Lega, altra rottura ai ballottaggi a Vercelli con il centrosinistra

E Bocchino (An) critica rappresentanti Udc: guardano a sinistra


ROMA - Meno sei ai ballottaggi e nuova sorpresa della Lega Nord. A Vercelli, il partito padano non solo non appoggerà il candidato sindaco del centrodestra ma 'dichiara apertamente' il suo apprezzamento per l'avversario: Maria Pia Massa, centrosinistra. Nuovo voltafaccia, dunque, dei leghisti nei confronti della Cdl, dopo Bergamo: dove l'appoggio al candidato di centrosinistra è addirittura ufficiale.

"A Vercelli, il candidato sindaco Corsaro non risponde né a Berlusconi né a Forza Italia e non si identifica nel progetto Cdl. Dunque, per quel che ci riguarda, siamo liberi", ha spiegato il segretario nazionale della Lega Nord Piemonte, Roberto Cota. "Inoltre la candidata Maria Pia Massa ha rilasciato dichiarazioni equilibrate e ritengo che possa riscuotere buoni consensi", ha concluso candidamente Cota.

Cresce così la preoccupazione all'interno della maggioranza per la fase finale delle amministrative. Per riprendersi dalla parziale sconfitta, il Polo contava negli apparentamenti, quasi certi, con i lumbard. Solo così avrebbe potuto risollevare le sorti della coalizione al nord. Ma la Lega non sembra garantire e Bergamo e Vercelli sono arrivati come fulmini in un cielo neanche tanto sereno: in Sicilia molti candidati sindaci dell'Udc hanno preferito apparentarsi con la sinistra. E Bocchini (An) se n'è lamentato: "Così non si fa chiarezza. An è l'unica forza fedele alla coalizione".

Manca poco ormai. Domenica, 22 province andranno al voto e di queste ben 15 sono al nord. Al primo turno già 38 sono andate al centrosinistra, Berlusconi vuole riscattarsi. Primo obiettivo, Milano: qui il Cavaliere si sta spendendo personalmente per appoggiare il presidente uscente Ombretta Colli, che al primo turno è risultata in svantaggio. E la Lega può essere l'ago della bilancia: le sue percentuali (che oscillano tra l'8,1 di Milano e il 21,9 di Bergamo) saranno decisive in tutte le province.


Tra sei giorni inoltre si decideranno le sorti di sei grandi comuni (diciotto sono già del centrosinistra) e di altre 84 città. Anche qui la situazione non è delle migliori per il centrodestra: in almeno tre grandi comuni (Firenze, Arezzo e Foggia) l'opposizione è in netto vantaggio. Se domenica alla Cdl dovesse andare ancora male, la verifica di governo già programmata per il dopo-elezioni potrebbe essere fortemente condizionata. E il Cavaliere sta facendo di tutto per evitarlo.


da "Repubblica"