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    Predefinito La Bibbia censurata di Jacopo fo

    Salve a tutti, ho trovato questo su It.cultura.religioni.
    Credo che interessi un po noi tutti (pagani).


    La settimana scorsa Dario vi ha raccontato della Bibbia popolare incisa
    nelle sculture che decorano il Duomo di Modena.
    Oggi vorrei narrarvi di una ricerca parallela che ho condotto andando a
    rileggere il testo "ufficiale" della Bibbia, in particolare le prime pagine
    del Libro della Genesi, dove si rievoca la creazione dell'Universo per mano
    di Dio.
    Si tratta di un testo che tutti abbiamo letto almeno una volta. Ma forse
    stupira' scoprire che questo scritto nasconde un racconto ben diverso da
    quello che insegnano rabbini, preti e mullah (anche i musulmani considerano
    la Bibbia un loro testo sacro).
    Ancora una volta c'e' da stupirsi di come si sia potuto non vedere il
    significato delle parole che, per altro, sono molto chiare.
    E' sufficiente prendere il testo ufficiale approvato dalla Chiesa Cattolica
    e leggerlo dimenticando quel che ci hanno insegnato a Catechismo, per capire
    che c'e' qualche cosa che non torna.
    Infatti, nel racconto del sesto giorno della creazione si legge: "E Dio
    creo' Adamo, maschio e femmina lo creo'".
    Poi il settimo giorno Dio crea Adamo con l'argilla, e successivamente,
    utilizzando la famosa costola, Eva. Cioe', Dio crea Adamo due volte. Ora
    suppongo che siate d'accordo con me sul fatto che questo comportamento non
    e' normale neanche per un Dio. Ovviamente non sono il primo a essersi
    accorto di questa contraddizione. Ma tutte le spiegazioni che ho letto, a
    partire dalla teoria di un Adamo ermafrodita, non spiegano perche' il sesto
    giorno Dio crea Adamo e il giorno dopo ricrea lo stesso essere daccapo con
    l'argilla. Cioe', crea due volte la stessa persona. Tutte le teorie, non
    riescono a spiegare questa assurdita'.
    O chi ha scritto la Genesi aveva gravi problemi mentali oppure ci deve
    essere un grosso malinteso. O una grande censura...

    Per sciogliere questo mistero dobbiamo andare a leggere la Bibbia ebraica.
    Infatti, i cristiani, che sono i soliti superficiali, hanno tradotto con la
    parola "Dio" due differenti termini ebraici: Eloim e Yahvveh.
    Eloim e' un plurale e significa "gli Dei", Yahvveh e' un singolare e
    significa "Colui che e'".
    Nella Genesi, fino al sesto giorno, agiscono solo gli Eloim, sono loro a
    creare l'universo, il mondo, il mare, il cielo, gli animali e le piante. E
    anche la prima versione di Adamo maschio e femmina. Alla fine del sesto
    giorno c'e' una frase dal senso un po' misterioso: gli Eloim si ritirano
    nella loro energia. Il settimo giorno entra in scena per la prima volta
    Yahvveh, che "anima" tutto l'universo e crea Adamo e Eva.
    Che cosa significa? Anche su questa questione si sono profusi ettolitri di
    inchiostro: si sostiene che Eloim e Yahvveh sono lo stesso Dio con due nomi
    diversi per motivi mistici.

    Insomma, la situazione appare un po' confusa ma possiamo chiarirla
    tracciando un parallelo tra la Genesi e le altre storie della creazione
    scritte dal resto dei popoli del mondo.
    In effetti, nelle maggiori religioni del pianeta ci sono racconti simili. Ma
    da sempre i commentatori della Bibbia, considerano la loro religione
    (ebraica, cristiana o musulmana) talmente superiore ai culti pagani da
    rifiutare qualunque similitudine e questo li ha resi incapaci di capire quel
    che stavano leggendo.
    L'esistenza di due entita' divine (Eloim e Yahvveh) e' infatti una costante
    nella maggioranza delle religioni che si sono sviluppate nelle societa'
    schiaviste ed e' invece assente nei miti delle societa' primitive. Le storie
    della creazione nelle culture schiaviste narrano la storia di un Dio
    primitivo che viene spodestato (ad esempio, presso i greci Zeus spodesta
    Urano).
    In questi racconti vediamo rispecchiarsi la storia dell'umanita'.
    All'inizio la societa' matriarcale, che adora la Dea Madre, e' la forma
    dominante di organizzazione sociale. Una societa' capace di grandi risultati
    tecnologici e colossali opere idriche come la bonifica delle paludi del
    Nilo. Poi queste societa' pacifiche e amanti della sessualita' vengono
    sottomesse dagli allevatori guerrieri patriarcali. Gente rozza ma abilissima
    nell'uso dell'arco e del cavallo. Questa traumatica conquista viene
    rappresentata nella storia degli Dei. La Dea Madre viene soppiantata dal Dio
    guerriero. Ma a questo Dio non interessa prendere per se' l'onore della
    creazione.
    I guerrieri schiavisti considerano il lavoro qualche cosa di umiliante.
    Anche il lavoro di creare l'Universo. Quindi non viene cancellata la storia
    della creazione ma a questa si aggiunge il racconto di come gli Dei creatori
    siano stati soppiantati dagli Dei guerrieri. Quando poi altre ondate
    migratorie di allevatori guerrieri vincono i primi conquistatori si registra
    anche nell'Olimpo la venuta di una terza generazione di divinita'. Cosi', ad
    esempio, presso i greci la Dea Madre creatrice viene in un primo momento
    spodestata da Urano che a sua volta soccombe davanti a Zeus. Si verifica
    nella narrazione un'evoluzione simile a quella che caratterizza i templi
    religiosi. I conquistatori edificano nuovi templi ai loro Dei utilizzando
    come base di partenza i templi degli sconfitti.
    Questa stratificazione e' evidente nelle narrazioni mesopotamiche dalle
    quali la Bibbia trae origine. Ma nella stesura ebraica le tracce di questo
    succedersi di divinita' vengono occultate. Ma non completamente: resta
    quell'Eloim nel testo ebraico, poi cancellato nella versione cristiana. E
    resta quel controsenso della doppia creazione degli esseri umani.
    A questo punto possiamo rileggere tutta la storia in modo molto diverso e
    scoprire il racconto del colpo di stato del Dio patriarcale (Yahvveh) contro
    gli Dei creatori (Eloim). Il tutto risulta piu' chiaro se si va a vedere
    tutti i significati della parola Adam che, puo' essere tradotta anche con
    "l'umanita'". Ecco allora che la frase della creazione nel sesto giorno
    diventa "Gli Eloim crearono l'umanita', maschi e femmine li crearono".
    Ma c'e' un altro elemento che prova questa lettura: la Bibbia ebraica e'
    detta anche "dei sacerdoti", cioe' la Genesi che noi conosciamo e' la
    versione ufficiale. Ma esistono altre versioni tramandate oralmente e molto
    piu' ricche. Ed e' a queste versioni popolari che i rabbini si richiamano
    per secoli quando devono chiarire il significato della Bibbia. Ed e' grazie
    a questi commenti scritti che sono giunti fino a noi frammenti della Genesi
    tramandata oralmente. Tutti abbiamo sentito parlare della storia di Lucifero
    e di Lilith. Ma se si va a vedere nella Bibbia ufficiale non si parla della
    ribellione di Lucifero e della sua cacciata ne' del suo divenire il Diavolo.
    E non si narra neanche di Lilith, la prima donna che Adamo rifiuta perche'
    creata "col sangue e con lo sputo". Queste storie invece sono ampiamente
    presenti nei commentari ebraici della Bibbia ufficiale. Ecco che,
    incrociando questa tradizione orale con il testo ufficiale, tutto appare
    piu' chiaro: gli Eloim creano gli esseri umani e l'universo. Poi arriva
    Yahvveh che li spodesta. Questo Yahvveh crea un uomo a sua immagine e
    somiglianza, un guerriero, e gli da' il potere su tutte le creature compresi
    i primi umani creati dagli Eloim. Ma Adamo rifiuta di accoppiarsi con le
    donne create dagli Eloim perche' esse sono inferiori.
    Quindi Dio crea una donna apposta per lui.
    Ed ecco che in un colpo solo abbiamo anche un tentativo grossolano (e
    successivamente rimosso nella versione definitiva del testo biblico) di
    codificare il diritto dei conquistatori di sottomettere i vinti perche'
    nelle loro vene scorre un sangue diverso (sono stati creati da un Dio
    superiore).

    Nella Genesi esiste un altro punto nel quale e' chiara la sovrapposizione
    tra due diversi racconti e il ruolo originario degli Eloim: la storia della
    mela e del serpente. Te la ricordi? Dio si imbestialisce perche' Adamo e Eva
    mangiano la mela. Li maledice, li scaccia dal paradiso e li condanna a
    vivere con dolore e fatica e a conoscere la morte perche' hanno peccato.
    Questa e' la storia come ce la raccontano a Catechismo. Ma se andiamo a
    leggere il testo della Genesi scopriamo che, dopo essere scomparsi il sesto
    giorno della creazione, gli Eloim ritornano in scena proprio in questo
    punto, prima di scomparire definitivamente.
    Quando Dio scopre che Adamo e Eva hanno mangiato la mela non e' Yahvveh ma
    sono gli Eloim. E gli Eloim non sembrano molto arrabbiati, si limitano a
    dire:"Ora sono come noi perche' hanno mangiato il frutto della conoscenza".
    Sembrano quasi contenti. E sarebbe logico che fosse cosi'. Essendo
    onniscenti gli Eloim sapevano benissimo che sarebbe successo. Sono solo
    curiosi di sapere come sia accaduto esattamente, come se conoscessero il
    futuro a grandi linee e volessero apprendere invece i particolari... Poi il
    testo cambia ritmo, sembra proprio di leggere frasi aggiunte a posteriori.
    Riappare Yahvveh che invece e' molto arrabbiato: ma attenzione egli non
    maledice gli umani. Maledice il serpente (che non e' il demonio ma il piu'
    astuto degli animali) e maledice la terra, cosi' l'uomo fatichera' a
    coltivarla. Poi allontana gli esseri umani dal Paradiso per impedire loro di
    mangiare anche il frutto dell'albero della vita, se lo facessero gli umani
    diventerebbero come gli Dei.
    E tra l'altro il serpente non mente quando dice a Eva che non morira' se
    mangera' il frutto proibito. Infatti, anche nel Paradiso gli umani sono
    destinati a morire a prescindere dalla loro ubbidienza.
    E' appunto per evitare che diventino immortali mangiando anche il frutto
    dell'albero della vita che vengono allontanati dal Paradiso. Tutto questo
    capitolo e' chiaramente il frutto della sovrapposizione di due racconti.
    Al testo piu' antico che presenta come fatto positivo la conquista della
    coscienza umana di se', si sovrappone la visione negativa della coscienza
    propria della cultura patriarcale. L'interpretazione del testo viene quindi
    forzata dalla lettura del Catechismo cattolico che trasforma il serpente in
    demonio, inventa la maledizione di Adamo e Eva e finge di non accorgersi che
    la morte non e' frutto del peccato.
    Il discorso diventa piu' chiaro se ritorniamo a leggere le storie della
    nascita della coscienza presso altre culture e in particolare quelle
    mesopotamiche (dalle quali, come si e' detto, ha origine il racconto
    biblico).
    Troviamo vari racconti nei quali l'acquisizione della coscienza non ha
    nessuna implicazione negativa anche se costringe gli umani a "uscire dal
    Paradiso" della non coscienza animale. In queste tradizioni troviamo a volte
    perfino un chiaro racconto della scoperta della coscienza per via sessuale.
    Ad esempio, nella tradizione sumerica c'e' intatta la narrazione scaturita
    dalla cultura matriarcale nella quale la conoscenza si ottiene per via
    sessuale e non sottintende nessun tipo di disubbidienza.
    Il primo uomo infatti e' un brutalone che si accoppia con gli animali fino a
    quando un Dio non gli invia una Dea che si accoppia con lui per giorni.
    Terminata l'iniziazione al sesso con l'amante divina essa gli dice le stesse
    parole che troviamo nella Genesi: ora sei come gli Dei perche' conosci il
    bene e il male. Dopodiche' Adamo diventa incapace di accoppiarsi con gli
    animali. In effetti lui ci prova ma essi lo rifuggono perche' e' diventato
    diverso da loro. Ed e' da notare (lo ripeto) che la civilta' sumera e' la
    piu' antica delle culture mesopotamiche che sono la fonte di tutti i miti
    biblici. Le storie di Adamo e Eva, Caino e Abele e Noe' sono tutte
    precedenti alla formazione della cultura ebraica.
    E parlando di Caino e Abele possiamo osservare come nel loro conflitto si
    rispecchi ancora una volta, la memoria del trauma della sconfitta delle
    popolazioni agricole da parte degli allevatori guerrieri.
    Come spesso accade sono i vincitori a scrivere la storia, sempre preoccupati
    di nascondere i propri crimini.
    Caino e' il contadino, Dio (Yahvveh) lo odia (chissa' perche') e non
    apprezza i suoi doni. Dio ama invece Abele, l'allevatore.
    Ma mentre nella realta' sono gli allevatori a massacrare i contadini e
    ridurli in schiavitu' nella Genesi e' Caino a uccidere Abele.
    A distanza di migliaia di anni possiamo finalmente dirlo: Abele era uno
    stronzo.
    E Caino e' innocente.
    Syntax error.

  2. #2
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    É ormai assodato che nell'AT vi sono materiali molto compositi quanto a provenienza. Se non ricordo male, a proposito del pentateuco i biblisti parlano di 3 narrazioni:

    [list=1][*]elohista[*]jahvista[*]sacerdotale[/list=1]

    abbastanza eterogenee per stile ed elementi, quindi riconoscibili.
    Il secondo racconto della creazione dell'uomo ne è un esempio.

    Per quanto riguarda l'interpretazione delle 2 figure, ricordo anche un messaggio che di recente Sothis aveva postato da qualche parte.

    Eccola qua :

    In Origine Postato da Sothis
    Nella vicenda biblica di Caino e Abele è riassunta la differenza archetipica del popolo ebraico con quello occidentale.

    Caino COLTIVAVA LA TERRA, mentre Abele ALLEVAVA GLI ANIMALI, cultura della stanzialità e della terra contro cultura DEL NOMADISMO (pastorizia nomade).

    Caino offriva al Dio degli ebrei i frutti della propria terra, che COLTIVAVA CON IL SUDORE DELLA FRONTE, ma che Jahve non gradiva, gradiva invece gli AGENELLI SACRIFICALE di Abele, insomma i sacrifici di sangue di animali.

    Il resto della storia è conosciuto.

    In questo episodio MOLTO TRASCURATO è nascosta una palese evidenza, come una candela alla luce del giorno.
    Tuttavia non mi convince troppo irrigidire l'opposizione fra queste 2 modalita' di esistenza.

 

 

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