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  1. #1
    Cattolico Tradizionalista
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    Provincia di Lecce - Il mondialismo è una statua di cera, Lady U$A non mi farò mai ammagliare dalla tua bandiera
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    Predefinito Per non dimenticare un grande del Fascismo...

    ACHILLE STARACE segretario del PNF



    «Starace, nato a Gallipoli in Puglia, da famiglia borghese, diplomato in ragioneria si distinse valorosamente, nella prima Guerra Mondiale, come ufficiale dei bersaglieri; nel fascismo era entrato sin dalla prima ora, distinguendosi in azioni squadriste nella sua regione di origine e nel Trentino. Di fisico asciutto, capelli impomati, salutista, maniaco delle uniformi, non aveva una collocazione politica autonoma ne un seguito personale.

    Ebbe il suo primo colpo d’ala quando coniò la formula del <<SALUTO al Duce!>> che apriva e chiudeva ogni cerimonia, conferì alla coreografia fascista una impronta sempre più magniloquente, volle con maniacale tenacia regolare costumi, atteggiamenti, frasario, luci, musiche, entrate, uscite, nelle recite in divisa che non si staccava mai di allestire. Fu sua iniziativa di far scrivere DUCE in tutte lettere maiuscole in giornali e libri (anche RE godeva di analogo privilegio, ma con un uso assai più parco). Furono sue le trovate grazie alle quali, in omaggio al principio della diarchia, si cercava di citare il Re senza peraltro anteporlo a Mussolini. <<PER volere DUCE, nel nome augusto del RE, viene inaugurata>> etc. etc. A volte eccedeva di zelo adulatorio e servile: e venne redarguito. Così quando promosse una campagna di abbonamenti al Popolo d’Italia che in pratica aveva carattere di imposizione e Mussolini gli ingiunse di smettere; così quando esagerò nell’imporre il nome di Mussolini o di altri appartenenti alla sua famiglia a stadi, scuole, ospedali, ponti e così via

    Maschilista (<<LA missione delle donne è fare figli>>), negato al pensiero(anche se una volta si azzardò a criticare le poesie di Montale, Starace non era un esaltato re della morte come lo spagnolo Millan Astray (<<VIVA la muerte, abajio inteligencia!>>), ma piuttosto della ginnastica e del muscolo, anch’essi da preferire all’intelligenza. Obbligo i suoi camerati più in vista a saltare attraverso il cerchio di fuoco o sulla siepe di baionette, li impegno in corse bersaglieresche (delle quali del resto si compiaceva anche l’altro bersagliere, Mussolini). Trascorreva ore a disegnare nuove divise (una volta ebbe accanto a sé, in questa seria incombenza, Il Duce in persona).

    Attraverso le organizzazioni scolastiche, giovanili, paramilitari, femminili, Starace volle mettere l’uniforme a tutti gli Italiani, ciascuno irreggimentato, ciascuno con i suoi distintivi, i suoi contrassegni, i suoi fez, il suo orbace di categoria, una immensa caserma nella quale orari, movimenti, adunate, canti, divertimenti, linguaggio, avrebbero dovuto obbedire ad un’unica onnipotente regia. Il partito si confondeva con il paese. Diventava tutto e perciò politicamente nulla. Gonfiandolo a dismisura, Starace uccideva il partito, per espresso desiderio del Duce.

    Achille Starace, morì da vero martire a piazzale Loreto, a fianco del Duce.»

    Io aggiungo...Starace è sepolto vicino al suo paese natale, Sannicola (LE) (un paesino vicino al mio), dimenticato da tutti e da tutto!
    Onoriamo questo grande del Fascismo che non tradì mai il nostro Duce!!!
    A NOI!!!

  2. #2
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito Re: Per non dimenticare un grande del Fascismo...

    In origine postato da ITALIANO
    ACHILLE STARACE segretario del PNF



    «Starace, nato a Gallipoli in Puglia, da famiglia borghese, diplomato in ragioneria si distinse valorosamente, nella prima Guerra Mondiale, come ufficiale dei bersaglieri; nel fascismo era entrato sin dalla prima ora, distinguendosi in azioni squadriste nella sua regione di origine e nel Trentino. Di fisico asciutto, capelli impomati, salutista, maniaco delle uniformi, non aveva una collocazione politica autonoma ne un seguito personale.

    Ebbe il suo primo colpo d’ala quando coniò la formula del <<SALUTO al Duce!>> che apriva e chiudeva ogni cerimonia, conferì alla coreografia fascista una impronta sempre più magniloquente, volle con maniacale tenacia regolare costumi, atteggiamenti, frasario, luci, musiche, entrate, uscite, nelle recite in divisa che non si staccava mai di allestire. Fu sua iniziativa di far scrivere DUCE in tutte lettere maiuscole in giornali e libri (anche RE godeva di analogo privilegio, ma con un uso assai più parco). Furono sue le trovate grazie alle quali, in omaggio al principio della diarchia, si cercava di citare il Re senza peraltro anteporlo a Mussolini. <<PER volere DUCE, nel nome augusto del RE, viene inaugurata>> etc. etc. A volte eccedeva di zelo adulatorio e servile: e venne redarguito. Così quando promosse una campagna di abbonamenti al Popolo d’Italia che in pratica aveva carattere di imposizione e Mussolini gli ingiunse di smettere; così quando esagerò nell’imporre il nome di Mussolini o di altri appartenenti alla sua famiglia a stadi, scuole, ospedali, ponti e così via

    Maschilista (<<LA missione delle donne è fare figli>>), negato al pensiero(anche se una volta si azzardò a criticare le poesie di Montale, Starace non era un esaltato re della morte come lo spagnolo Millan Astray (<<VIVA la muerte, abajio inteligencia!>>), ma piuttosto della ginnastica e del muscolo, anch’essi da preferire all’intelligenza. Obbligo i suoi camerati più in vista a saltare attraverso il cerchio di fuoco o sulla siepe di baionette, li impegno in corse bersaglieresche (delle quali del resto si compiaceva anche l’altro bersagliere, Mussolini). Trascorreva ore a disegnare nuove divise (una volta ebbe accanto a sé, in questa seria incombenza, Il Duce in persona).

    Attraverso le organizzazioni scolastiche, giovanili, paramilitari, femminili, Starace volle mettere l’uniforme a tutti gli Italiani, ciascuno irreggimentato, ciascuno con i suoi distintivi, i suoi contrassegni, i suoi fez, il suo orbace di categoria, una immensa caserma nella quale orari, movimenti, adunate, canti, divertimenti, linguaggio, avrebbero dovuto obbedire ad un’unica onnipotente regia. Il partito si confondeva con il paese. Diventava tutto e perciò politicamente nulla. Gonfiandolo a dismisura, Starace uccideva il partito, per espresso desiderio del Duce.

    Achille Starace, morì da vero martire a piazzale Loreto, a fianco del Duce.»

    Io aggiungo...Starace è sepolto vicino al suo paese natale, Sannicola (LE) (un paesino vicino al mio), dimenticato da tutti e da tutto!
    Onoriamo questo grande del Fascismo che non tradì mai il nostro Duce!!!
    A NOI!!!


    Achille Starace, il "mastino della rivoluzione"....non era dotato di grande intelligenza, era un po fissato e un po megalomane ma era un ottimo fascista, fedele al DUCE fino in fondo, a differenza di tanti altri che tradirono!

    saluti camerateschi !

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Per non dimenticare un grande del Fascismo...

    In origine postato da Avanguardista
    Achille Starace, il "mastino della rivoluzione"....non era dotato di grande intelligenza, era un po fissato e un po megalomane ma era un ottimo fascista, fedele al DUCE fino in fondo, a differenza di tanti altri che tradirono!

    saluti camerateschi !
    Chi ti dice questo di Starace, Avanguardista? Non mi risulta vero se non nelle scempiaggini dei libri dei sessantottini sinistri.
    Indaga meglio su Starace.
    Essere ottimi servitori implica grandissima maturità. Era molto facile, lo puoi immaginare da te, non riuscire a sopportare caratteri come Mussolini (la Sarfatti ne sapeva qualcosa). Riuscire a servire l'idea, il Duce e la Patria poteva voler dire a volte fingersi anche servo stupido a volte.
    Starace fece pervenire al sud fior di quattrini per le opere pubbliche, in tutte le provincie. Intensificò i finanziamenti per le opere di MM. e II. e curò personalmente la nascita di molti nuovi edifici consolari ("case del fascio").
    Il fatto che non fece proclami ed era solito non espurgare banalità ne fa una persona preziosa per Mussolini.

    Ciao.

  4. #4
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    Starace durante la Repubblica Sociale era stato esiliato a Lumezzane ( Brescia ) ma il 25 Aprile di trovava a Milano dove il 29 Aprile mattina fu visto mentre faceva dello jogging per strada in tuta.

    Riconosciuto fu trascinato al Politecnico e in una specie di tribunale del popolo gli fu chiesto di abiurare alla sua fede fascista pubblicamente.Malgrado l'allantonamenteo dal Partito fascista voluto durante la RSI cui non aveva pertanto neppure potuto partecipare si rifiuto' di aderire alla richiesta di coloro che gli chiedevano di rinnegare il suo passato fascista.

    Portato in piazzale Loreto di fronte al cadavere penzolante di Mussolini si mise sull'attenti e saluto' ancora una volta romanamente il Duce.Poi la scarica.

    Cosi' mori' Starace. Da italiano e non da voltagabbana.

    Un saluto

  5. #5
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    E le persecuzioni non finirono neanche dopo la sua morte: la sua famiglia fu obbligata a cambiare pure il cognome.
    Credo che Sannicola, debba diventare una seconda Predappio, perché in questo paesino del saìlento è sepolto un grande del fascimo, il segretario nazionale del PNF!!!
    Sarebbe bello organizzare qualcosa anche alla tomba di Starace, l'uomo che dimostrò di stare con il duce non solo quando ebbe gli onori, ma anche quando fu "allontanato": un vero martire del fascismo.
    A noi!!!

  6. #6
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    La fisionomia politica di Starace può, come ogni altro tema, essere oggetto di discussione e critica... La maniera, obiettivamente coraggiosa e nobile, in cui andò incontro alla morte dovrebbe viceversa godere di un rispetto metapolitico, al di fuori e al di sopra delle contingenze storiche... Andiamo a dirlo a Ciampi?

  7. #7
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    a mio avviso sta in personaggi come starace la grandezza del fascismo...a prescindere dal suo ruolo durante il regime..tenendo sempre conto che la maggioranza delle critiche che gli sono piovute addosso sia durante la sua segreteria sia dopo morto sono dovute all'italico vizio di ritenere la fedelta servilismo...ce li vedete voi che ne so un angius a morire per prodi oppure che ne so un tajani per il berlusca?...starace seppe morire da guerriero e da uomo libero simbolo di un tempo in cui di uomini simili ne esistevano ancora...
    LEGIO PATRIA NOSTRA

  8. #8
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    Starace poteva rinnegare il Suo Capo e cosi' salvarsi.Non lo fece e mori' da uomo coraggioso quale era sempre stato.

    Da notare che durante la RSI era stato totalmente emarginato e messo al confino a Lumezzane.

    Niente altre parole.

    Un saluto

  9. #9
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    Ma voi sapete che nei racconti partigiani del dopoguerra si parla di uno Starace prigioniero che, prima di essere fucilato, chiede pietà e servilismo alla patria Russa???

    Ridicolo!
    Poi, negli approfondimenti storici dello stesso Gimpaolo Pansa (nel suo libro "il sangue dei vinti") afferma che nonostante il "vocio" messo in giro riguardo la morte di Starace fu impossibile nascondere una certezza vista da più testimoni, Starace chiede di morire fucilato al petto, dove brillavano le sue medaglie al valore nazionale, e prima del "FUOCO!" urla: "Viva il Duce, Viva il Fascismo, Viva l'Italia!!!!".

    L'inventore del "saluto al Duce" non ha tradito fino alla fine!!!

    P.S.: il libro di Giampaolo Pansa lo consiglio a tutti, parla del falso mito della resistenza e l'autore è un comunista (il direttore del "l'espresso") ma convinto della "strumentalizzazione politica della resistenza in quanto essa fu soltanto una violenza protrattasi oltre la fine della guerra".

  10. #10
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    In origine postato da Camerata Max
    Ma voi sapete che nei racconti partigiani del dopoguerra si parla di uno Starace prigioniero che, prima di essere fucilato, chiede pietà e servilismo alla patria Russa???:D :D

    Ridicolo!
    Poi, negli approfondimenti storici dello stesso Gimpaolo Pansa (nel suo libro "il sangue dei vinti") afferma che nonostante il "vocio" messo in giro riguardo la morte di Starace fu impossibile nascondere una certezza vista da più testimoni, Starace chiede di morire fucilato al petto, dove brillavano le sue medaglie al valore nazionale, e prima del "FUOCO!" urla: "Viva il Duce, Viva il Fascismo, Viva l'Italia!!!!".

    L'inventore del "saluto al Duce" non ha tradito fino alla fine!!!

    P.S.: il libro di Giampaolo Pansa lo consiglio a tutti, parla del falso mito della resistenza e l'autore è un comunista (il direttore del "l'espresso") ma convinto della "strumentalizzazione politica della resistenza in quanto essa fu soltanto una violenza protrattasi oltre la fine della guerra".
    Tutto vero quello che OGGI scrive Pansa.OGGI ! Bisognava scriverlo ieri e del resto Pisano' aveva gia' scritto TUTTO:

    Scusa ma io ho il dubbio che quella di Pansa sia una operazione di marketing.Oggi tira il revisionismo e allora ........................

    Longanesi avrebbe definito il Pansa prima maniera :

    Uno che ha fatto i soldi parlando male del Duce.Ora i soldi li si fa scrivendo...............a rovescio.

    Un saluto

 

 
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