Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Nasce la Nuova UNione Sovietica

    Su chiude l'estenuante trattativa tra i 25 leader dell'Ue
    Sì alla Costituzione: nasce la nuova Europa
    Formalizzata l'intesa: accolte le posizioni dei Paesi più piccoli.
    Rinviata invece la decisione sul successore di Prodi

    L'attuale presidente della Commissione europea Romano Prodi (Ansa)
    BRUXELLES - E' un momento storico: l'Europa ha finalmente la sua Carta Corstituzionale. Gli ultimi ritocchi, le intese anche difficili dell'ultima ora, le trattative finali. Poi nella serata di venerdì 18 giugno arriva da Bruxelles l'annuncio ufficiale: i 25 leader europei hanno adottato la Costituzione europea. «La Costituzione è ok», ha detto un diplomatico Ue mentre i leader applaudivano il primo ministro irlandese Bertie Ahern, che ha presieduto con successo i negoziati. Un lungo applauso ha accolto l'annuncio dell'accordo sulla Costituzione. I leader europei hanno appaludito il «loro» presidente di turno, il premier irlandese Bertie Ahern, che ha condotto i negoziati, riuscendo a superare tutti gli ostacoli. Dopo gli applausi e le congratulazioni, i leader hanno stappato le bottiglie di champagne per brindare a un momento davvero «storico» per il continente eropeo.



    Foto di gruppo a Bruxelles per i 25 leader dell'Europa (Ansa)
    VOTO A MAGGIORANZA - Arrivare alla conclusione non è stato semplice. Ancora ieri, dopo un cammino lunghissimo, restavano alcuni scogli decisivi, che minacciavano di far slittare di nuovo il sì finale. Sul sistema di voto a maggioranza, il braccio di ferro dei piccoli Paesi ai negoziati sulla futura Costituzione Ue nel Consiglio europeo ha portato i suoi frutti. Il documento che la presidenza irlandese ha portato alla sessione plenaria innalza al 57 per cento la soglia dei paesi membri necessari per adottare una decisione in Consiglio, mentre la percentuale della popolazione resta al 65 per cento. Rimangono immutati i correttivi previsti dal compromesso di questa mattina. Lo ha reso noto ai giornalisti l'europarlamentare Andrew Duff, uno dei rappresentanti del parlamento auropeo alla Convenzione.

    ECONOMIA - Nel testo finale della Costituzione europea presentato questa sera alla sessione plenaria del Consiglio europeo dalla presidenza irlandese non vi sono cambiamenti nelle due disposizioni essenziali in materia economica. Resta dunque immutata la procedura per i deficit eccessivi che aveva limitato, rispetto al progetto iniziale della Convenzione, i poteri della Commissione europea. Non cambia neppure l'articolo sulla procedura di decisione per l'ammissione di un paese membro nell'area euro, che riconosce potere di raccomandazione ai paesi della moneta unica.

    RADICI CRISTIANE - Non è passato il riferimento alle radici critiane dell'Europa nel preambolo della Costituzione. Nel testo che la presidenza irlandese dell'Ue ha sottoposto ai leader nella sessione plenaria del Consiglio, questa sera a Bruxelles, il preambolo resta immutato. Sette paesi, con l'appoggio di diversi altri, avevano chiesto ancora oggi di inserire un riferimento alle radici cristiane.

    COMMISSIONE - Nessuna intesa sul successore di Prodi alla guida della Commissione europea. La scelta non si presenta facile, per la mancanza di accordo tra i governi europei. La presidenza irlandese di turno della Ue ha affermato che una decisione sulla successione di Romano Prodi potrebbe essere rinviata. L'ipotesi del rinvio è stata confermata dal ministro irlandese degli Affari europei Dick Roche. Roche non ha però chiarito se il rinvio è a domani o ad un'altra giornata in luglio. La scelta per il nuovo successore di Romano Prodi, in ogni caso, potrebbe essere limitata a due soli nomi: il ministro francese agli Affari Esteri Michel Barnier e il primo ministro portoghese Josè Durao Barroso. Lo hanno indicato fonti diplomatiche, affermando che il premier belga Guy Verhofstadt si è ritirato dalla corsa.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'annuncio dopo le ultime liti notturne. Decisivo il sì dei "grandi"
    Dalla carta fondamentale salta il riferimento alle radici cristiane
    L'Europa ha una Costituzione
    Giornata storica per la Ue
    Svolta in extremis. Berlusconi chiama Ciampi: "La firma a Roma"
    dal nostro corrispondente FRANCO PAPITTO


    I leader europei

    BRUXELLES - Dall'ottimismo di giovedì alle liti della notte all'alternarsi di fiammate improvvise di euforia e di cupo pessimismo della giornata di ieri. E poi, finalmente, alle 22,19, saltavano i tappi dello champagne e l'irlandese Bertie Ahern, presidente di turno dell'Ue, annunciava: "Abbiamo l'accordo sulla Costituzione europea". "Ed è una bella Costituzione", aggiungeva Prodi.

    Berlusconi ha telefonato al presidente della Repubblica Ciampi per informarlo. Per poi specificare che la firma della Costituzione avverrà a Roma e che un'intesa sul nome del nuovo presidente della Commissione "si raggiungerà, senza traumi, entro dieci giorni".

    Il primo vertice dell'Europa a 25 si è svolto in un'atmosfera schizofrenica e rissosa, testimonianza eloquente delle difficoltà di gestire l'Unione europea con le regole attuali. Ma alla fine è stata raggiunta l'intesa inseguita per mesi e sfuggita alla presidenza di turno italiana nel dicembre scorso. L'Ue avrà un presidente eletto ogni due anni e mezzo e un ministro degli Esteri, una Carta dei diritti fondamentali e regole nuove che dovrebbero facilitare la presa di decisioni.

    Ora comincia il difficile iter delle ratifiche nazionali e non si sa se e quando le nuove regole potranno entrare in vigore. Taluni dubitano, peraltro, del fatto che esse renderanno veramente più efficace il processo decisionale. L'avvenire darà le sue risposte. Intanto il testo tanto inseguito c'è. Manca però il nome del successore di Romano Prodi alla presidenza della Commissione europea.
    PUBBLICITA'


    Gli incontri di giovedì sera, a cena e dopo, erano stati dedicati alla ricerca del successore di Romano Prodi. Fallimento totale, con Tony Blair (appoggiato tra gli altri da Berlusconi) impegnato ad affossare la candidatura del belga Guy Verhofstadt e il duo Chirac-Schroeder a demolire quella del britannico Chris Patten, sponsorizzata dai leader popolari.

    Sono volate parole grosse tanto che la presidente finlandese, Tarja Halonen, confessava ieri mattina: "E' stata una di quelle serate che non possono non lasciare tracce". "La giornata sarà lunga", diceva disincantato Bertie Ahern aprendo ieri mattina i lavori del vertice. Si ricominciava dal livello delle "soglie" che definiscono la "doppia maggioranza" necessaria per approvare una decisione Ue.

    "Il 55 per cento degli stati membri che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione", proponeva, come la sera prima, Bertie Ahern. Dopo molte resistenze, la proposta poteva essere accettata da Spagna e Polonia - che su questo tema avevano fatto fallire il vertice di dicembre - ma andavano all'attacco i paesi medi e piccoli (soprattutto Austria, Finlandia, Portogallo, Grecia, Repubblica ceca) che proponevano aggiustamenti vari.

    Finché scendevano in campo i "grandi". Jacques Chirac faceva sapere di "essere preoccupato per il modo in cui sta evolvendo il vertice europeo". La Francia, diceva Chirac, "non potrà accettare un deterioramento della Costituzione. Occorre evitare di fare ancora passi indietro.

    Abbiamo fatto già grandi sforzi; ci sono limiti che non possono essere superati". Qualche minuto dopo veniva lo stop di Schroeder: "La Germania non può accettare altri cambiamenti". Per l'Italia parlava Franco Frattini: "E' inaccettabile fare altri passi indietro". Alla fine si concludeva non lontano dalle cifre iniziali: la metà più uno dei paesi e almeno il 65 per cento della popolazione.

    Battaglia lunga anche sulla composizione della Commissione europea. Nel 2014, secondo la presidenza irlandese, il loro numero avrebbe dovuto essere ridotto a 18 mentre oggi sono 25, uno per Stato membro. Nel primo pomeriggio quel numero fisso diventava mobile e progressivo: non più 18 ma una cifra pari ai due terzi degli Stati membri e che quindi potrà crescere se aumenteranno ancora i paesi che aderiscono all'Ue.

    A fine giornata cadeva anche l'automatismo del passaggio alla nuova regola nel 2014: si dovrà votare di nuovo e all'unanimità. L'altro argomento di contrasto, la menzione delle "radici cristiane" dell'Europa voluta anche dall'Italia, ha visto la vittoria dei "laici": non si parla di cristianesimo e si fa più genericamente riferimento a eredità religiose e culturali.

    Nella corsa alla successione di Prodi si ritirava Guy Verhofstadt. Tramontata anche la candidatura di Chris Patten. La scelta è stata rinviata a luglio: potrebbe dunque essere l'Olanda, dal primo luglio alla guida dell'Unione, a battezzare il nuovo presidente della Commissione.


    (18 giugno 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' nata la Costituzione europea
    ecco le nuove regole della Ue

    BRUXELLES - I leader dei 25 hanno approvato la Costituzione europea. In sintesi quello che prevede il testo per quanto concerne funzioni, ruoli e regole delle istituzioni dell'Unione.

    PARLAMENTO EUROPEO - Esercita, insieme al Consiglio dei ministri, le funzioni legislative e di bilancio. Elegge il presidente della Commissione e ratifica la nomina del ministro degli Esteri e dei commissari. Vede aumentati i suoi poteri di co-decisione e ha l'ultima parola su tutte le spese dell'Unione. E' composto da un massimo di 750 membri. Gli stati, in base alla popolazione, avranno un minimo di sei deputati e un massimo di 96.

    CONSIGLIO EUROPEO - Viene ora istituzionalizzato. Ha l'incaricato di dare all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e definire orientamenti e priorità politiche generali. Non esercita alcuna funzione legislativa. E' composto dai capi di Stato e di governo degli stati membri, dal suo presidente e da quello della Commissione. Il ministro degli Esteri partecipa ai lavori.

    PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO - Novità introdotta dalla Costituzione: presiede i lavori del Consiglio europeo, ne assicura preparazione e continuità. Ha la rappresentanza esterna dell'Unione "senza pregiudizio delle responsabilità del ministro degli Esteri". E' eletto dal Consiglio europeo per un mandato di 30 mesi, rinnovabile una volta. Può far parte di altre istituzioni europee, non può avere mandati nazionali.

    CONSIGLIO DEI MINISTRI - Insieme all'Europarlamento svolge funzioni legislative e di bilancio. E' composto da un rappresentante di ogni Stato membro a livello ministeriale per ciascuna delle sue formazioni. Ad eccezione di quello degli Esteri la presidenza di ogni consiglio viene fatta a rotazione ugualitaria da un gruppo di tre Paesi per diciotto mesi.
    PUBBLICITA'


    COMMISSIONE EUROPEA - Promuove l'interesse generale europeo e prende le iniziative appropriate a tale fine. Verifica il rispetto della Costituzione e l'applicazione del diritto dell'Unione sotto il controllo della Corte di giustizia. Promuove ogni atto legislativo salvo quelli per cui la Costituzione dispone altrimenti. Assicura la rappresentanza esterna dell'Unione tranne su politica estera e difesa comune, promuove la programmazione annuale e pluriennale. E' composta da un commissario per ogni Stato membro fino alla seconda legislatura dopo l'approvazione della Costituzione. Successivamente (presumibilmente dal 2014) i suoi componenti saranno ridotti ai due terzi degli stati membri, salvo diversa decisione presa all'unanimità dal Consiglio europeo.

    PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE - Definisce gli orientamenti nel quadro in cui la Commissione esercita la sua missione, sceglie i commissari, può nominare dei vicepresidenti della Commissione. E' eletto dall'Europarlamento su proposta del Consiglio europeo.

    MINISTRO DEGLI ESTERI - Contribuisce all'elaborazione di una politica estera, di sicurezza e di difesa comune. Presiede il Consiglio Affari esteri. E' vicepresidente della Commissione. Viene eletto dal Consiglio europeo d'accordo con il presidente della Commissione e con ratifica dell'Europarlamento.

    PROCEDURE LEGISLATIVE - La Costituzione provvede a una drastica riduzione. Erano oltre venti: sono state limitate a un terzo.

    CORTE DI GIUSTIZIA - Assicura il rispetto dei diritti nell'interpretazione e l'applicazione della Costituzione.
    Comprende anche il tribunale di grande istanza ed i tribunali speciali. E' formata da un giudice per ogni Stato membro.

    MAGGIORANZA QUALIFICATA - A partire dal 2009 sarà basata sul 55 per cento degli Stati membri, con un minimo transitorio di quindici che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione complessiva. Quando le decisioni riguardano provvedimenti che non sono proposti dalla Commissione o dal ministro degli Esteri, per la maggioranza occorrono il 72 per cento degli Stati, pari ad almeno il 65 per cento della popolazione. Resta il diritto di veto in tema di fiscalità e ci sono formule di maggioranza diverse per la cooperazione giudiziaria, la politica sociale sociale e quella estera. Sono facilitate, in alcuni settori, le cooperazioni rafforzate.

    GOVERNANCE ECONOMICA - La Costituzione attribuisce più poteri alla Commissione nella sorveglianza dei conti pubblici nella sola fase di verifica di deficit eccessivo, ma non in quella sulle misure per ridurlo. Ai Paesi dell'eurozona è attribuito il potere di valutare l'ingresso di nuovi membri in Eurolandia. Viene allegata una dichiarazione in cui si riafferma l'impegno a rispettare il dettato del Patto di stabilità.

    DIRITTO DI INIZIATIVA POPOLARE - Se un milione di cittadini europei, suddivisi su un numero di paesi ancora da determinare, lo richiede la Commissione sarà invitata ad adottare un'iniziativa legislativa.


    (18 giugno 2004
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    ci hanno consultati? O è un dettaglio trascurabile.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    11 Dec 2010
    Messaggi
    5,525
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Totila
    ci hanno consultati? O è un dettaglio trascurabile.
    Infatti. Questa costituzione nasce in barba a tutti i popoli, mai chiamati ad eleggere un'assemblea costituente (chissà come sarebbe andata) e che mai verranno chiamati a ratificare il testo. Altro che democrazia. Qui fanno tutto degli autocrati, padroni del nostro destino, e poi si sorprendono se la gente è euro-scettica.

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    07 May 2009
    Località
    INSUBRIA, next to the Ticino river
    Messaggi
    6,738
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Angry E L'€?

    Originally posted by Totila
    ci hanno consultati? O è un dettaglio trascurabile.
    E l'€uro?

    Di certo noi non l'abbiamo voluto.


    E tutti quei soldati yankees e tutti quegli aerei USA sul suolo padano ed €uropeo?

  7. #7
    Totila
    Ospite

    Predefinito Re: E L'€?

    Originally posted by Jenainsubrica
    E l'€uro?

    Di certo noi non l'abbiamo voluto.


    E tutti quei soldati yankees e tutti quegli aerei USA sul suolo padano ed €uropeo?
    Noi siamo chiamati solo a ratificare. E non sempre.
    Meno male che in Europa stanno nascendo forze che non sino disposte a farsi infinocchiare.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Costituzione Ue: maggioranza britannici la rigetterebbe
    (ANSA) - LONDRA, 20 GIU - Un referendum in Gran Bretagna sull'adozione del trattato della costituzione dell'Ue otterrebbe il 57% di no e solo il 28% di si'. E' il risultato di un sondaggio dell'istituto ICM, ma anche un'altra ricerca pubblicata dal 'Sunday Times' sostiene che il 49% voterebbe contro la nuova costituzione e solo il 23% sarebbe favorevole alla sua adozione. Tanti britannici temono che il Paese perda il controllo legislativo su temi come la fiscalita', la difesa, la giustizia.
    2004-06-20 - 0900


    Facciamo un bel referndum in tutta Europa?
    Così..tanto per vedere se i sudditi della nuova URSS sono d'accrodo....
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    POLITICA
    Il ministro degli Esteri: «La firma a Roma entro novembre»

    Frattini: una Costituzione Ue da sei e mezzo
    Ridurre le aspettative è stato l’unico modo per ottenere il consenso di tutti. Giusto un referendum anche in Italia
    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

    BRUXELLES - E’ una Costituzione «che merita un sei e mezzo in pagella sul piano delle ambizioni. Ma ridurre le aspettative era l’unica chiave per raggiungere il consenso di tutti». Dopo la notte «storica» di Bruxelles, il ministro degli Esteri Franco Frattini traccia il bilancio politico-diplomatico della fase finale della trattativa. Il ministro si dichiara favorevole a un eventuale referendum e si aspetta, «di poter celebrare a Roma la firma del Trattato, tra ottobre e novembre». Lo scontro sul dopo-Prodi tra il cancelliere tedesco Gerhard Schröder e il premier inglese Tony Blair, conferma «che non esistono ipotesi di direttorio in Europa».



    Il ministro degli Esteri Franco Frattini al vertice di Bruxelles (Afp)
    Nella fase finale il governo italiano ha avanzato due richieste: introdurre un riferimento «alle radici cristiane» nel preambolo; limitare le clausole di garanzia nel sistema di voto. Tutte e due le proposte, però, sono state bocciate.
    «Innanzitutto c’era anche un’altra richiesta, avanzata insieme con Germania, Francia e altri Paesi, che invece ha trovato soddisfazione. Sto parlando dei cambiamenti alle regole della " governance economica"...»

    La gestione più morbida del «Patto di stabilità».
    «Grazie alla iniziativa di Berlusconi e di altri, è stato possibile raggiungere un miglior bilanciamento dei poteri tra Commissione e Consiglio dei ministri finanziari sulla sorveglianza dei deficit».

    Tornando alle «radici cristiane», il Vaticano ha «espresso rammarico»...
    «E’ anche il nostro. Perché noi, più di altri Paesi, ci siamo battuti fino all’ultimo per cambiare il testo del preambolo. La nostra proposta in extremis era quella di aggiungere due sole parole: " notamment chrétienne ", "in particolare cristiana", subito dopo il passaggio che richiama "l’eredità religiosa". Ma abbiamo incontrato un’opposizione pregiudiziale che risponde a una concezione di laicismo invalicabile. Belgio, Francia, Finlandia ci hanno fatto sapere che in nessun caso si poteva accettare la nostra idea, salvo mettere a rischio l’esistenza stessa del preambolo».

    Pare che Chirac abbia stroncato l’intervento di Berlusconi con una battuta: «Grazie Padre».
    «Nessuno francamente ha sentito questa battuta. Al discorso del nostro presidente del Consiglio ha replicato il premier finlandese, dicendo che non era d’accordo. E’ vero, comunque, che Chirac pubblicamente ha dichiarato che la Francia ha risolto da tempo la questione Stato-Chiesa. Noi, però, volevamo approfondire il richiamo storico alla tradizione religiosa che in ogni caso rimane nel preambolo e che, anzi, esce rafforzata rispetto alla prima versione elaborata nella Convenzione di Giscard d’Estaing».

    L’altro punto su cui si è trattato fino all’ultimo era il sistema di voto. E’ stato un accordo al ribasso?
    «Quello che ho sempre detto è che noi dovevamo ricercare la prevalenza dell’interesse europeo. C’era la necessità di evitare di inserire un catenaccio nei meccanismi di decisione, introducendo, tra l’altro, la cosiddetta "clausola di Ioannina". In sostanza questo articolo prevede che un piccolo gruppo di Paesi possa rivolgersi al Consiglio, congelando la decisione. Da come era stata prefigurata la clausola prevedeva, di fatto, una sospensione "sine die" delle delibere. Devo dire che anche grazie al nostro intervento si è raggiunto un compromesso accettabile: la disposizione rimane, è vero, però sarà in vigore solo per una legislatura, dal 2009 al 2014. In compenso resta aperto il sentiero delle "cooperazioni rafforzate", che consente ad alcuni Paesi di progredire più velocemente nella collaborazione in settori importanti. Nel complesso c’è un equilibrio, che la presidenza italiana ha contribuito a raggiungere, come è stato riconosciuto anche al vertice».

    E’ tempo di pagelle. Che voto dà alla Costituzione?
    «Se posso, darei un doppio voto. Do sette per la capacità di rispondere alla domanda istituzionale. E’ una Carta che finalmente definisce una prospettiva seria per l’Europa. Ma il voto sul livello delle ambizioni è più basso, diciamo sei e mezzo. C’è, effettivamente uno scarto tra quello che era il testo della Convenzione e quello che è uscito dal vertice di Bruxelles. Ma abbassare il livello delle ambizioni era l’unica chiave per ottenere il consenso».

    Il Trattato costituzionale si firmerà a Roma?
    «Sono certo che il primo ministro irlandese Ahern confermerà l’impegno preso nel Consiglio di Salonicco (20 giugno 2003; ndr ) in cui si stabilì che in ciascun Paese ci sarebbe stata una cerimonia e che la firma conclusiva sarebbe stata a Roma. Abbiamo l’appoggio della Gran Bretagna, della Francia e certamente di moltissimi Paesi a cui abbiamo chiesto. L’unico ostacolo era la Spagna, ma il premier Zapatero è venuto a Roma per assicurare che la firma finale si farà da noi e non a Madrid, come era stato ipotizzato, dopo gli attentati. Siamo grati a Zapatero, anche perché la sua posizione gli è costato un attacco nel Parlamento spagnolo da parte dei nostri amici Popolari».

    Quando è prevista, dunque, questa cerimonia romana?
    «Penso tra ottobre e novembre. Il tempo di completare la versione finale del Trattato».

    Ci sarà un referendum sulla Costituzione in Italia?
    «Debbo dire che già in passato io personalmente ho espresso un’opinione favorevole. E’ giusto coinvolgere i Parlamenti nazionali, ma penso sarebbe opportuno chiedere un’ulteriore investitura popolare. Ricordo che il vicepresidente Fini era d’accordo e anche Giuliano Amato, da vicepresidente della Convenzione, era su questa linea. Ne dovremo parlare nel governo. Lo faremo verso novembre, quando si porrà il problema della ratifica».

    Il Consiglio europeo deciderà di procedere anche se la Carta dovesse essere bocciata in alcuni Paesi, come in Gran Bretagna?
    «Temo che sia molto difficile che accada. Non sarebbe accettato da quei governi impegnati nei referendum. E sarebbe comunque un messaggio sbagliato. Non si può dare l’impressione ai cittadini inglesi, per esempio, che l’Europa possa tranquillamente fare a meno di loro, andando avanti qualunque sia l’esito del referendum. Occorre, invece, dare una forte spinta in termini di comunicazione al valore storico della Costituzione».

    Non è che il clima politico sia proprio l’ideale. La nomina del presidente della Commissione ha provocato lo scontro tra Schröder e Blair, tra Chirac e Berlusconi.
    «Il primo ministro Blair ha reagito al metodo con cui è stata presentata la candidatura di Verhofstadt da parte della Germania. Forse è mancato un preliminare approfondimento. Da parte sua il presidente Berlusconi si è fatto portavoce di una candidatura condivisa dai capi di stato e di governo che fanno parte del Partito popolare europeo».

    Schröder si è infuriato: il presidente della Commissione non lo sceglie un partito.
    «In realtà quella di Patten era una candidatura appoggiata da diversi Paesi, tra cui Austria, Portogallo, Gran Bretagna e Ungheria. Certo si era creata una situazione, sia nel merito che nel metodo, che rischiava di certificare gravi divisioni. Bene ha fatto Ahern a decidere di rinviare».

    Ma lo scontro Schröder-Blair significa che è già finito il «direttorio a tre», tra Germania, Francia e Gran Bretagna?
    «L’idea dei direttori di fatto è tramontata da tempo, come si è visto anche nella discussione di ieri. Per fortuna abbiamo la Costituzione che prevede cooperazioni rafforzate con regole trasparenti. Secondo noi quella è la strada giusta».

    E il successore di Prodi?
    «Credo che ne parleremo dopo il vertice Nato di Istanbul, ai primi di luglio. Toccherà alla presidenza olandese rilanciare. Noi parleremo con tutti, ma proprio tutti. Il nome uscirà».

    Giuseppe Sarcina
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Bologna
    Messaggi
    74,332
     Likes dati
    860
     Like avuti
    2,759
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Totila
    ci hanno consultati? O è un dettaglio trascurabile.
    Ovviamente è un dettaglio trascurabile, che domande!
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. COME RICOSTRUIREMO L'UNIONE SOVIETICA.
    Di danko nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-09-12, 13:50
  2. Unione Sovietica
    Di Stalinator nel forum Marxismo Leninismo
    Risposte: 33
    Ultimo Messaggio: 08-01-12, 22:00
  3. Unione Sovietica, 1991
    Di Cattivo nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 02-12-11, 02:52
  4. Vi ricordate l'Unione Sovietica ?
    Di Ambrogio nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 10-03-04, 16:27
  5. E' ufficiale: nasce l'Unione Socialista Sovietica di POL (USSP)
    Di Alessandro.83 nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 40
    Ultimo Messaggio: 29-02-04, 16:47

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito