Vi dò in anteprima una notizia importante per noi.
La causa civile avente ad oggetto le irregolarità compiute nel congresso di Bari del 2001, almeno in primo grado, è stata vinta!
Domani la Sbarbati terrà una conferenza stampa.
Buona domenica!


Vi dò in anteprima una notizia importante per noi.
La causa civile avente ad oggetto le irregolarità compiute nel congresso di Bari del 2001, almeno in primo grado, è stata vinta!
Domani la Sbarbati terrà una conferenza stampa.
Buona domenica!


Jan, la notizia sembra una bomba...!!!
Però, una volta appurate le irregolarità congressuali che succede? Mica si potrà rimettere l'orologio indietro di quattro anni.... Immagino si tratti di una vittoria di Pirro, o sbaglio?


La notizia è sicura.
Non sono sicuro delle conseguenze; intanto, però, dovranno pagare le spese legali.
Cercherò qualche ulteriore dettaglio nelle notizie di oggi.
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Il Tribunale si è così pronunziato " E'
quindi accertato che al congresso di cui si discute sono stati ammessi alla
partecipazione e al voto numerosissimi delegati che, per statuto, non
avrebbero dovuto esserlo. Il risultato della discussione e della votazione è
stato sensibilmente alterato per tale motivo. Le deliberazioni assunte dal
congresso sono quindi da annullare". La sentenza fa anche giustizia delle
calunnie sparse sul conto della minoranza da chi ha sempre sostenuto che la
scelta di non partecipare al voto di parte di essa avesse impedito di
ottenere la maggioranza congressuale: la sentenza infatti, così riporta
"...gli aventi diritto al voto presenti in congresso erano 26.768. A favore
della mozione approvata vennero espressi 15.245 voti, mentre 7501 voti si
pronunciarono su altra mozione e 1794 voti andarono in favore di una terza
mozione. Non manifestarono espressione di voto delegati titolari di 2228
voti" un semplice calcolo aritmetico smaschera l'infondatezza delle critiche
mosse alla minoranza (vera, non quella che si svegliò solo a Bari) e,
soprattutto, al nostro Segretario.
> > PRI/ TRIBUNALE ROMA DA' RAGIONE A SBARBATI
E ANNULLA CONGRESSO
> > 17/05/2004 - 13:20
> > Nulle le deliberazioni assunte a Bari nel gennaio 2001
Roma, 17 mag. (Apcom) - "Giustizia è fatta. Gli italiani devono sapere che l'attuale dirigenza del Pri ha svenduto per un piatto di lenticchie un simbolo che da cento anni apparteneva alla sinistra non marxista. Ora quel simbolo torna a casa". Sprizza di gioia Luciana Sbarbati per la sentenza del tribunale civile di Roma. Un provvedimento - il primo del genere nella giurisprudenza italiana - con cui il giudice ha annullato tutti gli atti del Congresso di Bari del gennaio 2001, le assise in cui Giorgio La Malfa sancì il passaggio del Pri alla Casa della libertà.
> >
Una sentenza in cui il tribunale ricostruisce quella vigila congressuale, sancendo l'irregolarità formale delle deliberazioni prese a Bari. "Alla vigilia del Congresso - spiega l'avvocato Vittorio Dotti, ex F.I. ora candidato nel Nord-Ovest nella lista Prodi - comparvero decine di sezioni fantasma e si presentarono a votare iscritti che nessuno aveva conosciuto prima. In alcune sezioni si passò da 10 a 200 iscritti, un'operazione che il Pri da solo non avrebbe mai potuto organizzare". Dotti sospetta una manovra organizzata da qualcuno più grande? "Sicuramente dietro c'era qualcuno molto organizzato e con molti soldi. Qualcuno che aveva interesse che passasse la mozione La Malfa per traghettare il simbolo del Pri nella Cdl prima dele elezioni...". Niente nomi, per carità, ma tanto l'allusione è esplicita.
> "Questa battaglia c'è costata tanta sofferenza"
>
- Ci saranno conseguenze penali dopo la sentenza civile? Su questo Sbarbati, che ha guidato nell'arca di Prodi i repubblicani superstiti, preferisce non sbilanciarsi: "Dobbiamo ancora decidere, non vogliamo fare del male a nessuno". Sembra tuttavia scontata un'azione legale per riappropriarsi del simbolo, la storica edera repubblicana. Secondo Dotti infatti "il Pri sta facendo un uso abusivo del marchio, è un caso di pubblicità menzognera". Il collegio di avvocati, spiega Sbarbati in una conferenza stampa a Montecitorio, sta ancora valutando quali iniziative intraprendere per impedire a Nucara e La Malfa l'uso del simbolo sotto il tetto della Cdl.
>
Ma di tutto questo si parlerà domani. Oggi bisogna godersi la vittoria: "Questa battaglia - conclude Sbarbati, fasciata da un tailleur rosso squillante - c'è costata tanta sofferenza e tanto lavoro. Vi prego adesso di non parlare più di Tricilo quando vi riferite alla lista Prodi. Ci siamo anche noi, i repubblicani, e non siamo una rotellina.


Non c’ero al congresso, e non mi sento emotivamente coinvolto dalla sentenza del tribunale. Anche perché ritengo che Bari sia stato l’incidente, ma che le nostre divisioni siano soprattutto il frutto del bipolarismo, che fende i moderati della politica, socialisti liberali cattolici o repubblicani che siano.
A prescindere dalla sua componente di destra, l’importante è che esista ancora un’edera che abbia chiari i propri principi e il senso della propria storia, consapevole che oggi questi valori si difendono nel centro-sinistra e non certo in combutta con la destra attuale. In questo risiede il grande merito di Luciana Sbarbati.
Se la vicenda giudiziaria non mi induce a sentimenti di rivalsa, penso però che essa nasconda una grande opportunità politica per l’intero mondo repubblicano: quella di ritrovarci tutti insieme dalla parte giusta.
Non sono un legale, e la mia opinione ha un valore relativo, ma mi sembra evidente che la rivendicazione del nome e del simbolo repubblicano da parte nostra, in questa vicenda, c’entri poco o nulla, e faccia perdere di vista l’occasione che, come repubblicani prima che come fazione, abbiamo di fronte.
Al congresso si votava una linea politica: ciò che si è rimesso in discussione è la validità di quella scelta e delle modalità in cui si è manifestata. La nascita del nostro movimento è il corollario di una decisione che oggi sappiamo illegittima, e suo malgrado si profila come una storia esterna, seppur parallela.
Bisogna invece risalire a monte. Se l’appello confermerà la sentenza, sarà nullo il congresso di Bari e il PRI dovrà ripristinare gli organi di partito precedenti (segreteria, direzione, consiglio nazionale), affinché indìcano un nuovo congresso. A cui noi, evidentemente, non parteciperemo più.
Ne consegue che la Sbarbati sta conducendo una battaglia per conto della minoranza interna che, quella sì, potrà ribaltare la situazione. L’azzeramento degli equilibri attuali, il palese fallimento della politica lamalfiana e i sempre più diffusi maldipancia (di cui il forum accanto è una vistosa cassa di risonanza), possono questa volta giocare a pieno favore di Savoldi & C.
E’ uno scenario che mi entusiasma molto, perché da sempre sono stato il fautore, su questo forum, di un “gioco di squadra” tra MRE e Riscossa Repubblicana: solo con una minoranza che si fa maggioranza all’interno del PRI sarà realmente tangibile una riappacificazione, una riunione di tutti i repubblicani.
Detto questo, aggiungo alcune considerazioni a margine.
1) La sentenza del tribunale è una sentenza che ci ha dato ragione. Il suo esito giustifica appieno l’opportunità di impugnare la causa.
2) La macchia dei brogli elettorali, aggiunge un’ombra di vergogna alla già insensata politica lamalfiana, a testimonianza di come, dal ’94 in poi, egli concepisca il partito come cimelio di famiglia a proprio uso e consumo.
3) Per contro, essa onora maggiormente la nostra scelta, aggiungendovi una motivazione in più, nienteaffatto secondaria.
Abbiamo innescato la mina, ora osserviamone l'effetto, in attesa di riabbracciare i nostri fratelli tornati a casa.
Fraterni saluti


votiamo
Red River per la Presidenza di pol
in questo link
http://www.politicaonline.net/forum/...95#post1084595
ed il partito
UNITI nell’ULIVO-LaburistiPSE-Repubblicani europei*
http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=7


Caro Benfy,
lasciamo stare la politica virtuale. E' più interessante quella vera, non ti pare?
Ti pregherei pertanto di non ossessionare coi giochi dibattiti che hanno la presunzione di essere seri.
Con tutta la mia simpatia e la mia pazienza
Paolo
P.S. Se scrivi "compagni", poi, rivolgiti almeno ai compagni.


scusa avevo copiato incollato un thread scritto in precedenza


a Bari (tra l'altro mia città d'origine) un'ira sorda mi (ri)assale!
E non serve il fatto che ormai siano passati 3 anni, e non lenisce l'ira il fatto che il tribunale ci abbia dato ragione ora (perchè ce l'avevamo anche allora) anzi l'accresce per quello che poteva essere e non è stato! Un partito in cui credevo che fa carte false ne più ne meno che Tanzi con la Parmalat.
Io a Bari c'ero! oh se c'ero! e scoprire -a Bari- che i voti congressuali di Torino erano andati al 99% ad una sezione (di 80 iscritti) di cui i Torinesi non ne conoscevano l'esistenza, sezione di cui il segretario provinciale era all'oscuro, beh! è stata una mazzata! Il partito che voleva l'Italia degli onesti...
Dev'essere da li che a Tanzi gli è venuta l'idea!
Ed era tanto reale quella sezione che qualche mese dopo non riusci neanche a raccogliere 400 firme per presentare il simbolo alle elezioni comunali di Torino!! E dire che 80 persone avessero raccolto solo le firme dei familiari altro che 400 firme per presentare la lista.
I morti non votano, ma servono a fare le maggioranze congressuali... e di morti (che erano stati repubblicani) gia da qualche anno, in quell'elenco ne contammo qualcuno.
Ora Calvin mi dirà la rava e la fava, ma i fatti sono questi! Ed è su fatti come questi che ha ragionato il giudice...
E poi sentivi che a Napoli era successo la stessa cosa, che a Bari era successa la stessa cosa, che in Calabria ed in Sicilia...
No amici, l'ira di allora non è scemata anzi, se possibile è aumentata proprio in virtù della sentenza.


Caro Jeronimus,
capisco tutta l'ira possibile. Purtroppo quando un segretario come La Malfa decide che il partito è suo e che gli iscritti sono birilli, qualunque nefandezza diventa utile alla causa.
Della storia politica di Nucara e della sua Calabria, poi so poco, ma quel poco che so basta e avanza....
Ebbene, capisco l'ira, ma ora bisogna gestire il presente. Capire cosa vogliamo fare col bottino della sentenza (sempre che venga confermata in appello).
E qui credo che le cose prendano una piega un po' stropicciata.
Da un lato c'è chi punta a fare bingo, a prendersi cioè nome e simbolo del partito e dare la stangata finale a La Malfa e compagni.
Lo vuole la Sbarbati e larga parte della dirigenza.
Io credo che qui nasca l'errore, o meglio l'equivoco.
Nome e simbolo non c'entrano nulla con una minoranza che ha scelto, sia pure sull'onda di una decisione congressuale illegale, di uscire dal partito. Quando esci dal partito con un piccolo gruppo, hai rotto, sei fuori. Giustamente, per carità. Ma il massimo che si può chiedere ad una minoranza scissionista è quello di una rappresentanza morale degli ideali repubblicani. Quella formale, ahimé, resta nelle mani della struttura d'origine, maggioritaria.
D'altronde la sentenza non giudica la legittimità di un nome e di un simbolo, ma di una scelta politica. Se questa scelta si riconfermerà illegale, credo che il PRI debba ripristinare la dirigenza che precedeva Bari, e con essa indire un nuovo congresso. Noi che siamo fuori, ormai, siamo fuori.
Piuttosto io credo che dovremmo ragionare con un altro metro. Non quello della competizione selvaggia, ma quello della riunificazione a sinistra. Sono convinto che la mossa della Sbarbati sia stato il regalo più grande che potesse fare a Riscossa. La partita ora non si gioca più tra noi e loro, ma tra la minoranza e la maggioranza del partito. Noi dobbiamo fare leva sulla minoranza, darle una prospettiva di unione. Se il PRI si rende conto che al prossimo congresso riparatore, far vincere Riscossa significa riunire a sinistra i repubblicani, attueremmo una vera e propria rivoluzione copernicana: Savoldi, Valbonesi, Gambi vincerebbero il congresso e ricostruirebbero con noi un partito non solo più forte e coerente, ma anche depurato dai berluscones incalliti (che potebbero dar vita al Movimento Repubblicani Americani o più facilmente confluire in Forza Italia).
E' questa la partita da giocare. Non quella di corto respiro del braccio di ferro sul simbolo.
Questa sarebbe la vera vittoria di tutti i repubblicani. L'altra, solo una sconfitta postuma dei Repubblicani Europei.
Fraterni saluti