In Origine Postato da socialista1892
18/06/04: Le originali riflessioni del Procuratore Maddalena
Le strane riflessioni del Procuratore Maddalena.
Lorenzo Pirrotta
E già Pirrotta è un discreto incipit....
Marcello Maddalena il famigerato
Famigerato?
inventore della teoria del momento magico, il momento dell’arresto, ha scritto un libro a quattro mani con il sostituto Paolo Borgna: ''Il giudice e i suoi limiti''(Ed.Laterza, 216 pagine, 10 euro) che comincia incredibilmente con una asserzione che mai ci saremmo aspettati uscire dalla sua penna:
''Bettino Craxi aveva capito prima di tutti gli altri”.
Già; ed è per questo che ha ricevuto più condanne degli altri, ha cominciato prima.
Aldila' dell' incipit fulminante, il testo propone una serie di riflessioni sul rapporto tra cittadini, magistrati e politica. Il volume si apre con un intervento del leader socialista risalente addirittura
Addirittura!!!...
al 10 luglio 1981 per dimostrare come lo scontro delle toghe con il potere politico abbia radici lontane:
Già; Montesquieu, chi era costui?
argomenti che oggi sono sulla bocca di tutti (''uso strumentale della giustizia per fini di parte'', ''abusi commessi in nome della legge'', ''distorsione della vita democratica'') erano gia' stati affrontati da Craxi piu' di vent' anni fa.
Prevenire è meglio che curare...
Quelle parole, a prescindere dai veri motivi che avevano spinto l' esponente del Garofano a pronunciarle
I veri motivi li scoprì il Pool di Mani Pulite...
(il sottofondo erano una serie di inchieste clamorose, dalla P2 alle tangenti allo scandalo dei petroli), segnarono un momento di svolta. Il punto, dicono ora Borgna e Maddalena, e' che a furia di attacchi e di delegittimazioni - sia pure dettati quasi sempre da scopi poco nobili - i magistrati hanno sviluppato una ''sindrome dell'accerchiamento'' che a volte non permette loro nemmeno di difendersi serenamente ed efficacemente.
Non possono proprio difendersi...
Questo libro e' un tentativo di superare l' impasse, di calmare le acque, ragionando a volte in modo coraggioso e in controtendenza su riforme non radicali, ma possibili e necessarie. Nel ''Il giudice e i suoi limiti'', dunque, gli autori - non sempre in pieno accordo tra loro - parlano di questioni scomode, come la discrezionalita' dell' azione penale,
Chi la dovrebbe decidere la "discrezionalità"? Gli imputati ed i pregiudicati che, in percentuale del 10%, INFESTANO la maggioranza di governo?
o il patteggiamento della pena, proponendo una serie di soluzioni. Citiamo, su tutti, il brano sul procuratore della repubblica che non puo' - dicono - dipendere dal Governo o da qualche Ministero, ma che puo' essere soggetto a una serie di controlli. Puo', per esempio, dover discutere con gli amministratori e le forze dell' ordine della sua citta' l' ''orientamento investigativo'' (la criminalita' di strada e' un problema da affrontare prima o dopo la criminalita' economica?)
La questione non è sul prima o dopo; o, meglio, chi vorrebbe che quella di strada "venga" prima, sono gli stessi che come unica strategia difensiva hanno il perseguire la prescrizione. Il "prima o dopo" ha un senso se PRIMA dai gli strumenti alla Magistratura per lavorare NEI termini di prescrizione. NON ostacolandola.
del proprio ufficio. Il tutto e' nello spirito della collaborazione, non del muro contro muro. Perche' in un sistema come quello italiano, ''dove la magistratura e' indipendente ma ha una selezione e una formazione burocratica'', e' necessario ''un continuo e delicato gioco di bilanciamento dei poteri''.
E siamo al DUNQUE...
Con una ''consonanza di fondo'' che ''non deve essere asservimento al potere politico, ma non puo' neppure permettersi di essere costante contrapposizione ad esso''
Non ci sarebbe contrapposizione se fosse IMPEDITO ai pregiudicati ed ai farabutti di andare in Parlamento...
Il libro è interessante perché pur se da un punto di vista opposto a quello di un garantista
Leggasi: impunito...
si ammette l’esistenza del problema giustizia in Italia. Chissà se Maddalena continua a credere che un buon pubblico ministero debba approfittare del momento magico dell’arresto per far parlare l’inquisito? Che non sia anche lì l'origine del problema che cerca di affrontare?