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  1. #1
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    Predefinito "Il Signore degli anelli? Razzista"

    Per comprendere a che punto sia arrivata la "religione" laica dell'Occidente, vi riporto un trafiletto del Corsera su quello che sembra essere la nuova disciplina degli accademici letterari e critici statunitensi : il vaglio della letteratura occidentale col setaccio antirazzista. Cosa che a noi potrà sembrare ancora allucinante, ma che potrebbe presto non esserlo più, una volta che il processo di multirazzializzazione, la legislazione europea, e l'azione corrosiva di certe lobby saranno giunte al livello degli anglosassoni.

    -------------------------------

    "Il Signore degli anelli? Razzista"

    NEW YORK - La trilogia del "Signore degli anelli"? Infarcita di stereotipi razzisti dove gli eroi buoni sono tutti bianchi e ariani mentre i cattivi hanno le sembianze di africani, arabi o indiani d'America. A lanciare l'accusa, dalle pagine della rivista Indymedia, è il critico cinematografico Lloyd Hart, secondo il quale anche nell'ultima puntata del ciclo (da due settimane campione d'incassi in America) "tutti i personaggi di colore sono associati con il principe delle tenebre Sauron" mentre i perfidi mercenari a cavallo degli elefanti assomigliano alle popolazioni africane, persiane e arabe". La polemica è rimbalzata sul sito della Fox News che osserva come "persino gli Uruk-hai sembrano la fotocopia dei nativi americani". (A. Far.)*
    * [presumibilmente la giornalista Alessandra Farkas, cognome ebreo. Nota mia]

  2. #2
    Arjuna
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    avevo sentito gia l'anno scorso questo genere di polemiche,accusa di razzismo,accompagnata dall'accusa di anti-femminismo perchè nel Film non ci sono donne protagoniste ne storie d'amore fondamentali (la base di ogni film politically correct oggi), a quando la proposta di legge per l'abbronzatura obbligatoria antirazzista per tutti coloro che hanno la pelle troppo chiara?

  3. #3
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    E’ innegabile che le caratteristiche razziali abbiano sempre servito da base per la fisionomica e per la rappresentazione dei tipi nei generi letterari, specie quello comico. Se a rappresentare l’homunculus pelasgico – che fa ridere dal tipo mediterraneo in su - non ci mettessero Bombolo o Alvaro Vitali, ma Dolph Lundgren, ci sarebbe qualcosa che non va.
    I greci, presso i quali entra per la prima volta il naturalismo nelle arti visive, ci hanno lasciato una quantità di oinochoe, rhiton e altri vasi con rappresentazioni di negri, e il tipo levantino-alpino ha servito da modello per i genii ctonii o entità demoniche (la cristianità poi prenderà il levantino-semita come modello per il Diavolo e i diavoli, nell’unico grande dramma bipartito: il Dio del bene e il suo Avversario, con rispettivi accoliti).
    Gog e Magog vennero identificati con un’esasperazione del mongolo delle steppe; la figura del “Flagello di Dio” venne immaginata un misto di mongolo e caprino. E insomma l’estraneo alla comunità, all’ordine costutuito, chi è oltre l’hic sunt leones non potè non venire rappresentato con le caratteristiche più distanti da quelle della razza bianca, assieme a caratteristiche teratologiche.
    D’altronde presso alcune reattive comunità negre d’Africa i bianchi vennero assimilati a fantasmi e demoni dell’oltretomba. E si potrebbe continuare all’infinito.
    Il carattere utopistico di simili battaglie antirazziste fino nell’estetica, fa quindi sorridere – se non fosse anche indice di un qualcosa di sovversivo.
    E la sovversione della tradizione arriva infatti fin negli interstizi di ogni aspetto culturale. Basti pensare alla lotta dei sessantottini contro la favola tradizionale. Roba passata? Mica tanto se la Disney attuale (gestita dall’ebreo Michael Eisner) è ormai distante mille miglia da quella Disneyana con il suo ricorso alla fiaba ancora tutto sommato grimmiana (anche se deformata romanticamente e un po’ borghesemente). Basti pensare solo al capovolgimento dei ruoli: la rivalutazione dei mostri e dei cattivi, e il declassamento dei cavalieri, degli eroi tradizionali, ecc. Il primo esempio che mi viene in mente è “Shreck”, recentemente trasmesso in televisione (curiosità: l’orco si dice sia un cameo dello steso Eisner). Tutti i film Disney – anche quelli apparentemente conservatori - sono ora la morte completa della fiaba tradizionale, con inversione controiniziatica di tutto.
    E la Disney è solo la punta di diamante di tutta la produzione di intrattenimento infantile dell’Occidente (fortuna che ci sono i tanto vituperati cartoni giapponesi a ripristinare un po’ di spirito kshatrya e di mistero esoterico rimasto).

  4. #4
    Arjuna
    Ospite

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    In Origine Postato da Vahagn
    (fortuna che ci sono i tanto vituperati cartoni giapponesi a ripristinare un po’ di spirito kshatrya e di mistero esoterico rimasto).
    Oltre ai giapponesi per me un po troppo americanizzati,ti ricordo anche alcuni cartoni,tra l'altro di notevole fattura non computerizzati,che a volte trovo su rai tre e la sette ad orari magari un po strani,soprattutto storie che attingono al repertorio mitologico/fiabesco russo e cinese,fiabe apparentemente innocue ma che,ad un occhio un po attento non risparmiano una certa profondità da non sottovalutare...un esempio per tutti...la storia del Piccolo Imperatore della Cina che deve vincere il Drago scrivendo sulla fronte del Drago "io sono il piccolo imperatore della Cina",col tragitto per giungere al drago nel quale l'imperatore deve prima vendere la sua veste d'oro per dar da mangiare ad un villaggio povero,poi tagliare la sua treccia per attingere l'acqua per gli stessi paesani ,poi regalare il suo cane per la loro gioia,poi,cosi' spogliato e irriconoscibile come imperatore ha il coraggio di dire al drago di essere il piccolo imperatore,scrive questo sulla fronte e il drago diventa mansueto,consentendogli di risolvere i problemi del villaggio e quindi di riappropiarsi dei sui attributi imperiali...

  5. #5
    suum cuique
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    In merito ai cartoni giappnesi vi consiglio spassionatamente
    "Principessa Mononoke" di Miyazaki; é un capolavoro e secondo me é in grado di restituire una visione magica e tradizionale del mondo

  6. #6
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    In Origine Postato da Arjuna
    avevo sentito gia l'anno scorso questo genere di polemiche,accusa di razzismo,accompagnata dall'accusa di anti-femminismo perchè nel Film non ci sono donne protagoniste ne storie d'amore fondamentali (la base di ogni film politically correct oggi), a quando la proposta di legge per l'abbronzatura obbligatoria antirazzista per tutti coloro che hanno la pelle troppo chiara?
    Curioso come l'accusa sia non quella classica di maschilismo, ma quella di "non-femminismo". Mi ricorda una proposta lanciata da non so quale organo di rappresentanza gay, che pretendeva di modificare la definizione di "eterosessuale" in "persona ad orientamento non omosessuale". Si riscontra in tutto ciò il capovolgimento cui faceva riferimento Vahagn, indubbiamente.

    L'accusa della mancanza nel film di storie d'amore poi, oltre ad essere falsa poichè vi è quella tra Aragorn ed Arwen (tra l'altro assente nel romanzo), è assolutamente ridicola quando si parla di un film ispirato ad un romanzo, la cui storia dunque è già scritta e non inventata di sana pianta.

    La tendenza, comunque, è questa... e le cose possono solo peggiorare. Poco manca al momento in cui anche nel cinema sarà vietato rappresentare la realtà in virtù di un modello imposto (ed inesistente) di società perfetta ed armoniosa ed, ovviamente, multirazziale.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  7. #7
    Orazio Coclite
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    Una delle critiche al capolavoro di Tolkien che si è ripetuta con più costanza negli anni, era proprio quella del razzismo biologico. L'arrogante critica nostrana gli rinfacciava il fatto che nei suoi racconti bastava la sola appartenenza a questa o a quella razza della terra di mezzo, per determinare l'appartenenza alle forze del bene o a quelle del male. Per cui orchetti tutti cattivi e silvani tutti buoni.
    A sentire questi pennivendoli, questa la grande colpa di Tolkien...

    Questione cartoni giapponesi: ne sono da sempre un cultore. Buona la segnalazione di Otto Rahn, Hayaoo Miyazaki è il re incontrastato dell'animazione moderna!

  8. #8
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    Predefinito Re: "Il Signore degli anelli? Razzista"

    In Origine Postato da Vahagn
    i perfidi mercenari a cavallo degli elefanti assomigliano alle popolazioni africane, persiane e arabe
    come se iraniani, arabi e africani fossero la stessa cosa...

    che gran cazzata!

  9. #9
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    In Origine Postato da Fenris

    La tendenza, comunque, è questa... e le cose possono solo peggiorare. Poco manca al momento in cui anche nel cinema sarà vietato rappresentare la realtà in virtù di un modello imposto (ed inesistente) di società perfetta ed armoniosa ed, ovviamente, multirazziale.
    ma è già così. Basta vedere che lo schifo multirazziale di Matrix, dove tutti sono o negri o meticci, e manca del tutto la figura dell'ariano biondo.

    o tempora o mores!!!

  10. #10
    suum cuique
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    In Origine Postato da Felix
    ma è già così. Basta vedere che lo schifo multirazziale di Matrix, dove tutti sono o negri o meticci, e manca del tutto la figura dell'ariano biondo.

    o tempora o mores!!!
    In effetti quando vidi Matrix Reloaded rimasi molto colpito dal constatare che la popolazione di Zion era fatta prevalentemente da negri e meticci che poi si scatenano in un ballo tribale e lascivo...

 

 
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