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In origine postato da Paul Atreides
Come al solito, tu astrai totalmente dal contesto, facendo prevalere il dato ideologico [quindi schematico e semplificante] sulle coordinate storico-culturali specifiche della realtà che stiamo analizzando. A ciò va aggiunto che l'Islam, non essendo un blocco monolitico, già per questa sua caratteristica non s'insedia con la stessa dinamica in ogni stato/nazione/cultura, ma segue strade differenti.
Nel caso turco, va detto che la Turchia ha una sua storia peculiare di modernizzazione/laicità sin dai tempi di Ataturk [che infatti abolì il califfato sin dal 1924], che ne fanno un unicum nell'area islamica. Cosa confermata dalla storia successiva.
Il primo uomo politico ''islamista'' turco di rilievo è stato Necmettin Erbakan, che fondò il Partito dell'ordine nazionale [Milli Nizam Partisi, MNP] nel 1970. Tale partito venne sciolto nel marzo '71 in seguito al colpo di stato dei militari per aver violato il carattere laico della repubblica. Nel '72 l'MNP rinasceva come MSP, Partito della salvezza nazionale, ottenendo un ottimo 12% alle elezioni, che permisero all'MSP di entrare nei governi Ecevit e Demirel. In particolar modo, Erbakan ottenne che gli allievi delle scuole islamiche [i ''licei per imam e predicatori'', ''imam hatip lisesi''] venissero equiparati alle scuole pubbliche.
Quando l'MSP, in occasione di un congresso a Konya, il 6 settembre del 1980, chiese l'introduzione della sha'ria, in un momento oltretutto di fortissima turbolenza interna alla Turchia, ci fu il 12 settembre l'ennesimo colpo di stato dei militari che sciolsero tutti i partiti, compreso l'MSP, e incarcerarono Erbakan.
Nel 1983, l'ennesima metamorfosi, e la nascita del Partito della prosperità [''Refah Partisi''], alla cui guida si pose nuovamente Erbakan. Il decollo politico del Refah è stato ostacolato dalla presenza dell'ANAP, fondato da Ozal nell''83, un partito di ''sintesi'', ultraliberista ma vagamente islamista, destinato a restare in piedi sino al '93, anno della morte di Ozal. E' proprio durante il governo di Ozal, frutto di un accordo tra islamisti pragmatici, tecnocrati e militari, che iniziò la querelle sul velo, proibito nell''89 alle studentesse.
Il Refah riuscì ad ottenere un successo significativo solo nel 1995, quando divenne il primo partito, ed Erbakan divenne primo ministro nel giugno '96 in un governo di coalizione col partito della Ciller, ma nel giugno '97 fu costretto alle dimissioni dalle pressioni dei militari e nel gennaio '98 il Refah venne sciolto. Le classi dei ''licei per imam e predicatori'' furono soppresse nello stesso '97.
Questo è lo scenario turco. Da qui si capisce il modo in cui, NECESSARIAMENTE, un partito islamico deve muoversi in Turchia.
PS. Le scuole per imam e predicatori, oggi nuovamente aperte e rese equivalenti, non hanno nulla a che fare con le ''scuole cattoliche'', ovviamente...
Quindi, necessariamente, un partito islamico in Turchia dovrà per forza snaturarsi per far parte delle istituzioni e finché farà comodo sarà lasciato libero di operare.