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  1. #1
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    Unhappy Crucifige, crucifige, crucifige!!!

    Crucifige! Crucifige! Crucifige!


    Il card. Ottaviani,
    alter Christus crucifixus, schernito e deriso dai sinedriaci neomodernisti
    al Concilio.

    Omaggio a 30 anni dalla morte dell’Augusto Cardinale.


    Di Vandeano2005

    Chi è stato il cardinale Alfredo Ottaviani? Il bieco e sadico custode di una fede chiusa e mummificata, non aperta agli spiragli dello Spirito, come vogliono i modernisti; oppure un intrepido quanto umile difensore di quella Chiesa Cattolica e Romana di cui si è mostrato servo obbediente e devoto? A trent’anni dalla morte (1979-2009) occorrerebbe iniziare un processo di riabilitazione di questa figura di prelato e uomo che le leggende nere, create ad hoc dai nemici interni ed esterni della Sposa di Cristo, hanno voluto seppellire sotto una coltre di menzogne e dicerie varie.
    Donde cominciare? E soprattutto come celebrare il trentennale della morte? Forse riproducendo, commentato, qualche brano d’impegno teologico? Senza dubbio lo faremo inseguito. E allora?
    Abbiamo deciso, amici di blog, d’offrirvi un episodio, assai conosciuto da noi cattolici tradizionalisti, ma ignoto a grande dei cattolici e alle persone del mondo. Lo scenario non poteva non essere che quel locus damnationis che è stata l’ultima assise conciliare. E proseguiamo, amici, anche qui in quella nostra volontà di raccontarvi un Vaticano II segreto e sconosciuto ai più, seppellito dalla damnatio memoriae neomodernista che vi ha surrettiziamente sostituito un’immagine oleografica e smaccatamente idillica del Concilio. Il testimone che ci narra ciò che è accaduto e di cui è protagonista il card. Ottaviani è un testimone d’eccezione: p. R. Wiltgen. Il brano è tratto dal suo capolavoro: Il Reno si getta nel Tevere. Il Concilio sconosciuto. Un titolo che è tutto un programma. Una nota: sapete a quanto risale la prima edizione americana dell’opera? Al 1967. E la prima traduzione francese? All’inizio degli anni ’70. E quella italiana? Per ora non esiste. Sembra che a colmare questa lacuna ci stia pensando una piccola e coraggiosa casa editrice cattolica. Ma il l’ostracismo sull’opera di p. Wiltgen la dice lunga sull’okkupazione neomodernista della Chiesa Cattolica che dura dal 1958 e soprattutto dal 1962. Il modernisti e conciliari hanno paura della verità. Per questo non vogliono che si conosca il vero volto del Concilio.
    L’evento che ha per protagonista il cardinal Ottaviano è accaduto il 30 ottobre 1962, dopo l’avvenuto golpe neomodernista del 13 ottobre 1962. Sentiamo il racconto di p. Wiltgen…



    Il cardinal Ottaviani intervenne per protestare contro le modifiche radicali che si proponeva di far subire alla Messa: «Stiamo cercando di suscitare il disorientamento e lo scandalo nel popolo cristiano, introducendo delle modifiche in un rito così venerabile, che è stato approvato lungo tanti secoli e che è ora divenuto così familiare? Non si può trattare la Santa Messa come se fosse un pezzo di stoffa che si rimette seguendo la moda, secondo la fantasia di ciascuna generazione». Parlando senza testo, a motivo della sua parziale cecità, superò i dieci minuti, che tutti avevano accettato di aspettare […] Dopo che il cardinale aveva parlato per quindici minuti, il cardinal Alfrink suonò il suo campanello. Ma l’oratore era così preso dal suo discorso che non lo sentì – a meno che non lo avesse deliberatamente ignorato. Ad un segno del cardinal Alfrink, un tecnico staccò il microfono. Il cardinal Ottaviani verificò il fatto e, umiliato, si rimise a sedere. Il più potente cardinale della Curia era stato ridotto al silenzio, e i padri conciliari applaudirono di gioia.

    Veggiolo un’altra volta esser deriso;
    veggio rinovellar l’aceto e ’l fiele,
    e tra vivi ladroni esser anciso.
    (Purg. XX, 88-90)

    A rileggere l’episodio narrato da p.Wiltgen rampollano alla nostra memoria i versi danteschi testé riportati, in cui il Divin Poeta per bocca di Ugo Capeto, rievoca la Passione di Nostro Signore attraverso lo schiaffo d’Anagni e l’affronto subito da Cristo nella persona del suo Vicario da parte del «fiordaliso» francese di Filippo IV il Bello.
    E qui il card. Ottaviani non è forse un alter Christus cricifixus di fronte ai lupi mannari dell’Alleanza Europea, il gruppo franco-alemannico neomodernista che stava prendendo le redini del Concilio con tutti i nefasti effetti che ancor oggi conosciamo?
    Non era in questo episodio il card. Ottaviani il Buon Pastore dei Santi Evangeli, che protegge il gregge affidatogli dai lupi travestiti da agnelli, che volevano trasformare la Casa di Dio, che è luogo di preghiera, in una spelonca di ladri? E in parte ci sono riusciti a partire dalla distruzione dello spirito cattolico della Santa Messa, permettendosi di profanare anche la parte più preziosa e immodificabile del Santo Sacrificio, ossia Il Canone Romano del Rito. Ma poi il NOM non è altro che il guazzabuglio semiprotestantico dei “frutti della terra e del lavoro dell’uomo”, quotidiana abominazione che si eleva dal tempio di Dio.
    Il card. Ottaviani viene umiliato dai sinedriaci neomodernisti, che applaudono. Sono quegli assassini della Liturgia contro i quali punterà il dito mons. Domenico Celada. Ma la loro vittoria, come già preannunziava profeticamente mons. Celda, sarà effimera e passeggera, così come il Concilio da loro ribaltato e manipolato. E su tutto sarà fatta Giustizia. L’Onnipotente Iddio, Giusto Vendicatore, darà soddisfazione dell’offesa subita dal card. Ottaviani in quel frangente come delle ingiurie e delle maldicenze successive.

    Itaque qui se existimat stare,
    videat ne cadat.

    Pertanto chi crede di stare in piedi,
    stia attento a non cadere

    ci ricorda San Paolo nell’Epistola della IX Domenica dopo Pentecoste.
    La stessa admonitio la rivolgiamo ai modernisti che ancora per poco okkupano la Chiesa financo ai vertici della Curia Romana, resa grande dal Card. Ottaviani, perché obbediente a Cristo Re e a Maria SS.ma Regina, oggi ridotta a spelonca mondanizzata, dove si obbedisce più al demonio, alla carne, al sangue, anziché al Verbum Domini; dove il Totus Tuus è rivolto alla mefistofelica Ostpolitik anziché alla Vergine Immacolata.
    Ma a Fatima la Regina del Santissimo Rosario ci ha assicurato della certezza della vittoria finale…
    Alla fine,
    il Mio Cuore Immacolato trionferà!!!
    Dal Cielo ci protegga e preghi per noi il card. Ottaviani che tanto ha lavorato nel suo pellegrinaggio terreno per ottenere la palma della vittoria.

    Christus regnet per Mariam!!!

    Cor Jesu, adveniat Regnum Tuum!!
    Adveniat per Mariam!!!


    cfr: card ottaviani | Dieu, Le Roi, La France
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Crucifige, crucifige, crucifige!!!

    Puoi approfondire questa profezia di mons. Celada? Non conosco questo prelato
    Ultima modifica di codino; 21-10-09 alle 22:16
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  3. #3
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    Arrow Rif: Crucifige, crucifige, crucifige!!!

    Citazione Originariamente Scritto da DestrAbruzzo Visualizza Messaggio
    Puoi approfondire questa profezia di mons. Celda? Non conosco questo prelato

    Qunato prima anche qui su POL. Comunque nel mio modesto intervento mi riferisco ad un articolo di fuoco scritto da mons. Domenico Celada sulla rivista Vigillia Romana contro gli assassini della vera liturgia cattolica a proposito della rito montinano protestantico. il Novus Ordo Missae.

    Ci ritornerò ad abundantiamiaociao:
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  4. #4
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    Lightbulb Rif: Crucifige, crucifige, crucifige!!!

    Gli assassini non la faranno franca



    Come promesso ad un amico forumista inserisco l’articolo di mons. Domenico Celada sugli assassini della liturgia. In fatti, quello che segue è l'impetuoso articolo di Mons. Domenico Celada, apparso su "Vigilia Romana" nel Novembre 1971, dal quale emerge il forte spirito di resistenza anticonciliare, che animava non pochi generosi e che la dice lunga su certi retroscena orchestrati da ben noti modernisti per colpire mortalmente dall'interno la nostra Santa Madre Chiesa.



    E' da tempo che desideravo scrivervi, illustri assassini della nostra santa Liturgia. Non già perch'io speri che le mie parole possano avere un qualche effetto su di voi, da troppo tempo caduti negli artigli di Satana e divenuti suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce. Non illudetevi, signori. Le piaghe atroci che voi avete aperto nel corpo della Chiesa gridano vendetta al cospetto di Dio, giusto Vendicatore.
    Il vostro piano di sovversione della Chiesa, attraverso la liturgia, è antichissimo. Ne tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, molto più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre ha già accolto nel suo regno. Ed io ricordo il vostro livore, il vostro ghigno beffardo, quando auguravate la morte, una quindicina d'anni fa, a quel grandissimo Pontefice che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poiché questi aveva compreso i vostri disegni e vi si era opposto con l'autorità del Triregno. Dopo quel famoso convegno di "liturgia pastorale", sul quale erano cadute come una spada le chiarissime parole di Papa Pio XII, voi lasciaste la mistica assise schiumando rabbia e veleno.
    Ora ci siete riusciti. Per adesso, almeno. Avete creato il vostro "capolavoro": la nuova liturgia. Che questa non sia opera di Dio è dimostrato innanzitutto (prescindendo dalle implicazioni dogmatiche) da un fatto molto semplice: è di una bruttezza spaventosa.
    E' il culto dell'ambiguità e dell'equivoco, non di rado il culto dell'indecenza.
    Basterebbe questo per capire che il vostro "capolavoro" non proviene da Dio, fonte d'ogni bellezza, ma dall'antico sfregiatore delle opere di Dio.
    Si, avete tolto ai fedeli cattolici le emozioni più pure, derivanti dalle cose sublimi di cui s'è sostanziata la liturgia per millenni: la bellezza delle parole, dei gesti, delle musiche. Cosa ci avete dato in cambio? Un campionario di brutture, di "traduzioni" grottesche (com'è noto, il vostro padre, che sta laggiù non possiede il senso dell'umorismo), di emozioni gastriche suscitate dai miagolii delle chitarre elettriche, di gesti ed atteggiamenti a dir poco equivoci.
    Ma, se non bastasse, c'è un altro segno che dimostra come il vostro "capolavoro" non viene da Dio. E sono gli strumenti di cui vi siete serviti per realizzarlo: la frode e la menzogna. Siete riusciti a far credere che un Concilio avesse decretato la disparizione della lingua latina, l'archiviazione del patrimonio della musica sacra, l'abolizione del tabernacolo, il capovolgimento degli altari, il divieto di piegare le ginocchia dinanzi a Nostro Signore presente nell'Eucaristia, e tutte le altre vostre progressive tappe, facenti parte (direbbero i giuristi) di un "unico disegno criminoso".
    Voi sapevate benissimo che la "lex orandi" è anche la "lex credendi", e che perciò mutando l'una, avreste mutato l'altra. Voi sapete che, puntando le vostre lance avvelenate contro la lingua viva della Chiesa, avreste praticamente ucciso l'unità delle fede. Voi sapevate che, decretando l'atto di morte del canto gregoriano della polifonia sacra, avreste potuto introdurre a vostro piacimento tutte le indecenze pseudomusicali che dissacrano il culto divino e gettano un'ombra equivoca sulle celebrazioni liturgiche. Voi sapevate che, distruggendo tabernacoli, sostituendo gli altari con le "tavole per la refezione eucaristica", negando al fedele di piegare le ginocchia davanti al Figlio di Dio, in breve avreste estinto la fede nella reale presenza divina. Avete lavorato ad occhi aperti. Vi siete accaniti contro un monumento, al quale avevan posto mano cielo e terra, perché sapevate di distruggere con esso la Chiesa. Siete giunti a portarci via la Santa Messa, strappando addirittura il cuore della liturgia cattolica. (Quella S.Messa in vista della quale noi fummo ordinati sacerdoti, e che nessuno al mondo ci potrà mai proibire, perché nessuno può calpestare il diritto naturale).
    Lo so, ora potrete ridere per quanto sto per dire. E ridete pure.
    Siete giunti a togliere dalle Litanie dei santi l'invocazione "a flagello terremotus, libera nos Domine", e mai come ora la terra ha tremato ad ogni latitudine.
    Avete tolto l'invocazione "a spititu fornicationis, libera nos Domine", e mai come ora siamo coperti dal fango dell'immoralità e della pornografia nelle sue forme più repellenti e degradanti.
    Avete abolito l'invocazione "ut inimicos sanctae Ecclesiae umiliare digneris", e mai come ora i nemici della Chiesa prosperano in tutte le istituzioni ecclesiastiche, ad ogni livello.


    Ridete, ridete. Le vostre risate sono sguaiate e senza gioia. Certo è che nessuno di voi conosce, come noi conosciamo, le lacrime della gioia e del dolore. Voi non siete neppure capaci di piangere. I vostri occhi bovini, palle di vetro o di metallo che siano, guardano le cose senza vederle. Siete simili alle mucche che guardano il treno.

    A voi preferisco il ladro che strappa la catenina d'oro al fanciullo, preferisco lo scippatore, preferisco il rapinatore con le armi in pugno, preferisco persino il bruto e il violatore di tombe. Gente molto meno sporca di voi, che AVETE RAPINATO IL POPOLO DI DIO DI TUTTI I SUOI TESORI.

    In attesa che il vostro padre che sta laggiù accolga anche voi nel suo regno, "laddove è pianto e stridor di denti", voglio che voi sappiate della nostra incrollabile certezza: che quei tesori CI SARANNO RESTITUITI. E sarà una "restitutio in integrum". Voi avete dimenticato che Satana è l'eterno sconfitto.

    Monsignor Domenico Celada
    Ultima modifica di codino; 22-10-09 alle 17:28
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Crucifige, crucifige, crucifige!!!

    Mi sembra che gli articoli ricchi di furia e di livore e poveri di argomentazioni e spiegazioni non siano utili alla causa della Tradizione.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  6. #6
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    Thumbs up Rif: Crucifige, crucifige, crucifige!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Mi sembra che gli articoli ricchi di furia e di livore e poveri di argomentazioni e spiegazioni non siano utili alla causa della Tradizione.
    Sono d'accordo che certo oltranzismo sia controproducente, ma occorre comprendere che nel 1971, lo scontro tra i neomodernisti okkapnti e la resistenza tradizionalista era forte. E poi la perdita di anime che ha causato il rito semiprotestantico dei frutti della terra e del lavoro dell'uomo è enorme.

    Il linguaggio che usa qui mons. Celada è quello profetico, da buon pastore che vede il proprio gregge sbranato da lupi travestiti da agnelli.
    Non ne condivido in parte la forma, ma la sostanza la quoto tutta al 100%

    La pseudo-messa montiniana dovrà essere abolita e restaurata in integrum quella veramente cattolica, il rito del Santo Sacrificio secondo il Messale piano-tridentino, epurato dalle incrostazioni roncalliane e bugniniane anni 50-60.

    Intanto va bene editio del 1962, in seguito occorrerà ritornare a quella di San Pio X.

    iaociao:
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