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Discussione: 50 buone ragioni per l'indipendenza della Padania - di G. Oneto & G. Pagliarini -

  1. #21
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    21 - Per salvaguardare la nostra agricoltura e i nostri prodotti

    Oggi l'agricoltura padana è attiva e produttiva ma è continuamente penalizzata dallo stato italiano che favorisce in ogni occasione quella mediterranea. Nei rapporti con la Comunità Europea, il governo di Roma difende solo i prodotti meridionali (magari non competitivi) e sacrifica quelli padani che sono invece di ottima qualità e che avrebbero immense possibilità di conquistare mercati anche difficili. Roma difende le produzioni di olio di oliva e di agrumi ma sacrifica criminalmente i produttori di riso, latte e carne. 1 nostri vini, che potrebbero conquistare ogni mercato, vengono penalizzati dall'obbligo della distillazione, favorendo i prodotti scadenti meridionali. Si è addirittura arrivati a inventare una parossistica mitologia attorno alla così detta "dieta mediterranea" per favorire certi prodotti e certi comportamenti. La Padania ha una gamma di prodotti agro-alimentari vasta per varietà e ineguagliabile per qualità che viene sistematicamente umiliata dal colonialismo romano. Charles De Gaulle diceva che la civiltà di un paese si misura anche dal numero e dalla qualità dei formaggi che produce: anche in questo la Padania libera riacquisterà il suo ruolo di uno dei paesi più civili del mondo.

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  2. #22
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    22 - Per interrompere la "marcia verso la morte" della nostra gente

    Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale il tasso di natalità della popolazione tirolese della Provincia di Bolzano era pericolosamente precipitato a fronte di una crescita demografica di quella "italiana" e di un continuo flusso immigratorio. In quella occasione si era parlato di "marcia verso la morte" della antica comunità sud-tirolese. Il fenomeno si è interrotto e ribaltato con l'ottenimento di ampie forme di autonomia: oggi quella comunità è vitale e mostra la propria forza richiedendo fette sempre più grandi di libertà. L'intera Padania sta' oggi vivendo una esperienza simile: è il paese con il più basso tasso di natalità del mondo intero e vede la propria terra riempirsi di immigrati prolifici. Le cause di questa situazione vanno cercate nella precarietà di tante situazioni economiche, nell'incertezza del futuro ma anche nella caduta di libertà, nella perdita di fiducia nelle risorse comunitarie e nella crisi di identità. Molti Padani hanno oggi paura di affidare i loro figli a una società "spadanizzata" e impoverita di quei valori che hanno sempre fatto di questa terra un focolaio di vita e di vitalità. La pericolosa tendenza può essere invertita solo ridando alla nostra gente fiducia e speranza: è certo che l'indipendenza della Padania (con la conseguente prospettiva di ricostruire una società piena di antiche certezze e di forti identità) porterà la nostra società a trovare condizioni anche demografiche più equilibrate. Popoli liberi mettono al mondo figli desiderati e liberi.

  3. #23
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    23 - Per tornare ad essere europei

    La Padania è da sempre il cuore dell'Europa. Qui sono sorte le prime comunità organizzate dell'Europa continentale, qui hanno abitato popoli che provenivano dal centro e dal nord dell'Europa. La Padania ha sempre avuto contatti strettissimi con i paesi d'oltre Alpi, ha fatto parte delle stesse entità politiche e degli stessi processi culturali. Essa fa parte di quella Europa Lotaringia che unisce i Paesi Bassi alla Toscana e che è da sempre la patria delle autonomie locali, della tolleranza e della strenua difesa delle libertà individuali e comunitarie. Per millenni i suoi legami più stretti sono stati con la Gallia, la Catalogna, la Toscana, la Svizzera, la Baviera, l'Austria, l'Ungheria e anche con l'Irlanda. A questi si aggiungevano stretti rapporti culturali e commerciali con l'Oriente mediterraneo che facevano della Padania un formidabile crocevia di idee, uomini e merci. Con l'unità d'Italia, questi contatti e rapporti si sono rovesciati: tutti i legami storici della Padania sono stati tranciati per creare un sodalizio artificioso e innaturale con Roma, il Meridione e con il mondo mediterraneo. L'Italia romana si colloca oggi ai margini della vera Europa, dove si costruisce la storia e l'economia contemporanea, è un paese provinciale e marginale, quasi balcanico. La Padania si è così trovata a dover intrattenere relazioni con paesi esotici e lontani e a rinunciare ad antichissimi legami organici che solo con l'indipendenza potrà riallacciare ridiventando così un paese europeo a tutti gli effetti.

  4. #24
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    24 - Per rispetto di tutti quelli che sono morti per la libertà

    La storia padana è una continua lotta per le libertà e le autonomie dei nostri popoli. Per questo, nel corso dei millenni della loro storia, i Padani hanno sacrificato ricchezze e vite umane: dai combattenti celti e longobardi, ai cavalieri della Lega, dagli Insorgenti fino a tutti gli uomini che sono morti nelle guerre del Risorgimento, sulle barricate milanesi del 1848 per l'autonomia e a San Martino per creare il Regno dell'Italia Superiore. Tutti i nostri morti meritano rispetto, anche quelli che erano "contro" o che sono morti senza la precisa consapevolezza delle loro azioni. L'Italia ha sempre creato discriminazioni anche fra i morti: quelli "buoni" cui dedicare monumenti e onori e quelli "cattivi" da disprezzare e dimenticare. La Padania libera mostrerà grande rispetto per tutti: per i soldati lombardo-veneti di Radetzky che volevano conservare le autonomie locali all'interno dell'Impero e per le migliaia di Padani massacrati nella Prima Guerra Mondiale per disciplina, per senso del dovere e per ubbidienza nei confronti di chi ha abusato di loro "per costruire il sentimento nazionale" e per perseguire fini economici e politici d'altro genere. Tutti i nostri morti saranno rispettati: quelli vittime del colonialismo italiano a fianco di quelli che si sono coscientemente battuti per difendere le proprie case, i propri beni e le proprie antiche libertà contro prepotenti e oppressori.

  5. #25
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    25 - Perché lo permettono e sollecitano le norme internazionali

    Esiste tutta una ormai consolidata traccia giuridica internazionale, che va dai 14 punti del presidente Wilson alla Carta di Helsinki e che garantisce il diritto di autodeterminazione di ogni popolo. Secondo tali documenti, che non fanno che ribadire un inalienabile diritto naturale, ciascuna comunità umana deve godere della assoluta libertà di disporre dei propri destini decidendo la propria forma istituzionale, con chi stare e con chi non stare. Tali diritti trovano un elemento di rafforzamento e di quasi-obbligatorietà quando le comunità sono oggetto di deprivazione economica e culturale. La Comunità dei popoli padani è soggetta a ripugnanti forme di oppressione culturale e a un sistematico sfruttamento economico che sottolineano e rendono ancora più legittima la sua richiesta di autodeterminazione. Naturalmente la Padania indipendente dovrà garantire il rispetto di uguali diritti a tutte le sue componenti.

  6. #26
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    26 - Per solidarietà nei confronti della nostra gente

    Dietro grandi e ipocrite enunciazioni di solidarietà, il regime italiano nasconde solo la sua continua rapina nei confronti della Padania che accusa di egoismo quando cerca di ribellarsi. I beneficiari della solidarietà forzosa che ci viene imposta sono sempre più lontani o evanescenti (i popoli del terzo mondo, i diseredati della terra) ma in realtà sono i burocrati, i politici e i funzionari dello stato centralista che ingrassano e si arricchiscono alle spalle dei contribuenti padani e un esercito di parassiti (finti invalidi, disoccupati cronici, pensionati baby) che dal Meridione assistito fornisce la forza elettorale che serve per tenere in piedi la struttura di rapina. La solidarietà individuale deve essere frutto di una libera scelta e non può essere imposta per legge. La solidarietà comunitaria è invece il risultato di un patto liberamente sottoscritto fra i membri di una comunità organica e va esercitata innanzi tutto nei confronti dei sottoscrittori del patto, a partire dai più vicini. Oggi sono proprio i nostri bisognosi veri quelli che ricevono meno solidarietà pubblica o che non ne ricevono affatto: gli ospedali padani sono pieni di foresti e di extracomunitari che non hanno mai pagato un soldo di tasse, il nostro sistema sanitario è una greppia su cui si affannano gli sgherri dei partiti romani, e le nostre comunità locali non dispongono più delle risorse per assistere i nostri anziani, bisognosi e ammalati. Nella Padania indipendente ogni comunità dovrà provvedere con le proprie risorse ai propri bisognosi secondo il principio di sussidiarietà: solo quando avremo risolto tutti i nostri problemi, quando avremo organizzato cure adeguate per tutti i nostri malati e anziani, quando ci saremo presi cura di tutti i nostri bisognosi potremo aiutare concretamente anche i (veri) bisognosi altrui

  7. #27
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    27 - Per assicurare la giusta pensione a chi ha lavorato

    Il sistema pensionistico italiano è completamente disastrato e schiacciato da una tremenda mole di debiti derivata anche dall'avere concesso pensioni a milioni di cittadini che non ne hanno diritto, che non hanno mai versato contributi o lo hanno fatto in misura irrisoria e per l'erogazione di lussuose prebende a una schiera di alti burocrati e funzionari, politici, sindacalisti e parassiti di regime. L'istituto della pensione è diventato uno strumento di assistenza e di acquisto di consensi elettorali. Oggi una larga fetta dei contributi viene raccolta nelle regioni padane e una notevole percentuale di pensioni di assistenza (erogate con varie giustificazioni) viene elargita nel Meridione. Lo scandalo delle false pensioni soprattutto di invalidità) continua: hanno avuto esito risi le tanto strombazzate campagne di controllo e di moralizzazione e non esiste alternativa perché il regime sopravvive grazie al voto di scambio che deriva da questa situazione. Lo stato italiano presto non sarà più in grado di pagare pensioni se non con forti aumenti del prelievo fiscale questo penalizzerà i lavoratori che hanno versato regolarmente i contributi e non certo le bande di fannulloni truffatori che non hanno mai pagato una lira. Solo l'indipendenza della Padania, i pensionati padani (v possono vedere assicurata la propria pensione. Non dissanguate dalla rapina continua perpetrata dallo s italiano, le comunità padane saranno infatti perfettamente in grado di fare fronte ai propri impegni sociali fino definizione di una radicale riforma dell'intero settore faccia percepire pensioni maturate dalla capitalizzazione dei contributi.

  8. #28
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    28 - Per avere scuole più efficienti

    Il sistema scolastico pubblico italiano è oggi considerato una sorta di area parcheggio per giovani che andranno a intasare il mercato della disoccupazione e una forma di assistenza diffusa per molte migliaia di insegnanti che non avrebbero altro lavoro. Il posto di insegnamento viene usato dal potere politico come merce di scambio elettorale per una grande massa di persone, principalmente di origine meridionale. Distribuendo stipendi a questa gente, il regime si assicura anche un altro servizio fondamentale che consiste nello snaturamento culturale delle regioni padane dove tali insegnanti vengono inviati: essi diventano lo strumento di penetrazione di idee politiche unitariste, di scardinamento di antiche abitudini linguistiche e di massificazione e banalizzazione delle formazioni culturali dei giovani. In una società moderna, il ruolo degli insegnanti deve essere invece fondamentale per la conservazione e il rafforzamento di culture e identità locali: essi devono integrare il lavoro di formazione e di arricchimento identitario delle famiglie. Per questo è fondamentale che gli insegnanti siano locali e che l'insegnamento riguardi anche tutte le forme di cultura e di identità locale. Con l'indipendenza della Padania, il sistema scolastico disporrà di maggiori risorse economiche e sarà organizzato in base al principio di sussidiarietà sui vari livelli di autonomia comunitaria. Analoghe riflessioni vanno fatte per l'istruzione universitaria (nel solco di una tradizione antica, cresciuta proprio in Padania), per la ricerca scientifica e per il valore legale dei titoli di studio.

  9. #29
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    29 - Perché lo richiede la globalizzazione dei mercati

    Uno dei motivi che hanno portato alla formazione dei grandi stati nazionali era la necessità di disporre di un mercato interno (spesso protetto) sufficientemente ampio da sorreggere la costruzione di una struttura produttiva industriale. Molti dei più aspri scontri militari sono avvenuti per allargare o difendere tali mercati nazionali e le loro zone di influenza. Oggi i mercati si sono dilatati a dimensione globale e non hanno più senso (né sarebbero possibili) politiche protezionistiche o la conservazione di sistemi di mercato chiusi. Nella competizione economica mondiale (dove tutti devono giocare a tutto campo) sono avvantaggiati i sistemi più agili, moderni ed efficienti in grado di competere sulla base della qualità dei prodotti, dei prezzi e della rapidità di adeguamento ai cambiamenti di esigenze. In questa situazione perdono di significato i mercati nazionali e si trovano fortemente penalizzati i sistemi come quello italiano che hanno altissimi costi di produzione (a causa di una fiscalità esosa), scarsa flessibilità (alta sindacalizzazione e normative farraginose) e un intreccio infrastrutturale antiquato e inefficiente. Oggi la cosiddetta Impresa Italia si trova in enormi difficoltà a causa dell'oppressione statalista, dell'eccessiva (e corrotta) burocrazia che la governa, della situazione da socialismo reale in cui l'ha cacciata la sua classe politica e dell'inefficienza parassitaria di una larga fetta del paese. La Padania indipendente costituirebbe invece una unità produttiva ideale per dimensioni, per caratteri e per propensione all'efficienza: liberata dalla struttura parassita ria dello stato italiano, essa diventerà un soggetto agile e capace di assumere una posizione vincente sul mercato mondiale.

  10. #30
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    30 - Per consentire alle nostre Comunità di gestire le proprie risorse

    Oggi gli enti locali padani (Comuni, Provincie e Regioni) ricevono dallo stato centralista romano una piccolissima frazione di quanto le nostre genti versano sotto forma di tasse e di balzelli. 1 nostri enti locali sono in continua lotta con bilanci striminziti che non consentono gli interventi e gli investimenti di cui le nostre comunità avrebbero bisogno per garantirsi qualità di vita di livello europeo. Oggi i Padani hanno un PIL procapite tra i più elevati dell'Unione Europea, soffrono di livelli di prelievo fiscale fra i più alti del pianeta ma vivono in condizioni ambientali e hanno servizi e infrastrutture da terzo o quarto mondo. Lo stato italiano distribuisce le risorse drenate in Padania in funzione clientelare favorendo le regioni meridionali da cui attinge il suo potere elettorale: così i comuni e le regioni del Mezzogiorno ricevono contributi altissimi e le nostre comunità elargizioni che somigliano a elemosine. 1 contributi dello stato ai comuni vanno dalle 220.000 lire pro capite del Friuli alle 544.000 della Campania. Il grado di copertura delle spese programmate va dal 67,1% della Lombardia al 26,4% della Calabria: la differenza viene elargita dallo stato attingendo alle tasse riscosse in gran parte in Padania. Con l'indipendenza si portano i rapporti del dare-avere a valori più onesti e - anche a fronte di una generalizzata diminuzione della pressione fiscale - si avrà un enorme aumento delle risorse a disposizione degli enti locali e delle comunità padane. Non ci sarà più una struttura centrale parassitaria da mantenere e saranno eliminati tutti gli sprechi derivanti dalla gestione clientelare e assistenzialistica del potere.

 

 
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