Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il Mistero Della Sinagoga Bendata

    LA QUESTIONE DEL DEICIDIO.
    COMPENDIO DEL TESTO.







    Il problema della responsabilità dell’uccisione di Gesù Cristo, cioè di ciò che comunemente viene chiamato ‘deicidio’, viene affrontato in Il Mistero della Sinagoga bendata cominciando col porre le cose (§ 2: Quali sentimenti debbano muoversi tra fratelli, p. 3) in una prospettiva storica particolare: quella delle azioni e delle reazioni che si ebbero tra Gesù e gli ebrei, poi tra gli ebrei e i ‘cristiani’, i discepoli della nuova setta. Dalle diverse fonti si evince che l’ostilità si materializzò sùbito unilateralmente da parte del Sinedrio e da chi lo seguiva. Non solo: è mostrato quali motivi ebbe Saulo di cambiare nome e vita, come sappiamo, in Paolo; in secondo luogo è soppesata la differenza tra lo zelo di Saulo-Paolo e lo zelo di Caifas e dei Sinedristi; in ultimo è valutata la possibilità che la conversione del fariseo Paolo potesse o non potesse essere compiuta anche dagli altri farisei.
    Per questa disamina, oltre che dei testi più classici dell’apologia cristiana, ci si avvale anche di testi pochissimo noti, a torto, quali quelli di un biblista protestante come Philip H. Menoud e di un grande martire della fede come Sir Thomas More .
    L’analisi previa al giudizio sul deicidio passa poi a considerare la figura di Gesù nell’ambito della Storia Sacra del popolo ebreo, per stabilire se fosse lui figlio di quella schiatta, o piuttosto quella schiatta avesse la radice da lui. La cosa è meno paradossale di quello che sembra, anzi è assolutamente legittima la sua verifica, poiché il nodo della disputa sta proprio qui: nella soluzione di chi dei due è padre e di chi è figlio. Contestualizzata la questione correttamente nell’ambito teologico ad essa proprio, sùbito ne viene la conseguenza che quello dei due termini che è padre all’altro ha naturalmente diritto a esercitare la sua paternità, in caso contrario avendosi un’usurpazione da parte della fonte di tutte le falsificazioni, le divisioni, gli odii: il diavolo. Nel § 3 (Figli di Abramo nella carne o nella fede?, p. 11) è spiegato dunque il motivo per cui fin dalla bocca di Gesù Cristo gli ebrei che non ricevettero la sua Parola furono mostrati non più appartenere di fatto alla schiatta ebraica di Abramo, di Mosè, di Davide. Poi è esaminata l’ipotesi se lo zelo di Gesù per la verità avesse potuto essere espresso da atti diversi da quelli che poi portarono l’Uomo a una rottura così insanabile con i suoi Capi. Infine si studia se anche lo zelo dei farisei, di Caifas e del Sinedrio fosse lo zelo per il proprio padre, Dio, o per il padre di cui li diceva figli Gesù, il diavolo.
    A p. 18, il § 4 (I quattro aspetti dell’errore giudaico) è l’esauriente analisi dei quattro aspetti per i quali i giudei compiono l’errore che compiono, di non riconoscere a Gesù di Nazareth l’autorità che egli si assume. Quattro cause decisive, che in forza piena scatenano il rifiuto ebraico, ma, dice l’Autore, in qualche modo sono le quattro cause cui è riconducibile il rifiuto del Cristo da parte di tutti gli uomini del mondo che gli negano la divinità. Sicché, conclude anche stavolta l’Autore, se gli uomini di volta in volta arrivano a correggere queste loro terribili decisioni, tanto più lo possono fare i giudei di tutti i tempi, così ricercati da Dio. Questa è una considerazione molto riccorrente nel libro.
    Da questo paragrafo discende il seguente, § 5, p. 21 (Peccaminosità della lettura giudaica dei sacri Testi), che denuncia la peccaminosità della lettura giudaica dei Testi sacri. Prendendo a esempio il celebre incontro del Signore risorto con i due discepoli che si conducevano a Emmaus, così come viene acclarata la cecità della lettura che essi facevano della Bibbia in riferimento al Cristo, allo stesso modo viene fatta emergere la cecità della Sinagoga (la 'Sinagoga bendata' del titolo), che non vuole vedere realizzati il Mistero dell’Incarnazione e il Mistero Trinitario che gli è sopra, per avidità, cioè per non perdere il possesso del popolo d’Israele. La teologia ebraica anzi incalza, e non solo non riconosce al Nazareno la messianicità che gli spetta, ma gliela usurpa, appropriandosene e incoronando ‘Messia’ tutto il popolo d’Israele nel suo complesso.
    È allora necessario, col § 6 (p. 23, Non tu generi il Cristo, ma Cristo genera te), tornare alla questione della radice: cosa si intenda per ‘radice di Iesse’. Stavolta però con un elemento in più, quello cui è particolarmente il popolo ebraico nel suo complesso, che sarebbe stato educato a riconoscere nella parola, nel verbo, un valore più alto, più vincolante, e in qualche modo persino più reale, del valore dato comunemente alla storia, ai fatti, alla res. Per questo motivo il § 6 è particolarmente importante: pone un punto decisivo a favore della presenza (in vestigio) della Trinità nella sacra Scrittura.
    E difatti il successivo § 7 (p. 24, Non puoi conoscere se non vuoi conoscere), scava alla radice vera di ogni eresia e, in generale, di ogni presa di distanza dottrinale, teologica, filosofica, da quel cardine imprescindibile posto per tutti i secoli nella storia del mondo da Dio, il Dio uno e Trino, da cui discende il Cristo. Decisivo il contributo di san Tommaso d’Aquino. Qual è la radice delle dottrine che si distanziano dal Cristo? È vero quello che sostiene il libro, che questa radice è nella superbia, nell’orgoglio? Qui la cosa è vista alla luce del truce episodio della ‘Vigna di Naboth’, episodio che torna più volte nelle pagine di Il Mistero della Sinagoga bendata, paradigma appunto degli intrecci tra le malizie interne all’uomo e i suoi costrutti teoretici. Quello che l’Autore chiama ‘il problema gnoseologico’ sembra proprio dipendere da un ‘problema morale’, cioè da una malizia che acceca l’intelletto. Con questo paragrafo termina idealmente la parte preliminare dell’indagine, dopo la quale si può giungere a concludere se effettivamente l’uomo Gesù abbia o non abbia forniti ai suoi connazionali gli elementi per decifrarlo, per riconoscerlo, per individuarlo nella sua doppia natura.
    Ma, come si sa, la nazione ebraica si divide: molti seguono il Cristo, molti invece lo contrastano. E per sempre. Il punto di vista dell’Autore è che in qualche modo questa è una guerra fratricida, come fu fratricida la rivalità tra Abele e Caino, e infatti Cristo è da tutti i Padri riconosciuto come il nuovo Abele. Nel § 8, p. 29 (Il Mistero della Sinagoga bendata, che dà il titolo a tutto il libro), lo studio affronta la teologia del Mistero: un primo accenno, giacché essa sarà approfondita nella sua vastità in diverse altre pagine del libro. Qui è studiato il rapporto tra un Dio che desidera farsi conoscere e degli uomini che non vogliono conoscerlo, che si bendano gli occhi per non conoscerlo. È quindi necessario far luce sul concetto di ‘Sinagoga’, termine che si presta a diversi significati sia di ordine storico che teologico: è Sinagoga sia la Chiesa che attendeva il Cristo prima della sua venuta, sia la setta che al vederlo lo abiurerà, sia la comunità indefinibile ma reale (ne parla l’Apocalypsis) che in tutti i tempi lo combatterà fino a subirne la finale e assoluta sconfitta.
    Dopo aver considerato quattro paradigmatiche opere d’arte che ben rappresentano la Sinagoga bendata nelle diverse accezioni, nel Secondo Capitolo l’indagine si addentra nelle difficoltà più impervie, rappresentate dall’intreccio di Monoteismo e Trinità. Nei paragrafi preliminari viene specialmente mostrato il grado di conoscenza che secondo san Tommaso d’Aquino avrebbero avuto ‘i maggiorenti’ ebrei dell’Antico testamento. Nel § 15 (p. 66, Il Dio di Abramo come quello di Pietro: Uno e Trino), in particolare, attraverso l’episodio della Trasfigurazione, viene rafforzata la tesi tutta tomista che in qualche modo, e se pure in ombra e per figure, ad alcuni maggiorenti ebrei la Trinità non era sconosciuta, e in questo la Summa Theologiæ tomista parla chiaro.
    Con ciò, viene rafforzata in sostanza la persuasione che quando poi la teologia dovrà affrontare i termini del deicidio, essi, per gli apostati giudaici, sono tutti a sfavore di un verdetto assolutorio.
    Riguardo a questa questione, della responsabilità di qualcuno nel crimine di ‘deicidio’, arriviamo a metà dell’indagine: il § 48, p. 177: Se sia giusto parlare di deicidio, risponde in primo luogo alla domanda che ci si fa: se, chi, e in quale misura qualcuno conoscesse la natura di chi si stava uccidendo, cioè se, chi, e in quale misura qualcuno sapesse che Gesù di Nazareth fosse uomo e fosse Dio; in secondo luogo se l’uccisione era legale, cioè frutto di un processo regolarmente istruito.
    Il § 49, p. 178, chiede: I pietosi sono deicidi come gli empi? E risponde, risolto adeguatamente il quesito sulla conoscenza del precedente paragrafo, alla fondamentale domanda sul coinvolgimento materiale e morale al crimine compiuto. Esaminando le Sacre Scritture alla luce del vaglio che ne fanno i santi Padri e Dottori della Chiesa, viene steso un ventaglio di responsabilità in cui sono coinvolti non solo gli ebrei e i romani, ma persino (e inaspettatamente) Dio Padre, da una parte, e dall’altra tutti noi, di modo che il decreto del crimine perpetrato su Gesù Cristo risulta valutato sia nell’ottica dell’eternità, che nell’ottica della storia, e in questa ottica temporale non solo è accusato il tempo presente contemporaneo a Cristo, ma tutti i tempi del mondo: quelli prima e quelli dopo di lui.
    Al § 50, p. 180 (Figli di Abramo o figli della Sinagoga?), sotto la luce del raffronto più serrato con la Scolastica di san Tommaso d’Aquino, viene posta la conclusione che il deicidio c’è stato ed è stato perpetrato secondo le predizioni delle Sacre Scritture dagli ebrei così come anche da tutti noi, però secondo diversi e ben differenziati piani di responsabilità, dati e misurati essenzialmente da due fattori: il fattore della consapevolezza e il fattore della carità, decisivi per sciogliere adeguatamente e con rettitudine il giudizio richiesto per poter conseguentemente prendere i provvedimenti più necessari al conseguimento della salvezza della propria anima, cioè pentirsi, convertirsi e credere al Vangelo.


    E. M. R
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    SOMMARIO.

    Per ordinare il libro rivolgersi all’Autore con e-mail.




    INTRODUZIONE.

    pag. I
    PREFAZIONE.

    pag. XI
    I
    CONTINUITÀ E DISCONTINUITÀ TRA MOSÈ, GESÙ E IL SINEDRIO.

    Teologia intorno al concetto di ‘Sinagoga bendata’
    e sua efficacia nella tradizione iconografica sacra.


    1.Criterio di giudizio .................................................. ........ pag.
    2.Quali sentimenti debbano muoversi tra fratelli .................. pag.
    3.Figli di Abramo nella carne o nella fede? ......................... pag.
    4.I quattro aspetti dell’errore giudaico ............................... pag.
    5.Peccaminosità della lettura giudaica dei sacri Testi ........... pag.
    6.Non tu generi il Cristo, ma Cristo genera te ..................... pag.
    7.Non puoi conoscere se non vuoi conoscere ................... pag.
    8.Il Mistero della Sinagoga bendata ................................... pag.
    9.Benedetto Antelami. Di fronte al Cristo deposto i popoli
    sono due: Chiesa e Sinagoga .......................................... pag.
    10. Strasburgo: due Chiese al giudizio del Re ........................ pag.
    11. Giotto: la Sinagoga, testimone di nozze ............................ pag.
    12. Una vetrata lombarda: la Sinagoga davanti all’eternità ...... pag.
    13. Il ritorno della Sinagoga .................................................. pag. 1
    3
    11
    18
    21
    23
    24
    29

    34
    37
    45
    53
    59
    II
    MONOTEISMO E TRINITARIETÀ.

    Se sia vero che il Dio che adoriamo in GESÙ Cristo
    sia il Dio delle « tre grandi Religioni monoteiste ».


    14. Breve cronografia della storia della vita ........................... pag.
    15. Il Dio di Abramo come quello di Pietro: uno e trino ......... pag.
    16. Un’affermazione erronea e snaturante ............................. pag.
    17. Dire « le tre grandi Religioni monoteiste » è come dire
    « i tre grandi Primati » ................................................. pag.
    18. « Cercare ciò che unisce ». Ovvero
    desantificare la santità .................................................. ... pag.
    19. Dio trino e Dio non trino sono il medesimo Dio? ..............pag.
    20. La vita (eterna) dell’uomo dipende solo dalla trinitarietà
    di Dio .................................................. .......................... pag.
    21. Un solo Dio oggi per un solo culto domani ...................... pag.
    22. “Una verità per noi vitale”. Per “noi” o per tutti?............... pag.
    23. La Chiesa apre maternamente le braccia agli uomini
    religiosi o alle religioni? .................................................. . pag.
    24. “Un’amorevole e sapiente pedagogia” conducente a tutti
    gli dèi .................................................. ........................... pag.
    25. Paolo, già fariseo, emendatore dell’ecumenismo di Pietro .pag.
    26 a. Tesi: se non è uno e trino, Dio nemmeno è: Proœmium .pag.
    26 b. Se non è uno e trino, Dio nemmeno è: Ratio ................ pag.
    26 c. Se non è uno e trino, Dio nemmeno è: Conclusio ......... pag.
    27. Il ribaltamento cataclismatico da compiersi per entrare
    nella vita .................................................. ....................... pag. 61
    66
    72

    77

    79
    81

    84
    89
    90

    92

    94
    96
    98
    102
    108

    114
    III
    SE LA RELIGIONE EBRAICA OGGI SUSSISTA.

    Considerazioni su quattro documenti ecclesiastici
    intorno ai rapporti tra il Cristo e gli ebrei ieri
    e, oggi, tra la Chiesa e i giudei.


    28. Il segno supertrinitario della Croce .................................. pag.
    29. I termini e le ‘cause materiali’ della questione .................. pag.
    30. Questioni di metodo .................................................. ..... pag.
    31. La vita in tre punti .................................................. ......... pag.
    32. La Rivelazione è difettosa? ............................................. pag.
    33. Abramo è padre o è figlio di GESÙ? .................................. pag.
    34. Le mura della Civitas Domini sono cadute ..................... pag.
    35. Israele. Popolo santo e scellerato .................................... pag.
    36. Il fine della religione: divinizzare umiliando ....................... pag.
    37. L’infinito religioso è solo cristiano ................................... pag.
    38. La grande apostasia d’Israele ......................................... pag.
    39. Il cardinale, Cristo e il principio di non contraddizione ..... pag.
    40. Cristo, esempio per tutti gli ebrei di tutti i tempi ............... pag.
    41. ‘Olocausto’: concetto soprannaturale .............................. pag.
    42. La linea di fede è: Abramo-Caifas o Abramo-Pietro? ...... pag.
    43. La questione dell’ignoranza giudaica ............................... pag.
    44. Se Dio voglia due religioni o una sola .............................. pag.
    45. Ci salverà la grazia o ci salveranno i giudei? ..................... pag.
    46. Il vero concetto di ‘sostituzione’ ..................................... pag.
    47. Scelga il cristiano tra il dolore di un cardinale ‘gentile’,
    di un apostolo ebreo, del Cristo stesso ............................ pag.
    48. Se sia giusto parlare di deicidio ....................................... pag.
    49. I pietosi sono deicidi come gli empi? ............................... pag.
    50. Figli di Abramo o figli della Sinagoga? ............................. pag.
    51. Se GESÙ abbia mai ingiuriato i giudei ................................ pag.
    52. Se qualche prelato oggi compia il rinnegamento compiuto
    dai giudei ieri .................................................. ................ pag.
    53. Se la Chiesa si debba rammaricare dei suoi Padri ............ pag.
    54. Le due Fonti della Rivelazione sono avvelenate? .............. pag.
    55. Contraddizioni di un frate e coerenze dei santi Padri ........ pag.
    56. Il dogma della Trinità e il Vaticano II ............................... pag.
    57. I concilii precedenti al Vaticano II mancherebbero di
    carità .................................................. ........................... pag.
    58. Vaticano II: non una “spugna della Tradizione”, ma un
    suo setaccio .................................................. ................. pag.
    59. Se professare la convivenza di due fedi sia peccato ......... pag.
    60. Le profezie del Cristo sono vere o sono false? ................ pag.
    61. La salvezza, la salvezza! Guardate lassù: è in Cristo
    la salvezza! .................................................. ................... pag.
    62. L’Antico Patto è morto: viva il Nuovo ............................. pag.
    63. I ciechi che conducono altri ciechi, cadono nel burrone
    anch’essi .................................................. ...................... pag.
    64. Quattro conclusioni e una domanda ................................ pag.
    117
    121
    123
    127
    129
    132
    136
    137
    138
    140
    143
    145
    148
    149
    158
    160
    165
    166
    169

    170
    177
    178
    180
    181

    182
    183
    186
    189
    191

    206

    211
    213
    216

    218
    222

    224
    226
    IV
    SE LA ‘DOTTRINA DELLA SOSTITUZIONE’
    DELLA SINAGOGA CON LA CHIESA POSSA ESSERE SOSTITUITA.

    Quindi: se dai nuovi principii esegetici
    zampilli una Nuova Dottrina per una Nuova Chiesa.


    65. Armaghedòn .................................................. ................ pag.
    66. Le due colonne su cui poggia la vita ................................ pag.
    67. Se le Scritture siano o non siano ‘fisse’ ........................... pag.
    68. Una Bibbia che non tiene conto della traduzione dei
    Settanta, è una Bibbia cattolica? .................................... pag.
    69. È il Magistero che decide di ‘revisionare’ i Testi sacri ..... pag.
    70. Eliminare la Teologia della sostituzione e inventare la
    Teologia dell’attesa parallela ........................................... pag.
    71. Se la Chiesa non è il nuovo Israele i popoli di Dio sono
    due, e opposti .................................................. .............. pag.
    72. Pastori accecati uccidono i propri Padri, scandalizzano
    i propri figli, guidano alla perdizione i propri fratelli .......... pag.
    73. Relativismo ed evoluzionismo biblico, vero discono-
    scimento del Cristo, alla Pontificia Commissio Biblica .. pag.
    74. Se i ladrocinii della vigna di Naboth siano finiti con i farisei pag.
    75. La ruberia della Vigna è causata da attaccamento alla
    carne e incomprensione della fede ................................... pag.
    76. Jacques Maritain, filosofo ‘personalista’. Forse liberale ....pag.
    77. La Chiesa giudicata oggi dai suoi ecclesiastici come
    il Cristo ieri dal Sinedrio ................................................. pag.
    78. L’ignoranza dei ‘revisori’ di oggi è uguale a quella dei
    giudei di ieri? .................................................. ................ pag.
    79. Se il pensiero sulla libertà assoluta di cambiare religione
    sia giusto o errato .................................................. ......... pag.
    80. La nuova dottrina sostituirà un culto spirituale con un
    culto carnale? .................................................. ............... pag. 230
    233
    235

    239
    246

    246

    252

    256

    258
    268

    273
    274

    281

    284

    285

    291
    V
    VISIONE DELLA INCESSANTE PROVVIDENZA
    DEL VERBUM SUL SECOLO PRESENTE.

    Se i cardini intorno ai quali gira il mondo possano essere due.


    81. Vetus et Nova Ierusalem ............................................... pag. 295
    POST SCRIPTUM.


    pag. 317
    APPENDICE 1.

    Antologia di Luoghi topici del Nuovo Testamento
    su cui si impernia la Dottrina di chi sono i veri figli di Abramo.
    pag. 323

    APPENDICE 2.

    Antologia di Luoghi topici delle sacre Scritture
    su cui si impernia la Dottrina dell’ignoranza giudaica.
    pag. 342

    APPENDICE 3.

    Antologia di Luoghi topici delle sacre Scritture
    su cui si impernia la Dottrina della sostituzione
    della Sinagoga con la Chiesa.
    pag. 367

    INDICE DEI NOMI DELLE PERSONE E DEI LUOGHI.


    pag. 395
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Scheda: XXIX pagine: Introduzione di mons. prof. Antonio Livi e Premessa dell’Autore; 322 pagine di testo, divise in 4 capitoli; 87 pagine per tre Appendici scritturali e Indice dei nomi e dei luoghi; 5 tavole a 4 colori fuori testo riproducenti alcune opere d’arte in cui è figurata la Sinagoga: a Parma da Benedetto Antelami, a Strasburgo dall’anonimo “Maestro Borgognone”, a Padova da Giotto, a Milano dai Fratelli Bertini.

    * * *

    Il saggio intitolato Il Mistero della Sinagoga bendata è un’indagine estensiva intorno al tema: il Dio monoteista degli ebrei e degli islamici è o non è lo stesso Dio uno e trino rivelato dal Cristo? Lo studio si avvale di una stringente e puntuale Introduzione di monsignor Antonio Livi, docente di Filosofia della Conoscenza alla Pontificia Università Lateranense, e affronta in termini metafisici, storici, gnoseologici, logici, estetici ed esegetici il tema decisivo della relazione tra Gesù (e poi la Chiesa) e gli ebrei.
    Scrive Radaelli: « ...dopo la Rivelazione anche i più ecumenici tra quelli che circondano il Timoniere della santa barca della Chiesa non possono non accreditare la tesi fondamentale e cattolica che l’unica forma di Dio adorabile come Dio è la santissima Trinità, essendo Gesù Cristo adorabile solo nella Trinità. Per cui tutti i popoli della Terra, giudei e islamici in testa, debbono assolutamente e al più presto riconoscere la Trinità se vogliono raggiungere la vita eterna » (pp. 318-19).

    * * *

    Enrico Maria Radaelli, cattolico milanese, a fronte delle più di mille univoche citazioni scritturali e patristiche raccolte nella sua indagine Il Mistero della Sinagoga bendata, azzera ogni titolo personale. Il valore o il disvalore di queste pagine emergeranno unicamente dal confronto obbligato con il dato rivelato, così come insegnato dal Magistero perenne della Chiesa, cui l’autore s’inchina, e non da eventuali sue opinioni in merito.
    Tuttavia è utile sapere che, raccogliendo i pensieri filosofici e teologici del professor Romano Amerio intorno all’enciclica papale Tertio Millennio Adveniente, ha curato la pubblicazione del postumo Stat veritas. Sèguito a Iota unum, Riccardo Ricciardi Editore, Milano-Napoli 1997. È autore de SCUSI, POSSO DIRLE LA VERITÀ? ROMANO AMERIO E IL FERIMENTO DEL VERBO DI DIO, pro manuscipto, Milano 2004, di cui si danno tutti i ragguagli nelle pagine apposite di CONVIVIUM.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

Discussioni Simili

  1. Il mistero della Sinagoga bendata
    Di Ottobre Nero nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 21-04-11, 19:18
  2. Il mistero della Sinagoga bendata -
    Di Avamposto nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-10-10, 13:00
  3. I servi della Sinagoga
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 28-08-05, 11:44
  4. I Segreti Della Sinagoga
    Di cesaro nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 25-05-04, 16:24
  5. Il Mistero della Sinagoga bendata
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 06-10-03, 17:31

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito