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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Unhappy All’italica corte della Re(pubblica) di gilberto oneto

    All’italica corte della Re(pubblica)
    Inno nazionale, poltrone in velluto, corazzieri, scudieri e... 289 miliardi di vecchie lire spesi nel 2002. Ecco il budget del Quirinale tre volte superiore a quello di Buckingham Palace. In altre parole tre euro per ogni italiano... O meglio una coppa di gelato in meno

    ’esercizio del potere ha i suoi rituali e i suoi costi. Da sempre la pompa è collegata alle prerogative sovrane, anche prima che Clinton ne abusasse. Nel passato re, imperatori, papi e satrapi si circondavano di sfarzo, ed elaboravano simboliche e complesse cerimonie rituali di potere. Il Re Sole aveva raccolto migliaia di sfaccendati in parrucca a Versailles, nella reggia più grande e opulenta del mondo, costruita solo per fare sfoggio di potere. Gli imperatori Moghul trasferivano due volte l’anno la loro corte dall’afosa Delhi al più ventilato Kashmir per sfuggire agli eccessi climatici stagionali: erano decine di migliaia di persone, cavalli ed elefanti che transumavano con carri, tende, bagagli, odalische, ciambellani, servi e giocolieri, e con tutto il parafernale che necessitava all’imperiale bisogna.
    Oggi le cose dovrebbero essere un po’ cambiate e - se si fa eccezione per Bokassa, Ceausescu e qualche sceicco - i moderni potenti hanno dovuto contrarre le loro pretese. Così veniamo a sapere da un noto libro di Raffaele Costa (L’Italia dei privilegi) che la regina d’Inghilterra dispone di 300 persone al suo servizio e che il bilancio della Corona è di 80 miliardi di lire (nel 1998). Il re di Spagna ha un badget di 543 miliardi, il presidente degli Usa 466 e l’imperatore del Giappone ne spende poco più di mille. Ma lui è semi-divino e si trova come capostipite della famiglia niente di meno che il Sole.
    Pur venendo da una famiglia di rispetto, Carlo Azeglio Ciampi non può vantare antenati altrettanto vigorosi ma si rifà utilizzando i graziosi servigi di circa 1.800 “scudieri” distribuiti a seconda delle necessità fra il Quirinale e le “seconde case” di Castelporziano e di Villa Rosebery a Napoli: 700 sono dipendenti “ufficiali” e gli altri una schiera di “comandati” e “distaccati” da altri enti. Fra gli altri, ci sono 200 agenti di polizia, 300 corazzieri, 250 carabinieri, 30 finanzieri e una quarantina di indispensabili guardie forestali. Il bilancio complessivo della corte repubblicana - ci dice sempre Costa - è formalmente segreto ma la spesa annua stimata per il 2002 è stata di 289 miliardi di vecchie lire, solo poco più di tre volte e mezzo il bilancio di Buckingham Palace. In fondo meno di 3 euro per ogni cittadino della felice Repubblica. Meno di una coppa di gelato al tavolino.
    Ci sono poi però tutti i costi non quantificabili e ricollegabili allo sfrenato attivismo del Presidente. Non passa infatti settimana che il Garante dell’unità non vada a fare visita a una provincia, proprio come Carlo Borromeo raccomandava di fare ai buoni pastori di anime con le loro parrocchie. Ogni volta che si sposta, si muove un ambaradan che esula dai costi e dalle funzioni quirinalizie: si mobilitano gendarmi, soldati, vigili urbani, pompieri, protezione civile, insegnanti e scolaresche. Tutto questo ha un costo. Come ha un costo la perdita di tempo negli ingorghi stradali, la incavolatura dei cittadini a piedi, in auto o sui mezzi pubblici che si vedono fermati da palette e bandierine tricolori.
    Non basta, a ogni cerimonia devono presenziare numerose decine di persone. Nei saloni di cerimonia di solito ci sono (come nei vecchi cinema di periferia) i primi e i secondi posti. Nei cinema costava meno stare sotto lo schermo perché si usciva con il torcicollo: qui è il contrario e costa di più (ai contribuenti) stare più vicini al Presidente proprio come alla reliquia di San Gennaro o alla Madonna Pellegrina che vanno toccate per averne benefici.
    Così in fondo alla sala, più lontano dal tabernacolo patriottico, ci sono quelli che sono stati graziosamente invitati: le rappresentanze dei cittadini, dei pensionati, dei combattenti e reduci, delle vedove e degli orfani, e i fanciulli delle scuole dell’obbligo, che essendo dell’obbligo, sono obbligati a esserci. Sono tutti con il cappello in mano (tranne gli scolari che hanno le bandierine), con il vestito della festa, si sono fatti il bagnoschiuma e ritengono che sia un grande privilegio a essere lì, una cosa da raccontare a vicini e nipoti. Per questo seguono con attenzione quello che succede, come se sul palco ci fosse Maria Filippi. Un po’ più avanti ci sono anche i sindaci con la loro bella bandoliera, portata con orgoglio come la fascia del Musichiere. È tutta gente arrivata a sue spese: al massimo qualcuno ha usato la macchina del Comune.
    Di fronte, nelle prime file, quelle con i braccioli ricoperti di velluto, ci stanno invece tutti quelli che sono profumatamente pagati per essere lì: funzionari della Presidenza, prefetti, questori, onorevoli, eccellenze, eminenze. Tutta gente che il doppiopetto non se lo toglie neanche sulla spiaggia d’estate, che ha l’uniforme piena di nastrini come il maresciallo Zukov. Tutti hanno le facce di circostanza, tutti prendono un ricco stipendio e anche una congrua trasferta per l’occasione. Sono contenti. Sono patriottici. Questi sono abilissimi nel far finta di essere attenti: Ciampi dice la sua (di solito sempre la stessa) e loro applaudono, annuiscono compunti, fanno la faccia feroce quando si nomina l’intangibilità dell’unità nazionale, sorridono paciosi quando si parla della pace sociale e della fortuna di vivere in uno stato solidale. E poi tutti gioiosi a tagliare nastri, al concerto, al buffet, al pranzo, alla cerimonia successiva. Tanto, tutto è (stra)pagato.
    La colonna sonora più appropriata sarebbe forse “Fin che la barca va” ma il protocollo prevede che venga suonato in continuazione l’Inno di Mameli: soffuso quando ci si deve commuovere, vibrante quando ci si deve impettire e assumere un’espressione maschia. È il mantra che accompagna da sempre i momenti più fulgidi di grande vigore patriottico. Quando un già anziano Garibaldi si appisolava davanti agli ospiti, Emma Roberts per svegliarlo attaccava al piano il refrain mamelico e il biondo eroe scattava sugli attenti e tornava virile. Ha fatto figli fino a dopo i 60 anni. Non sappiamo che strumento suoni la signora Franca per la musicoterapia ma, a giudicare dallo stupefacente stato di eterna giovinezza del Presidente, si deve proprio accettare che Mameli abbia fatto di meglio della dottoressa Arslan o dell’inventore del Viagra: è un vero e proprio elisir di felicità e di benessere. Per gli invitati delle prime file.

    Gilberto Oneto



    19/06/2004da il FEDERALISMO

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  2. #2
    PADANIA LIBERA!
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    Predefinito

    Jenainsubrica...lo sai che Oneto diceva sempre "non importa se la Padania sarà governata dalla sinistra o dalla destra,l'importante è che sia Padania".
    Le parole non sono proprio quelle,ma il succo è quello!
    Chiudo facendoti ancora un'altra domanda...per te,uno che prima di avere la tessera della Lega,militava nel partito comunista,non è un buon Padano/leghista?
    Toglimi questa curiosità.
    Grazie e saluti Padani

  3. #3
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    Arrow PASSATO

    Tutti, prima di diventare padanisti ( ma che stupidi quelli che non si rendono conto di essere padani!) erano qualcos'altro,a meno che si è molto giovani, come me.(e difatti sono sempre stato solo leghista)

    Bisogna però stare attenti a ripulirsi completamente delle vecchie ideologie, e avolte alcuni sembra che non lo facciano.

    Quel 4 dicembre 1989 fu fatto un programma e quel programma va rispettato.Rileggiamocelo tutti ogni tanto.
    Saluti.

  4. #4
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    Predefinito Re: PASSATO

    In origine postato da Jenainsubrica
    Tutti, prima di diventare padanisti ( ma che stupidi quelli che non si rendono conto di essere padani!) erano qualcos'altro,a meno che si è molto giovani, come me.(e difatti sono sempre stato solo leghista)

    Bisogna però stare attenti a ripulirsi completamente delle vecchie ideologie, e avolte alcuni sembra che non lo facciano.

    Ma allora perchè critichi tanto su altri lidi i Padani che su questo forum hanno ammesso di essere stati elettori/militanti comunisti????
    Spiegati....
    Saluti Padani

  5. #5
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    Predefinito Re: PASSATO

    In origine postato da Jenainsubrica
    Tutti, prima di diventare padanisti ( ma che stupidi quelli che non si rendono conto di essere padani!) erano qualcos'altro,a meno che si è molto giovani, come me.(e difatti sono sempre stato solo leghista)

    Bisogna però stare attenti a ripulirsi completamente delle vecchie ideologie, e avolte alcuni sembra che non lo facciano.

    Quel 4 dicembre 1989 fu fatto un programma e quel programma va rispettato.Rileggiamocelo tutti ogni tanto.
    Saluti.
    ottimo manifesto.
    Complimenti per l'iniziativa
    nazismo=comunismo=merda

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: PASSATO

    In origine postato da PINOCCHIO
    ottimo manifesto.
    Complimenti per l'iniziativa
    nazismo=comunismo=merda
    Non sono poi tanto d'accordo. Puntare sulla distanza dalle ideologie, quando le stesse sono morte e sepolte (a parte quattro deficienti dei cessi sociali e due imbecilli di teste rasate) non mi sembra un granché come posizione politica.

  7. #7
    PADANIA LIBERA!
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    Predefinito Re: Re: PASSATO

    In origine postato da Wyatt Earp
    Ma allora perchè critichi tanto su altri lidi i Padani che su questo forum hanno ammesso di essere stati elettori/militanti comunisti????
    Spiegati....
    Saluti Padani
    Jenainsubrica...rispondi per favore...
    Saluti Padani

 

 

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