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  1. #21
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    Predefinito Rif: In quelle tenebre: 1978-2005

    Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    Centro Studi Giuseppe Federici

    Giovanni Paolo II e l’elogio del vudù

    VIAGGIO PASTORALE IN BENIN, UGANDA E KHARTOUM - INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II CON UNA RAPPRESENTANZA DEI SEGUACI DEL VODÙ

    Sede del Comité pour l’Organisation et le Développement des Investissements en Afrique et à Madagascar (CODIAM) a Cotonou (Benin), Giovedì, 4 febbraio 1993

    Cari amici,
    1. Sono lieto di avere questa occasione di incontrarvi e vi saluto molto cordialmente. Come sapete, sono venuto in Benin, innanzitutto per rendere visita alle comunità cattoliche, per incoraggiarle e confermarle nella fede. Inoltre, ho sempre pensato che il contatto con persone che appartengono a tradizioni religiose diverse fosse una parte importante del mio ministero. Infatti, la Chiesa Cattolica è favorevole al dialogo: dialogo con i cristiani di altre Chiese e Comunità ecclesiali, dialogo con i credenti di altre famiglie spirituali, e dialogo anche con coloro che non professano alcuna religione. Essa desidera instaurare rapporti positivi e costruttivi con le persone e con i gruppi umani di diverso credo in vista di un arricchimento reciproco.

    2. Il Concilio Vaticano II, che ha tracciato il cammino della Chiesa per la fine di questo millennio, ha riconosciuto che nelle diverse tradizioni religiose c’è del vero e del buono, delle semenze del Verbo. Esso ha esortato i discepoli di Cristo a scoprire “quali ricchezze Dio nella sua magnificenza ha dato ai popoli” . Questi sono i fondamenti di un dialogo fruttuoso, come diceva l’Apostolo Paolo ai primi cristiani: “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri” (Fil 4, 8). Da ciò il nostro atteggiamento di rispetto: rispetto per i veri valori, dovunque essi siano, rispetto soprattutto per l’uomo che cerca di vivere di questi valori, valori che lo aiutano ad allontanare la paura. Siete fortemente attaccati alle tradizioni che vi hanno tramandato i vostri antenati. È legittimo essere riconoscenti verso i più anziani che vi hanno trasmesso il senso del sacro, la fede in un Dio unico e buono, il gusto della celebrazione, la considerazione per la vita morale e l’armonia nella società.

    3. I vostri fratelli cristiani apprezzano, come voi, tutto ciò che è bello in queste tradizioni, poiché sono, come voi, figli del Benin. Ma essi sono altrettanto riconoscenti ai loro “avi nella fede”, a partire dagli apostoli fino ai missionari, per aver portato loro il Vangelo. Questi missionari hanno fatto conoscere loro la “Buona Novella” che Dio è Padre e che è sceso fra gli uomini attraverso suo Figlio, Gesù Cristo, portatore di un gioioso messaggio di liberazione. Se andiamo più indietro nella storia, constatiamo che gli antenati di questi missionari giunti dall’Europa avevano essi stessi ricevuto il Vangelo quando avevano già una religione e un culto. Accogliendo il messaggio di Dio, essi non hanno perduto niente. Al contrario, hanno avuto la possibilità di conoscere Gesù Cristo e di divenire, in Lui, per mezzo del battesimo, figli e figlie del Dio d’Amore e di Misericordia.

    4. Tutto ciò è stato fatto nella libertà. Infatti, i Vangeli sottolineano che Gesù non ha costretto nessuno. Agli apostoli, Cristo ha detto: “Se vuoi, seguimi”; ai malati: “se vuoi, puoi essere guarito”. Ciascuno deve rispondere all’appello di Dio, liberamente e in piena responsabilità. La Chiesa considera la libertà religiosa un diritto inalienabile, un diritto che si accompagna al dovere di ricercare la verità. È in un clima di rispetto per la libertà di ognuno che il dialogo interreligioso può svilupparsi e dare i suoi frutti.

    5. Questo dialogo non è rivolto soltanto ai valori del passato e del presente. Esso guarda anche all’avvenire. Esso implica la collaborazione allo scopo di “difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà” (Nostra aetate 3). Queste parole del Concilio Vaticano II, malgrado siano situate in un contesto diverso, delineano un programma per i credenti di un Paese come il vostro, in cui i cristiani e i musulmani vivono insieme ai membri della religione tradizionale africana. Il Benin, per svilupparsi, ha bisogno della partecipazione di tutti i suoi figli e nessuno deve chiudersi in se stesso. Cristiani, membri della religione tradizionale e musulmani sono chiamati a rimboccarsi le maniche per operare insieme per il bene del Paese. Quest’azione solidale dei credenti è importante per lo sviluppo integrale, la giustizia e la liberazione umana. Quest’opera sarà portata avanti meglio se accompagnata da una preghiera fervente a Dio, Creatore e Padre, fonte di ogni bene. Che le voci di tutti si uniscano per chiedere a Dio di concedere la prosperità e la pace a tutti gli abitanti di questo caro Paese! Da parte mia, siatene certi, affido al Signore le vostre preoccupazioni e le vostre speranze. Che Dio benedica voi e tutte le vostre famiglie!

    Fonte: Incontro con una rappresentanza dei seguaci del Vodù, 4 febbraio 1993

  2. #22
    In memoriam F. Spadafora
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    Predefinito Rif: In quelle tenebre: 1978-2005

    le tenebre...e gli ottenebrati:
    Biancofiore dei miracoli

  3. #23
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    Predefinito Rif: In quelle tenebre: 1978-2005

    Bin Laden ucciso, Woitjla beato e la manipolazione
    di Andrea Carancini

    Questi ultimi giorni sono stati segnati da due notizie: la notizia dell’ “uccisione” di bin Laden[1] e la notizia della “beatificazione” di Giovanni Paolo II[2] .
    L’“uccisione” di bin Laden – sul cui (fondato) scetticismo ho già condiviso la sintesi della brillante Debora Billi[3] -- mi ha fatto venire in mente un bell’articolo di qualche giorno fa di Lucio Caracciolo (“Il collasso dell’informazione”[4] ) e, in particolare, la citazione da lui fatta delle tremende parole rivolte, all’epoca della guerra contro l’Iraq del 2003, da un consigliere di Bush al giornalista Ron Suskind del New York Times: Ron Suskind “La gente come lei vive in quella che noi chiamiamo la comunità basata sulla realtà”. Dove ci si illude “che le soluzioni emergano dal giudizioso studio di una realtà comprensibile. Oggi il mondo non funziona più così. Noi siamo un impero. E mentre agiamo, creiamo la nostra realtà. E mentre voi giudiziosamente studiate quella realtà, noi agiamo di nuovo, producendo nuove realtà, che voi potrete studiare. Noi siamo gli attori della storia. E a voi, a tutti voi, resta di studiarla”.



    Chiosava al riguardo Caracciolo: “Un abisso separa l’arroganza di quella Casa Bianca dalle oscillazioni di Obama”.

    Ecco, mi sembra che con la produzione, e l’eventuale gestione, della “morte” di bin Laden, Obama stia provando a colmare, almeno un po’, quell’abisso. Probabilmente, non sarà un’impresa facile ma, se avrà delle difficoltà a far passare la propria narrativa, queste sicuramente non verranno dall’opinione pubblica (o, almeno, dalla sua stragrande maggioranza).

    Della cui passività e credulità abbiamo avuto una eloquente dimostrazione proprio due giorni fa, con la “Million March” dei fedeli venuti a Roma a festeggiare il “santo subito” Wojtyla.

    Ecco, la beatificazione del "santo subito" mi ha fatto venire in mente anch’essa qualcosa, non parole però, bensì un’immagine: quella che contrassegna il dollaro americano. Molti probabilmente già la conoscono, ma non è inutile ripresentarla: il concetto che esprime, in fondo, è lo stesso delle parole del consigliere di Bush, ma con l’espressività che è propria delle immagini.

    La piramide spezzata e i due tronconi: quello superiore, “raggiante”, che rappresenta gli iniziati – i padroni della narrativa – e quello inferiore, che rappresenta la massa amorfa che tale narrativa subisce, subendola – spesso e volentieri, come nel caso del “santo subito” – persino con soddisfazione.

    Presenza inquietanti nel pontificato di Wojtyla Ai fan di Wojtyla eventualmente contrariati dalle mie parole suggerisco, per un ragguaglio più veritiero sulla figura del medesimo, il metodo Guareschi: visto da destra, visto da sinistra (ciò mi consente di citare due siti a me cari).

     Visto da destra: http://forum.politicainrete.net/trad...78-2005-a.html

    Visto da sinistra: Intervista a Radio popolare sulla vicenda Calvi-Banco ambrosiano.

    In conclusione, l’ufficializzazione della morte di Osama bin Laden, probabilmente, chiude un ciclo e ne apre un altro, forse altrettanto sanguinoso. Vedremo un altro 11 settembre? È possibile[5] , e l’eventualità è inquietante. Il dato più inquietante però è che, se vi sarà, il grosso dell’opinione pubblica potrebbe berselo come si è bevuto quello di 10 anni fa. Da questo punto di vista, la folla oceanica di due giorni fa a Roma è un pessimo segnale.


    Fonte: Andrea Carancini



    [1] Osama Bin Laden ucciso in Pakistan Barack Obama: "Giustizia è fatta"- LASTAMPA.it. Sul falso della foto relativa al cadavere, vedi l'articolo del Guardian: "Osama bin Laden corpse photo is fake": Osama bin Laden corpse photo is fake | World news | guardian.co.uk
    [2] «Giovanni Paolo II Beato», l'annuncio di Benedetto XVI
    [3] Morto un Osama, se ne fa un altro. - Crisis
    [4] Il collasso dell’informazione - rivista italiana di geopolitica - Limes
    [5] La propaganda occidentale sembra già precostituirne le condizioni, parlando della vendetta di “Al-Qaeda”: Morte di Osama Bin Laden potrebbe scatenare la vendetta di Al Qaeda :: Ciaopeople Magazine - News WorldInfo > Mondo
    Tante altre notizie su Arianna Editrice

    Fonte: Andrea Carancini: Bin Laden "ucciso", Wojtyla "beato" e la manipolazione delle coscienze

  4. #24
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    Predefinito Re: In quelle tenebre: 1978-2005


  5. #25
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  6. #26
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    Predefinito Re: In quelle tenebre: 1978-2005


  7. #27
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    Predefinito Re: In quelle tenebre: 1978-2005


 

 
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