da www.misteriditalia.it
DIECI DOMANDE (E DIECI RISPOSTE) SULLA DECAPITAZIONE DI NICHOLAS BERG
Circolano da diversi giorni su Internet documenti che mettono in dubbio la veridicità del video sulla decapitazione di Nicholas Berg,
Di seguito riportiamo dieci domande e dieci possibili risposte che quei dubbi raccolgono.
1) Chi ha arrestato Nicholas Berg e chi lo ha tenuto in carcere?
Poco prima dell'arresto Nick Berg, secondo diverse testimoninze, lavorava nel carcere delle torture di Abu Ghraib (è stato anche visto di notte su una torretta).
Il 24 marzo comunica ai genitori che il 30 dello stesso mese tornerà a casa.
L'arresto avviene il 24 marzo, quando si trovava a bordo di un taxi, nei pressi di Mosul, con una copia del Corano ed un altro libro intitolato Il problema ebraico o La soluzione ebraica (a seconda delle testimonianze).
Ufficialmente l'arresto è stato opera della polizia irachena, ma il capo della polizia locale - stando all'agenzia di stampa americana Associated Press (AP) - ha negato che Berg fosse mai stato fermato dai suoi uomini. Ed inoltre numerose chiamate alla polizia irachena, ottenevano la stessa risposta: "Non è detenuto qui". Il giovane americano avrebbe comunicato al padre con una email, dopo il suo rilascio avvenuto il 6 aprile, che dopo il fermo da parte della polizia irachena, era finito in custodia americana e interrogato da agenti dell'FBI, i quali gli avevano vietato di chiamare chiunque, parenti e avvocato compresi.
In particolare in una di queste e-mail Berg sostiene che gli agenti federali sospettavano e chiedevano se avesse costruito una bomba per un oleodotto o se era stato in Iran. Berg dice nello stesso messaggio di voler rientrare negli USA appena possibile. Il suo rilascio avviene 24 ore dopo che la famiglia aveva depositato una richiesta presso la Corte federale di Philadelphia, sostenendo che il figlio era tenuto prigioniero dai militari statunitensi in Iraq.
La detenzione di Berg da parte dell'esercito americano è confermata da alcune e-mail in mano alla famiglia Berg e inviate da funzionari diplomatici degli Stati Uniti. In una di queste (l'e-mail del 1° aprile), mostrata all’AP, Beth Payne, funzionario del consolato americano, scrive: "E' detenuto dai militari americani a Mosul... sta bene e cerca di mettersi in contatto con i parenti".
Un giornalista cileno, Hugo Infante, che ha vissuto nello stesso albergo di Berg ha raccontato: "Nic mi ha detto: 'La polizia irachena mi ha fermato, ha visto sul passaporto il mio ultimo nome ebraico e il timbro israeliano. Quell'individuo ha pensato che fossi una spia, così mi ha consegnato ai militari americani che mi hanno incarcerato per 2 settimane'".
2) Chi era veramente Nicholas Berg?
Berg - di religione ebraica, figlio di un pacifista convinto e militante - aveva 26 anni ed era originario di Filadelfia. Sua era la Prometheus Methods Tower Services Inc, una piccola società specializzata nella costruzione di antenne e torrette per comunicazioni elettroniche, tanto piccola da non essere mai stata registrata. Berg era già stato in Iraq dal 21 dicembre al primo febbraio 2004 alla ricerca di contratti di lavoro. Una ricerca alquanto singolare dal momento che non è possibile trovare lavoro in una zona come l’Iraq, a totale dominio americano, per una ditta che non sia neppure registrata. Il 14 marzo Berg vi era ritornato.
Un altro singolare aspetto della vita di Berg è emersa dopo la sua morte. Nel corso del 2001 Berg aveva conosciuto Zacarias Moussaoui, un arabo di nazionalità francese, detto “il ventesimo dirottatore”, l’unico presunto terrorista finito sotto processo in relazione agli attentati dell’11 settembre 2001. I due si erano conosciuti all’università di Oklahoma city nel 1999 e Moussaoui aveva usato la casella di posta elettronica di Berg, con tanto di password. Dipende da questa strana conoscenza l’interessamento dell’FBI per Berg che quando il giovane americano è detenuto in Iraq per ben tre volte manda suoi agenti ad interrogarlo?
3) Come e quando è stato ritrovato il cadavere di Berg?
Ciò che viene ritrovato vicino a Mosul l'8 maggio (è la data più attendibile, anche se può essere accettata quella del 10 maggio) è il corpo di un uomo senza testa. Non si sa chi lo abbia effettivamente ritrovato. Se il corpo viene trovato il 10 maggio o prima, non si capisce perchè il video, firmato Zarqawi, venga datato 11 maggio (come se fosse possibile ritrovare un cadavere e giustiziarlo il giorno successivo). Per gli amanti delle "stranezze", il video può essere stato firmato 11/5, in ricordo dell'11/9 (attacco all’America) e 11/3 (strage di Madrid).
4) Cosa si può dire del film della decapitazione?
Una pessima regia, effetti speciali non curati, scarsa conoscenza dell'Islam. Il film viene lanciato su Internet non da Iraq, Afghanistan o Pakistan, ma da Londra e da Nurberg (se non addirittura dalla CNN)
Sebbene il server sia in Malesia, i responsabili dei due siti che hanno messo in rete il filmato (www.al-asnar.net e www.al-asnar.biz , entrambi attuamente out per intervento delle autorità) si trovano in Europa, ed esattamente quello del primo sito è Abdel Rahman al-Rashed, Londra, Gran Bretagna e quello del secondo è Omar Abu Omar, Nurnberg, Danimarca.
Le circostanze del rilascio del video sono alquanto strane. E’ stato un giornalista della Reuters a nominare per primo il sito Muntada al-Ansar al-Islami (www.al-asnar.biz ) come fonte del video. Il sito è adesso non raggiungibile, ma Aljazeera. net vi si collega nei primi 90 minuti dalla diffusione della notizia, non riuscendo a trovare il video: operazione che riusce miracolosamente a Fox News, CNN e BBC, che insieme scaricano il video dal sito "arabo".
Come noto ci sono in rete centinaia di falsi siti islamici gestiti dalla CIA.
Il video non è una registrazione continua, ma vi sono alcuni tagli nei punti cruciali. I vari pezzi uniti insieme sono composti da
"Berg" seduto su una sedia parla della famiglia;
"Berg" seduto sul pavimento con i "militanti" dietro;
movimento della camera;
"Berg", privo di movimenti, steso sul pavimento mentre gli viene tagliata la testa.
L'ora mostrata sul video sembra evidenziare una differenza di 11 ore fra la fine della lettura del documento e la decapitazione.
Nel video scorre l'ora che segna il momento dell'esecuzione: 13 e 46 - 13 e 47 (cioè 1:46 e 1:47 pm). Ma l'ora non è indicata in arabo. E comunque in un formato inglese usato dai militari americani.
5) Dove è stata girata la scena del delitto?
La qualità dell'audio suggerisce che la scena viene registrata in una stanza grande e vuota. Nella parte iniziale del video si osserva che Berg è seduto su una sedia bianca di plastica che è perfettamente uguale a quelle presenti nel carcere di Abu Ghraib durante le torture americane sugli iracheni.< /FONT>
Le pareti della stanza hanno lo stesso colore giallo e il battiscopa è uguale a quello presente nel carcere.
6) Cosa si può dire sui “personaggi” che compaiono nel filmato?
Le immagini di "Berg" non hanno, a parere di molti osservatori, somiglianza alcuna con precedenti foto di Berg fornite dalla famiglia. Qualcuno segnala che il "Berg" del filmato ha una illuminazione diversa dagli uomini con la tuta che sono alle sue spalle, come se la sua immagine fosse stata sovrapposta. Berg non sembra avere alcuna idea di quello che sta per accadergli. "Probabilmente gli era stato detto che si trattava di una finzione".
Si sostiene anche l'ipotesi che Berg – vivo finchè è seduto - fosse già morto durante l'esecuzione, il che spiegherebbe l'assenza dei movimenti involontari e della perdita di sangue.
Berg indossa la tuta arancione dello stesso colore di quella indossata nelle carceri americane.
Uno dei personaggi (Zarqawi?) indossa un anello d'oro nella mano destra, che riflette la luce varie volte durante il video. Indossare un anello d'oro è proibito dall'Islam.
Un "militante" porta sulla spalla un AK-47, tipo "Gilal" (un arma migliorativa dell'AK-47s, fabbricata in Israele).
Nessuno dei personaggi indossa guanti ( e gli "Arabi" del filmato risultano avere mani e pelle bianca; osservazioni antropologiche indicano, inoltre, che i 5 personaggi hanno "un fisico occidentale, una postura occidentale e movimenti occidentali".
Molti notano che "militanti" corpulenti e ben nutriti sono una rarità, se si considera le peripezie cui sono sottoposti ed inoltre quelli ritratti nel video non corrispondono alla taglia media degli iracheni. Indossano giubbotti antiproiettile (modello "terrorista" N. 2,4,5), come quelli che vestono le guardie carcerarie e gli uomini della CIA.
L'individuo sulla destra ha scarpe bianche, situazione poco verosimile per chi cammina nel deserto.
7) Chi è l’ 'assassino'?
La CIA ritiene che l'esecutore materiale della decapitazione sia Abu Masub al-Zarqawi che, secondo fonti islamiche, sarebbe stato dato per morto già nel marzo scorso. E' opinione generale che, se accettassimo comunque che si tratti del giordano, non si capirebbe perchè tiene coperto il suo volto ben conosciuto a tutti. Ad analoghe conclusioni giunge l'esperta della CNN per problemi medio-orientali, Octavia Nasr, che afferma: "L'accento non è giordano, il che elimina subito qualsiasi elemento giordano dalla storia".
D'altronde viene sottolineato che, ammesso sia sempre vivo, Zarqawi aveva subito l'amputazione di un arto inferiore e indossava una protesi, mal funzionante, mentre nel filmato nessuno appare mostrare tale infermità.
8) Che osservazioni si possono fare sulla scena finale della decapitazione?
Le presunte urla di Berg e le manovre dell'esecuzione sono chiaramente fuori sincrono. Si legge su www. luogocomune.net : "Le 'urla' di Berg, nel momento in cui è gettato a terra, appaiono chiaramente fuori sincrono. Come se fossero state aggiunte in seguito alla colonna sonora".
Per tutta l'esecuzione Berg rimane fermo. Esperti di medicina legale osservano che non è in alcun modo possibile che l'uomo nel video fosse vivo e il suo cuore in funzione quando è avvenuta la decapitazione. In questi casi, infatti, il cuore spinge il sangue ad alta pressione nelle arterie e allora, in caso di taglio di una delle arterie del collo, vi è una massiva fuoriuscita di sangue.
Inoltre si nota che non c'è alcuno schizzo di sangue, che invece dovrebbe uscire a fiotti potenti, soprattutto dalla carotide, arteria molto spessa che proviene direttamente dal cuore: quando si ledono vasi arteriosi importanti il sangue schizza tutto intorno fino a circa tre metri.
Un'altra discordanza riguarda la testa che, una volta tagliata e sollevata in alto, non mostra gocciolature di sangue. Ed inoltre la testa, il pavimento, i vestiti di Berg e le mani dell'"Arabo" dovrebbero risultare insanguinati e questo è ciò che non si verifica.
Il taglio appare molto netto, il che è impossible da ottenere durante un atto violento fatto mano, su persona viva e con estrema rapidità (la testa sospesa appare quella di un uomo ghigliottinato).
9) E sui dialoghi e il sonoro?
L'audio risulta doppiato. Nei secondi finali del video, alcuni hanno udito per due volte una debole voce occidentale che sembra dire: "They will be done". Questa voce è udibile in tutte le copie esaminate e può essere udita meglio quando amplificata.
L'analisi della riproduzione delle urla di “Berg” dimostra che sono amatorialmente doppiate e prodotte da una voce femminile.
Secondo l'esperta per il medio oriente della CNN, Octavia Nasr, i personaggi che vestono i panni dei "terroristi" non pronunciano la parola “al Qaeda”, come sostenuto da chi ha tradotto il video. Infatti, secondo la giornalista, chi parla dice “al qaed” (non “al Qaeda”) che in arabo vuol dire "stare seduto; non fare niente".
Questo fatto è interpretato dalla CNN, letteralmente, come un "errore onesto", ma potrebbe avere un'altra spiegazione: chi parla nel video pronuncia male certe parole arabe.
Molti hanno sottolineato come gli "esecutori" non avessero un accento iracheno o giordano; alcuni vi ritrovano un accento egiziano o iraniano, altri sostengono che chi parla nel video non è di madrelingua araba.
10) Non ci sono troppe coincidenze sul “lancio del film”?
E’ singolae il tempismo con cui viene riportato l'evento all'opinione pubblica americana (la sera dell'11 maggio alle 18 e 30) e al Congresso, 'casualmente' durante una seduta dello stesso, e una seduta dedicata agli orrori delle
torture.
Riassumiamo quello che è accaduto in quelle poche ore:
Esecuzione;
Ritrovamento del cadavere senza volto e sua identificazione;
Notifica ai parenti;
Rapporto al Congresso;
Rilascio ai media con tanto di video.
E tutto questo, sorprendentemente, in un solo giorno.
Il tempismo si evidenzia anche nel fatto che il video esce nel culmine dello scandalo delle torture in Iraq.




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