Calderoli da Berlusconi, slitta il vertice della Casa delle libertà
Resta l'incognita Udc dopo l'ultimatum di Follini al premier




Roberto Calderoli

ROMA - Un giorno preciso: venerdì. Entro due giorni la verifica dovrà concludersi. Parola del leghista Roberto Calderoli dopo l'incontro con Silvio Berlusconi, durato circa un'ora e mezzo a cui ha partecipato anche il ministro del Welfare Roberto Maroni. Il vertice della Casa delle libertà previsto per domani sera è slittato, aggiunge il vicepresidente del Senato, "per rispetto verso la direzione dell'Udc, fissata per giovedì".

L'incontro, ribadisce tuttavia l'esponente leghista, dovrà essere fatto entro venerdì per valutare la manovra bis, il Dpef, la squadra di governo e l'agenda che "deve avere al primo punto le riforme". Questo perché sabato è "un giorno utile per convocare il Consiglio dei ministri prima dell'Ecofin", la riunione dei ministri dell'Economia comunitari.

La Lega conferma che non resterà nel governo se sarà destinato a "vivacchiare". Ma Calderoli dice che le condizioni per un rilancio dell'esecutivo nei prossimi due anni "ci sono". Il vicepresidente del Senato sottolinea invece che "non si è parlato della proposta di riforma elettorale dell'Udc", lanciata da Marco Follini nell'intervista a Repubblica di oggi in cui il segretario dell'Udc sostiene l'esigenza di un ritorno al proporzionale. Dopo aver incontrato Berlusconi Calderoli è andato a pranzo con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

Se Berlusconi con il suo ritorno lampo dal vertice Nato di Istanbul sembra aver disinnescato per il momento la minaccia leghista, resta l'incognita dei centristi. Il malumore di Follini che nella sua intervista parla di "fine della monarchia" riferendosi a Berlusconi ormai è incontenibile. E il vertice di venerdì dipenderà molto da quanto deciderà l'Udc in queste ore.
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(29 giugno 2004