una prima constatazione di buon senso: il sesso unisce Crea cioè subito
    tra gli amanti un'unione affettiva, psichica, emotiva, intima e speciale che
    nessun'altra relazione è in grado di eguagliare. lì sesso produce un legame,
    poiché il corpo parla un linguaggio che va anche al di là delle intenzioni
    coscienti del partner. Ora, poiché questo legame nasce più o meno
    consapevolmente ogni volta, più partner sessuali si hanno più il legame con
    ognuno si fa più debole. Il sesso prematrimoniale aumenta drammaticamente le
    chance di divorzio.

    2. Saper aspettare irrobustisce il legame coniugale, perché il rapporto
    sessuale diviene qualcosa che i coniugi hanno condiviso solo l'uno con
    l'altro, dopo averlo desiderato senza soddisfano per un certo periodo. Un
    tempo che li ha visti cimentarsi (e cementarsi) in un impegno che implica
    aiuto reciproco, buona volontà "incrociata", crescita nella stima l'un per
    l'altro.

    3. Il rapporto sessuale prematrimoniale determina un accecante "effetto
    valanga", poiché è così affettivamente forte da annebbiare la scelta della
    persona. lì fidanzamento è tempo di verifica della scelta, tant'è vero che
    si può ancora ripensarci. Ebbene, se il rapporto lascia insoddisfatti, porta
    a concludere che i due sono "incompatibili", mentre magari il matrimonio
    potrebbe dimostrare il contrario; se, viceversa, risulta soddisfacente,
    maschera effettive incompatibilità pronte ad esplodere dopo il matrimonio.

    4. Esiste un nesso intrinseco fra il sesso e il rapporto stabile tra uomo e
    donna. Dunque è innaturale creare, attraverso il rapporto sessuale,
    un'intimità così forte per poi romperla. Ciò avverrà a prescindere dalle
    intenzioni delle persone: il significato oggettivo del sesso è intatti più
    importante - prevale - sul significato soggettivo. Il don Giovanni
    impenitente può credere soggettivamente che nessun rapporto è per lui
    realmente importante, ma non può evitare che ciascuno di quei rapporti lasci
    segni profondi nella struttura più intima della sua persona. C'è un fatto
    inequivocabile: l'effetto unitivo automatico del sesso.

    5. A questo punto, un'obiezione classica consiste nell'ipotizzare che due
    ragazzi abbiano già deciso di sposarsi, e che solo un lasso temporale
    "organizzativo" (la casa, il lavoro, gli studi...) li separi dal matrimonio.
    Perché "rifiutarsi" quegli atti che, compiuti dopo le nozze, la Chiesa
    considera pienamente legittimi? L'errore del ragionamento sta nella
    premessa: anche in casi simili, il sesso avverrebbe al di fuori di una
    decisione di esclusività e permanenza. Soltanto il matrimonio è un punto dì
    non ritorno che cambia la vita. Soltanto il patto matrimoniale è così forte
    e inclusivo - come scrive il filosofo Fulvio Di Blasi - da giustificare,
    cioè rendere giusta di fronte a Dio e agli uomini anche l'unione corporea.
    La castità prematrimoniale è il percorso propedeutico alla comprensione
    della vera essenza del matrimonio. Non si può capire l'indissolubilità
    matrimoniale se si rifiuta ottusamente il valore della continenza prima
    delle nozze.

    6. I fidanzati non hanno "il diritto" a possedersi carnalmente per la
    semplice ragione che ancora non si appartengono. Il sesso fuori dal
    matrimonio è quindi una specie di furto. Né vale a dissipare la colpa la
    tesi del sesso come "prova d'amore". L'amore non si prova. Ci si crede e lo
    si vive, responsabilmente. Provare una persona è ridurla a oggetto.

    7. La convivenza "di fatto" è, in tal senso, l'abbaglio più clamoroso per le
    coppie moderne: infatti, esse pensano in questo modo di "provare" il
    matrimonio, mentre la convivenza è tutto fuorché una prova di matrimonio,
    poiché manca della responsabàlità di una vita altrui per tutta la vita, che
    è tipica solo della promessa matrimoniale. Come scrivono Aduro Cattaneo,
    Paolo Pugni e Franca Malagò, c'è una bella differenza tra coniuge e
    compagno: l'uno - da cum e iugum è colui con il quale divido il giogo;
    l'altro - da cum e panis - colui con il quale divido il pane. Un conto è
    condividere il pranzo - esperienza aperta ai più svariati incontri - e un
    conto è mettere in comune la sorte e tutto se stesso. L'amore dei conviventi
    è tutto tranne che libero; perché un amore libero da impegni è un
    controsenso. lì motto implicito di ogni convivenza è: "fin che dura".

    8. Nonostante queste argomentazioni, resta oggi molto difficile convincere
    le persone che è meglio sforzarsi di aspettare la prima notte di nozze. Da
    un lato, gioca in senso contrario la pulsione degli istinti, che la
    modernità ha pensato di liquidare secondo le parole di Oscar Wilde: "L'unico
    modo di vincere le tentazioni è assecondarle". Ma c'è poi un motivo più
    profondo: i fatti della legge morale sono molto più evidenti nel lungo
    periodo. Può darsi che ad alcune generazioni possa sfuggire una verità
    morale. Ma di fronte al lungo cammino della storia, la verità si impone: una
    società non casta è ricca di divorzi e povera di figli.

    9. Che cosa dire ai giovani che abbiano fatto esperienza della caduta nel
    cammino verso il matrimonio? Di solito c'è una tacita convinzione - magari
    avallata dall'arrendevolezza degli educatori - secondo la quale non è
    possibile "invertire la rotta" una volta che due fidanzati vivano,
    sessualmente parlando, more uxorio: "oramai...", quasi che esistessero
    persone sottratte alla potenza della grazia santificante per colpa di una
    scelta o di uno stile di vita sbagliato. È dovere di ogni cattolico invece
    proporre la verità tutta intera anche a questi fratelli, trasmettendo loro
    la certezza della misericordia e del perdono di Dio, insieme alla robusta
    convinzione dell'efficacia degli strumenti che la Chiesa mette a
    disposizione per "fare nuova" la vita di ognuno. Di fronte alla vertigine
    che oggi un giovane prova nel sentirsi proporre la castità matrimoniale,
    valgano sempre le parole così umane degli Apostoli di fronte alla
    "intransigenza" del loro Maestro: "Dunque, chi potrà salvarsi?". E la
    risposta di Gesù: "Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è
    possibile" (Mt 19,25-26).

    La Parola di Dio

    "Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo
    corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. O non
    sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che
    avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?". (1 Cor 6, 18-19).

    Bibliografia:

    Ramòn Garcia de Haro, Matrimonio & Famiglia nei documenti del Magistero,
    Ares, Milano 2000.

    Fulvio Di Biasi, Rapporti pre-o anti-matrimoniali?, in Studi Cattolici,
    ottobre 2001, n. 488.

    Ugo Borghello, Le crisi dell'amore. Prevenire & curare i disagi familiari,
    Ares, Milano 2000.

    Arturo Cattaneo, con Franca & Paolo Pugni, Matrimonio d'amore. Tracce per un
    cammino di coppia, Ares, Milano 1997.

    Franca Malagò, Paolo Pugni, Etica semplice per la famiglia. Libertà,
    autorità, amore, Ares, Milano 1994.

    (c) Il Timone - n. 18 Marzo/Aprile 2002

  8. #8
    Makeru ga, katta
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    Predefinito

    Gli uomini continueranno a fare come gli pare.

    E più gli si vorrà dargli insegnamenti, più faranno il contrario.

    Alla fine si comportano tutti come diceva Oscar Wilde. Solo che pochi lo ammettono.
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  9. #9
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    Predefinito

    Originally posted by marcejap
    Gli uomini continueranno a fare come gli pare.

    E più gli si vorrà dargli insegnamenti, più faranno il contrario.

    Alla fine si comportano tutti come diceva Oscar Wilde. Solo che pochi lo ammettono.
    Gli insegnamenti vengono ancora dati, ma di altro genere: come fare sesso orale, per esempio, per accorgersi poi che anche con questa SCOPERTA si rischia l'infezione. In UK, poi, so per certo che la MORALE del FAI-DA-TE sta costando vite umane a iosa, e ragazzine a 16 anni già sono cotte come una vecchia signora di 60. Perché la rivoluzione la si fa con le parole: al momento dei fatti, corpo e anima (nel suo senso laico: psiche) si ribellano.

    Come quella Russa, che naufragò quando alle belle bandiere rosse non seguirono le pagnotte di pane.
    Figli della ricca borghesia, e di un intellettualismo ridicolo e manieristico, pensano di comprare l'ETERNITA' col sesso, la droga...... svuotati, il RICCO E OPULENTO borghese li veste come vuole, li fa pendsare come vuole, da a tutti lo stesso preservativo.

    Aveva ragione Marx: siamo solo materia. Solo che ci siamo diventati. Prima eravamo uomini.
    "

  10. #10
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by cm814
    Per inciso: non sono mai andato con una donna. E guarda caso di sgauldrine accanto non ne ho mai avute, ma di ragazze dabbene che mi hanno sempre creduto un ottimo confidente sì, e molte.
    Ho sempre cercato il vero amore, e l'ho trovato. Da sette anni stiamo in castità insieme.

    E non ho mai pensato di giustificare un rapporto sessuale (perché ormai solo di rapporti parliamo, visto che diviene sempre più difficile spacciare l'animalesco ARRAPAMENTO generale come AMORE), come atto di amore: è risaputo - se si è maschi, almeno! - che discernere il vero amore da uno stimolo prettamente sessuale davanti ad una donna che ci sta, è come parlare del principio di indeterminazione di Heisenberg, dopo essersi scolati una dama di vino.

    Ci si comporta come bestie, ma poi si pretende di ragionare come se si fosse angeli.

    Non ho capito perchè il sesso prima del matrimonio è bestiale e dopo non lo è. Ci sono persone che, dopo anni di matrimonio, lo fanno meccanicamente, senza passione nè amore, in maniera non molto diversa dai coleotteri.
    I rapporti che io ho avuto non sono stati mai "animali", perchè li ho sempre fatti precedere da una relazione vera. In effetti io non concepisco il sesso al di fuori di un rapporto affettivamente importante, ma non vedo che centri il matrimonio.
    Sinceramente quella del sesso dopo il matrimonio a me è sempre parsa una credenza strettamente religiosa, più che morale. Come può esserlo quella della verginità di Maria, tanto per fare un esempio.
    Non vedo nulla di virtuoso nella castità prematrimoniale in se stessa, e la vedo come cosa virtuosa solo all'interno del sistema di credenze cattolico.


    In secondo luogo, la pulsione sessuale ce l'hanno pure le donne, non solo gli uomini. Anche loro sentono lo "stimolo".



    Terzo....non per farmi i casi tuoi, ma visto che sei stato tu a parlarne.....ma son sette anni che stai insieme ad un ragazza in castità....ma sei sicuro che sia amore? No, perchè l'amore a casa mia è brama, è desiderio, è anche "arrapamento" reciproco.... a volte una tenera amicizia tra uomo e donna può essere scambiata per amore, così come l'amore può nascere da una tenera amicizia.

    Insomma, se io fossi un prete, e tu mi venissi a dire che sono sette anni che stai castamente con una, te ne direi di tutti i colori....ma soprattuto ti direi....e sposala fijo mio, che se ai fiori del giardino non ci metti mai mano, non li curi, non li annaffi e soprattutto non li concimi come si conviene, finisce che quando li vai a cogliere sono tutti marci, e da buttare via.

 

 
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