Su chiude l'estenuante trattativa tra i 25 leader dell'Ue
Sì alla Costituzione: nasce la nuova Europa
Formalizzata l'intesa: accolte le posizioni dei Paesi più piccoli.
Rinviata invece la decisione sul successore di Prodi
L'attuale presidente della Commissione europea Romano Prodi (Ansa)
BRUXELLES - E' un momento storico: l'Europa ha finalmente la sua Carta Corstituzionale. Gli ultimi ritocchi, le intese anche difficili dell'ultima ora, le trattative finali. Poi nella serata di venerdì 18 giugno arriva da Bruxelles l'annuncio ufficiale: i 25 leader europei hanno adottato la Costituzione europea. «La Costituzione è ok», ha detto un diplomatico Ue mentre i leader applaudivano il primo ministro irlandese Bertie Ahern, che ha presieduto con successo i negoziati. Un lungo applauso ha accolto l'annuncio dell'accordo sulla Costituzione. I leader europei hanno appaludito il «loro» presidente di turno, il premier irlandese Bertie Ahern, che ha condotto i negoziati, riuscendo a superare tutti gli ostacoli. Dopo gli applausi e le congratulazioni, i leader hanno stappato le bottiglie di champagne per brindare a un momento davvero «storico» per il continente eropeo.
Foto di gruppo a Bruxelles per i 25 leader dell'Europa (Ansa)
VOTO A MAGGIORANZA - Arrivare alla conclusione non è stato semplice. Ancora ieri, dopo un cammino lunghissimo, restavano alcuni scogli decisivi, che minacciavano di far slittare di nuovo il sì finale. Sul sistema di voto a maggioranza, il braccio di ferro dei piccoli Paesi ai negoziati sulla futura Costituzione Ue nel Consiglio europeo ha portato i suoi frutti. Il documento che la presidenza irlandese ha portato alla sessione plenaria innalza al 57 per cento la soglia dei paesi membri necessari per adottare una decisione in Consiglio, mentre la percentuale della popolazione resta al 65 per cento. Rimangono immutati i correttivi previsti dal compromesso di questa mattina. Lo ha reso noto ai giornalisti l'europarlamentare Andrew Duff, uno dei rappresentanti del parlamento auropeo alla Convenzione.
ECONOMIA - Nel testo finale della Costituzione europea presentato questa sera alla sessione plenaria del Consiglio europeo dalla presidenza irlandese non vi sono cambiamenti nelle due disposizioni essenziali in materia economica. Resta dunque immutata la procedura per i deficit eccessivi che aveva limitato, rispetto al progetto iniziale della Convenzione, i poteri della Commissione europea. Non cambia neppure l'articolo sulla procedura di decisione per l'ammissione di un paese membro nell'area euro, che riconosce potere di raccomandazione ai paesi della moneta unica.
RADICI CRISTIANE - Non è passato il riferimento alle radici critiane dell'Europa nel preambolo della Costituzione. Nel testo che la presidenza irlandese dell'Ue ha sottoposto ai leader nella sessione plenaria del Consiglio, questa sera a Bruxelles, il preambolo resta immutato. Sette paesi, con l'appoggio di diversi altri, avevano chiesto ancora oggi di inserire un riferimento alle radici cristiane.
COMMISSIONE - Nessuna intesa sul successore di Prodi alla guida della Commissione europea. La scelta non si presenta facile, per la mancanza di accordo tra i governi europei. La presidenza irlandese di turno della Ue ha affermato che una decisione sulla successione di Romano Prodi potrebbe essere rinviata. L'ipotesi del rinvio è stata confermata dal ministro irlandese degli Affari europei Dick Roche. Roche non ha però chiarito se il rinvio è a domani o ad un'altra giornata in luglio. La scelta per il nuovo successore di Romano Prodi, in ogni caso, potrebbe essere limitata a due soli nomi: il ministro francese agli Affari Esteri Michel Barnier e il primo ministro portoghese Josè Durao Barroso. Lo hanno indicato fonti diplomatiche, affermando che il premier belga Guy Verhofstadt si è ritirato dalla corsa.




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