Il Senatur dalla convalescenza: "Siamo promessa di libertà"
Il guardasigilli: "Il risultato europeo è il nostro regalo per lui"
Bossi: "Lega indistruttibile"
Castelli: "Nella Cdl vinciamo noi"
"Rispetto al 2001 siamo cresciuti del 22 per cento"
Calderoli: "Chi vuole un nuovo governo è contro le riforme"
Roberto Castelli
MILANO - "Indistruttibile Lega, promessa di
liberta". Umberto Bossi, nonostante la malattia e la difficile convalescenza, non si sottrae a un commento sulle europee. Ed è evidentemente grato del "regalo", così l'aveva definito il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che la Lega gli ha voluto fare con i risultati delle elezioni. "Il partito che in termini percentuali - ha detto il guardasigilli - è stato maggiormente premiato dagli elettori".
L'affermazione di Bossi sarà domani il titolo del quotidiano la Padania. Il leader del Carroccio, le cui condizioni sono in costante miglioramento, si è rallegrato in particolare per le vittorie ottenute dalla Lega nelle elezioni comunali a Gemonio (Varese), e a Pontida (Bergamo), il comune in cui abita, celebre per la tradizione e la storia della Lega che, sul famoso prato, tiene il suo più importante appuntamento annuale. "Era ora che vincessimo a Pontida e Gemonio", ha commentato Bossi con i suoi interlocutori. Proprio a Pontida, alcuni giovani leghisti hanno appeso sulla strada un grande striscione con la scritta "Bossi, Pontida è tua".
"Io i calcoli li so fare bene". Castelli guarda ai numeri perché, dice, il partito della maggioranza che ha guadagnato di più in termini percentuali è la Lega: "rispetto al 2001 siamo cresciuti del 22 per cento - afferma il ministro della Giustizia - ed è il migliore regalo che potevamo fare al nostro Umberto Bossi". Quindi, secondo Castelli, "se c'è qualcuno che può cantare vittoria dopo le elezioni, è il Carroccio".
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Il ministro ricorda di aver sempre detto che "queste elezioni servivano da verifica per i partiti. Nella Casa delle Libertà noi siamo quelli che ci hanno guadagnato di più. Poi viene l'Udc. Gli altri partiti della maggioranza hanno perso, Alleanza nazionale in modo minore e Forza Italia di più".
Di fronte alla tentazione degli alleati di chiedere più spazio, Castelli replica deciso: "A noi delle poltrone non interessa nulla, se qualcuno vuole qualche poltrona in più si faccia avanti: la mia è così scomoda che lavoro in piedi". E sottolinea: "Noi spingiamo sulle riforme, a cominciare da quelle che sono in aula". E ovviamente sulla devolution, attualmente in prima commissione alla Camera.
"C'è una scaletta, non dettata da noi come diktat, ma necessaria per approvare la legge in questa legislatura - dice Castelli - Se gli alleati 'non si fanno vedere', ne trarremo le conseguenze".
Così come sarebbe contro le riforme chi chiede un nuovo governo Berlusconi. Almeno secondo Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega. "Il segnale che viene dal voto - dice il vicepresidente del Senato - è che la gente si aspetta ora fatti: non l'ennesima verifica, tanto meno una crisi di governo". Un nuovo governo, dice l'esponente del Carroccio, porterebbe alla discussione di un nuovo programma "e renderebbe vano lo sforzo finora fatto per le riforme. Chi lo chiede è contro le riforme".
(15 giugno 2004)




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