dal quotidiano LIBERO
Bugie bulgare sui giornali della sinistra
di RENATO FARINA
Scrivere mentre le cose evolvono è molto difficile. Tu fermi la realtà con la penna, ma quella corre (Eraclito). Dunque siamo pieni di comprensione per i compagni che sbagliano (Rossana Rossanda). Ma ci sono alcune faccende immutabili che non dipendono dagli exit poll, dalle proiezioni della Nexus e persino nemmenoanche se lui stesso ne rimarrà amareggiato - da Bruno Vespa. Invece, pur di girare la frittata (Vissani) elettorale ed appendere Berlusconi per i piedi, i giornali di sinistra ieri hanno infranto ogni frontiera (Kennedy), e non hanno avuto neanche l'abilità di verniciare le balle (Sgarbi). D'ora in poi, la chiudiamo con le citazioni tra parentesi. E andiamo al sodo. Repubblica è uscita ieri con questo titolo cubitale: «La sconfitta di Berlusconi». In realtà il suo governo esce più solido, eccetera, ma su questo non una parola, anche se si capiva benissimo (noi non siamo maghi) sin dalle 23 di domenica. In piccolo, Repubblica spiega timidamente che anche «la lista Prodi non decolla». Ma l'editoriale è perentorio: «La scommessa perduta». Ad averla persa sarebbe il Cavaliere, e c'è un dato di verità: per lui Forza Italia non sarebbe mai scesa sotto il 25 per cento, ed invece è scivolata ben sotto. L'editoriale dell'ottimo Massimo Giannini svolge il tema. Ma si capisce che non convince neanche se stesso. E in venti righe per modificare la cronaca di una giornata storta per lui è costretto a falsificare la storia della matematica, della filosofia, ma soprattutto della Bulgaria. Avremmo lasciato correre, sul serio. Siamo tutti un po' propagandisti delle nostre passioni politiche. Ma dovevano lasciar stare Sofia e dintorni. Acconciare il mondo ai propri desideri, è scusabile, ma rovinare un mito, no. Cominciamo dalla matematica. Berlusconi viene accreditato da Giannini di un 29 e 8 alle politiche del 2001. Gli regala uno 0,3 in più. Dopo di che abbassa a 20,5 il dato europeo di Forza Italia quando le proiezioni le davano un 21-21,5. Piccoli ritocchi per rendere più plastica la caduta. Quindi spiega che nel 2001, al proporzionale, l'attuale maggioranza ottenne più del 50 per cento. Questo fatto magari persino vero - è la prima volta che lo troviamo scritto. Ci avevano rintronato fino a ieri sostenendo che Berlusconi governava senza mai avere avuto la maggioranza dei consensi, e che in termini assoluti di voto i due Poli si equivalevano eccetera. Di colpo scopriamo che non è così. Matematica ballerina, è il tip tap della propaganda. Poi però Giannini, essendo di sinistra, dunque colto, si appollaia sulle citazioni come uno Scalfari: «Berlusconi che ha studiato dai gesuiti dovrà riflettere (ha studiato dai salesiani, secondo me i gesuiti querelano, ndr). E ricordarsi la vecchia massima di Parmenide che diceva "tutto ciò che è reale è razionale"». Più che una massima, forse è una minima, un disastro. La frase è di Hegel, vissuto circa duemilatrecento anni dopo il grande filosofo eleate, ma che sarà mai? Conta il pensiero. Ma forse qui conta di più la fantasia. Fin qui abbiamo assistito allo sconvolgimento di matematica, aneddotica religiosa e della storia della filosofia. Ma avremmo glissato: trattasi di cineserie da mandarini, roba sottile, da Magna Grecia. Ma la Bulgaria per favore, no. Ecco la frase francamente delittuosa: «(L'Italia aveva regalato a B.) una maggioranza bulgara del 50 per cento al proporzionale». Nella storia della Bulgaria non c'è mai stata una maggioranza del 50 per cento. Quella semmai appartiene a tutto il resto del mondo occidentale. Di solito, persino secondo la matematica, la maggioranza si ha un pelo sopra il 50, non c'è bisogno di dare una coloritura tecnica o peggio ancora razziale a questo dato. La maggioranza bulgara è come minimo sul 98 per cento. Ci domandiamo: perché demolire così dei preziosi reperti mitologici della nostra memoria condivisa? Ahinoi, Repubblica somiglia sempre più al Rude Pravo: e basta così. Anche il Corriere nota d'acchito: «Perde, eccome, Forza Italia» (Paolo Franchi). La Stampa gira un po' al largo, e si occupa dei larghi cieli dell'Europa più che delle nostre quisquilie: «Europee, il voto punisce i governi». Senza aggiungere un particolare, magari un po' provinciale, ma per noi che siamo gente volgare ha ancora una certa importanza. Questo: in Italia non è andata così. E l'Unità ? Non delude mai. Titolone: «L'Italia scarica Berlusconi». Davvero? E per dimostrarlo che cosa fa? Adopera le "proiezioni Ds", rifilate come oro colato al popolo bue. Eccola la famosa verità di Fassino, il messaggio del cielo: centrosinistra 46,6, centrodestra 44,5. Altro titolo: «Fassino denuncia: la Rai ha manipolato i dati». A dati ufficiali diffusi, si capisce chi è il manipolatore. O ha manipolato anche il Viminale? Sul Manifesto , il direttore Gabriele Polo firma l'editoriale: «Silvio Berlusconi ha perso 3; questo dicono le prime proiezioni, trasmesse dalla Rai in modo confuso, al limite del torbido». Torbido? Dove abbiamo sentito una parolina simile? Ma sì. Era Cofferati che definiva limaccioso il Libro Bianco di Marco Biagi. Antonio Padellaro, se avessimo usata noi una simile espressione, direbbe: inquietante. E Massimo Giannini concluderebbe con una vecchia massima di Paperino: «Gasp!». Ma forse era Topolino. "
Saluti liberali
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