Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Evviva il....

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Evviva il....

    ....proporzionale

    Al direttore - E’ probabile che Silvio Berlusconi abbia avuto dei pessimi consiglieri elettorali. Non è la prima volta: alle politiche del 2001 analoghi consiglieri gli fecero perdere una decina di deputati di cui ancora oggi la Camera soffre. Infatti l’invito a non votare per i piccoli partiti ha aggiunto alla sconfitta la beffa. Chiunque ne capisca qualcosa, sa che è un non-sense esorcizzare i partiti piccoli alle elezioni europee. In ragione del sistema iperproporzionale, le elezioni di Strasburgo sono disegnate su misura affinché i partitini, i gruppi e le personalità intraprendenti possano misurarsi con il voto popolare. La spinta alla frammentazione è insita nel tipo stesso di consultazione. Nelle cinque tornate elettorali dal 1979 a oggi qualsiasi listina che avesse ottenuto lo 0,5-0,6 per cento dei voti (cioè circa 150.000 voti in tutt’Italia) ha mandato un rappresentante a Strasburgo che ha generato soldi, tanti soldi. Non solo quelli per il parlamentare, quanto soprattutto con l’acquisizione del diritto al finanziamento pubblico dei partiti e della stampa e a presentare il simbolo del partito senza raccogliere le firme. Questa è la realtà che qualcuno avrebbe dovuto illustrare al presidente del Consiglio.
    Bastava mettere in fila qualche dato per capire quanto demenziale fosse l’anatema contro i piccoli partiti.
    Quest’anno solo sei liste (Ulivo, Forza Italia, Alleanza nazionale, Rifondazione comunista, Unione dei democratici cristiani, Lega nord) hanno superato il 4 per cento raccogliendo l’80,7 per cento dei voti a fronte di diciotto liste al di sotto del 4 per cento (tra cui dieci al di sotto dell’1 per cento) che però hanno fruttato nove eletti (l’ultimo della Fiamma con 0,7 per cento e 236.056 voti).
    Ma questa frammentazione non è per nulla una sorpresa, anzi è sempre stata la regola. Nel 1999 le otto liste superiori al 4 per cento ottennero l’82,6 per cento dei voti mentre altre 18 sotto il 4 per cento (di cui 10 sotto all’1 per cento) portarono a Strasburgo otto eletti.
    Una ventina d’anni fa, prima della riforma maggioritaria, la situazione era diversa. Nel 1984 le cinque liste (Democrazia cristiana, Partito comunista italiano, Partito socialista italiano, Movimento sociale italiano, e Partito liberale-Partito repubblicano italiano) sopra il 4 per cento ottennero complessivi 90,1 per cento contro solo sei liste sotto al 4 per cento con il complessivo 9,9 per cento; nel 1989 le cinque liste sopra il 4 per cento ottennero l’85,2 per cento dei voti contro nove liste sotto al 4 per cento con il 14,8 per cento dei voti.
    Ma allora la voglia proporzionale si sfogava alle elezioni politiche. Oggi, invece, le europee con il sistema iperproporzionale sono divenute la speranza stessa di esistenza per i piccoli partiti dopo che la riforma maggioritaria del 1993 non ha più consentito l’elezione a chi non supera il 4 per cento nella parte proporzionale (4/5 eletti nella parte maggioritaria e 1/5 eletti in quella proporzionale).
    Tuttavia l’inarrestabile spinta alla frammentazione si fa sentire anche nella parte proporzionale delle politiche in ragione del finanziamento. Nel 1994 solo sette partiti (Forza Italia, Partito democratico della sinistra, Alleanza nazionale, Partito popolare italiano, Lega nord, Rifondazione comunista e Patto Segni) superarono il 4 per cento eleggendo deputati nella parte proporzionale mentre ben cinquantanove partiti restarono sotto quella soglia (cinquantaquattro sotto l’1 per cento) per complessivi 15,01 per cento dei voti; nel 1996 otto partiti superarono il 4 per cento e ventinove ne restarono al di sotto (ventisette sotto l’1 per cento); e nel 2001 solo cinque superarono il 4 per cento (FI, Ds, Margherita, An e Prc) con complessivi 77,58 per cento voti mentre ventotto restarono sotto (ventuno sotto l’1 per cento).
    Poiché la soglia del 4 per cento è richiesta per avere degli eletti, ci si aspetterebbe che quelli che non la superano siano messi fuori gioco.
    Invece non è così. Quanti conquistano qualche frammento percentuale pur senza eletti nella proporzionale, mantengono il diritto al finanziamento pubblico e ad altri benefici materiali. Così la proporzionale nelle politiche non serve (sotto il 4 per cento) per eleggere deputati ma per incassare finanziamenti; e la proporzionatissima nelle europee serve per eleggere europarlamentari, per finanziamenti d’ogni tipo e per rilegittimare l’identità partitica.

    Una discussione infinita, una legge ferrea
    Si può discutere all’infinito su chi abbia vinto o perso queste elezioni. A me pare che tutto sia rimasto come prima salvo i cambiamenti all’interno delle due coalizioni facilitati proprio dal sistema elettorale. L’elettore, senza la preoccupazione del governo, senza lo scontro bipolare e con la possibilità di eleggere il suo particolare candidato, è portato naturalmente a ridistribuire il voto a favore dei piccoli partiti penalizzati nelle elezioni maggioritarie. Questa la ragione per cui dal 1993 il sistema partitico vive nel fuoco di due opposte tendenze. Da una parte chi, in teoria e in pratica, cerca di consolidare il bipolarismo contro la frammentazione, e dall’altra i fautori della conservazione dell’identità di partiti e partitini, per quanto marginali, remoti o espressione di piccoli gruppi di interesse.
    Le liste nella parte proporzionale delle elezioni politiche e in quelle europee con l’acquisizione del diritto a una sorta di personalità giuridica con tanto di generoso finanziamento è ancora una matrice decisiva dell’intero sistema politico.
    Più che lanciare anatemi, coltivare nostalgie e rimpianti, cullarsi in demiurgiche illusioni, si deve affrontare con lucidità la questione del sistema politico.
    Proporzionalisti e maggioritari hanno entrambi le loro ragioni.
    E’ però assurdo far finta che questa contrapposizione non esista.

    Massimo Teodori su il Foglio di oggi

    saluti

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Conoscere le regole...

    ...del gioco

    Come ogni volta che gli esiti elettorali non soddisfano (e qualcuno che non vince c’è sempre), si cerca qualche scorciatoia che consenta di dribblare il giudizio popolare.
    Così, dopo queste votazioni europee, che si sono svolte con il meccanismo proporzionale, c’è chi vorrebbe riproporlo anche per le elezioni politiche. Eppure proprio il risultato del voto dovrebbe convincere del contrario. Se gli eletti a Strasburgo costituissero il Parlamento nazionale, infatti, il paese risulterebbe ingovernabile. Se gli schieramenti fondamentali rimanessero uniti, visto che hanno pareggiato, a decidere sarebbero il partito dei pensionati o altre formazioni con percentuali dell’uno virgola. Altrimenti si dovrebbe ricorrere a trasmigrazioni da uno schieramento all’altro, a trasformismi postelettorali, peraltro sempre reversibili.
    Ed è facile immaginarne l’effetto sulla stabilità e l’efficacia di governi ricattabili da ogni singolo deputato e impossibilitati a produrre riforme sostanziali.
    Riforme che urterebbero necessariamente interessi consolidati capaci di provocare crisi quando si sentono toccati.
    Lo stesso vale per quasi tutti i paesi in cui si è votato con la proporzionale pura, compresa la Gran Bretagna – patria del maggioritario uninominale – che dall’esperimento proporzionale ha visto uscire il fantasma dell’ingovernabilità.
    Il sistema vigente in Italia, chiamato mattarellum, è sicuramente bizzarro e può essere criticato sotto vari aspetti. Ma ha assicurato maggioranze stabili e di legislatura al centrosinistra e al centrodestra, insomma ha raggiunto il suo obiettivo: creare un sistema bipolare che consenta l’alternanza fisiologica senza massimizzare il potere di coalizione delle formazioni minime. Naturalmente è possibile che altri meccanismi portino allo stesso risultato, ma non è certo.
    L’unico esito raggiunto dalla convulsa transizione istituzionale è il bipolarismo e quindi la possibile alternanza. La possibilità di ricambio di una classe dirigente con un’alternativa è una ricchezza della democrazia, che l’Italia ha da pochi anni.
    Sarebbe bene che tutti considerassero questo come un bene comune. L’idea di rendere permanenti maggioranze che si sentono in pericolo con modifiche della legge elettorale non ha mai funzionato, neppure quando a proporlo fu un politico accorto come Alcide De Gasperi.
    Quando il gioco si fa difficile, bisogna giocare meglio le proprie carte, non cambiare le regole del gioco.

    Ferrara su il Foglio di oggi

  3. #3
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,780
     Likes dati
    12,137
     Like avuti
    15,263
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Conoscere le regole...

    In origine postato da mustang
    ...del gioco

    Quando il gioco si fa difficile, bisogna giocare meglio le proprie carte, non cambiare le regole del gioco.

    Ferrara su il Foglio di oggi
    Che si riferisca ai processi ed alle leggi ad personam, il Platinette Barbuto?


 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 04-11-08, 18:29
  2. Risposte: 282
    Ultimo Messaggio: 15-09-08, 14:42
  3. Evviva l'Italia,evviva la mafia!
    Di blob21 nel forum Fondoscala
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 15-07-06, 17:39
  4. evviva il liberismo,evviva la globalizzazione !
    Di costantino nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-04-06, 23:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito