L'UOMO DI NEANDERTAL ESTINTO PER IL MORBO DELLA MUCCA PAZZA?
Prof. Chiarelli: un "caso" da analisi biochimiche sui reperti fossili
"Un evento che ha sempre assillato gli antropologi è la scomparsa dei Neandertaliani (Homo sapiens neanderthalensis), i nostri cugini più prossimi che hanno abitato per molti millenni territori diversi dell'Europa e dell'Asia e che sono quasi completamente scomparsi intorno a 30-25 mila anni fa, dopo aver condiviso la loro esistenza per qualche millennio con i nostri antenati più diretti, l'Homo sapiens sapiens". Lo sostiene il prof. Brunetto Chiarelli, Ordinario di antropologia all' Università di Firenze.
La loro "quasi improvvisa" scomparsa è diventato per i paleontologi un vero e proprio caso sul quale si sono fatte le più svariate ipotesi, tra queste, come ha riferito Chiarelli, c'è la possibilità che questa popolazione sia stata decimata dal prione della "mucca pazza", o più correttamente dalla variante umana della BSE, la malattia di Creutzfeldt-Jacob.
A dare fondamento a questa tesi c'è il fatto che i neandertaliani erano cacciatori e, quindi, avevano una dieta fondamentalmente carnivora, e praticavano il cannibalismo rituale. Lo stesso, come hanno sottolineato Chiarelli e gli altri scienziati che condividono la sua ipotesi, che è praticato, ancora oggi, dalle popolazioni della Nuova Guinea, i Forè, che, mangiando il cervello dei morti per acquisirne le virtù, si ammalano di kuru; o dagli Yanomani del Sud America che cremano i familiari defunti e ne mischiano le ceneri in un impasto di banane e banchettano in gruppo per disperdere lo spirito del morto.
"Per molto tempo si era creduto che il kuru fosse una malattia ereditaria perchè colpiva prevalentemente i maschi. Oggi si sa - spiega Chiarelli - che la decimazione di queste popolazioni è causata dal prione della "mucca pazza" e cioè dall'accumulo nel tessuto nervoso della proteina PrP in forma mutata e cioè la PrPSC (SC deriva da scrapie, la malattia che si manifesta nella capra).
Il confronto tra le popolazioni attuali che, praticando il cannibalismo rituale hanno contratto la variante umana della BSE, e lo stile di vita dei neandertaliani, ha fatto nascere l'ipotesi che l'estinzione dei neandertaliani, sia da attribuire a questa malattia. Gioca a favore di questa tesi non solo l'abitudine a cibarsi della carne dei propri simili - come è anche documentato dai reperti di Krapina in Croazia, risalenti a 130.000 anni fa, dove sulle ossa ci sono chiari segni di scarnificazione lasciate da strumenti litici per staccare il muscolo dalle ossa - ma anche la dieta quasi esclusivamente carnivora. " Lo stile di vita - spiega Chiarelli - può aver determinato una sorta di selezione a favore dei loro cugini, l'Homo sapiens sapiens, che, invece, non erano carnivori ma prediligevano verdure e pesce. Grazie a questa dieta, che oggi chiamiamo "mediterranea", l'Homo sapiens ha attraversato i millenni e si è evoluto".
Ma come provare questa ipotesi? "Quello che faremo - conclude - è verificare con analisi biochimiche fatte su fossili antichi, per vedere se c'è la proteina mutata del prione. In questo caso potremo dire di aver avuto ragione".
----------------------------------------------------------------------------
Certo, e l'homo habilis si è evoluto perchè ha mangiato un pollo influenzato...![]()
Hieronimus




Rispondi Citando