Punto economia. Si consolida il primato italiano in Europa. Per il debito pubblico

di Piero Capone

Abituati ad essere sempre in fondo alla classifica (è di questi giorni il declassamento italiano al 49° posto per la libertà di stampa) finalmente ecco che rientriamo a pieno titolo al vertice europeo. L’unico problema è che si tratta di un primato che nessuno ci invidia: quello del debito pubblico. Infatti, dopo i preoccupanti dati di Bankitalia, ci viene ora l’autorevole conferma di EUROSTAT. Con spunti molto significativi della situazione italiana nel contesto europeo.



Come abbiamo visto in precedenti interventi, a partire dall’inizio del 2009 – e fino ad oggi – il quadro dei conti pubblici italiani è andato progressivamente peggiorando.

Ma come eravamo messi in rapporto all’ Europa a fine 2008?



L’ EUROSTAT ci fornisce ora un quadro impietoso della situazione italiana. La presunta – per il nostro governo – migliore condizione relativa dell’Italia, è assolutamente infondata.

In realtà si tratta proprio dell’esatto contrario.



Lo stock del debito pubblico italiano ammontava a 1.572 miliardi a fine 2008 contro i 12.503 miliardi di euro dell’intero debito dei restanti 26 paesi dell’ Unione (a 27).

Il debito italiano rappresentava quindi il 28% di quello di tutti i restanti 26 paesi.



Per contro il peso del nostro PIL raggiungeva appena il 14% di quello di tutti gli altri partner europei. Esattamente la metà: 24% Debito – 14% PIL. Non c’è che dire: un gran bel risultato!



Nell’ Europa a 27 il rapporto Debito/PIL dal 2005 al 2008 scende di 1.2 punti di Pil. L’indice passa infatti dal 62.7% al 61.5%. Non così l’Italia che mantiene invariato il rapporto, bloccato al 105.8%. E ora – come abbiamo visto in precedenti occasioni – stiamo marciando decisamente verso il 120%, se non più. Il doppio dell’ Europa!



Nell’ Unione – esclusa l’Italia - dal 2005 al 2008 si registra un incremento del debito di 604 miliardi. La sola Italia, invece, aumenta il suo debito di ben 150 miliardi, esattamente un quarto dell’intero aumento europeo!



E l’altra faccia della medaglia, quella della spesa pubblica, non poteva che confermare la pesante “anomalia italiana”.

Nel 2008 il totale della spesa pubblica dell’Europa a 27 rappresentava il 46.8% del Pil europeo. L’Italia – con un aumento di spesa dal 2005 pari allo 0.5% - raggiungeva quota 48.7%. Quasi 2 punti di Pil superiore all’ Europa. 30 miliardi di euro di spesa pubblica più della media dell’ Unione. Ma i record italiani non finiscono qui. Anche in termini assoluti, come viene ora certificato da EUROSTAT, abbiamo il maggiore stock di debito pubblico.

Battiamo pure la Germania, che – peraltro – ha un PIL pari al 160% del nostro.

Il nostro debito è pari al 120% di quello francese (che ha un Pil del 124% di quello italiano), di circa il 210% di quello britannico e di oltre il 360% di quello spagnolo.



Tanto per citare i maggiori partner europei. Mi sembrano dati sempre più preoccupanti che necessiterebbero delle risposte adeguate. In primo luogo sul fronte della spesa pubblica. Perché non allinearci all’Europa riducendo di 30 miliardi la nostra mastodontica spesa?



Ma il nostro ministro dell’ Economia, preso come è dalla Banca del Sud oppure dalle sue improvvide esternazioni sul valore del posto fisso, non può certamente occuparsi di questo tipo di problemi.

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