Proseguono i festeggiamenti del Csx per la straordinaria vittoria del Mortadellone

da www.affaritaliani.it
Folena: il Triciclo è fallito. Fassino faccia autocritica
14 giugno 2004


Il commento di Affari/ Berlusconi si è salvato, ma dovrà pagare pegno agli alleati. Caos a sinistra: Prodi non ha creato valore aggiunto. Di Angelo Maria Perrino

"Il progetto della lista Uniti nell'Ulivo è fallito. Il responso degli elettori è stato molto chiaro". Pietro Folena, uno dei leader del Correntone Ds, intervistato da Affari, non usa mezzi termini e all'indomani delle elezioni europee critica apertamente D'Alema e Fassino: "Non ho apprezzato il fatto che in queste ore da parte della leadership del mio partito non ci sia stato alcun accenno di riflessione autocritica". Secondo la minoranza della Quercia "bisogna discutere internamente e dare voce agli iscritti. L'obiettivo è quello di unificare l'intero Centrosinistra sul modello delle Amministrative e di Bologna. Compresa Rifondazione Comunista".


ECCO L'INTERVISTA

Forza Italia crolla, ma il Triciclo non sfonda. E' corretto? Come valuta il voto europeo?
"I risultati andranno letti anche alla luce delle Amministrative. Siamo di fronte a una secca sconfitta, inequivocabile, di Berlusconi. Che rappresenta il dato politico più rilevante. A questa sconfitta si accompagna una tenuta delle altre formazioni di Centrodestra".

Infatti non c'è stato travaso di voti dalla CdL al Centrosinistra...
"Siamo in una condizione di sostanziale parità tra i due poli. Vuol dire che le altre formazioni della CdL hanno avuto una certa capacità di recupero".

E il Centrosinistra?
"La lista Uniti nell'Ulivo ha ottenuto un risultato non soddisfacente e, nello stesso tempo, si configura nelle Amministrative uno straordinario risultato del Centrosinistra, quando è largo, unitario e articolato. Come lo fu lo scorso anno".

Cosa intende?
"E' stato un errore la scelta della lista unitaria. Gli elettori hanno espresso la loro contrarietà rispetto al progetto di un partito riformista di quel tipo, che non permette né a sinistra né tra i moderati di aggregare forze in numero sufficiente".

Il Correntone contesta a D'Alema e Fassino d'aver commesso un errore...
"Non eravamo d'accordo con questa scelta. Non ci convinceva l'ipotesi dell'Ulivo ristretto, né tantomeno la sua prosecuzione verso il partito riformista. E gli elettori hanno chiaramente detto che non è questa la strada per far vincere il Centrosinistra".

Quindi l'idea del partito riformista va abbandonata?
"Certamente. Aggiungiamo anche il fatto che a sinistra di questa lista c'è oltre il 13% dei voti, che nelle regioni rosse diventa il 15, 16, 17 per cento. All'interno della lista il Correntone ha dato un contributo decisivo, senza il quale i voti sarebbero stati di meno".

Ad esempio?
"Abbiamo avuto uno straordinario risultato con Claudio Fava, che non era capolista e con 215 mila preferenze è risultato il più votato della Sicilia. E' il classico esempio di una candidatura che ha portato molti voti alla Lista Unitaria. Abbiamo dato il nostro contributo leale a un progetto di cui, però, non condividevamo gli sviluppi E c'è dell'altro...".

Ovvero?
"Il successo di Lilli Gruber e Michele Santoro rappresenta la vittoria dei candidati con caratteristiche radicali e non moderate".

Allora la lista Uniti nell'Ulivo è un progetto che è fallito?
"Sì. Ha avuto un responso molto chiaro da parte degli elettori. Ora bisogna discutere molto chiaramente su due punti".

Quali?
"Primo su come organizzare l'opposizione per battere Berlusconi. Sulla base di un programma di governo, bisogna unificare l'intero Centrosinistra sul modello Bologna. Si deve seguire questa strada già nelle prossime settimane e nei prossimi mesi".

E secondo?
"All'interno delle forze della lista unitaria, e in particolare del nostro partito, si deve aprire una discussione dalla quale non può che venir fuori l'idea di una grande sinistra, dentro una grande coalizione di Centrosinistra".

Che sarebbe?
"Per grande Centrosinistra intendo che esiste un partito come la Margherita, dentro il quale ci sono i popolari. E' un grandissimo partito che ha molti voti, c'è l'Udeur e ci sono altre componenti. Poi ci sono i Ds e le altre formazioni. Non si deve unire la sinistra per poi allearsi con i moderati, ma bisogna riprendere il cammino di un'aggregazione che veda la Margherita, i Ds, tutte le componenti della sinistra, della società civile e i movimenti insieme in un progetto comune di governo".

Tutti insieme, non un asse e poi gli altri intorno...
"L'idea di fare delle divisioni e poi realizzare l'unità non è positiva. Non è stata una buona idea unire prima i riformisti e poi dialogare con l'area radicale, perché questa strada ha dato voti a quest'ultima parte. Ma non sarebbe una buona idea neanche al contrario. Dobbiamo lavorare affinché i Ds riprendano la loro autonomia e costruiscano una coalizione più vasta".

Compreso Bertinotti?
"Certo, compresa Rifondazione Comunista che ha avuto un risultato molto bello, che ha premiato la sua svolta chiarissima".

Allora nei prossimi mesi non vedremo il Correntone staccarsi dai Ds e allearsi alla sinistra radicale?
"No. Il risultato elettorale rappresenta un'evidente bocciatura dell'ipotesi di fare un partito fuori dall'alveo della sinistra. Dal risultato può uscire un grande Ulivo, un grande Centrosinistra sul modello delle Amministrative".

E se i vertici della Quercia continuassero sulla strada del Triciclo?
"Bisogna discutere nel partito e dare voce agli iscritti. Giovedì c'è un direttivo. Non ho apprezzato il fatto che in queste ore da parte della leadership del mio partito non ci sia stato alcun accenno di riflessione autocritica. Che non vuol dire 'abbiamo sbagliato tutto', ma dire 'ci sono dei problemi'".

Bersani ad Affari aveva detto che il vostro obiettivo era il 33%...
"Bisogna affrontare la fase che si apre senza pensare di avere delle verità in tasca, da imporre a tavolino a un partito fatto da milioni di persone. C'è tanta gente che non trovando il simbolo dei Ds, soprattutto nelle regioni rosse, non ha saputo cosa votare".

Fassino e D'Alema sono in discussione?
"Non è una questione personale ma di linea politica. Bisogna garantire l'apertura di una discussione vera all'interno del partito, su quello che è successo e su quanto accadrà".

Sarà Prodi il leader di questo grande Centrosinistra?
"Certamente. E' la miglior candidatura per la guida del Paese".