Le Fiandre nere
Belgio, nel nord Vlaams Blok secondo partito
Ombre fasciste sul successo socialista in Vallonia e a Bruxelles. Ma al Parlamento regionale entrano 18 deputati di origine non europea
A. D'A.
BRUXELLES
Il rosso ma soprattutto il nero sono i colori che escono dalle urne regionali belghe. Nel sud vallone e a Bruxelles vincono i socialisti di Elio di Rupo che tornano a superare liberali e cristiano-democratici dopo 5 anni di vassallaggio, al nord diventa invece sempre più inquietante il peggiore spettro della politica belga, quel Vlaams Blok, formazione razzista, xenofoba e indipendentista che attira terribilmente nella più ricca regione belga, segno che la destra estrema non piace solo nelle zone depresse ma convince pure i ceti più abbienti. Non è riuscita invece al Vlaams Blok l'operazione di fare il pieno dei voti fiamminghi a Bruxelles e quindi di bloccare il parlamento regionale (grazie ad un originale sistema di ponderazione dei poteri tra comunità linguistiche). Nella capitale raccoglie comunque 6 rappresentanti dei 15 a disposizione dei nederlandofoni. Nelle Fiandre il Blok ha superato domenica per la prima volta la barriera del 20%, arrivando al 24,2% dei voti e a 32 seggi regionali, un più 8%, superato solo dalla coalizione di destra fatta da cristiano democratici, CD&V, e dal partito indipendentista N-VA (molto a destra) che hanno raccolto, unendosi, il 26,1% dei suffragi e 35 seggi. Un risultato che obbliga ora le altre formazioni politiche - cristiano democratici, liberali, e socialisti - a formare un «cordone sanitario» per governare la regione.
La soluzione è già andata in onda (con l'aggiunta dei verdi, che hanno deciso ieri di tenersi fuori dal governo regionale) al comune di Anversa, seconda città del Belgio. I risultati sono stati però pessimi. Nella capitale dei diamanti il Blok, già primo partito da un lustro, ha superato se stesso arrivando al 34,9%. Adesso i cristiano democratici hanno deciso di ripetere l'operazione, già criticata da molti intellettuali che vorrebbero vedere il Vb governare, soprattutto perché lo considerano incapace. «La questione non si pone: non negozieremo mai con il Blok», ha comunque precisato lunedì il leader del CD&V Yves Leterme. Ma la disciplina del partito potrebbe non funzionare in tutti i comuni delle Fiandre, in cui il Blok è stabilmente prima o seconda forza. Il tentativo di contenere la spinta da destra del Vb avrà però l'effetto di radicalizzare il messaggio politico dei cristiano democratici soprattutto in chiave indipendentista e quindi di destabilizzare l'intero sistema federale. Il CD&V non partecipa al governo nazionale, fatto da liberali e socialisti, si trova quindi nella posizione perfetta per ricattare l'esecutivo di Guy Verhofstadt, la cui poltrona vacilla.
Macchie di fascismo si addensano pure sul successo socialista in Vallonia e a Bruxelles. L'estrema destra francofona del Front national passa infatti da uno a 4 seggi in Vallonia, forte dei buoni risultati nelle zone depresse di Charleroi, Liegi e Mons, e da due a 4 a Bruxelles. Fatto inquietante, trattandosi di un partito senza programma, senza azione politica e con grandi problemi di organizzazione. Un po' di colore arriva invece nel Parlamento regionale di Bruxelles. Sui 72 eletti tra la rappresentanza francofona, 18 sono infatti di origine non-europea, erano quattro nel 1995 e nove nel 1999. La maggior parte sono di origine marocchina, 12, ma arrivano anche i primi eletti di origine congolese e guineana. Soprattutto il partito socialista ha giocato la carta straniera: 14 dei suoi 26 eletti non hanno sangue belga con l'ottimo risultato di Emir Kir, un passato turco, e secondo più votato nella capitale per il Ps.




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