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Discussione: Ops...

  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Ops...

    Shannon
    Vertice Ue-Usa, Bush: bene Prodi e allargamento, ora la Turchia

    In chiusura dell'annuale vertice Ue-Usa, in Irlanda, il presidente americano George W. Bush ha dichiarato il proprio apprezzamento per Romano Prodi e per il premier irlandese Bertie Ahern, presidente di turno del Consiglio. Inoltre Bush si è congratulato per il recente allargamento e della Turchia ha detto: "il suo ingresso merita una piena adesione". Il presidente americano George W. Bush ha giudicato "costruttiva" la discussione che Ue e Usa hanno oggi avuto sull'Iraq, insistendo su quelle che ha definito "comuni responsabilità". Bush lo ha detto nella conferenza stampa finale dell'annuale Vertice Ue-Usa. (ANSA).


    Saran contenti molti filoislamici. Addirittura Bush come sponsor...

  2. #2
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    Predefinito Re: Ops...

    In origine postato da Paul Atreides
    Shannon
    Vertice Ue-Usa, Bush: bene Prodi e allargamento, ora la Turchia

    In chiusura dell'annuale vertice Ue-Usa, in Irlanda, il presidente americano George W. Bush ha dichiarato il proprio apprezzamento per Romano Prodi e per il premier irlandese Bertie Ahern, presidente di turno del Consiglio. Inoltre Bush si è congratulato per il recente allargamento e della Turchia ha detto: "il suo ingresso merita una piena adesione". Il presidente americano George W. Bush ha giudicato "costruttiva" la discussione che Ue e Usa hanno oggi avuto sull'Iraq, insistendo su quelle che ha definito "comuni responsabilità". Bush lo ha detto nella conferenza stampa finale dell'annuale Vertice Ue-Usa. (ANSA).


    Saran contenti molti filoislamici. Addirittura Bush come sponsor...
    Che c'entra essere filo-islamici con l'entrata della Turchia in Europa? Io, ad esempio, sono nettamente contrario.

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Un articolo della Costituzione turca garantisce la cittadinanza a 350 milioni di persone. Più degli attuali cittadini europei. Il tutto in un Paese dove l’integralismo e la sharìa prendono sempre più piede

    L’articolo 8 della Costituzione turca sancisce che qualsiasi turcofono chieda la cittadinanza turca ne ha il pieno diritto. Facciamo quindi un po’ i conti di quanti sono i popoli che parlano lingue o dialetti turchi. Indubbiamente gli Azeri, separati dalla Turchia da quella enclave cristiana che sembra ficcata lì in mezzo solo per un dispetto di Dio e degli uomini: l’Armenia, e con lei il piccolo Stato indipendente del Nagorno Karabagh. Ma il Nagorno non è riconosciuto dall’Onu, e quindi, in teoria, non esiste. Poi c’è il Kazhakistan e, al di là del Mar Caspio, o “Mar dei Khazari”, come lo chiamano i persiani, l’Uzbekistan, il Tajikistan, il Turkmenistan, il Turchestan. Ceceni, daghestani, cabardi sono turcofoni. E anche molte tribù della Mongolia parlano dialetti turchi.
    La conferenza pan-turca di Trebisonda, alle soglie della disgregazione dell’Unione Sovietica e della creazione della Csi, la Confederazione degli Stati Indipendenti, sancì un’egemonia culturale turca su questi nuovi Stati, più culturale e razziale che economica e militare, nazionalista e laica, e per questo osteggiata dagli arabi, tradizionali nemici dei turchi dai tempi dell’Impero ottomano. Ma oggi gli sceicchi stanno infiltrando anche il movimento pan-turco con i missionari wahabiti per attrarre nell’orbita fondamentalista le fresche energie di questi popoli, e per ottenere di conseguenza l’egemonia sul petrolio di questi nuovi Stati. Diciamo quindi che circa 350 milioni di persone sono turcofone, e quindi potenziali cittadini della Turchia: un domani, con l’entrata della Turchia in Europa, cittadini dell’entità statale chiamata “Unione Europea”. E, in questo caso, i cittadini europei sarebbero una minoranza. Nel Parlamento europeo avremmo una maggioranza non europea, il Presidente della Commissione non sarebbe più un (demo) cristiano come Prodi, ma un islamico, o un generale.
    Già, ci dimenticavamo che la Turchia è un Paese di religione islamica, e dove le elezioni le hanno vinte, per ben due volte, i fondamentalisti, politici che hanno pubblicamente affermato che gli europei dovranno rimangiarsi Lepanto (e Vienna, e Belgrado…).
    Perfetto, da parte loro, naturalmente.
    Amnesty International, prima di occuparsi quasi soltanto dell’Iraq, sosteneva che era comunemente applicata la tortura nelle carceri e in molti posti di polizia. Tutti gli uomini politici europei, di sinistra e di destra, di centro e di estrema, vogliono rassicurare i loro elettori affermando che il Partito islamico della Turchia sia un po’ come la Democrazia Cristiana: molto laico, nel senso degli affari, si sa pecunia non olet…, e poi, dicono, in ogni caso ci sarebbero i vertici militari, custodi dell’ordine laico istituito da Mustafà Kemal, il dittatore padre dei turchi, Ataturk, e della moderna Repubblica. E quindi… un bel colpo di Stato. Che tempra di democratici!
    Ma il fatto d’essere laico non impedì a Kemal di perseguire la stessa politica del Partito dei Giovani Turchi che lanciò il genocidio degli armeni, ammazzandone in due anni più di due milioni e mezzo. Ataturk si alleò poi perfino con i bolscevichi di Cicerin per strangolare la neonata Repubblica di Armenia, negli anni Venti, e allora quel poco di civiltà armena si salvò sotto il giogo di Stalin, che fucilava sì vescovi, preti e politici liberali o nazionalisti, ma permetteva alla popolazione di sopravvivere. I turchi fucilavano tutti, tanto per non sbagliare.
    I turchi azeri poi soffocarono nel sangue l’indipendentismo armeno nel Nagorno, scatenando anche sanguinosi pogrom in città del Mar Nero ben lontane dall’Armenia, e prima di ritirarsi, negli Anni Novanta, bombardarono Stephanakert, capitale del minuscolo Stato, con i micidiali razzi Grad, variante moderna della famosa Katjiuscia sovietica, oggi usata dai terroristi irakeni. (I giornalisti italiani dov’erano?)
    Oggi il Partito islamico al potere in Turchia ha sancito, con una legge parlamentare, l’equivalenza delle madrasse, le scuole coraniche, con le università: al posto del “voto Politico” di sessantottina memoria…
    Ma anche la recente alleanza con Israele, che ha trasferito in Turchia molte fabbriche belliche già stanziate in SudAfrica, rischia di dimostrarsi effimera, poiché il Partito Islamico si sta orientando su posizioni filopalestinesi, che erano estranee alla politica di Ankara. E anche sull’acqua, di cui Israele ha un disperato bisogno, i turchi cominciano a fare orecchie da mercante. La Turchia ha negato agli americani il passaggio sul suo territorio alle truppe che dovevano entrare in Iraq dal Nord; oggi lo Stato Maggiore turco sta disdicendo anche gli ordini di armi e materiale bellico effettuati negli Usa, per tornare all’antica alleanza con la Germania. E Fini, che ancora, insieme al Cancelliere tedesco Schroeder, ha patrocinato un’entrata a breve della Turchia in Europa, non dovrebbe dimenticare che la politica italiana non fu mai filo-turca nemmeno nel periodo dell’Asse. L’Italia infatti protesse gli armeni, e un suo grande ambasciatore, il vogherese Giacomo Gorrini, arrivò a salvarne personalmente 50mila, denunciò pubblicamente il genocidio perpetrato dallo Stato e dall’esercito turco, oltreché dalle milizie irregolari kurde degli zaptijé, e divenne ambasciatore plenipotenziario della Società delle Nazioni nella neonata Repubblica di Armenia, che fu poi strangolata nella culla per l’impotenza a intervenire a suo sostegno proprio di quella Società delle Nazioni che l’aveva creata. (L’impotenza dell’Onu ha quindi precedenti storici illustri…).
    Proporrei a tutti i sostenitori dell’entrata della Turchia in Europa di provare a entrare nei quartieri popolari di Istanbul o di Smirne, due tra le più belle città del Paese, oggi caduti sotto il fondamentalismo degli ulema. E, se già la polizia non ve lo sconsiglia caldamente, l’avventura è di quelle che non si dimenticano.
    Questo naturalmente non vuol dire che non ci siano molti turchi colti e civili, sia tra i borghesi che tra i militari e i poliziotti, che vorrebbero vivere in Europa, e magari ne sarebbero più degni di molti europei, ma proprio in quanto non vogliono sottostare alla sharìa islamica e alle leggi tribali dell’altopiano. Ma non è con i cedimenti, le finzioni, gli occhi chiusi e il naso turato degli europarlamentari e degli euroburocrati, che li si aiuta. Al contrario, così li si lascia in balìa della barbarie.

    Archimede Bontempi

    Beh, avere 350 milioni di islamici turcofoni in Europa non sarebbe mica male. Anzi...Le svariate decine o centinaia di filoislamici nostrani, forti del loro numero, potrebbero dar vita ad una fantastica alleanza...

    E mi raccomando... follow the leader, that is Bush!!!

  4. #4
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    Predefinito

    Ma con chi ce l'hai?

  5. #5
    Paul Atreides
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    Predefinito Re: Re: Ops...

    In origine postato da cornelio
    Che c'entra essere filo-islamici con l'entrata della Turchia in Europa? Io, ad esempio, sono nettamente contrario.
    La tua contrarietà l'approvo, ovviamente. Però sarei interessato a sapere perché non c'entra l'entrata della Turchia nella UE con l'essere filoislamico.

  6. #6
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da cornelio
    Ma con chi ce l'hai?
    Con i filoislamici. Mi pareva chiaro

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Ops...

    In origine postato da Paul Atreides
    La tua contrarietà l'approvo, ovviamente. Però sarei interessato a sapere perché non c'entra l'entrata della Turchia nella UE con l'essere filoislamico.
    Essere filo-islamici non significa volere l'islamizzazione dell'Europa, ma approvarne dei postulati spirituali il cui messaggio potrebbe aiutare il risollevamento delle genti europee.
    Significa anche sostenere i popoli islamici nella loro lotta contro il predominio americano e sionista.
    E poi la Turchia non è un governo islamico e mai lo diventerà, l'America è interessata alla sua entrata in Europa solo per motivi geopolitici: alleanza con Israele, è un paese membro della Nato, disgregazione ulteriore di quel minimo che è rimasto di identità europea.
    Vedrai che se la spinta all'islamizzazione della società turca aumenterà, ci sarà una bella soluzione algerina.

  8. #8
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Ops...

    In origine postato da cornelio

    E poi la Turchia non è un governo islamico e mai lo diventerà,


    Azz...Sei l'unico a non essere a conoscenza di alcuni cambiamenti...


    ELEZIONI IN TURCHIA: TRIONFA IL PARTITO ISLAMICO

    TURCHIA: ELEZIONI, RISULTATI FINALI CONFERMANO VITTORIA AKP ISLAMICI POTRANNO FARE GOVERNO MONOCOLORE, CAMBIARE COSTITUZIONE (ANSA) - ANKARA, 4 NOV - I risultati finali delle elezioni di ieri in Turchia confermano la schiacciante vittoria del partito neoislamico 'Giustizia e sviluppo' (Akp) che, con il 34,40 per cento dei voti che corrispondono a 363 deputati, potra' formare un governo monocolore ed anche approvare emendamenti costituzionali senza l'apporto di altre forze. Al secondo posto si piazza il ''Partito repubblicano del popolo'' (Chp), laico e socialdemocratico (e' membro dell'Internazionale socialista'') con il 19,49 per cento dei voti corrispondenti a 178 deputati. Sono stati eletti anche 9 candidati indipendenti. Solo due partiti, quindi, entrano in parlamento che consta di 550 seggi. Tutti gli altri partiti in lizza, non avendo superato la soglia del 10 per cento, non hanno diritto ad una rappresentanza parlamentare e, quindi, ne restano fuori. Il candidato a premier turco verra' indicato a giorni. Lo ha detto un collaboratore di Erdogan, il leader del partito che ha vinto le elezioni.

    ANKARA - "Europa, non avere paura di noi islamici. Saremo la faccia dell'Unione rivolta verso il mondo musulmano. Ora dateci una data per l'entrata di Ankara nella comunità. Da sempre la Turchia è una parte dell'Europa che si apre sull'Asia e sul Medio Oriente. Ne parleremo anche in Italia, paese amico che spinge per il nostro ingresso nella Ue, e dove presto andremo in visita. A Roma cercheremo legami con i partiti italiani democratici e conservatori come il mio". Travolto dalla folla dei sostenitori e da un successo atteso ma non di tali proporzioni, Tayyip Erdogan è l'uomo del momento in Turchia. L'ex sindaco di Istanbul, attuale presidente del Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp), assapora la vittoria fino in fondo. Lo avevano incarcerato per aver recitato in un comizio un antico poema turco, ora gli hanno impedito di partecipare al voto per non farlo diventare primo ministro. Ma nel momento della vittoria Erdogan, che da giovane vendeva ciambelle agli angoli delle strade e poi divenne un calciatore di buon livello, rivendica la leadership degli islamici in Turchia e contemporaneamente tende la mano all'Europa. E in un'intervista a Repubblica chiede per questo aiuto all'Italia.

    Tayyp Erdogan, lei non è deputato, le chiedono di dare le dimissioni da presidente dell'Akp, minacciano di chiudere il partito, ma ora ha vinto da trionfatore. Pretenderà di guidare il paese? "Non credo che su questo aspetto ci saranno questioni. Siccome non posso essere deputato riuniremo subito il nostro consiglio e in quella sede decideremo chi sarà il primo ministro".

    Eppure il capo dello Stato, Ahmet Necdet Sezer, l'ha avvertita che sarà lui a scegliere il premier. "Io credo che alla fine anche il presidente Sezer non si opporrà e non ci saranno discussioni né tensioni".

    E che cosa risponderà a chi le vuole impedire di portare avanti il suo progetto politico? "Che la chiusura di un partito non può coincidere con i valori politici di una formazione che ha dimostrato di essere così forte".

    I militari non si opporranno? "Trovo la sua domanda un po' provocatoria. La forza militare non opporrà ostacoli. In Turchia ognuno ha il suo ruolo. La funzione dell'esercito è una, quella di una compagine politica un'altra".

    Il suo partito islamico appare diverso dalle altre formazioni. E' per questo che avete vinto? "E' onesto, e la gente ha avuto fiducia nel nostro messaggio: prima bisogna far vivere l'uomo perché poi prosperi anche il paese. Questo è l'obiettivo. E quando parliamo al popolo ci capiscono, siamo stati sempre chiari e abbiamo mantenuto le promesse fatte".

    Avete intenzione di chiedere qualcosa in particolare all'Italia? "Abbiamo in programma di compiere una serie di visite ad alcune capitali europee. Una delle prime sarà proprio a Roma. L'Italia è uno dei paesi più impegnati per l'ingresso di Ankara nella Ue. Ecco perché attraverso gli ambasciatori abbiamo già avviato contatti in proposito".

    Ma voi islamici volete entrare in Europa? "Noi siamo, fra tutte le forze politiche, quella che si batte di più per ottenere questo ingresso. Il prossimo vertice europeo di Copenaghen che fisserà un'eventuale data per l'entrata della Turchia è decisivo. Daremo la precedenza, nel nostro programma, alle visite da compiere. Sarà una mossa indicatrice della nostra genuina volontà europeista".

    Perché volete entrare in Europa? "L'ingresso nella Ue è una volontà e una richiesta del popolo turco. E per l'Unione europea la Turchia sarà la faccia del Vecchio Continente rivolta verso il mondo islamico. Per questo Bruxelles deve stabilire una data. Strategicamente Ankara è una parte d'Europa che si apre verso l'Asia e il Medio Oriente. L'Europa non deve temerci".

    Però volete imporre il velo alle donne. "In molte parti del mondo la donna che vuole indossare il velo è libera. Stupisce il fatto che in Turchia, paese musulmano al 99%, questa libertà non ci sia. Promettiamo comunque di affrontare e di risolvere questo problema".

    E la questione curda? "Su questo siamo tranquilli: rifiutiamo il fanatismo regionale, quello religioso e di razza. Per noi è importante il concetto di cittadinanza. Le separazioni non possono essere possibili".

    E se l'America vi chiederà di partecipare alla guerra contro l'Iraq? "Sono contro il concetto di guerra. La Turchia sta ancora pagando il costo della crisi causata dal conflitto del Golfo. Ma dopo l'Afghanistan nel mondo si è creata una coalizione. Per questo giudicheremo determinanti le decisioni che prenderà l'Onu".

    4/11/2002 10:15

  9. #9
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    Predefinito

    Conosco benissimo la vittoria del partito giustizia e sviluppo in Turchia, ma non mi sembra che nel paese sia in vigore la sharia.
    Finchè non lederà gli interessi americani la maggioranza parlamentare di un partito islamico sarà tollerata, altrimenti...

  10. #10
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    E secondo te gl'islamici turchi sono così fessi da introdurre la sharia? Hanno la possibilità d'infilare 350 milioni di turcofoni in Europa e se la lasciano scappare per la ''sharia''? Questa è gente pragmatica, mica sono dei fessi ideologizzati.

 

 
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