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    Predefinito I Democristiani

    da www.la-discussione.it

    " Il ministro per le politiche comunitarie Rocco Buttiglione assicura: «Faremo un uso responsabile del consenso»


    «Così utilizzeremo i voti»



    ROMA - Incrementi significativi in tutte le regioni, ma in particolare al Sud, dove il partito ottiene l’8 per cento delle preferenze.
    Il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione ribadisce la soddisfazione per il risultato delle europee ed il ringraziamento agli elettori confermando che «l'Udc farà un uso responsabile del grande consenso ricevuto, con spirito di coalizione, ma certo non rinunciando a farlo valere sul tavolo della politica. Il presidente dell'Udc ed il segretario - sottolinea Buttiglione - che non correvano per accumulare in proprio preferenze per andare al Parlamento di Strasburgo, hanno fatto un'intensa campagna elettorale unicamente a sostegno del partito, spiegando a migliaia di cittadini la posizione politica dell'Udc e prendendo con loro impegni che saranno coerentemente sostenuti». Rocco Buttiglione, intervenendo a “Porta a porta” individua uno dei motivi della "vittoria" dell'Udc.
    "Abbiamo vinto - dice - perché abbiamo detto no alla lista unitaria, le liste uniche non pagano" sottolinea il ministro per le Politiche comunitarie. «Non litigheremo, soprattutto per le poltrone, ma gestiremo con senso di responsabilità e di coalizione il consenso che ci viene accordato, chiedendo più sanità, più posti di lavoro, più politiche dei prezzi e per il Mezzogiorno». Siamo solo alla seconda proiezione ufficiale ma il ministro Rocco Buttiglione, ospite di “Porta a Porta”, va già all'incasso di quello che per l'Udc sembra un risultato di netta crescita. Per il ministro «c’é una redistribuzione dei pesi nella maggioranza e questo avrà effetti». Ma «poiché la coalizione di maggioranza va bene, Berlusconi come capo della coalizione è il vincitore di queste elezioni, anche se Forza Italia non è andata tanto bene». Per Rocco Buttiglione ci sono "due dati certi" nei risultati delle consultazioni elettorali. "Il successo dell'Udc e il riequilibrio all'interno della Casa delle Libertà. Forza Italia dovrà registrare qualcosa". In un'intervista a Repubblica il ministro per le politiche comunitarie sottolinea che "bisognerà capire come va la coalizione nel suo complesso. Se gli exit poll verranno confermati non dovremmo andare malissimo se si pensa che in questa fase tutti i governi vengono penalizzati". Buttiglione non parla di verifica nella maggioranza, ma sottolinea: "di sicuro dovremo valutare i risultati. Ne parleremo insieme anche sulla base delle amministrative. Non posso non osservare però che prima c'era un voto centrista ogni 4-5 di Forza Italia, ore ce n'è uno ogni 3. Qualcosa è cambiato".

    Giulia Salvatori
    "

    Saluti liberali

  2. #2
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    dal sito del messaggero

    " Martedì 15 Giugno 2004 Chiudi

    VISTO DA OLTRETEVERE
    Il Vaticano: il premier cambi stile di governo




    di ORAZIO PETROSILLO


    CITTA’ DEL VATICANO - « Un preavviso a Berlusconi, perché cambi stile di governo e non si comporti come il padrone del vapore ». E’ un dato che emerge dalla lettura del voto fatta Oltretevere. Oltre alla spiegazione del «vistoso arretramento» di Forza Italia, in Vaticano si trae un messaggio serio dalla «indecisione» dell’elettorato per il quale «la sinistra non convince più di tanto ma nemmeno la destra». Tutto sembra come se il giudizio venisse rinviato. Non c’è entusiasmo né per una parte né per l’altra.
    In sintonia con quanto ci è stato detto in Segreteria di Stato, è l’Agenzia ”Sir” promossa dalla Cei, con una nota del direttore Paolo Bustaffa: « Gli elettori mandano a dire che bisogna lavorare, e molto, per conquistarsi il voto del 2006. Occorre lavorare soprattutto sul buongoverno (e sulla buona opposizione) ». Non si va lontano a vedervi il parere di quella ”mens politica” della Chiesa italiana che è il cardinale Camillo Ruini. Dunque, sia in Vaticano sia in Cei, si coglie la «indecisione» dell’elettorato. E il Sir lo precisa: «Gli italiani hanno sospeso il giudizio». Perciò né l’attuale maggioranza «può sentirsi sicura di essere confermata tale alle politiche in calendario tra due anni», né l’attuale opposizione ”può considerarsi maggioranza virtuale».
    Si nota con soddisfazione il successo dell’Udc, come quello di un partito che «ha mantenuto maggiormente la propria identità cristiana». Se l’interlocutore ecclesiastico è di centro-destra, vi aggiunge una critica alla scelta dei Popolari di «sciogliersi» nella più ampia lista dell’Ulivo, che alla fine non premia i cattolici. Da questo punto di vista si invoca «un rimpasto» che a livello governativo tenda conto del peso dell’Udc e all’interno di Fi riconosca il rilievo dei cattolici penalizzati dall’attuale leadership laica. Se l’interlocutore ecclesiastico è di centro-sinistra, urge l’Udc e i cattolici del Polo « a non fare questione di poltrone ma a pretendere che le loro richieste programmatiche vengano seguite».
    Il successo dell’Udc è stato visto da alcuni prelati come «una voglia di partito dei cattolici». Sull’altro versante, è stata notata «un’ambiguità» nell’Ulivo «ancora indeciso se rincorrere la sinistra estrema o invece assumere un programma riformista come suggerisce Amato». Critiche a Berlusconi per l’intervento a seggi aperti nel commento di un cardinale che conta: « Il premier ha contravvenuto ad una liturgia civile che distingue il tempo delle omelie (=comizi) da quello del raccoglimento».
    L’altro grande tema è quello dell’«assenza dell’Europa». «C’è scarsa fede nell’Europa - dicono in Vaticano - innanzitutto tra gli stessi politici». L’idea di Europa non è ancora entrata nella mente della gente. «Ci vorrebbero nuovi De Gasperi, Adenauer e Schuman». Il presidente delle Acli, Luigi Bobba, ha espresso una cosa simile: «Fa ancora fatica ad affermarsi l’idea di un’Europa politica».
    "

    Saluti liberali

 

 

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