LE "LISTE PATACCA" COLPISCONO LA LEGA COME NESSUN'ALTRO PARTITO
Ci hanno rubato il 2 per cento
Un'autentica vergogna per la democrazia. La Lega ha perso fra l'1,5 e il 2 per cento "dei voti a causa delle cosiddette liste patacca" che hanno disorientato gli elettori meno preparati. Un lettore che ha svolto la propria opera quale rappresentante di lista ai seggi, ci segnala di avere personalmente verificato che cosa significa per la Lega avere a che fare con il grave problema dei simboli di disturbo elettorale, nati unicamente per disorientare e "rubare" voti. Risponde, con l'intervista che segue, il senatore Cesarino Monti, sindaco di Lazzate.
Egregio direttore, in qualità di rappresentante di lista nelle scorse elezioni ho potuto verificare che durante lo spoglio venivano attributi voti alle varie "liste patacca" che scimmiottano la vera Lega Nord Padania (quella con il guerriero con la spada). Spesso, tra le liste patacca venivano indicate tra le preferenze Umberto Bossi o altri dirigenti autenticamente leghisti.
Questo inganno si verificava anche per i Verdi, per la Fiamma Tricolore etc. Per questa ragione chiedo a tutti i parlamentari di attivarsi per definire alcune semplici regole in modo tale che nei simboli di queste liste patacca almeno le definizioni che appartengono ai gruppi parlamentari vengano ridotte al minimo anzichè ingrandite come ora. Inoltre si dovrebbe definire un numero di firme decisamente maggiore per chi vuole presentarsi per la prima volta, senza avere rappresentanti nelle istituzioni interessate dalle specifiche elezioni.
Non credo che questo rappresenti un limite alla democrazia ma solo un modo più serio e trasparente per candidarsi, evitando quanto successo ad esempio nelle provinciali di Milano con liste assurde per lunghezza e contenuto.
Buona Padania
Danillo Villa - Tress (Milan)
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roberto schena
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Al senatore Cesarino Monti, sindaco di Lazzate, il comune più leghista della provincia di Milano, abbiamo chiesto di ripondere agli interrogativi sollevati dal lettore.
«In effetti quest'anno di liste patacca ce ne sono state parecchie. Se n'è accorta anche la sinistra, che ha avuto a che fare con i "Verdi-verdi". Per quanto riguarda noi la più "eclatante" è la cosiddetta Lega per l'autonomia - Alleanza lombarda" con "Lega lombarda" scritta bene in evidenza, ma c'è anche una "Lega padana". La prima ci ha disturbato parecchio».
Quanto?
Per esempio nella mia Lazzate alle provinciali abbiamo avuto il 27,7% ma altri 5 punti sono stati portati via da queste due liste patacca: 3,6 l'una e 1,7 l'altra, se non erro.
Proiettando il dato su scala padana quanto potrebbe aver perso la Lega?
Se si fa un'analisi, più la Lega ha preso voti, più ne hanno presi loro. La Lega ne è uscita con un 1,5-2% in meno.
Invece del 5% avremmo avuto il 6,5 o 7 per cento. Ci hanno penalizzato così tanto?
Purtroppo sì. Faccio un altro esempio. A Padula, provincia di Saterno, si è presentata con la nostra lista Tiziana Bove. Lì la Lega ha preso il 13,44 per cento, 18 voti li ha presi la Lega Lombarda. Ciò dimostra la gravità della questione.
Che fine hanno fatto i vari ricorsi della Lega?
Tutti persi. Qui entra in ballo la volontà di chi giudica. I "Verdi verdi" sono almeno stati obbligati a differenziare il simbolo. Quelli anti Lega girano da anni, ma oggi è la prima volta che si presentano alle europee.
Che gusto c'è a "disturbare"? Dov'è la dignità?
Ricordo che in Senato c'è anche un loro rappresentante: è preoccupato quando la Lega scende alle elezioni. Il suo lavoro consiste solo in questo, organizzare la sua lista patacca. A protestare si rischia solo di fargli più pubblicità. Abbiamo cercato di far capire alla gente di non fidarsi e stare più attenti, ma è difficile. E non sono gli anziani, sono i più giovani a sbagliare.
C'è anche il problema delle schede-lenzuolo. Il simbolo della Lega era perso in mezzo a tanti altri sconosciuti.
Appunto, la gente talvolta vota il primo simbolo che trova, quando vede "Lega lombarda" ecco che è tratta in inganno.
Il lettore che ci ha scritto chiede ai parlamentari di attivarsi. Può essere utile alzare la soglia delle firme necessarie per presentare una lista, come suggerisce?
Non è una soluzione, siamo piuttosto per abolire le firme. I parlamentari possono fare tutto, ma qui si va a toccare la democrazia. I rischi sono troppi. Occorre invece una legge che entri più nel dettaglio su come individuare le liste patacca. Qui forse la Lega può fare qualcosa.
[Data pubblicazione: 18/06/2004]




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