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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito La ricostruzione ufficiale del caso del sindaco di Roccaraso

    dal Corriere di oggi......ci si indigna per come vivono i detenuti nelle carceri....giusto....come no....ma per sta trafila burocratica dei magistrati ci si indigna di meno eh!!!!!!guai a dargli addosso...si è linciati




    Roccaraso, la ricostruzione ufficiale del caso Valentini. I punti oscuri sull’orario del decesso


    «Sacchetto dell’anguria e lacci: così è morto il sindaco»


    DAL NOSTRO INVIATO
    SULMONA (L’Aquila) - Punti oscuri, tragiche coincidenze e qualche leggerezza costellano lo sviluppo delle inchieste legate al suicidio del sindaco di Roccaraso Camillo Valentini. Alle indagini della magistratura si è anche aggiunta un’ispezione ordinata nel carcere di Sulmona dal ministro della Giustizia Roberto Castelli e che ieri ha anche approfondito le fasi della scoperta del suicidio dalla polizia penitenziaria. L’autopsia, eseguita quasi due giorni dopo, non ha potuto stabilire con certezza l’ora del decesso che, per i periti del pm e dei familiari, è avvenuto nelle prime ore del mattino, in un’arco di tempo tra le due e le sei.
    L’indagine nasce nel 2003 quando agli investigatori arrivano più denunce: a Roccaraso - dicono - c’è una cupola che gestisce affari con la camorra. La procura antimafia dell’Aquila apre un’inchiesta. E’ l’inizio di viaggio che porterà il fascicolo da un palazzo di giustizia all’altro. All’Aquila decidono che la camorra non c’entra e mandano le carte a Roma ove c’era stato il reato più grave è stato. I magistrati romani non trovano niente e rispediscono il «pacco» al mittente che lo gira a Sulmona. Quando un’intercettazione registra la convivente del procuratore locale Giovanni Melogli che chiede a un’indagata una raccomandazione, l’inchiesta ha un altro stop e parte per Campobasso dove si indaga sui magistrati abruzzesi. Nel Molise archiviano la posizione di Melogli e rimandano tutto a Sulmona che finalmente può lavorare sulle due concussioni attribuite a Valentini e sui progetti e investimenti per decine di milioni per lo sviluppo sciistico di Roccaraso.
    Il sostituto Maria Teresa Leacche è l’unico dei tre magistrati che può indagare: il suo capo è coinvolto e l’altra collega si astiene perché il marito è farmacista a Roccaraso. All’inizio di luglio, Valentini sospetta che qualcosa lo stia per travolgere, si autosospende da sindaco e chiede di essere interrogato. Il pm accetta: l’incontro viene fissato per il 13 luglio, ma Valentini non si presenta. Quattro giorni dopo, il magistrato, prima di partire per una lunga aspettativa, spedisce la richiesta di arresto. Verrà accolta il 12 agosto dal gip Luigi D’Orazio solo dopo che il fascicolo passa per le mani di altri due giudici. Per gestire l’inchiesta, la procura generale applica a Sulmona un pm dell’Aquila e il sindaco viene arrestato il 14 agosto a Francavilla al Mare dove è in vacanza. Gli agenti con un pretesto lo fanno scendere in strada. Sembra reggere allo choc, chiede di tornare in casa per cambiarsi le scarpe: lascia i mocassini e mette quelle da ginnastica. Con i lacci.
    Secondo gli investigatori, in carcere Valentini viene visitato da un medico che lo trova scosso, ma non prostrato. Per questo non gli vengono tolti i lacci e un eventuale colloquio con lo psicologo (assente) viene rimandato al lunedì. In cella sarebbe stato controllato regolarmente. Chiede dell’anguria che gli viene portata in un sacchetto di plastica. Va a letto. Più tardi, si cala il sacchetto sul capo e lo sigilla al collo con i lacci. Muore in pochi minuti. Un altro pm aquilano apre un’inchiesta per «istigazione al suicidio» e fa eseguire l’autopsia (subito è evidente che Valentini si è ucciso). Gli viene affiancato il sostituto pg Romolo Como che accelera i tempi e ordina alla polizia nuovi accertamenti.



  2. #2
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    I magistrati in Italia sono infallibili, salvo che non sia utile incriminarne qualcuno come falso scopo al fine di abbattere esponenti politici della maggioranza.

    Proprio in Abruzzo durante gli anni d'oro del giustizialismo fu incriminata l'intera giunta regionale, con l'effetto di portare al governo locale lo schieramento avversario. Tutti gli accusati furono infine prosciolti con formula piena. Ma intanto gli elettori erano stati scippati e ingannati dagli accusatori. Nessun magistrato ha dovuto minimamente rispondere per quell'atto oggettivamente di sovvertimento gratuito di un potere rappresentativo di un'articolazione costituzionale della Repubblica. Neppure con una piccola censura del CSM o l'indignazione dell'ANM.

    Shalom

  3. #3
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    " “Nelle aule dei tribunali, al contrario, null’altro deve entrare se non la legge e i fatti previsti dalla legge. Esse sono il luogo della impassibilità e della regola. La porta è chiusa a tutte quelle passioni, a tutte quelle forze in contrasto che ho appena ricordato. Altrove la loro presenza è inevitabile; qui sarebbe criminale. Tutte le forme e tutte le prescrizioni legali si propongono di allontanarle. L’inamovibilità dei giudici, l’intervento dei giurati, il rigore del testo delle leggi, i regolamenti tassativi della procedura, tutto attesta che si vuole porre l’operazione che qui si fa al di sopra di ogni influenza, ed elevarsi, per quanto è possibile all’uomo, in quella regione calma e pura dove non giungono le bufere della terra, dove nessuna nube offusca la chiarezza del giorno [...] [...] Guai poi a quei magistrati che dimentichi dei doveri di corretta applicazione della Legge pensano di essere depositari del bene pubblico [...] ”.


    François Guizot “Des conspirations, et de la justice politique” - 1821

  4. #4
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    1) La legge sulla custodia cautelare nel nostro paese è la più garantista d'Europa e molto più di quella in vigore negli Stati Uniti. Per rendersene conto è sufficiente procedere a un rapido riscontro di quanto avviene negli altri paesi, con rito processuale, accusatorio e inquisitorio. Nel mese di luglio negli Stati Uniti è stato arrestato e portato in tribunale in manette Kennet Lay, gran patron della Enron, amico della famiglia Bush, che molti consideravano più potente del presidente. In Francia è stato arrestato Jean-Charles Marchiani, braccio destro di Pasqua, ex ministro dell'Interno di Chiraq, considerato un eroe nazionale perché, nel 1988, aveva fatto liberare gli ostaggi francesi a Beirut. Marchiani, ex prefetto nominato da Chiraq e deputato europeo, è stato arrestato, per abuso di potere e corruzione, il giorno dopo che ha perso l'immunità parlamentare. In entrambi i casi, nessun politico ha gridato allo scandalo e nessun amico potente è intervenuto per tirali fuori dalla galera. In ogni caso, se la legge sulla custodia cautelare sembra poco garantista, si può cancellarla per tutti i reati e per tutti i cittadini o solo per i politici e per i reati che solo i politici possono commettere. Se qualcuno se la sente, presenti la proposta in Parlamento.

    2) Leggendo la stampa internazionale, i reati contro la pubblica amministrazione e i reati finanziari, per i quali vengono arrestati gli autori, sono considerati tra i più gravi che si possono commettere, per cui chi se ne rende responsabile automaticamente deve lasciare le cariche politiche, anche di partito, e le cariche sociali nei gruppi e nelle aziende. Negli altri paesi non c'è scampo e nessuno cerca di fare diversamente. In Italia non è cosi, anche se il paese ha il più grande debito pubblico tra i paesi dell'Unione, dovuto in larga parte a fatti di corruzione, ha la più alta percentuale di capitali esportati illecitamente, la più alta evasione fiscale e registra i più imponenti crac finanziari.

    3) L'arresto di un cittadino, anche importante, e di un politico, viene valutato sempre in maniera diversa sia dalla stampa che da molti politici. Qualche esempio: le famiglie Tanzi e Cragnotti sono state arrestate quasi al completo e i rispettivi capi famiglia sono rimasti in galera per mesi, senza che qualcuno dicesse beh. I manager dello scandalo Enipower sono andati in galera e nessuno ha fiatato. Appena viene arrestato un politico scattano le proteste e le solidarietà anche se non si conoscono i fatti e i reati contestati sono gravissimi, come nel caso del presidente della Regione Sicilia. Insomma, la corporazione, per fortuna sempre più limitata al centro destra, li difende come se difendesse se stessa in vista di qualche mandato di arresto ritenuto sempre possibile.

  5. #5
    SENATORE di POL
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    " La vedova di Tangentopoli: «Accuso Di Pietro e i giudici» di ANNA CANTARELLI Vedova di Gianfranco Fagioli

    LA LETTERA/1 - Lo sfogo della moglie di Gianfranco Fagioli, assolto dopo 9 anni di processi e morto d'infarto dopo essere rientrato nella lista dei sospetti - Vedova di Tangentopoli scrive al signor Di Pietro.

    Egregio signor Di Pietro, mi rivolgo Lei chiamandola semplicemente signore. Credo che vorrà perdonarmi se in coscienza non sento di potermi rivolgere a Lei in altro modo. A seguito del Suo intervento su Stipendiopoli, Tangentopoli e chi più ne ha più ne metta, pubblicato da questo quotidiano martedì scorso, ho sentito il desiderio di raccontare la mia esperienza e di sottoporLe alcune domande che da molto tempo cercano invano risposta. Ritengo che l'una e le altre possano interessare le persone che - come faceva mio marito - leggono Libero e avranno certamente prestato attenzione alle Sue considerazioni. A suo dire, le sventure che affliggono l'Italia sono la legge elettorale e i conseguenti rimborsi, i corrotti, i giornalisti e una certa tipologia di magistrati. In parte sono d'accordo con lei. Così come sono d'accordo con Lei quando dice «Caro Direttore, non certo senza imbarazzo, intervengo sul caso ». Sono la vedova di Gianfranco Fagioli, al quale nell'ormai lontano 1993 Lei ha dapprincipio offerto "cioccolatini" - come ampiamente riportato dai giornali - e successivamente manette. Perciò ricordo precisamente il trattamento riservato a mio marito - e a molti altri - coinvolto in una spirale dalla quale è uscito con sei assoluzioni su sette procedimenti penali intentati a suo carico, il settimo dei quali chiusosi per patteggiamento, dopo indicibili sofferenze fisiche e psicologiche. Ricordo lo sciacallaggio compiuto dai giornalisti in ordine a quelle vicende. E sì, nulla è cambiato da allora. Sono infatti, la vedova della stessa persona nei confronti della quale recentemente è stato pubblicato in un giornale locale - la Gazzetta di Reggio Emilia - il seguente necrologio: «Morto d'infarto l'industriale Fagioli, la sua azienda indagata per le tangenti Enipower ». Che poi mio marito non fosse affatto indagato -in quanto ormai da un paio di lustri estraneo a qualsiasi attività di ingerenza diretta nell'impresa - e che la stessa ditta Fagioli Spa sia del tutto estranea alla vicenda Enipower può essere ritenuto irrilevante per molti e forse anche per Lei, ma non certo per me. Perciò mi domando, che fine ha fatto il segreto istruttorio? Perché la legge riconosce la segretezza degli atti investigativi e nessun giudice rispetta questo limite. Non dimentico il Suo comportamento di quando era ancora un magistrato della Procura di Milano con il Suo personale seguito di giornalisti, ai quali le notizie pervenivano sempre prima che alle stesse persone coinvolte nelle "inchieste eccellenti". Perciò trovo offensivo che Lei si erga a paladino del diritto e si arroghi la difesa di persone quali Borsellino e Falcone 3; proprio Lei che ha abbandonato l'amministrazione della giustizia, quando le cose si mettevano male. E ancora, mi chiedo, per quale ragione vengono implicate sempre le stesse persone? Perché i poteri forti o "le cordate giuste" - come Lei le chiama - non sono mai toccate? So che non avrò risposta a questi interrogativi. Ma non posso esimermi dal rilevare che tanto accanimento è perpetrato ai danni di chi si assume essere corrotto, mentre i corruttori restano immacolati al loro posto e certamente non subiscono la gogna sui giornali o sui mass media. Ma che Lei critichi i metodi della politica, che attualmente condivide, è quanto meno paradossale. Se è vero -come è vero - che la politica è un mondo così deteriore, può spiegare per quale ragione ha deciso di candidarsi? Per che motivo ha deciso di fondare un partito insieme ad Occhetto? E il Suo partito, come gli altri, gode o meno - fra gli altri - dei benefici derivanti dalla legge elettorale e dai rimborsi spese? L'Italia ha davvero tanti problemi e temo che non potranno certo essere risolti dai nostri parlamentari, che altro che azzuffarsi alla Camera e al Senato non sanno fare. Non posso dunque che amaramente convenire con quanto detto dall'egregia scrittrice Oriana Fallaci: l'Italia è diventata una povera italietta in mano a nessuno. DIDASCALIE: «Non dimentico di quando Tonino girava col seguito di giornalisti» LA VICENDA Alla sbarra 7 volte Innocente in 6 casi MILANO - Sessantadueenne, Gianfranco Fagioli aveva speso 9 anni della sua vita a dimostrare, in tribunale, la propria onestà. Arrestato nel '93 con le accuse di concorso in corruzione e finanziamento illecito dei partiti (Dc e Psi), aveva dovuto attendere il 26 febbraio 2002 per ottenere l'ultima di 6 assoluzioni in 7 processi (uno dei quali concluso con un patteggiamento). Vicepresidente del Gruppo Fagioli di Sant'Ilario d'Enza (Reggio Emilia) giovedì scorso aveva appreso che la sua azienda era tra quelle sospettate di aver versato tangenti a Enipower. Indicato da alcuni giornali come già iscritto nel registro degli indagati senza aver ricevuto avvisi di garanzia, è stato colpito da un arresto cardiaco, fatale, in vacanza Ostuni.
    "


    Una lezione morale e DI DIRITTO alle infamie illiberali di un giustizialismo giacobino che minaccia da vicino la civiltà giuridica di questo paese e soprattutto DELEGITTIMA la MAGISTRATURA e la sua FUNZIONE con il travaglio della disinformazione e un moralismo becero e senza morale.

    Saluti liberali

  6. #6
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    In origine postato da Pieffebi
    " [i] La vedova di Tangentopoli: «Accuso Di Pietro e i giudici» di ANNA CANTARELLI Vedova di Gianfranco Fagioli


    Una lezione morale e DI DIRITTO ....

    Saluti liberali
    In quale Procura esercita la vedova Fagioli?

  7. #7
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    In quella delle vittime della malagiustizia giacobina illiberale prodotta dai DELEGITTIMATORI togati della MAGISTRATURA.

    Shalom

  8. #8
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    In origine postato da Pieffebi
    In quella delle vittime della malagiustizia giacobina illiberale prodotta dai DELEGITTIMATORI togati della MAGISTRATURA.

    Shalom
    Perchè non li rileggi i tuoi "bla, bla" prima di postarli?

  9. #9
    SENATORE di POL
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    "Certe cose non sono scritte per chi ha le orecchie che crescono" (F. Nietzsche)

    Shalom

  10. #10
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    In origine postato da Pieffebi
    "Certe cose non sono scritte per chi ha le orecchie che crescono" (F. Nietzsche)

    Shalom
    "Chi non legge, almeno ascolti."
    (MrBojangles)

 

 

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