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    Predefinito Nell' anniversario di Waterloo

    Se non avesse piovuto nella notte fra il 17 e 18 giugno del 1815, la storia d' Europa sarebbe stata diversa.
    Per colpa del terreno fradicio l' artiglieria francese poté schierarsi solo in parte e la battaglia, anziche all' alba, ebbe inizio alle 11.

    Gli inglesi di Wellington presidiavano l' altopiano di Mont st. Jean mentre i francesi erano sull' altura prospiciente, leggermente più bassa, detta Belle-Alliance.
    Dopo una serie di attacchi e contrattacchi da entrambe le parti gli inglesi, verso le 4 del pomeriggio, ripiegarono.
    Napoleone, credendo che quella manovra preludesse a una ritirata vera e propria, sicuro di avere la vittoria in pugno, ordinò ai corazzieri della Guardia Imperiale di prepararsi all' assalto finale.
    Erano 3500. Uomini giganteschi su cavalli colossali.
    Non c' era più Murat a guidarli, ma c' era Ney: il "più coraggioso tra i coraggiosi".
    Discesero dalla collina, scomparvero nella valle che separa le due alture e quindi riapparvero sul pendio opposto che porta all' altopiano.
    Ecco come, ne I Miserabili, Victor Hugo descrive quella cavalcata: "Salivano al galoppo su per il pendio seri, minacciosi, imperturbabili. E negli intervalli dei colpi dei cannoni inglesi, si udiva quel calpestio colossale".

    Ma gli inglesi non stavano fuggendo. Erano solo indietreggiati nascondendosi alla vista del nemico che, stando più in basso, non poteva vederli.
    Avevano poi formato tredici enormi quadrati, ognuno con tre file di uomini per lato.
    Al centro d' uno di essi Wellington, ritto in arcione e impassibile nella sua "calm under stress" (che gli valse il nomignolo Duca di ferro), incoraggiava i suoi soldati mentre in piedi accanto a lui un ufficiale degli Royal Scotsmen, in gonellino e cornamusa, suonava marcette popolari scozzesi.
    Ney sferrò una carica dopo l' altra ma non riusci a piegare la resistenza inglese. I corazzieri sbaragliarono 3-4 quadrati ma gli altri, pur vacillando, resistettero.

    Al tramonto tutti videro in lontananza l' arrivo di un nuovo esercito.
    Erano i prussiani di Bluecher: il generale Vorwaerts (avanti!), come affettuosamente lo chiamavano i suoi soldati riferendosi al suo ordine preferito.
    Bluecher aveva eluso la caccia datagli dal maresciallo Grouchy che Napoleone aveva distaccato giorni prima per impedire ai prussiani di partecipare alla battaglia.
    Ora questi arrivavano in tempo per deciderne le sorti.
    Ney chiese il permesso a Napoleone di tentare un ultima disperata carica ma questi gliela negò e, avvoltosi nel suo famoso mantello grigio, si avviò verso Parigi e l' esilio.

    gianni

  2. #2
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    Predefinito



    E' la sera del 18 giugno 1815. A Waterloo.
    L'Imperatore dall'alto del colle su cui sorge la fattoria della "Belle Alliance" vede spuntare le armate prussiane di Blucher dalla strada sotto Plancenoit. Da qui in poi, la catastrofe francese. L’esercito ripiega bruscamente e inizia una fuga inesorabile.
    Solo un ultimo quadrato di granatieri francesi, del primo Reggimento dei Cacciatori della Guardia, rimane sulla spianata di Mont-Saint-Jean. Rimasti poco più di un manipolo di soldati, il generale inglese Maitland propone loro la resa
    - Grenadiers rendez vous! - ("Granatieri, arrendetevi!")
    - La garde meurt mais ne se rend pas! - ("La vecchia guardia muore, ma non si arrende!") - risponde il generale francese che li comanda.
    Eroiche parole, ben degne di farlo passare alla storia e di garantirgli funerali di stato ancor più imponenti di quelli promessi a Quattrocchi; ma assai più ingrato destino gli riserva il futuro...
    Il generale Maitland, infatti, oltre che scozzese e testardo, è animato da spirito umanitario e vuole evitare la carneficina, visto che ormai la battaglia è vinta.
    - Grenadiers rendez vous! - ripete il generale inglese - Vous serez traités comme les plus beaux soldats du monde!
    - La garde meurt mais ne se rend pas ! - replica ancora l'eroico generale.
    Alla fine, sono gli stessi soldati inglesi - colpiti da tanto eroismo -ad implorare gli avversari di arrendersi:
    - Grenadiers rendez vous! rendez vous! rendez vous!...

    E' allora che il prode generale francese, Pierre Jacques Étienne, barone di Cambronne, con le palle girate assai - forse perchè stava perdendo o perchè quelli proprio non la volevano capire - pronuncia la fatidica parola che tanto scandalo fece ai posteri e che lo rese famoso nella Storia forse più dello stesso Napoleone:
    - Merde!

  3. #3
    Betelgeuse
    Ospite

    Predefinito

    Il problema è che gli anglosassoni, vuoi per scarsa predisposizione alle lingue, vuoi per la acclarata predisposizione al dominio anche culturale del rimanente planetario, pronunciano il francese in modo schifoso. Non si saranno fatti capire.
    Fortunatamente, la merde è universale.

 

 

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