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Citazione:
In origine postato da Mr
Io più precisamente direi che la ragione è uno strumento valido, mentre la "fede" è la forza dell'auto-illusione.
Ripeto ancora: se un Dio pretendesse che io creda in lui per "fede", io non vorrei essere Dio!
Infatti io affermo l'esistanza di Dio razionalmente, la fede ha altri compiti :)
saluti
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Citazione:
In origine postato da Thomas Aquinas
Kant afferma in sede teoretica l'esistenza di Dio, di un dio insomma.
Assolutamente no.
"Se per Teologia intendo la conoscenza dell'Essere Originario, essa è fondata o sulla pura ragione (Theologia rationalis) o su una rivelazione (Theologia revelata). La prima concepisce il suo oggetto semplicemente colla Ragion Pura, mediante meri concetti trascendentali [...] Io mi contento qui di definire la conoscenza teoretica come una conoscenza per cui conosco ciò che esiste [...] Ora, io affermo che tutti i tentativi di un uso meramente speculativo della Ragione rispetto alla Teologia sono affatto infecondi e per loro intima natura nulli e vani. Tutti, infatti, i princìpi sintetici della Ragion Pura sono di uso immanente; ma alla conoscenza di un Essere Supremo si richiede un uso trascendentale di essi, al quale il nostro intelletto non è punto attrezzato. Se dovesse condurci all'Essere Originario la legge, di valore empirico, della causalità (riferimento ad una delle Cinque Vie di S. Tommaso n.d.r.) anche quest'essere dovrebbe rientrare nella catena degli oggetti dell'esperienza.
cfr. Immanuel Kant, Critica della Ragion Pura, Analitica Trascendentale, Sezione VII, p.400-403, Laterza 2000
L'esistenza di Dio rimane una rappresentazione del "dover essere", una "necessità trascendentale dell'animo umano", una "garanzia" di tipo Cartesiano che il percorso verso la virtù corrisponda al percorso verso la felicità. Non ho in casa Die Kritik der praktischen vernunft, quindi non posso giustificare le affermazioni: prendial come un atto di fede!
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Citazione:
In origine postato da Mr
Assolutamente no.
"Se per Teologia intendo la conoscenza dell'Essere Originario, essa è fondata o sulla pura ragione (Theologia rationalis) o su una rivelazione (Theologia revelata). La prima concepisce il suo oggetto semplicemente colla Ragion Pura, mediante meri concetti trascendentali [...] Io mi contento qui di definire la conoscenza teoretica come una conoscenza per cui conosco ciò che esiste [...] Ora, io affermo che tutti i tentativi di un uso meramente speculativo della Ragione rispetto alla Teologia sono affatto infecondi e per loro intima natura nulli e vani. Tutti, infatti, i princìpi sintetici della Ragion Pura sono di uso immanente; ma alla conoscenza di un Essere Supremo si richiede un uso trascendentale di essi, al quale il nostro intelletto non è punto attrezzato. Se dovesse condurci all'Essere Originario la legge, di valore empirico, della causalità (riferimento ad una delle Cinque Vie di S. Tommaso n.d.r.) anche quest'essere dovrebbe rientrare nella catena degli oggetti dell'esperienza.
cfr. Immanuel Kant, Critica della Ragion Pura, Analitica Trascendentale, Sezione VII, p.400-403, Laterza 2000
L'esistenza di Dio rimane una rappresentazione del "dover essere", una "necessità trascendentale dell'animo umano", una "garanzia" di tipo Cartesiano che il percorso verso la virtù corrisponda al percorso verso la felicità. Non ho in casa Die Kritik der praktischen vernunft, quindi non posso giustificare le affermazioni: prendial come un atto di fede!
Certo, questa è la posizione "ufficiale", cui segue una intepretazione "ufficiale";
peccato che in un passo (lo cercherò) lo stesso Kant affermi l'esistenza di un "principio primo", tuttavia indeterminabile,
indefinibile insomma, inconoscibile per via definitoria, con la conseguente negazione di una teologia contenutistica.
saluti
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Citazione:
In origine postato da Thomas Aquinas
Certo, questa è la posizione "ufficiale", cui segue una intepretazione "ufficiale";
peccato che in un passo (lo cercherò) lo stesso Kant affermi l'esistenza di un "principio primo", tuttavia indeterminabile,
indefinibile insomma, inconoscibile per via definitoria, con la conseguente negazione di una teologia contenutistica.
saluti
Non conosco il passo, ma se Kant avesse cercato quel "principio primo" in qualsiasi cosa che non fosse la soggettività (peggio ancora un "Dio" trascendente)... Kant non sarebbe stato Kant, Fichte non sarebbe diventato Fichte, ed oggi non avremmo mai avuto l'idealismo.
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Citazione:
In origine postato da Thomas Aquinas
Infatti io affermo l'esistanza di Dio razionalmente, la fede ha altri compiti :)
saluti
Affermi l'esistenza di Dio...
Quali sono le basi razionali di tale esistenza?
La fede entra in gioco laddove non può esserci spiegazione scientifica...
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Citazione:
In origine postato da lorel
Affermi l'esistenza di Dio...
Quali sono le basi razionali di tale esistenza?
La fede entra in gioco laddove non può esserci spiegazione scientifica...
Non c'e' nulla di razionale nella fede....nella fede si crede e basta..e' un sentimento...e' amore
Sai darmi una spiegazione razionale all'amore?
Iconoclasti di merda!
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Citazione:
In origine postato da Mr
Non conosco il passo, ma se Kant avesse cercato quel "principio primo" in qualsiasi cosa che non fosse la soggettività (peggio ancora un "Dio" trascendente)... Kant non sarebbe stato Kant, Fichte non sarebbe diventato Fichte, ed oggi non avremmo mai avuto l'idealismo.
Infatti non è del tutto coerente :)
Poi ti assicuro che il principio primo si può cercare anche nella soggettività, ci saranno interessanti sviluppi nel 900 in merito, ma questa è un'altra storia ;)
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Citazione:
In origine postato da lorel
Affermi l'esistenza di Dio...
Quali sono le basi razionali di tale esistenza?
La fede entra in gioco laddove non può esserci spiegazione scientifica...
Già, il sapere certo è quello scientifico, dimenticavo ;)
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Citazione:
In origine postato da DD
Non c'e' nulla di razionale nella fede....nella fede si crede e basta..e' un sentimento...e' amore
Sai darmi una spiegazione razionale all'amore?
Iconoclasti di merda!
Subito, come dato ontologico l'amore non esiste. Esiste in compenso una fitta trama di emozioni e sensazioni (condizionata da necessità evolutive ai fini della riproduzione) che, per il principio del parallelismo psicofisico, ha base chimica, e che dà luogo a forti e variegate emozioni nei confronti di persone dell'altro sesso. Non è romantico come la parola "amore" ma trovo che sia qualcosa per cui vale la pena vivere.