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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Ospite

    Thumbs up i Mitici anni '30-Quando gli Azzurri dominavano il mondo

    Con questa discussione vorrei ci ricordassimo tutti che è esistito un tempo lontano , una settantina d'anni fa in media , in cui la nostra nazionale era maestra di calcio a livello internazionale e in cui i calciatori erano calciatori con la C maiuscola e non personaggi da spettacolo intenti più che a giocare , a farsi le treccine , a tatuarsi e a fare i pagliacci in televisione.

    Il decennio d'oro , gli anni '30 appunto , inizia qualche settimana prima del 1930 , esattamente il 1° dicembre 1929 quando esordisce come Commissario Unico della Nazionale azzurra Vittorio Pozzo , che sostituisce Carlo Carcano ; è una gara amichevole contro il Portogallo che si disputa allo Stadio Calcistico San Siro , talmente amichevole che i lusitani si prendono una valanga di reti , 6-1 il punteggio finale per i nostri!

    ecco in dettaglio la partita:
    ITALIA
    Combi , RosettaV , Caligaris , Castellazzi , Colombari , Bertolini , Costantino , Baloncieri , Sallustro , Mihalic , Orsi.
    PORTOGALLO
    SilvaC. , Pinho , Temudo , Rodriguez , SilvaA. , Oliveira , Jorge , Mota , SilvaV. , PepeSoares , Luis.
    Reti=6° MIhalic , 29° Pepe Soares , 36° e 37° Orsi , 51° Baloncieri , 77° Sallustro , 88° Mihalic.


    Sallustro , autore della 5a rete azzurra e allora idolo del Napoli , fece ottenere 2 terzi posti al club partenopeo.

    Adolfo Baloncieri , autore del 4-1

    Non c'è che dire , un bell'esordio promessa di vittorie future.


    Ma chi era Vittorio Pozzo?
    Vittorio Pozzo era nato a Torino il 2 marzo 1886 da una famiglia di origini biellesi profeticamente fedele al detto latino “nomen omen” (il destino nel nome). Giocò a calcio nelle file del Football Club Torinese, antesignano del Torino, e poi nel Grasshoppers, in Svizzera, e ancora in Francia e Inghilterra, dove l’aveva condotto lo studio delle lingue. Assunto dalla Pirelli, era entrato tra i soci fondatori del Torino e poi della Figc. Nel 1912, segretario della Federcalcio, venne chiamato a fungere da commissario tecnico della Nazionale di calcio per le Olimpiadi di Stoccolma, dopo le dimissioni in blocco della commissione selezionatrice. Dopo aver partecipato al conflitto mondiale, fu ancora commissario unico alle Olimpiadi, nel 1924, per poi dimettersi. Di lì a poco perse la moglie, gravemente ammalata. Trasferitosi a Milano, al lavoro nell’Ufficio Propaganda della Pirelli accoppiava quello di inviato de “La Stampa”. Qui lo scovò Leandro Arpinati, presidente della Figc, per faticosamente convincerlo ad assumere la guida della Nazionale.



    fine prima parte

    •   Alt 

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  2. #2
    Ospite

    Smile Finalmente si vince qualcosa!

    Mentre il campionato era una vera battaglia fra Genoa , Ambrosiana (Inter) , Juventus e Torino, la nazionale giocava 3 amichevoli contro la Svizzera a Roma (4-2) , la Germania a Francoforte (2-0 e foto sotto) e l'Olanda ad Amsterdam (1-1) , furono partite in preparazione del big match di Coppa Internazionale contro la forte Ungheria , ma siccome pochi sanno che tipo di competizione fosse o non l'hanno addiruttura mai sentita , ripassiamone la storia.



    Questo torneo , il cui trofeo si chiamava anche Coppa Dr. Gerö (ma non chiedetemi perchè) venne concepito da Hugo Meisl , grande allenatore austriaco dell'epoca come alternativa all'Olimpiade (l'unico grande torneo per nazionali dei quel tempo) prendendo spunto dalla Coppa Nordica , una competizione datata 1924 che poneva di fronte Svezia , Danimarca e Norvegia ; la Coppa Internazionale metteva di fronte il fior fiore del panorama calcistico dell'epoca , le 5 nazioni dell'Europa Centrale , Svizzera , Austria , Cecoslovacchia , Italia e Ungheria , la formula era un girone all'italiana con gare d'andata e ritorno , vinceva alla fine la squadra con più punti.

    Della prima edizione , durata dal 1927 al 1939 le iniziali 7 gare (su 8) furono disputate con allenatore Augusto Rangone e Carlo Carcano , il grande che vinse poi 5 scudetti consecutivi con la Juventus ; vediamo come se la cavarono i nostri azzurri:

    Il debutto è il 23 ottobre 1927 contro la Cecoslovacchia a Praga, in un campo dove nei due precedenti incontri siamo stati battuti. Sotto la pioggia e in un terreno che è un pantano, l’incontro è una autentica battaglia. L’ala destra ceca Podrazil in uno scontro con Genovesi, difensore del Bologna, cade e si rompe la tibia. I nostri avversari rimangono in dieci. E solo il 12’. Al 31’ vantaggio azzurro con Libonatti, primo "oriundo" del Torino "importato" dall’Argentina, ma la Cecoslovacchia pareggia subito Svoboda. Sarà sempre questo giocatore che porterà in vantaggio i nostri avversari al 7’ della ripresa su calcio di rigore. Gli azzurri non vogliono perdere questa occasione, soprattutto visto la superiorità numerica e al 34’ ancora Libonatti che firma il gol del conclusivo pareggio, per la nazionale guidata da Augusto Rangone. Venti giorni dopo siamo a Bologna contro l’Austria; il calcio italiano è "avvelenato" dallo scandalo dello scudetto del Torino revocato, e la giovane compagine austriaca ci batte per uno a zero. Le critiche piovono sulla nostra nazionale, che sarà rinnovata nel successivo incontro a Genova il 1° gennaio del 1929. Prima vittoria nella Coppa Internazionale contro la Svizzera; esordio di Pitto del Bologna e di Rivolta dell’Inter e ritorno di Rosetti, Ferrarsi IV, Schiavio e Magnozzi. L’Italia in vantaggio con Libonatti, pareggio svizzero con Abegglen III, ancora azzurri in vantaggio sempre con Libonatti, ancora pareggio con Abegglen II e gol della vittoria al 23’ della ripresa firmato da regista del Livorno Magnozzi. Il 25 marzo 1928 a Roma scriviamo una importante pagine della nostra storia, battendo per 4 a 3 l’Ungheria.

    Nella capitale per la prima volta viene ospitata una partita della nazionale. Ma il primo tempo termina con un netto 2 a 0 per i magiari. Ma nella ripresa la partita si ribalta con i gol al 3’ dell’interista Conti e al 13’ di Rosetti, entrambi su assist di Libonatti. Al 30’ l’Italia con un gran tiro di Conti si porta in vantaggio. Palla a centro ma l’Ungheria subito pareggia con Takacs II; ma la nazionale vuole questa vittoria e ben otto giocatori si portano costantemente nell’area avversaria,
    alla ricerca di un gol che arriva al 40’ ancora con il match-winner Libonatti su passaggio di Rosetti.

    L’Italia vittoriosa a Roma il 25 marzo 1928 sull’Ungheria per 4 a 3, due gol di Rosetti

    Dopo la parentesi Olimpica di Amsterdam, ritorniamo alla Coppa Internazionale il 14 ottobre 1928 a Zurigo; Svizzera-Italia e si vince 3 a 2. L’Italia è cambiata; l’allenatore e Carlo Carcano, ex giocatore dell’Alessandria, e la Juventus che dominerà i successivi campionati è rappresentata da Combi, e i terzini Rosetta e Calligaris, mentre all’attacco è ancora confermato il trio granata con Baloncieri-Libonatti-Rosetti.

    I tre gol sono firmati proprio da Rosetti (una doppietta) e da Baloncieri. Sesto incontro della Coppa Internazionale si gioca a Bologna il 3 marzo del 1929; e battiamo la Cecoslovacchia per 4 a 2. In vantaggio al 18’ con Silny, i nostri avversari si fanno raggiungere con Rosetti e poi sempre Libonatti con un grande tiro porta al 33’ in vantaggio l’Italia. Svodoba su punizione al 40’ coglie il pareggio. Ma nella ripresa si scatena Rosetti; il granata realizza una eccezionale doppietta per il 4 a 2 finale. Al Pater di Vienne il 7 aprile 1929 penultima partita della Coppa; si gioca e si perde malamente con l’Austria, per un 3 a 0 che non lascia attenuanti. Al 15’ Janni, difensore del Torino, rimane seriamente infortunato e ritornerà in campo zoppicando per il resto dell’incontro. Poi due gol nell’arco di soli quattro minuti ; al 19’ con Horvath e al 23’ con Weselik. Il terzo punto è quasi un… autogol! Un retro passaggio di Pitto al portiere Combi carambola sulla spalla di Horvath è si pone in rete. E’ il definitivo 3 a 0!

    E ora tocca a Vittorio Pozzo l'ultima fatica per conquistare il trofeo , il 27 ottobre l'Austria ha sconfitto a Berna la Svizzera per 3-1 , a questo punto ha 10 punti , noi solo 9 e dobbiamo affrontare l'Ungheria , la quale ha il nostro stesso punteggio e a cui serve ugualmente vincere.
    Si gioca l'11 maggio 1930 allo stadio Ferencvaros di Budapest dove i nostri non avevano MAI vinto , con 40000 tifosi magiari a sostenere la propria nazionale , Pozzo Pozzo ha voluto proseguire il discorso tattico incominciato da Carcano, e lo chiama come suo collaboratore , la tattica degli azzurri e il "metodo" italianizzato con un veloce contropiede.
    La gara contro i magiari è come una finalissima , Vittorio Pozzo schiera questa formazione, con molti volti nuovi rispetto alla sconfitta del Prater.In attacco non regna più il Torino,ma la seguente linea con Costantino, Meazza, ed Orsi, ovvero due veloci ali e un centravanti di potenza. La novità è il nome di Giuseppe Meazza, che aveva debuttato il 9 febbraio in una amichevole con la Svizzera e con i suoi gol stava portando l’Ambrosiana-Inter allo scudetto. La partita vede una forte difesa azzurra che annulla gli insistenti attacchi magiari e di fronte ha due punte velocissime. E sarà proprio il "balilla" a strapazzare i magiari. Il portiere Aknai viene superato per ben cinque volte!

    Tripletta di Meazza al 17’ al 65’ e 70’; concludono le marcature di una partita dove gli azzurri hanno veramente "insegnato" il calcio, le reti di Magnozzi al 72’ e di Costantino al 84’. L’Italia vince la Coppa Internazionale, primo titolo della sua storia. Il trofeo, fatto di cristallo di Boemia e quindi fragilissimo, viene consegnato a Vittorio Pozzo che lo porterà nel viaggio in treno fino a Milano sempre sottobraccio e avvolto in strato di ovatta.

    Ungheria-Italia: Caligaris, con il fazzoletto intorno il capo, assiste ad una parata di Combi

    La Coppa Internazionale(foto)
    , Libonatti , punta del Torino e Rossetti si aggiudicano la classifica di capocannonieri!

    Libonatti
    fine seconda parte


  3. #3
    Ospite

    Predefinito In dettaglio la Coppa Internazionale

    Ecco la tabella di tutte la gare disputatesi nella prima edizione della Coppa Internazionale e che vide la vittoria finale della nostra squadra ; in blu l'Italia.


    18 agosto 1927 Praga
    Cecoslovacchia-Austria=2-0

    25 settembre 1927 Budapest
    Ungheria-Austria=5-3

    23 ottobre 1927 Praga
    Cecoslovacchia-ITALIA=2-2
    Cechi=Planicka , Perner , Seifert , Kolenaty , Kada , Hainy , Podrazil , Svoboda , Silny , Dvoracek , Kratochvil.
    AZZURRI=De Prà , Zanello , Caligaris , Pietroboni , Bernardini , Genovesi , Munerati , Baloncieri , Libonatti , Ceveninini III , Levratto.
    Reti=28° Libonatti , 32° , Svoboda , 51° rigore Svoboda , 79° Libonatti.

    6 novembre 1927 Bologna
    ITALIA-Austria=0-1
    AZZURRI=De Prà , Zanello , Caligaris , Pietroboni , Bernardini , Genovesi , Munerati , Baloncieri , Libonatti , Cevenini III , Levratto.
    Austria=Franzl , Rainer , Blum , Klima , Bilek , Schott , Siegl , Runge , Gschweidl , Walzhofer , Wessely.
    Rete=44° Runge

    1 gennaio 1928 Genova
    ITALIA-Svizzera=3-2
    AZZURRI=De Prà , Rosetta V , Caligaris , Pietroboni , Pitto , Ferraris IV , Rivolta , Schiavio , Libonatti , Magnozzi , Levratto.
    Svizzera=Sèchehaye , Dubouchet , Ramseyer , Geser, Weiler II , De Lavallaz , Tschirren , Abbeglen III , Abbeglen II , Bailly.
    Reti=10° e 58° Libonatti , 38° e 60° Abbeglen II , 68° Magnozzi.

    5 marzo 1928 Roma
    ITALIA-Ungheria=4-3
    AZZURRI=De Prà , Rosetta V , Caligaris , Pietroboni , Bernardini , Ferraris IV , Conti , Baloncieri , LIbonatti , Rossetti , Levratto.
    Ungheria=Amsel , Sternberg , Senkey I , Borsaniy , Bukovi , Pruha , Strock , Takacs II , Konrad II , HIrzer , Kohut.
    Reti=13° Kohut , 44° Hirzer , 48° e 75° Conti , 58° Rossetti , 76° Takacs , 85° Libonatti.

    1 aprile 1928 Vienna
    Austria-Cecoslovacchia=0-1

    22 aprile 1928 Budapest
    Ungheria-Cecoslovacchia=2-0

    14 ottobre 1928 Zurigo
    Svizzera-ITALIA=2-3
    Svizzera=Sèchehaye , Wernli , Ramseyer , De Lavallaz , Rezzonico , Galler , Tschirren , Abbeglen III , Grimm.
    AZZURRI=Combi , Rosetta V , Caligaris , Colombari , Janni , Pitto , Conti L. , Baloncieri , Rossetti , Levratto.
    Reti=2° Abbeglen III , 17° e 30° Rossetti , 80° Baloncieri , 85° Grimm.

    7 ottobre 1928 Vienna
    Austria-Ungheria=5-1

    28 ottobre 1928 Vienna
    Austria-Svizzera=2-0

    1 novembre 1928 Budapest
    Ungheria-Svizzera=3-1

    3 marzo 1929 Bologna
    ITALIA-Cecoslovacchia=4-2
    AZZURRI=Combi , Rosetta V , Allemandi , Genovesi , Janni , Pitto , Conti L. , Schavio , Libonatti , Rossetti , Pittaluga.
    Cecoslovacchia=Staplik , Burgr , Hojer A. , Madelon , Kada , Cipera , Baron , Svoboda , Bejbl , Silny , Kratochvil.
    Reti=18° Silny , 26° , 61° e 80° Rossetti , 33° Libonatti , 40° Svoboda.

    7 aprile 1929 Vienna
    Austria-ITALIA=3-0
    Austria=Franzl , Schramseis , Janda, Schott , Smistik , Luef , Siegl , Weselik , Hanftl , Horvath , Wessely.
    AZZURRI=Combi , Rosetta V , Caligaris , Pietroboni , Janni , Pitto , Conti L. , Schiavio , Libonatti , Rossetti , Picaluga.
    Reti=19° e 38° Horvath , 23° Weselik.


    Horvath , sulla destra , il fortissimo n° 10 austriaco d'origine ungherese , che ci rifilò una doppietta nel cappotto 0-3.

    14 aprile 1929 Berna
    Svizzera-Ungheria=4-5

    5 maggio 1929 Losanna
    Svizzera-Cecoslovacchia=1-4

    8 settembre 1929 Praga
    Cecoslovacchia-Ungheria=1-1

    6 ottobre 1929 Praga
    Cecoslovacchia-Svizzera=5-0

    27 ottobre 1929 Berna
    Svizzera-Austria=1-3

    5 maggio 1930 Budapest
    Ungheria-ITALIA=0-5
    Ungheria=Aknai , Koranyi I , Fogl III , Borsanyi , Turay , Vig , Markos , Takacs II , Opata , Hirzer , Tikos.
    AZZURRI=Combi , Monzeglio , Caligaris , Colombari , Ferraris IV , Pitto , Costantino , Baloncieri , Meazza , Magnozzi , Orsi.
    Reti=17° 65° e 70° Meazza , 72° Magnozzi , 84° Costantino.


    Giuseppe Meazza , appena diciannovenne e autore di una tripletta nella gara decisiva contro i magiari a Budapest che ci consegnò , di fatto , il trofeo.



    Classifica finale:
    Italia=11
    Austria=10
    Cecoslovacchia=10
    Ungheria=9
    Svizzera=0

    La Coppa Internazionale fu in assoluto il primo trofeo vinto dalla nostra nazionale di calcio , il merito va dato , a mio giudizio , soprattutto a Pozzo e alla sua scelta di chiamare il giovanissimo Meazza , che fu decisivo appunto nella vittoria fondamentale che ci consenti di superare in classifica austriaci , cecoslovacchi e di lasciare al palo i magiari.
    L'unica onta di questa competizione rimane il fatto che uscimmo malconci dalle due partite con gli austriaci , l'austria sarà l'unica nostra bestia nera di quegli anni , venendo battuta sempre con grande difficoltà.
    Per quanto riguarda l'attendibilità del torneo , si deve dire che le squadre che vi parteciparono erano effettivamente tra le più forti del continente allora , se escludiamo l'Inghilterra perchè il discorso sarebbe troppo lungo , l'Italia , l'Austria e la Cecoslovacchia rappresentavano il fior fiore del panorama calcistico , forse favorite dal fatto che erano state fra le prime ad introdurre il professionismo (l'Italia dopo il 1930) ; dopo di esse nazionali di un certo rango ma inferiori erano la Svizzera , la Norvegia , la Germania ; la Francia non fu mai granchè cosi come la Spagna , ma questa ebbe la gran fortuna di avere in porta una leggenda come Zamora.

    fine terza parte

  4. #4
    Ospite

    Angry Una grande occasione mancata

    La foto qui sotto si riferisce all'amichevole giocatasi il 22 giugno del 1930 allo Stadio Littoriale di Bologna , si vede Costantino aprire le marcature dopo soli 3 minuti e Meazza osservare la sfera mentre si insacca alle spalle del leggendario Ricardo Zamora , il match però si concluderà male , 3-2 per gli spagnoli con rete all'ultimo minuto di Ventolra.



    Ma cosa ci facevano i nostri a Bologna mentre in SudAmerica si stava disputando la primissima edizione del campionato mondiale?

    L'idea di creare un mondiale di calcio aleggiava nell'aria da oltre 20 anni , dalla nascita della FIFA in pratica , ma fu solo dopo le positive esperienze olimpiche del '24 a Parigi e del '28 ad Amsterdam le quali videro un grandioso successo di pubblico , che l'idea potè realizzarsi.
    Jules Rimet presiedette la definitiva commissione di Barcellona il 18 maggio del 1929 (foto sotto) che diede l'onore di essere la prima sede all'Uruguay.



    Ma altre nazioni europee si erano candidate , Francia e Italia in testa , giocavano sul fatto che la trasferta via mare oltreatlantico sarebbe stata troppo onerosa sia sotto il profilo finanziario (ricordiamoci che c'era la depressione post '29) che sotto quello professionale , infatti i club avrebbero dovuto far a meno per diverse settimane dei loro campioni ; ma alla fine l'Uruguay fu scelto lo stesso , primo perchè sembrava la squadra più forte in circolazione , avendo vinto 2 olimpiadi di seguito , poi perchè il calcio era lo sport più popolare e gli stadi sarebbero stati stracolmi ed infine perchè nel 1930 il paese celebrava il centenario dell'indipendenza dalla Spagna.
    Due mesi prima dell'inizio del torneo nemmeno una nazionale europea si era offerta per partire , facendo temere a Rimet un clamoroso fallimento , ma poi si trovarono una Jugoslavia ed un Belgio , la Francia accettò in extremis solo per via di Rimet , e i giocatori rumeni furono accompagnati dal Re Carol in persona fino a Montevideo!

    Per l'occasione , gli uruguagi costruirono uno stadio enorme da quasi 100 mila posti , lo Stadio del Centenario (foto dei progettisti all'opera)



    Fu un campionato sui generis , per esempio nella gara fra Argentina e Francia , coi sudamericani in vantaggio per 1-0 grazie al gol di Monti (futuro azzurro) all'81° , l'arbitro fischiò la fine con ben 6 minuti d'anticipo e fu costretto a rifugiarsi nelle docce dalla furia dei francesi ; la qualità dei portieri fu piuttosto scadente e il pubblico costituiva verso gli arbitri veramente il dodicesimo uomo , in special modo il pubblico uruguaiano , non serve dirlo.

    Alcune immagini del torneo:

    l'Uruguay vittorioso nello stadio del centanario


    fine quarta parte

  5. #5
    Ospite

    Predefinito Foto della finalissima

    i capitani di Uruguay e Argentina si stringono la mano prima della finalissima


    l'uruguaiano Cea segna il 2-2


    la rete del 4-2 , la segna Castro all'ultimo minuto


    la gioia per la vittoria


    i giocatori mostrano al loro pubblico la Coppa Rimet




    fine quinta parte

  6. #6
    Ospite

    Predefinito Oriundi

    Se l'Italia perde un'occasione di competere con la squadre sudamericane non manca però di guadagnare qualcosa portando a casa una nuova serie di calciatori , argentini per lo più , che essendo emigrati in quei paesi avevano il doppio passaporto , sono gli oriundi.
    Un caso particolare che si riferisce al mondiale appena terminato è quello di Luis "Luisito" Monti ; subito prima della finale aveva ricevuto una valanga di minacce dirette anche alla famiglia per le voci che lo davano alla Juventus.
    Il fenome degli oriundi nacque ufficialmente nel 1927 quando la FIGC pose il primo veto all'ingaggio di calciatori provenienti da federazioni estere ; il fascismo inaugurava col calcio un'autarchia che aveva come scopo precipuo quello di privilegiare il prodotto nazionale , cioè tutalare i vivai (quello che si dovrebbe tornar a fare oggi...).
    Ma il primissimo vero oriundo fu Libonatti.

    Il commendator Marone, presidente del Torino, è un precursore e probabilmente non lo sa, quando torna dal suo viaggio sudamericano portando con sè Julio Libonatti e Arturo Ludueña Chini (foto)



    che poi passerà alla Roma. Libo è un’ala piccola e veloce che in Italia e nel Torino si trasforma in centravanti. Si veste praticamente subito d’azzurro, debuttando “ufficiosamente” il 20 luglio 1926 a Stoccolma, contro la Svezia, e ufficialmente il 28 ottobre dello stesso anno a Praga contro la Cecoslovacchia. Il campione di Rosario di Santa Fè apre le danze: lo seguono in tanti, e nel gruppo ci sono talenti veri, anche se le carte di qualcuno andrebbero riviste con attenzione.
    La Juventus risponde al Toro mettendo le mani sulla stella della Nazionale argentina alle Olimpiadi di Amsterdam del ‘28: si chiama Raimundo Orsi, detto “Mumo” (foto)



    e suo padre era partito ai primi del secolo da Genova in cerca di miglior sorte. Orsi è già sotto contratto nel ‘28, ma l’Independiente non gli concede il nullaosta e la Juve dovrà attendere la stagione ‘29-30, primo campionato a girone unico, per metterlo in campo. L’anno dopo arriva anche Renato Cesarini (foto)



    e nella stagione successiva al gruppo si aggiunge Luisito Monti. Ci sarebbe anche il centravanti Maglio, figura minore in questa batteria di italo-argentini che fanno volare la Grande Juve dei cinque scudetti consecutivi. Ai quattro si aggiungerà, nella stagione ‘32-33, Pedro Sernagiotto, ala arrivata da San Paolo del Brasile. È proprio la Signora in bianconero ad aprire con i suoi trionfi l’epoca del calcio dei “rimpatriati”. Prima di ritrovare in cima alla classifica una squadra tutta italiana bisognerà attendere l’avvento del Torino, nel ‘42-43. Un Toro già incamminato sulla strada della leggenda.
    Altre storie di “rimpatriati” eccellenti, nomi che hanno contribuito a far decollare definitivamente il calcio nel nostro Paese.
    Il Genoa pesca un talento grande e sfortunato in Argentina: Guillermo Stabile (foto)



    cannoniere del primo mondiale uruguaiano, arriva sotto la Lanterna con la ragazza appena sposata per ottenere la cittadinanza italiana, dimostra subito quello che vale (tre gol al Bologna al debutto) ma presto si frattura una gamba (due volte, nello stesso punto, in poco tempo) e la sfortuna lo costringerà a un ruolo di stella a mezzo servizio. La lista è lunga. A Bologna c’è Lele Sansone, interno di classe che non svestirà più i colori rossoblù, nemmeno dopo la fine della carriera. Con lui, sempre da Montevideo, arriva il potente Francisco Fedullo. Insieme faranno la fortuna della squadra, quattro volte campione d’Italia in sei stagioni, tra il ‘35 e il ‘41. A Napoli ci sono i fratelli Sallustro, Attila e Rafael, arrivati da Asuncion, Paraguay. Attila (come del resto lo stesso Sansone) vestirà i colori della Nazionale.
    Il Torino ha Benedicto Zacconi, terzino di Rio de Janeiro, la Lazio l’ala Filho Guarisi e soprattutto i fratelli Fantoni: Juan, Octavio e Leonisio, arrivati dal Palestra Italia di Belo Horizonte. Ancora fratelli: ci sono i Frione, uruguaiani dell’Inter, dei quali il più grande e sventurato, Francesco, muore per una misteriosa malattia proprio a Milano, il 17 febbraio del ‘35, a neppure ventitrè anni. E ancora i brasiliani Bertini, Serafini, De Maria, Del Debbio, gli argentini Ferrara, Scopelli, Garraffa, Demaria, De Vincenzi, gli uruguaiani Mascheroni, Porta, Faccio, Faotto, Uslenghi. Una colonia. E non è tutto, perché qualche straniero non proveniente dal Sudamerica riesce a passare dalle maglie del nuovo regolamento. Succede, ad esempio, dopo l’annessione dell’Albania, quando da quel paese arrivano Lushta, Borici, Biciaku, Krieziu. E quando, durante la seconda guerra mondiale, le truppe italiane occupano la Jugoslavia: nel campionato ‘42-43, infatti, in Serie A giocano Matosich nel Bologna e Manbola nella Lazio.

    fine sesta parte

  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    giusto per la cronaca:
    ho smesso di continuare perchè ho visto che la storia della nostra nazionale negli anni '30 non interessa a nessuno!
    le puntate seguenti , se qualcuno avesse degnato questo thread di qualche visitina/dibattito , sarebbero state:

    7)Le olimpiadi di Los Angeles 1932-un'altra grande occasione sprecata

    8)la seconda coppa internazionale

    9)la seconda coppa internazionale in dettaglio

    10)il graduale avvicinamento ai mondiali

    11)i mondiali del Duce

    12)i mondiali in dettaglio

    13)il trionfo finale del 1934

    14)la battaglia di Highbury

    ma siccome non interessa a nessuno . . .

 

 

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