Carovita e consumi traditi: il governo Berlusconi è costato 3.650 euro a famiglia. In totale fanno 76,6 miliardi di euro!
A 3 giorni dalle elezioni europee, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è finalmente accorto delle continue stangate subite dai consumatori impoveriti, non già dall’euro, che ha messo al riparo l’Italia da una crisi e da un attacco valutario che l’avrebbero portata ai livelli dell’Argentina,ma dagli omessi controlli del Governo, che ha consentito di sostituire le vecchie mille lire con 1 euro,come ha documentato il libro inchiesta: “Euro,la rapina del secolo”.
Meglio tardi che mai se non fosse per un appello, forse dettato dalla disperazione, che ha il vago sapore elettorale, di un premier che si è accorto di aver perso quella sintonia con il Paese reale e con i problemi dei “consumatori traditi” da promesse da marinaio non mantenute.
Adusbef ricorda i vani appelli fatti al Governo Berlusconi ed al ministro Marzano per contenere gli aumenti dei prezzi di beni e servizi rincarati all’infinito,dagli alimentari ai servizi bancari ed assicurativi,aumentati rispettivamente del 25 per cento i primi,del 22 per cento i secondi dal maggio 2001 con la risposta arrogante di leggi truffa contro i diritti dei consumatori,come quella sulla RC Auto, che oltre a condonare i comportamenti scorretti del cartello assicurativo ha negato il diritto alla restituzione di ben 4 miliardi di euro cancellando dall’ordinamento i giudizi per equità che davano la possibilità di ricorrere al giudice di Pace senza bisogno dell’assistenza degli avvocati e delle loro salate parcelle.
Adusbef rammenta gli incontri con il ministro Tremonti,che dopo gli scandali finanziari che hanno coinvolto 835.000 risparmiatori per un controvalore di 37,5 miliardi di euro,si era impegnato a far approvare una legge di riforma del risparmio che contenesse quell’”azione di classe” (class action) promessa perfino dal ministro Marzano nel protocollo Ania-Consumatori, presente negli altri ordinamenti come deterrente alla reiterazione di comportamenti truffaldini,come ben ricorda quello con il vice-premier Fini, per contrastare la doppia velocità dei petrolieri nel muovere la leva dei prezzi delle benzine tra le più care d’Europa con vergognose speculazioni valutarie.
I consumatori di questo paese,che hanno subito sulla propria pelle rincari infiniti pari a ben 3.650 euro dal 31 dicembre 2001,che hanno perso potere d’acquisto,non arrivano più a fine mese ma hanno visto bruciare 10 giorni di stipendio grazie all’inerzia del Governo e devono ricorrere all’indebitamento per sopravvivere anche tra i ceti medi,che pagano i rincari dei medicinali del 16,4 per cento,beffati dall’Istat che fotografa una inflazione virtuale, che hanno subito aumenti dei costi dei servizi bancari tra i più cari del mondo (in Italia un conto corrente costa 520 euro contro 36 euro dell’Olanda e 175 degli Stati Uniti), ed attendono ancora il promesso bonus fiscale sui carburanti,non si lasceranno abbindolare da appelli elettorali dettati dalla disperazione di un leader che sa di andare incontro ad una pesante sconfitta elettorale perché ha perso la sintonia con il Paese reale,stanco delle promesse da marinaio di un Governo al servizio dei “potenti”.
*Presidente Adusbef




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