Resistete ancora
L’estate avanza, la pigrizia, come una sirena, vi tenta con il suo canto molle. Le elezioni sono passate, i miliziani di Zarqawi hanno decapitato un altro disgraziato, la guerra continua, sanguinosa, mentre tutti i sordi potenti del mondo occidentale continuano a lodarsi l'un l'altro perché il 30 giugno un governo libero e democratico, liberamente imposto, siederà a Baghdad su un trono di corpi martoriati. La guerra continua, nonostante le manifestazioni contro la guerra.
Berlusconi continua a raccontare balle, a spararle grosse così e senza prove, senza pezze d'appoggio, senza dignità, tanto per gettare un po' di fango su chi non lo approva, non l'ha mai approvato e lo contesta esercitando un suo diritto.
Berlusconi continua a difendersi attaccando.
Eppure milioni di italiani l'hanno votato di nuovo.
Non sentite penetrare dentro di voi, al di là della vostra volontà, un nauseante desiderio di chiamarvi fuori?
Vi sentite tutti un po' stanchi della ripetitività del maleficio politico, avvertite il rischio che un attacco micidiale di noia spazzi via tutta la vostra voglia di partecipare, dimostrare, commentare, votare, discutere, sperare disperare indignarvi e poi sperare.
Vi capisco.
Ma resistete ancora.
C'è Milano in ballo.
Milano è la roccaforte simbolica del “forzitalismo”.
È “Casa Berlusconi” e prima era “Casa Craxi”, due “situation comedy” che hanno danneggiato il nostro sistema nervoso per una ventina d'anni.
È il set ideale dell'Italia da bere, da divorare, da vendere.
È una sfida cambiare gli arredi urbani: spostare dalla provincia la signora Colli, più ex moglie che altro, e fare spazio al compagno Penati, uno che ha governato Sesto San Giovanni, dove abita l'Italia che produce, e l'ha fatto bene, e non va a cianciare in televisone, ma lavora (l'unica mitologia sana del perfetto nord).
È fiero della sua storia, anche se non va più di moda, Penati, e questo nella capitale della moda, è di particolare rilievo.
È stato comunista così a lungo da far indigestione di bambini e non ne fa mistero.
Berlusconi, lo vedete anche voi, è agitatissimo.
In un delirante frappè di accuse e premonizioni, agita il suo fantasma preferito, lieto di dar del comunista a un comunista, non si tiene più.
È tutto un brodo di giuggiole maccartiste.
Se non gli danno un calmante finirà di imbrogliare o imbrogliarsi. Ha già incominciato a proiettare sul minaccioso “altro da sé” (cioè noi) la sua naturale tendenza a non accettare la democrazia.
Ha accusato il centrosinistra di aver ingoiato le schede che gli avrebbero tributato la desiderata e non avvenuta standing ovation elettorale, il sogno di ogni caudillo.
Ha accusato non per far male, se no avrebbe anche fabbricato le prove, ha accusato così, per entrare nel clima, sperando che se lo dice lui degli altri, gli altri non lo diranno di lui se lo fa veramente (anche questa potrebbe avergliela rifischiata l'amico George doppio vu, nella telefonata della buona notte).
Quindi, come vedete, cari stanchi di guerra, non si può ancora abbassare la guardia.
Bisogna fare ancora.
Se conoscete anche un solo milanese, hinterland o città, o zone limitrofe, fategli una telefonata accorata.
Se siete milanesi voi stessi, ancora un piccolo sforzo, lo so che avreste voluto nascere a Bologna, ma non è andata così.
Vi tocca ancora una tre giorni di capannelli, discussioni col lattaio, suppliche alla zia, assalto ai vicini di casa.
Coraggio!
Lunedì si fa festa.




Rispondi Citando
