LA Nazionale, non il Parlamento, è lo specchio del Paese: e l'immagine che restituisce dovrebbe farci seriamente riflettere, e vergognare. Quei ventidue ragazzi svogliati e miliardari, guidati da un ct presuntuoso, davvero sono l'Italia di oggi. E noi che ogni volta li giustifichiamo, li scusiamo, li perdoniamo siamo l'aspetto peggiore dell'Italia di sempre. Lasciamo da parte, sebbene si tratti di un colpo irrimediabile all'immagine del nostro Paese, lo sputo in faccia di Totti, metafora esplicita della tendenza nostrana a farsi giustizia da sé infischiandosene delle regole. E tralasciamo lo sputo verbale di Vieri in faccia ai giornalisti, accolto come lo sfogo di un perseguitato. Riflettiamo però un attimo sul dibattito di queste ore: se cioè Danimarca e Svezia si metteranno d'accordo sul 2-2 per «fregare» l'Italia. Noi, che abbiamo inventato le partite taroccate per alimentare il calcio-scommesse clandestino, sospettiamo di danesi e svedesi? E anziché riflettere sul perché la nostra squadra non vinca mai e perda spesso, pensiamo subito a prefabbricare un alibi ridicolo quanto volgare per perdonare i nostri azzurri se torneranno a casa dopodomani? Il misto di inefficienza presuntuosa e di vittimismo piagnone, di svogliatezza e di meschinità che attraversa tanto l'Italia in Portogallo quanto l'Italia davanti alla tv spinge la nostra dignità collettiva ad uno dei suoi punti più bassi. Provassero un poco a vincere, questi azzurri, se ne sono capaci: e non corressero sempre a piangere dalla mamma. Quanto alla mamma, cioè a noi, sarebbe ora di sostituire le caramelle con qualche sano ceffone.
Da La Stampa di lunedi 21 giugno.
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Saluti Padani




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