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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Coraggio,parliamo del dopo-Berlusconi...(sempre meglio che del dopo-Prodi!)

    Il re è nudo

    di Biagio Marzo

    Il re è nudo. Silvio Berlusconi ha sperato fino all’ultimo al miracolo, ma in questa tornata elettorale non c’è stato. In solitudine, nelle antiche stanze di Palazzo Chigi e in quelle di via del Plebiscito vede ombre da ogni parte e ha la chiara percezione che siano stati orditi complotti per fargli fare un vistoso flop elettorale. Ne “La vita di Augusto”, Svetonio ricorda una frase che l’imperatore avrebbe continuato a ripetere alla notizia della disfatta del generale Publio Quintilio Varo, per opera dei Catti, nella selva di Teutoburgo: “Varo, Varo, rendimi le mie legioni”.

    Silvio Berlusconi, nei panni di Augusto, ripete, rivolgendosi ai suoi alleati, di rendergli i suoi voti. Gli bruciano i quattro punti in meno rispetto alle europee scorse e gli otto punti in meno rispetto alle politiche del 2001. Per non parlare delle 600mila preferenze perse rispetto al ’99. Guarda caso, i voti persi da Forza Italia sono andati agli ex democristiani dell’Udc e ai post fascisti di Alleanza Nazionale. Dopo la botta elettorale, uscito malconcio, il Cavaliere dovrebbe arrendersi ai suoi amici-nemici. Questo sperano gli ex Dc della Casa delle Libertà, per natura infidi e pronti al tradimento. Lui resiste, ma fino a quando? Per ora Bruno Tabacci ha chiesto ufficialmente l’apertura della crisi di governo e la costituzione del Berlusconi bis.

    Non è tutto. Ha gettato le basi per un cambio di premiership alle elezioni del 2006. Giacché il parlamentare Udc non è un cadetto dell’accademia militare, ma un capitano di lungo corso, che nella sua vita politica ne ha viste di cotte e di crude, non ha parlato a vanvera. A ben ragionare, ha parlato per conto terzi, sebbene sia stato smentito. Abitualmente nel gioco delle parti, arriva la smentita che, nel politichese stretto, non è altro che la conferma di ciò che Tabacci ha detto precedentemente. Il dopo Berlusconi è iniziato da tempo e comunque è a uno stadio avanzato. Il lavorio di logoramento, fatto secondo le regole democristiane di stop and go, è inarrestabile e punta dritto prima a dimezzarlo e a farlo uscire di scena.

    Il tempo dell’imprenditore al servizio della politica è scaduto. E’ un capitolo della storia d’Italia che si vorrebbe chiudere in fretta, che ha deluso e stancato i suoi elettori. Con un governo i cui ministri si sono classificati come ‘dilettanti allo sbaraglio’ non si governa un paese e non si fa politica con la ‘P’ maiuscola. Naturalmente, se il quadro è questo Berlusconi ha fatto di tutto per offrire loro il fianco. Le troppe gaffes e improvvisazioni hanno determinato l’irreparabile. Da quando è sorta Forza Italia il Cavaliere ha giocato sullo stellone e sulle sue capacità personali. Stando alla guida di un governicchio ha dato prove al disotto delle aspettative. Appena insediatosi, in verità, ha preso l’abbrivio all’incontrario e ha approvato dei provvedimenti ad-personam, disinteressandosi di quelli che riguardavano la comunità nazionale.

    Gli alibi sono caduti tutti e non è stata certamente la mancata riforma della scalfariana par-condicio a portarlo alla sconfitta. Anzi tutt’altro, gli italiani hanno fatto una grande scorpacciata di monologhi berlusconiani e di riprese televisive del Cavaliere. Il problema è politico: il governo così com’è fa acqua da tutte le parti. Ma lui si è intestardito per ottenere il primato del governo più longevo del Dopoguerra e non ha voluto spostare nemmeno una virgola. Non un rimpasto di uomini, non una riforma e nemmeno un’idea a pagarla a peso d’oro.


    Biagio Marzo

    E' ovvio che parlare di un Berlusconi "finito" è un grave errore (che qualcuno fece ne '96) cosi come parlare di una "vittoria di Prodi" è una c....a ma questa è un'altra storia,che lasciamo ai siniSTRUZZI.

    •   Alt 

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  2. #2
    brescianofobo
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    Beh, secondo me Berlusconi dovrebbe dare le dimissioni e Ciampi dovrebbe nominare Prodi come premier, visto che è il leader del partito di maggioranza relaitva che gli Italiani hanno voluto alle ultime elezioni.

  3. #3
    Golia
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    Secondo me bisognerebbe abolire il dopo-Berlusconi con apposito provvedimento legislativo.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    In origine postato da brunik
    Beh, secondo me Berlusconi dovrebbe dare le dimissioni e Ciampi dovrebbe nominare Prodi come premier, visto che è il leader del partito di maggioranza relaitva che gli Italiani hanno voluto alle ultime elezioni.
    la migliore battuta di brunik dagli albori di POL

    Saluti liberali

  5. #5
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    La diffusione delle intercettazioni con Saccà chiude le ultime vie di mediazione
    Berlusconi: un regime, ma non mollerò
    L'ira del Cavaliere: andrebbe usato il napalm su chi dà in pasto conversazioni private senza rilevanza penale

    «A Strasburgo, tra i miei colleghi europarlamentari, ho avvertito un senso di stupore e di sconcerto quando abbiamo iniziato a esaminare gli atti del caso Unipol». Il racconto di Giuseppe Gargani misura la distanza tra l'Italia e l'Europa della civiltà garantista. Il presidente della commissione giuridica di Strasburgo rivela che «gli eurodeputati erano sbalorditi per la richiesta della magistratura italiana di utilizzare i colloqui telefonici tra Massimo D'Alema e l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, perché considerano la privacy un tabù inviolabile. «Non si può intercettare un deputato», mi dicevano. Ho dovuto spiegare con un po' di vergogna come da noi la legge viene aggirata. D'Alema mi ha fatto chiamare dagli amici degli amici per capire cosa ne pensavo della faccenda. Gli ho fatto sapere che se ha bisogno può chiamarmi direttamente, dato che ci conosciamo».

    Se in Europa la violazione delle regole nei casi giudiziari è vissuta come «uno scandalo», in Italia è invece un consolidato strumento di lotta politica. La diffusione dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente della Rai Saccà - che fanno parte dell'inchiesta aperta dalla procura di Napoli - ha alimentato ieri lo scontro sulla giustizia, ostruendo le ultime vie di mediazione, allargando il fossato tra maggioranza e opposizione. Anche se nelle file dei democratici c'è chi indirettamente manifesta solidarietà al Cavaliere. Lo s'intuisce da una battuta dell'ex tesoriere ds Sposetti, che ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza per il caso Unipol: «Sono ripartite le intercettazioni? E perché, si erano mai fermate?». No. E il premier aveva previsto che - dopo Milano - si sarebbe aperto il fronte giudiziario partenopeo. Aveva messo nel conto anche l'uscita dei suoi colloqui telefonici. Insomma, era preparato.

    Ma quando ieri l'hanno informato della notizia si è trattenuto a stento: «Dare in pasto alla stampa conversazioni private senza alcuna rilevanza penale è una vergogna. Andrebbe usato il napalm». E mentre il Cavaliere veniva inghiottito in un vertice sull'emergenza rifiuti, alla Camera s'inseguivano le voci. Il deputato napoletano Laboccetta confidava di sapere «con certezza che i magistrati stanno lavorando attorno a una serie di intercettazioni»: «Riguardano il premier, e a quel che mi dicono sono molto private. Se non è una manovra orchestrata...». «Vorrà dire che gli italiani sapranno come anche in quel campo sono il numero uno», è stata la battuta di Berlusconi riferita dai suoi più stretti collaboratori, secondo i quali il Cavaliere alterna sprazzi di ottimismo e buonumore a momenti di profondo sconforto. In questi casi la vittima predestinata è l'avvocato-deputato Ghedini. È con lui che ragiona e si sfoga. «Eccoci», ha esordito anche ieri: «Invece di fare il presidente del Consiglio faccio l'imputato. E devo sentirmi pure la morale da quelli del Pd, che mi invitano a difendermi nei processi. Bene. Allora dovrei chiamare il capo dello Stato e avvisarlo che non potrò andare al G8 perché devo esercitare il mio diritto alla difesa. Dovrei dirgli che purtroppo l'Italia al G8 non sarà rappresentata. E siccome devo studiarmi le carte, non potrò convocare il Consiglio dei ministri, né firmare atti di governo. Dovrei fare così? Andiamo... La verità è che ormai siamo precipitati in un regime. Ma io non mollerò mai, mai».

    Più del caso Mills, è la diffusione delle intercettazioni a ferire il Cavaliere, perché teme ne venga ferita la famiglia. Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha già passato questo «calvario»: «Penso a quello che dovette subire mia madre». Ora aspetta di rivalersi «su una giustizia ingiusta», ma il punto è che - politicamente - non è stato ancora trovato un rimedio. Il ddl del governo tarda ad arrivare in Parlamento, perché Berlusconi vorrebbe restringere l'uso delle intercettazioni da parte dei magistrati, altrimenti - è il suo pensiero - resterebbe tutto come prima. Ma c'è chi fa presente che è più importante il controllo sulle richieste dei pm. Il problema comunque è così avvertito che l'Udc, con Luca Volontè, chiede ora che si agisca addirittura per decreto: «Solo in un verminaio può accadere che ogni sei mesi pseudo-giornalisti, in combutta con magistrati acquiescenti, pubblichino verbali di telefonate private. È una vergogna indegna per un Paese civile, lo stesso editore dell'Espresso dovrebbe vergognarsi». Dice il segretario del Pri, Francesco Nucara: «Se dopo appena due mesi di legislatura siamo già a questo punto, cosa accadrà di qui a cinque anni?». Italia, lontana periferia d'Europa.

    Francesco Verderami

    tratto da http://www.corriere.it/politica/08_g...box_primopiano

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Beh, secondo me Berlusconi dovrebbe dare le dimissioni e Ciampi dovrebbe nominare Prodi come premier, visto che è il leader del partito di maggioranza relaitva che gli Italiani hanno voluto alle ultime elezioni.
    Ti fai le canne anche nel week end ?

  7. #7
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    sembrerà assurdo ma dopo Berlusconi vedrei bene la Santanchè come premier del centrodestra

 

 

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