Ecco un breve sunto di un articolo apparso su: Espresso on line, di Sandro Magister

ROMA – Il 15 giugno è giunta da Indianapolis la notizia che la Southern Baptist Convention, la più numerosa delle denominazioni protestanti USA con 16 milioni di fedeli, s’è separata dall’Alleanza Battista Mondiale. I motivi della rottura sono le donne pastore, l’omosessualità, il liberalismo teologico: i dissidenti ritengono inaccettabili questi “cedimenti aberranti”.

La notizia è un indicatore tra tanti della grandiosa mutazione che sta investendo la cristianità mondiale, compresa la Chiesa cattolica.

n altro indicatore, ma di segno opposto, è venuto dal viaggio in Svizzera di Giovanni Paolo II, il 5-6 giugno. Non solo il raduno con i giovani nel Palasport di Berna – che ha avuto tratti in puro stile MTV – ma anche la celebrazione della messa hanno dato al mondo l’immagine di una Woodstock cattolica. La musica pop e il tambureggiare del ritmo hanno intervallato la liturgia al termine dell’offertorio e prima della preghiera eucaristica. Dopo la comunione c’è stata un’esecuzione di jazz. Il solo vaticanista che ha colto l’impatto di questa immagine sul mondo, John L. Allen del “National Catholic Reporter”, ha posto così il problema: “Può una robusta identità cattolica essere forgiata imitando i modi espressivi della cultura diffusa? O la Chiesa non farebbe meglio a rafforzare le parole, le preghiere e le devozioni che la contraddistinguono?”.

Rispetto alla mutazione in corso nella cristianità mondiale, i battisti americani del sud si sono mossi in linea con essa, le liturgie papali di Berna no.


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