Il presidente dell'Inter ha difeso Zac: ma non si dimetterà
E potrebbero arrivare anche Mihajlovic, Giannichedda e Cesar
Moratti convince Facchetti
Mancini può firmare già oggi
di GIANNI PIVA
MILANO - Solo una questione di ore, poi il mistero che avvolge il destino della guida tecnica dell'Inter potrà essere sciolto. Non sarà un passaggio semplice, scontato, ma non provocherà un terremoto ai vertici del club. Ieri, dopo un nuovo confronto, Moratti e Facchetti hanno infatti ritrovato una posizione comune. Un passaggio che diventa inevitabilmente la premessa per aprire finalmente le porte dell'Inter a Mancini (la firma già oggi), facendo cadere le perplessità legate ad una svolta non priva di incognite e di radicali mutamenti.
Per avviare quella svolta che piace a Moratti e butta all'aria il progetto, elaborato da Facchetti in questi mesi da presidente che aveva Zaccheroni come punto di riferimento tecnico. Mesi in cui al di là delle insistenti voci di cambiamento da parte della società, e ancora pochi giorni fa dallo stesso Moratti, è sempre stato confermato l'incarico al tecnico romagnolo. A dispetto della marea di sollecitazioni, bisbigli e ipotesi che viceversa davano via via sempre maggiore peso all'idea del ribaltone.
La soluzione che permette a Facchetti di non fare un clamoroso dietro-front appare a questo punto la decisione di Zaccheroni di dare le dimissioni, togliendo formalmente l'incomodo, dopo aver preso atto che non c'è più fiducia in lui da parte della proprietà. Quello di ieri è stato comunque un passaggio importante che evita al vertice del club di arrivare in piena bufera al consiglio di amministrazione che domani è chiamato a varare l'aumento di capitale di 50 milioni di euro.
La notizia della ritrovata unità d'intenti tra Moratti e Facchetti permette all'Inter di uscire da una situazione difficile e imbarazzante che aveva finito per paralizzarne ogni attività. Ora è possibile riprendere il lavoro e nelle prossime ore Mancini dovrebbe ricevere la chiamata che da giorni sta attendendo nel suo yacht ormeggiato in una baia della costa Smeralda.
Che l'Inter fosse la sua destinazione il tecnico lo aveva comunicato alla Lazio qualche giorno fa, pur precisando che ancora si trattava di una ipotesi di lavoro, suscitando comunque le pubbliche lamentele del presidente Longo per il "danno" che il suo club ne riceve. Intanto sono stati contattati per la panchina laziale prima Zoff e ieri anche Vialli.
Per l'Inter si annuncia, in ogni caso, una svolta destinata a cambiare profondamente sia l'organico della squadra che gli equlibri nella società. Perché Mancini non arriva da solo, ma dovrebbe essere seguito da chi, in questi anni, ha collaborato con lui alla Lazio. Certo l'arrivo a Milano, ad esempio, di Mihajlovic, ma si parla anche di Giannichedda oltre a Cesar. Una sorta di trapianto di laziali all'interno dell'Inter, dopo i trasferimenti di Stankovic e Favalli, e il contratto fresco con Veron. Una svolta clamorosa che cambia completamente le prospettive del tormentone Vieri che, rimosso Zaccheroni, non ha più motivo di chiedere la cessione.
(14 giugno 2004)




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