Come si assegnano i seggi: il numero complessivo è determinato sulla base dei risultati nazionali col metodo del quoziente naturale e dei più alti resti, che garantisce una proporzionalità pressoché pura. Ciò significa che si prende il totale dei voti validi di tutte le liste e si divide per il numero dei seggi, ottenendo così il quoziente nazionale: per esempio se i voti validi fossero 7.800.000, essendo i seggi 78, il quoziente sarebbe 100.000. Si divide quindi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista (la somma dei voti validi ottenuti nelle circoscrizioni) per il numero dei seggi: per esempio se una lista avesse preso 550.000 voti dividendoli per il quoziente di 100.000 si avrebbero 5 seggi pieni e un resto di 50.000; bisognerebbe poi vedere i resti degli altri per capire se quel resto sarebbe sufficiente ad avere un sesto seggio oppure no. Finite queste operazioni sul piano nazionale, per la concreta individuazione degli eletti si procede di nuovo col metodo del quoziente circoscrizione per circoscrizione e con la graduatoria delle preferenze.
Novità: in seguito agli accordi relativi all’allargamento dell’Unione i seggi assegnati in Italia sono scesi da 87 a 78. Lo sbarramento di fatto salirà così di pochissimo, dallo 0,6% allo 0,8% circa. Sono aumentate anche le preferenze esprimibili livellandole al tetto massimo di 3.




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