Salve a tutti, ho trovato questo su It.cultura.religioni.
Credo che interessi un po noi tutti (pagani).
La settimana scorsa Dario vi ha raccontato della Bibbia popolare incisa
nelle sculture che decorano il Duomo di Modena.
Oggi vorrei narrarvi di una ricerca parallela che ho condotto andando a
rileggere il testo "ufficiale" della Bibbia, in particolare le prime pagine
del Libro della Genesi, dove si rievoca la creazione dell'Universo per mano
di Dio.
Si tratta di un testo che tutti abbiamo letto almeno una volta. Ma forse
stupira' scoprire che questo scritto nasconde un racconto ben diverso da
quello che insegnano rabbini, preti e mullah (anche i musulmani considerano
la Bibbia un loro testo sacro).
Ancora una volta c'e' da stupirsi di come si sia potuto non vedere il
significato delle parole che, per altro, sono molto chiare.
E' sufficiente prendere il testo ufficiale approvato dalla Chiesa Cattolica
e leggerlo dimenticando quel che ci hanno insegnato a Catechismo, per capire
che c'e' qualche cosa che non torna.
Infatti, nel racconto del sesto giorno della creazione si legge: "E Dio
creo' Adamo, maschio e femmina lo creo'".
Poi il settimo giorno Dio crea Adamo con l'argilla, e successivamente,
utilizzando la famosa costola, Eva. Cioe', Dio crea Adamo due volte. Ora
suppongo che siate d'accordo con me sul fatto che questo comportamento non
e' normale neanche per un Dio. Ovviamente non sono il primo a essersi
accorto di questa contraddizione. Ma tutte le spiegazioni che ho letto, a
partire dalla teoria di un Adamo ermafrodita, non spiegano perche' il sesto
giorno Dio crea Adamo e il giorno dopo ricrea lo stesso essere daccapo con
l'argilla. Cioe', crea due volte la stessa persona. Tutte le teorie, non
riescono a spiegare questa assurdita'.
O chi ha scritto la Genesi aveva gravi problemi mentali oppure ci deve
essere un grosso malinteso. O una grande censura...
Per sciogliere questo mistero dobbiamo andare a leggere la Bibbia ebraica.
Infatti, i cristiani, che sono i soliti superficiali, hanno tradotto con la
parola "Dio" due differenti termini ebraici: Eloim e Yahvveh.
Eloim e' un plurale e significa "gli Dei", Yahvveh e' un singolare e
significa "Colui che e'".
Nella Genesi, fino al sesto giorno, agiscono solo gli Eloim, sono loro a
creare l'universo, il mondo, il mare, il cielo, gli animali e le piante. E
anche la prima versione di Adamo maschio e femmina. Alla fine del sesto
giorno c'e' una frase dal senso un po' misterioso: gli Eloim si ritirano
nella loro energia. Il settimo giorno entra in scena per la prima volta
Yahvveh, che "anima" tutto l'universo e crea Adamo e Eva.
Che cosa significa? Anche su questa questione si sono profusi ettolitri di
inchiostro: si sostiene che Eloim e Yahvveh sono lo stesso Dio con due nomi
diversi per motivi mistici.
Insomma, la situazione appare un po' confusa ma possiamo chiarirla
tracciando un parallelo tra la Genesi e le altre storie della creazione
scritte dal resto dei popoli del mondo.
In effetti, nelle maggiori religioni del pianeta ci sono racconti simili. Ma
da sempre i commentatori della Bibbia, considerano la loro religione
(ebraica, cristiana o musulmana) talmente superiore ai culti pagani da
rifiutare qualunque similitudine e questo li ha resi incapaci di capire quel
che stavano leggendo.
L'esistenza di due entita' divine (Eloim e Yahvveh) e' infatti una costante
nella maggioranza delle religioni che si sono sviluppate nelle societa'
schiaviste ed e' invece assente nei miti delle societa' primitive. Le storie
della creazione nelle culture schiaviste narrano la storia di un Dio
primitivo che viene spodestato (ad esempio, presso i greci Zeus spodesta
Urano).
In questi racconti vediamo rispecchiarsi la storia dell'umanita'.
All'inizio la societa' matriarcale, che adora la Dea Madre, e' la forma
dominante di organizzazione sociale. Una societa' capace di grandi risultati
tecnologici e colossali opere idriche come la bonifica delle paludi del
Nilo. Poi queste societa' pacifiche e amanti della sessualita' vengono
sottomesse dagli allevatori guerrieri patriarcali. Gente rozza ma abilissima
nell'uso dell'arco e del cavallo. Questa traumatica conquista viene
rappresentata nella storia degli Dei. La Dea Madre viene soppiantata dal Dio
guerriero. Ma a questo Dio non interessa prendere per se' l'onore della
creazione.
I guerrieri schiavisti considerano il lavoro qualche cosa di umiliante.
Anche il lavoro di creare l'Universo. Quindi non viene cancellata la storia
della creazione ma a questa si aggiunge il racconto di come gli Dei creatori
siano stati soppiantati dagli Dei guerrieri. Quando poi altre ondate
migratorie di allevatori guerrieri vincono i primi conquistatori si registra
anche nell'Olimpo la venuta di una terza generazione di divinita'. Cosi', ad
esempio, presso i greci la Dea Madre creatrice viene in un primo momento
spodestata da Urano che a sua volta soccombe davanti a Zeus. Si verifica
nella narrazione un'evoluzione simile a quella che caratterizza i templi
religiosi. I conquistatori edificano nuovi templi ai loro Dei utilizzando
come base di partenza i templi degli sconfitti.
Questa stratificazione e' evidente nelle narrazioni mesopotamiche dalle
quali la Bibbia trae origine. Ma nella stesura ebraica le tracce di questo
succedersi di divinita' vengono occultate. Ma non completamente: resta
quell'Eloim nel testo ebraico, poi cancellato nella versione cristiana. E
resta quel controsenso della doppia creazione degli esseri umani.
A questo punto possiamo rileggere tutta la storia in modo molto diverso e
scoprire il racconto del colpo di stato del Dio patriarcale (Yahvveh) contro
gli Dei creatori (Eloim). Il tutto risulta piu' chiaro se si va a vedere
tutti i significati della parola Adam che, puo' essere tradotta anche con
"l'umanita'". Ecco allora che la frase della creazione nel sesto giorno
diventa "Gli Eloim crearono l'umanita', maschi e femmine li crearono".
Ma c'e' un altro elemento che prova questa lettura: la Bibbia ebraica e'
detta anche "dei sacerdoti", cioe' la Genesi che noi conosciamo e' la
versione ufficiale. Ma esistono altre versioni tramandate oralmente e molto
piu' ricche. Ed e' a queste versioni popolari che i rabbini si richiamano
per secoli quando devono chiarire il significato della Bibbia. Ed e' grazie
a questi commenti scritti che sono giunti fino a noi frammenti della Genesi
tramandata oralmente. Tutti abbiamo sentito parlare della storia di Lucifero
e di Lilith. Ma se si va a vedere nella Bibbia ufficiale non si parla della
ribellione di Lucifero e della sua cacciata ne' del suo divenire il Diavolo.
E non si narra neanche di Lilith, la prima donna che Adamo rifiuta perche'
creata "col sangue e con lo sputo". Queste storie invece sono ampiamente
presenti nei commentari ebraici della Bibbia ufficiale. Ecco che,
incrociando questa tradizione orale con il testo ufficiale, tutto appare
piu' chiaro: gli Eloim creano gli esseri umani e l'universo. Poi arriva
Yahvveh che li spodesta. Questo Yahvveh crea un uomo a sua immagine e
somiglianza, un guerriero, e gli da' il potere su tutte le creature compresi
i primi umani creati dagli Eloim. Ma Adamo rifiuta di accoppiarsi con le
donne create dagli Eloim perche' esse sono inferiori.
Quindi Dio crea una donna apposta per lui.
Ed ecco che in un colpo solo abbiamo anche un tentativo grossolano (e
successivamente rimosso nella versione definitiva del testo biblico) di
codificare il diritto dei conquistatori di sottomettere i vinti perche'
nelle loro vene scorre un sangue diverso (sono stati creati da un Dio
superiore).
Nella Genesi esiste un altro punto nel quale e' chiara la sovrapposizione
tra due diversi racconti e il ruolo originario degli Eloim: la storia della
mela e del serpente. Te la ricordi? Dio si imbestialisce perche' Adamo e Eva
mangiano la mela. Li maledice, li scaccia dal paradiso e li condanna a
vivere con dolore e fatica e a conoscere la morte perche' hanno peccato.
Questa e' la storia come ce la raccontano a Catechismo. Ma se andiamo a
leggere il testo della Genesi scopriamo che, dopo essere scomparsi il sesto
giorno della creazione, gli Eloim ritornano in scena proprio in questo
punto, prima di scomparire definitivamente.
Quando Dio scopre che Adamo e Eva hanno mangiato la mela non e' Yahvveh ma
sono gli Eloim. E gli Eloim non sembrano molto arrabbiati, si limitano a
dire:"Ora sono come noi perche' hanno mangiato il frutto della conoscenza".
Sembrano quasi contenti. E sarebbe logico che fosse cosi'. Essendo
onniscenti gli Eloim sapevano benissimo che sarebbe successo. Sono solo
curiosi di sapere come sia accaduto esattamente, come se conoscessero il
futuro a grandi linee e volessero apprendere invece i particolari... Poi il
testo cambia ritmo, sembra proprio di leggere frasi aggiunte a posteriori.
Riappare Yahvveh che invece e' molto arrabbiato: ma attenzione egli non
maledice gli umani. Maledice il serpente (che non e' il demonio ma il piu'
astuto degli animali) e maledice la terra, cosi' l'uomo fatichera' a
coltivarla. Poi allontana gli esseri umani dal Paradiso per impedire loro di
mangiare anche il frutto dell'albero della vita, se lo facessero gli umani
diventerebbero come gli Dei.
E tra l'altro il serpente non mente quando dice a Eva che non morira' se
mangera' il frutto proibito. Infatti, anche nel Paradiso gli umani sono
destinati a morire a prescindere dalla loro ubbidienza.
E' appunto per evitare che diventino immortali mangiando anche il frutto
dell'albero della vita che vengono allontanati dal Paradiso. Tutto questo
capitolo e' chiaramente il frutto della sovrapposizione di due racconti.
Al testo piu' antico che presenta come fatto positivo la conquista della
coscienza umana di se', si sovrappone la visione negativa della coscienza
propria della cultura patriarcale. L'interpretazione del testo viene quindi
forzata dalla lettura del Catechismo cattolico che trasforma il serpente in
demonio, inventa la maledizione di Adamo e Eva e finge di non accorgersi che
la morte non e' frutto del peccato.
Il discorso diventa piu' chiaro se ritorniamo a leggere le storie della
nascita della coscienza presso altre culture e in particolare quelle
mesopotamiche (dalle quali, come si e' detto, ha origine il racconto
biblico).
Troviamo vari racconti nei quali l'acquisizione della coscienza non ha
nessuna implicazione negativa anche se costringe gli umani a "uscire dal
Paradiso" della non coscienza animale. In queste tradizioni troviamo a volte
perfino un chiaro racconto della scoperta della coscienza per via sessuale.
Ad esempio, nella tradizione sumerica c'e' intatta la narrazione scaturita
dalla cultura matriarcale nella quale la conoscenza si ottiene per via
sessuale e non sottintende nessun tipo di disubbidienza.
Il primo uomo infatti e' un brutalone che si accoppia con gli animali fino a
quando un Dio non gli invia una Dea che si accoppia con lui per giorni.
Terminata l'iniziazione al sesso con l'amante divina essa gli dice le stesse
parole che troviamo nella Genesi: ora sei come gli Dei perche' conosci il
bene e il male. Dopodiche' Adamo diventa incapace di accoppiarsi con gli
animali. In effetti lui ci prova ma essi lo rifuggono perche' e' diventato
diverso da loro. Ed e' da notare (lo ripeto) che la civilta' sumera e' la
piu' antica delle culture mesopotamiche che sono la fonte di tutti i miti
biblici. Le storie di Adamo e Eva, Caino e Abele e Noe' sono tutte
precedenti alla formazione della cultura ebraica.
E parlando di Caino e Abele possiamo osservare come nel loro conflitto si
rispecchi ancora una volta, la memoria del trauma della sconfitta delle
popolazioni agricole da parte degli allevatori guerrieri.
Come spesso accade sono i vincitori a scrivere la storia, sempre preoccupati
di nascondere i propri crimini.
Caino e' il contadino, Dio (Yahvveh) lo odia (chissa' perche') e non
apprezza i suoi doni. Dio ama invece Abele, l'allevatore.
Ma mentre nella realta' sono gli allevatori a massacrare i contadini e
ridurli in schiavitu' nella Genesi e' Caino a uccidere Abele.
A distanza di migliaia di anni possiamo finalmente dirlo: Abele era uno
stronzo.
E Caino e' innocente.




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