SURGELATI E SEMIFREDDI (Il Calibano)


Dal giradischi color beige, coperchio amaranto in similpelle e braccio reso più stabile da una moneta da cinquanta lire, si diffondevano le note di “Smoke get in your eyes” dei Platters. Mangiavamo Ritz, tartine con mayonnaise e sottaceti, bevevamo Negroni. Parlavamo di Faulkner, Moravia, Malagodi, Exodus, Antonini. Fumavamo Goluase e Stop e…aspettavamo che i semifreddi (i genitori) uscissero, per abbassare le luci e limonare. Erano i primi anni sessanta, non ancora –favolosi- ma quello passava il convento. Gli over 65 affrontavano le calure estive chiudendo le persiane e bevendo ettolitri di Idrolitina e tè alla menta. La sera cercavano il Ponentino che accarezzava il Pincio e, tra una grattachecca e un’orzata…scoccava la mezzanotte. Le zanzare non erano “tigri”, i sabati sera non erano la notte di San Bartolomeo, i nasi erano un po’ carnosi, le labbra un po’ sottili, i seni un po’ mosci, i glutei un po’ abbondanti, le “veline” non stavano in tv, ma sulle scrivanie dei ministri, i parlamentari stavano, ogni tanto, in televisione (ma che c***o facevano i parlamentari prima dell’avvento della TV?). “Nando” ballava alla sala Pichetti e, grazie a Dio, Mammucari non era nato. Sirchia era nato e, dopo aver giurato fedeltà ai precetti di Ippocrate, si dedicava alla taumaturgica missione che fu di Asclepio. Eh, hora ruit! Così canta il poeta: “Tempo che i sogni umani / volgi sulla tua strada: /la chioma che dirada…”. Mentre i sogni si mutano in rimpianti e le chiome, nonostante Cesare Ragazzi, migrano, come anguille, dalla testa al cuscino…il mondo cambia. In meglio? In peggio? Boh? Forse cambia e basta! Qualche cambiamento allieta la vista e la fantasia: seni e glutei sfidano la forza di gravità e decollano, le labbra lievitano, i nasi si affilano, le veline sgambettano sulla scrivania di Greggio. Qualche altro cambiamento deprime: Mammucari ci fa vedere come balla Nando, le zanzare sono diventate tigri, il sabato sera si consuma, sulle strade, una drammatica selezione darwiniana, i parlamentari passano 2/3 della vita in TV e 1/3 in sala trucco, il Ponentino lo sta cercando “Chi l’ha visto”, Sirchia è diventato Min. della salute creativa. Perché –creativa?-…ma è chiaro, perché ci ha creato un sacco di guai! Ci ha dimezzato la porzione di cannelloni, ci ha consigliato di sgambettare, come podisti, per un’ora al giorno, ci ha sconsigliato Bacco, ci ha fatto dubitare di Venere e ci ha proibito il tabacco…costringendoci a fumare mezza cicca seduti sul water e con la finestra aperta. La creatività ha in sé il demone del moto perpetuo, e i primi caldi hanno fatto partorire all’insonne Girolamo l’idea delle idee, la quadratura del cerchio: sottrarre gli over 65 alla canicola e all’afa agostana transumandoli dai loro –attufati- monolocali agli spaziosi e salubri supermercati climatizzati. I Comuni devono trasmettere alle Asl l’elenco delle persone di età pari o superiore ad anni 65 iscritte nelle anagrafi della popolazione residente. Dagli elenchi, dice Sirchia, le Asl spunteranno i nomi delle persone con più di 65 anni con problemi di salute e le depositeranno, durante le giornate più calde, nei supermarket e nei cinema, dove c’è aria condizionata. Chapeau! Signor Ministro…semplice ed efficace, come Karl von Clausewitz! Diceva Ennio Flaiano che il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso. Noi, a onor del vero, l’ammiriamo, ma non la comprendiamo. Ci scusi, è un nostro limite. L’immagine di quegli anziani, posteggiati tra il bancone dei semifreddi e quello dei surgelati, privati del gatto, delle televendite, del quadro di Padre Pio…chiusi in quelle cattedrali del consumismo, circondati da salmoni affumicati, pecorino di Fossa, lardo di Colonnata, tartufo d’Alba, Camembert, caviale Sevruga, Veuve Cliquot Ponsardin, tutte delizie che, con cinquecento –euri- al mese, non potranno mai permettersi; quest’immagine ci stringe il cuore e ci intristisce. Ci pensi signor Ministro, ci pensi…il diavolo, si sa, si nasconde nel particolare.

Il Calibano

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